"Filiere in crescita: la lezione della Sud Valley", il Convegno organizzato a Bari da Osserva Italia

Due italiani su tre cercano prodotti italiani e sono attenti alle aziende che rispettano il territorio

11/07/2014

"Filiere in crescita: la lezione della Sud Valley", il Convegno organizzato a Bari da Osserva Italia
Bari 11 luglio 2014. Si è svolto oggi a Bari presso il Salone degli Affreschi dell'Ateneo il primo forum: "Filiere in crescita: la lezione della Sud Valley", organizzato da Osserva Italia (il sito di Affari&Finanza) dedicato al mondo dei consumi, nato dalla collaborazione di Conad e Nielsen.

Alla giornata hanno partecipato i giornalisti di Repubblica Stefano Costantini e Roberto Mania oltre a  Vincenzo Divella, ad del gruppo Divella, Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, Giovanni Fantasia, ad di Nielsen Italia, Luca Granata, direttore generale del Consorzio Melinda, Fabrizio Nardoni, assessore regionale all'Agricoltura, e Francesco Pugliese, ad di Conad.
Ha chiuso i lavori l'intervento del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina.

Stefano Costantini, caporedattore di Repubblica Bari, ha spiegato il lavoro di Osserva Italia, che fornisce indagini sui consumi grazie ai dati forniti da Conad e Nielsen. "Da marzo a oggi già quasi 500mila gli utenti unici di questo Osservatorio".

E' stato l'ad di Conad, Francesco Pugliese ad aprire la discussione: "Osserva Italia è un esempio utile per l'agroalimentare. Per ottenere successo nelle filiere bisogna ragionare in modo diverso, puntando al "noi" e non a scelte individuali. Solo così il piccolo può diventare grande".

Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia, ha precisato: "Da parte nostra c'è molto impegno nel raccogliere dati che raccontino il paese. Così portiamo direttamente le informazioni anche ai nostri clienti. Un metodo importante per capire dove stanno andando i nostri cliente quali sono le prospettive future. Osserva Italia da a tutti la capacità di lettura. Il consumatore oggi è cambiato e punta alla ricerca della qualità sempre cercando il miglior prezzo. È un consumatore smart, più efficiente".

Ha portato il saluto al Convegno  il rettore dell'università di Bari, Antonio Uricchio, esprimendo: "viva soddisfazione per questa iniziativa. Collaboriamo attivamente attraverso il sistema della ricerca. Abbiamo investito molto sui temi della sicurezza alimentare. Abbiamo profondamente creduto nella scelta che oggi viene manifestata in questa occasione. Vi auguro buon lavoro e confermo piena collaborazione".
Saluti anche dal nuovo sindaco di Bari, Antonio Decaro: "la nostra regione e Bari hanno fatto tanti passi avanti nell'agroalimentare. Ortofrutta e vino ci vedono a primi posti. Provate a pensare al negroamaro o al primitivo di Manduria o Gioia del Colle. Puglia produce un quinto della produzione di ortofrutta. Qui purtroppo un problema legato alla trasformazione industriale dell'ortofrutta. Dobbiamo fare ancora tanti passi in avanti in questo settore che insieme al turismo sarà core business della nostra regione".

Ha pèreso la parola  Romolo De Camillis, retailers director di Nielsen Italia che ha presentato i risultati della ricerca Nielsen: "il consumatore oggi è cambiato. Più rivolto alla famiglia, alla ricerca della tranquillità, più informato tramite internet. Cambiamenti che hanno ricadute sui consumi. Gli italiani hanno iniziato a trascorrere più tempo libero in casa che fuori casa riscoprendo i valori antichi della cucina. Schiacciati dalla crisi non hanno perso il contatto col mondo esterno tramite internet. L'innovazione che si sposa con la tradizione. Cambiano gli interessi. Se ne 2010 c'erano musica e viaggi in testa agli interessi dei consumatori italiani, oggi vanno verso cucina e salute. Il gusto da un lato ma anche il mangiar sano dall'altro. Circa due italiani su tre sono convinti che gran parte delle malattie abbiano indagine da alimentazione sbagliata".
Due italiani su tre cercano prodotti italiani e sono attenti alle aziende che rispettano il territorio. "Il cuore del lavoro fatto con Conad e Affari&Finanza sono i panieri. Abbiamo cercato di cogliere tendenze macro creando sei panieri che raccontano come sta cambiando il modo di consumare degli italiani".

I dati dei panieri Nielsen e Conad: "Più chef a casa, più happy our in casa. La Puglia coglie fenomeni nuovi più velocemente. Forti cambiamenti che nascono dalla capacità di elaborare molte più informazioni rispetto al passato. Cliente più connesso e informato sugli acquisti. L'86 per cento ci dice che confronta i prezzi. Non c'è più la possibilità di far fesso il consumatori. Viene meno il prezzo alto come associazione di qualità un connubio sempre meno presente nelle teste dei clienti. Non si fanno ingannare dal prezzo. Parliamo anche di un consumatore più virtuoso che ha rinunciato al superfluo riducendo gli sprechi".

La filiera risponde al bisogno di risparmio: "La filiera e la grande distribuzione dell'agroalimentare hanno fatto passi avanti. Sono diminuiti ipermercati e supermercati. Sono aumentati in numero solo i discount. Non è solo un abbassamento qualitativo dell'offerta.
Si riduce la superficie numerica e aumenta in termini di quote di mercato. Storie di successo. In Italia un acquisto su 4 viene fatto in piccoli negozi, in Puglia uno su tre. La Puglia è anche un modello di integrazione del piccolo con l'innovazione".
E dopo la presentazione della ricerca è seguita la tavola rotonda e infine ci sono state le conclusione del ministro Martina.

L'intervento del ministro, Maurizio Martina 
Il ministro alle Politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina, ha concluso la tavola rotonda affermando che «il punto più importante per me, è continuare a ragionare in termini strategici sul settore agroalimentare per i cambiamenti che stiamo vivendo anche fuori dai confini nazionali».

Per Martina «abbiamo il dovere di disegnare delle linee strategiche per l’agricoltura italiana. E quindi anche alcune discussioni che abbiamo portato avanti fin qui, vanno aggiornate perché di fronte a quello che sta accadendo, di fronte alle quantità di forze che entrano in campo in questo scenario, abbiamo il dovere di collocare la qualità agroalimentare italiano in questa visione». «Questa - ha concluso - è la grande sfida per l’agricoltura italiana. E ci sono tutte le condizioni per vincerla, per cui se si lavora insieme si può fare un buon risultato», ha concluso.

Tra le riforme necessarie all’agricoltura italiana, c’è senz’altro «l’essere veloci sui tempi delle scelte fondamentali», ha proseguito poi Martina, sottolineando che finora il governo ha fatto «un lavoro enorme per rimettere in moto un meccanismo efficiente». «Non era scontato - ha sottolineato - che con le Regioni siglassimo l’accordo Pac nel giro di poco tempo ma l’abbiamo fatto». Tra le altre riforme necessarie, per Martina c’è «sicuramente una grande attenzione alla burocrazia e alla semplificazione amministrativa». E «anche lì - ha detto - abbiamo fatto scelte importanti che iniziano un percorso di semplificazione concreta per le aziende. Mi riferisco ad esempio al fatto che nel decreto che abbiamo approvato estendiamo lo strumento delle diffida prima della sanzione amministrativa». Ad esempio, ha aggiunto, «ci siamo concentrati su alcuni settori come il vitivinicolo per semplificare il più possibile». «Il terzo punto - ha proseguito - è un’accelerata sul versante dei pagamenti, dei pagamenti Pac in particolare». «Pensate - ha concluso - al fatto che abbiamo sbloccato in tre settimane, con la nuova gestione di Agea, oltre 100 milioni di pagamenti agli agricoltori italiani».

Il Ministro Martina rispondendo ai cronisti sul MADE IN ITALY. 
 

"Noi abbiamo da definire dei piani di azione sulla contraffazione e i veri nodi vengono al pettine quando discutiamo con i Paesi stranieri, in particolare con gli extraeuropei. Li' c'e' il punto vero anche di costruzione di azioni nuove per contrastare la contraffazione: mi riferisco al divieto di evocazione e a queste trattative delicate che abbiamo in particolare in questo momento ad esempio con gli Stati Uniti su come noi costruiamo un rapporto nuovo con quei mercati". E' chiaro da Bari il Ministro alle Politiche Agricole Martina rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto come il governo stia cercando di risolvere il problema della contraffazione. "Quindi - ha spiegato Martina - per essere concreti: grandissima attenzione agli accordi commerciali che l'Europa dovrà stipulare da qui ai prossimi mesi in particolare con gli Stati Uniti, ma non solo e dentro questi accordi, grande attenzione ad alzare il livello degli strumenti che possono aiutarci a combattere il falso Made in Italy e pero' poi anche far emergere il Made in Italy di qualita' che deve andare in quei mercati. L'altro grande tema di cui dobbiamo discutere - ha sottolineato - e' che i vuoti si riempiono. Se leviamo, come dobbiamo levare, il falso Made in Italy dagli scaffali del Mondo, deve arrivarci il vero Made in Italy e non e' cosi' scontato che ci arrivi. Quindi dobbiamo discutere - ha concluso - di come noi portiamo i nostri prodotti di qualita' in questi mercati".
 

LE QUOTE LATTE. "Punto numero uno è una vicenda vecchia e gestita male in questi anni". Il ministro delle Politiche Agricole non ha dubbi. La vicenda delle quote latte, per la quale è partita una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea che costringe il governo italiano a recuperare dai produttori il mancato pagamento delle multe per 1,4 miliardi di euro, è stata gestita male negli anni. "Non si doveva arrivare fin qui in questo modo - ha detto Martina a Bari -. Noi siamo operativi già da tempo stiamo lavorando con l'Agea, che è l'ente pagatore per vedere bene la situazione e impostare misure e interventi rapidi nel pieno rispetto delle regole e della legge. Credo che nelle prossime settimane - ha sottolineato - si vedrà questa cosa. Sul punto di merito non abbiamo da aggiungere altro, perchè già è attivo il meccanismo e si sta perfezionando in questi giorni. Peccato - ha continuato - perché si poteva gestire diversamente, ma in questi anni anche la speculazione politica sulla vicenda è stata un erroraccio clamoroso. Come sapete c'è direttamente un intervento sull'impresa agricola cui hanno contestato lo sforamento della quota. Per cui queste imprese già nel 2012 non hanno più i pagamenti Pac, che si sono bloccati in virtù del fatto che stavano dentro questo elenco. Stiamo parlando di recuperare risorse su queste imprese a cui è stato contestato lo sforamento della quota. Certo che per queste imprese non sarà per nulla semplice. Ma è chiaro che ci si riferisce ai singoli casi. Il meccanismo - ha concluso - adesso è di intervento diretto".

Video: l'intervista al Ministro Martina (da RepubblicaTV)

 
Il Ministro Maurizio Martina a Bari
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