Ferrero la prima azienda al mondo nel settore alimentare per reputazione

Armani, Pirelli e Barilla gli altri marchi tricolore presenti nella Top 100

24/03/2016

Ferrero la prima azienda al mondo nel settore alimentare per reputazione
Milano 23 marzo 2016. Secondo il Reputation Institute, leader mondiale nei servizi di misurazione e consulenza sulla reputazione, Ferrero (nella foto Giovanni Ferrero, amministratore delegato di Ferrero) risulta il primo al mondo per reputazione nella classifica riguardante le aziende del settore alimentare.

Un risultato molto importante - ha commentato Michele Tesoro (amministratore delegato Reputation Institute Italia) – vista la presenza di Ferrero e di altre aziende italiane nel ranking mondiale. Ciò dimostra la capacità delle nostre realtà di conquistare il consumatore anche fuori dalle mura domestiche. Una conquista che si basa sicuramente sui prodotti di eccellenza ormai riconosciutici, ma anche su altri fattori come la trasparenza e l’eticità dei comportamenti della singola azienda.”

Tra gli altri marchi italiani presenti Armani, che si piazza alla 32esima posizione, Pirelli, 40esima, Barilla, 43esima, in risalita dalla 55esima piazza in cui era scivolata nel 2014 dopo le dichiarazioni del presidente della società sulle famiglie omosessuali, e Lavazza al 77esimo posto.

Al primo posto nella graduatoria stilata dalla società di consulenza valutando le opinioni dei consumatori nei Paesi del G8, più Brasile, Russia, India e Cina, Corea del Sud e Messico spicca Rolex, che nel 2015 era quarta. Alle sue spalle Walt Disney, seconda, in salita dal sesto posto dell’ano scorso, e Google, terza, in discesa rispetto alla classifica precedente che la vedeva seconda. Tra le marche tech presenti Microsoft migliora il suo piazzamento salendo al settimo posto (prima era 11esima), sostituendo Intel, che scivola appena fuori dalla top 10, piazzandosi 11esima. Peggiora anche la posizione di Apple, decima, con un salto indietro di 3 posizioni.

Pesante invece in calo che ha investito le società dell’automotive. Sulla scia del dieselgate Volkswagen che è crollata dal 14esimo posto addirittura al 123esimo, uscendo addirittura dalla top 100. Peggiorate anche le prestazioni di Bmw, al quarto posto dopo essere stata in cima alla classifica nel 2015, e Daimler, che da terza scende alla quinta posizione.
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