Fame zero: l'International Agricultural Forum riunito a Expo Milano 2015

La Carta di Milano già sottoscritta da 115 Paesi

06/06/2015

Fame zero: l'International Agricultural Forum riunito a Expo Milano 2015
Milano 6 giugno 2015. Giovedì 4 e venerdì 5 giugno si è svolto a Expo Milano il Forum internazionale dell'Agricoltura "From Expo Milano 2015 and beyond: agriculture to feed the Planet", al quale hanno partecipato oltre 400 rappresentanti dei paesi presenti all’Esposizione Universale di Milano.

Il meeting, coordinato da Roberto Arditti, Direttore Relazioni Istituzionali di Expo 2015 e organizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è stato un importante appuntamento per condividere nuovi impegni per la lotta alla fame e ai cambiamenti climatici confermando  la vocazione di Expo Milano 2015 come luogo ideale di confronto e di dibattito su temi alti e su esperienze concrete. 
Due giorni di dichiarazioni sul futuro dell’agricoltura e impegni concreti nel presente.
 
Il Ministro Martina: “Vogliamo essere la generazione Fame zero 
“Il lavoro fatto in questi due giorni di Forum internazionale dell’agricoltura in Expo –ha detto il ministro delle Politiche agricole e delegato del Governo per Expo, Maurizio Martina, è stato intenso. Abbiamo accolto oltre 115 Paesi, più di 50 Ministri, 370 delegati insieme al Direttore generale della Fao Graziano Da Silva, al Commissario all'Agricoltura dell'Unione europea Phil Hogan e all’ex Presidente del Brasile, Inácio Lula da Silva. Hanno partecipato ai lavori perfino 27 Stati che non partecipano all'Esposizione universale come Pakistan, Sudafrica o Australia. L’Italia ha raggiunto il suo obiettivo: abbiamo contribuito a rendere più consapevole l’opinione pubblica, i visitatori che attraversano i viali di questa Expo, e a porre in evidenza che la lotta alla fame, la lotta alla povertà sono grandi questioni di cittadinanza e di civiltà, che hanno a che vedere innanzitutto con la responsabilità di ciascuno di noi. In queste battaglie c’è sempre una quota di responsabilità fondamentale che riguarda innanzitutto gli individui. Vogliamo essere la generazione Fame zero”.
Martina ha sottolineato inoltre che “l’agricoltura deve giocare un ruolo centrale” ed ha aggunto: “Da questo forum usciamo più forti, più consapevoli, ma soprattutto lanciando un messaggio: quando noi lavoriamo per garantire un futuro ai modelli agricoli dei nostri Paesi non lo facciamo solo per gli addetti ai lavori di quei settori, ma lavoriamo per assicurare un futuro alla cittadinanza tutta. La dimensione globale della sfida agricola è il vero messaggio che parte da questo Forum. Rivolgo il pensiero ai tantissimi ragazzi che sono venuti a visitare Expo e che la rendono innanzitutto una esposizione di giovani. Noi tutti sappiamo quanto sia giovani che le donne, dal punto di vista della questione di genere e generazionale, siano a tutti gli effetti due sfide enormi e cruciali anche per il futuro dell’agricoltura”.

Nel prossimo futuro bisognerà produrre di più, ma consumando meno risorse naturali.
Poi il Ministro Martina ha parlato delle quattro sfide di Expo: “All'agricoltura è oggi dedicato circa l'11% della superficie terrestre e una parte importante delle risorse idriche disponibili. È il momento –ha precisato il ministro- di dare un nuovo, concreto, slancio allo sforzo di costruire una global food policy, in grado di assicurare l'obiettivo di azzerare la fame nei prossimi quindici anni, di promuovere un'alimentazione più sana e di assicurare che l'obiettivo di produrre cibo sufficiente per soddisfare una domanda in rapida crescita sia perseguito nel rispetto del principio di sostenibilità. Abbiamo proposto quattro sfide: un nuovo rapporto tra ecologia e agricoltura; il sostegno al reddito degli agricoltori familiari; più innovazione per i piccoli produttori; regole forti per garantire mercati più giusti. In questi sei mesi Expo Milano deve aiutarci a costruire soluzioni concrete.
Come Paese ospitante abbiamo elaborato la "Carta di Milano" innanzitutto per questo, per offrire un contributo alla responsabilità di ciascuno e avanzare, partendo dal basso, un quadro di impegni per cittadini, associazioni, imprese e istituzioni”.
 
La Carta di Milano firmata già da 115 Paesi
Centoquindici paesi hanno già aderito  alla Carta di Milano che dovrebbe tracciare le linee guida per la collaborazione internazionale finalizzata alla lotta allo spreco e alla fame nel mondo.  Nel corso dei sei mesi sarà arricchita, per poi essere consegnata il 16 ottobre 2015 al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon.

La Carta è stata presentata la  mattina del 5 giugno e nello stesso giorno, tra gli altri, hanno firmato la Carta il Presidente Sergio Mattarella e Luiz Inácio Lula da Silva.
 

Luiz Inácio Lula da Silva
(Presidente Istituto Lula)
 
A presentare il documento è stato il professor Salvatore Veca (Curatore scientifico della Carta di Milano), seguito dagli interventi di Vicente Loscertales (Segretario Generale del Bureau International des Expositions), José Graziano da Silva (Direttore Generale FAO), Phil Hogan (Commissario Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale), Evelyn Nguleka (Presidente della World Farmer Organization), Kenneth M. Quinn (Presidente della World Food Prize Foundation), Irene Ovonji-Odida (Presidente Ufficio internazionale Action Aid) e di Luiz Inácio Lula da Silva (Presidente Istituto Lula).

«La Carta di Milano è uno strumento fondamentale per avere impegno e coinvolgimento diretto e per questo lavoriamo con la comunità scientifica e con la comunità internazionale», ha detto Vicente Gonzales Loscertales (nella foto con il direttore di INformaCIBO), segretario generale del Bureau international des Expositions (Bie), durante il suo intervento al forum. «L’Expo - ha ribadito - è l’inizio di un lungo percorso e tutti dobbiamo cooperare; la Carta di Milano è uno strumento che rappresenta uno sforzo congiunto, e devono seguire azioni politiche per capire quali siano gli impegni futuri e per creare la cittadinanza del futuro». Loscertales ha parlato sostanzialmente di modelli diversi di consumo.

Sala: «avvantaggiare il capitale sociale del Paese»
Il commissario unico di Expo Giuseppe Sala,  ha sottolineato le potenzialità di Expo anche sotto il profilo economico, sottolineando che la sfida è «avvantaggiare il capitale sociale del Paese». «La strada è ancora lunga - ha aggiunto il commissario - ma un elemento ci incoraggia. Abbiamo una percezione di partecipazione particolare, e non solo nei numeri e nelle quantità. C’è un sentimento di popolo: giovani e anziani si uniscono in una dimensione comune di curiosità e apprendimento. C’è un passaparola che sta attraversando il Paese e i ragazzi che sono venuti e che arriveranno sono una sorta di generazione Expo».
 

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