Forum a Expo Milano: il business tra Russia e Italia alla luce dell'embargo

Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare "superare gli ostacoli" derivati dalla sanzioni Ue

16/10/2015

Forum a Expo Milano: il business tra Russia e Italia alla luce dell'embargo
Milano 17 ottobre 2015. Le sanzioni imposte alla Russia costituiscono un prezzo inutile e controproducente. L'embargo e le sanzioni si sono rivelate del tutto inefficienti e, anzi, autolesionistiche perchè a pagare sono state e sono le aziende europee, a cominciare da quelle italiane, e proprio partendo dal settore dell'alimentare.
Sono queste le posizioni emerse dal forum economico Italia Russia svoltosi ieri nel Padiglione Russia a Expo Milano.

I dati su un embargo “pagato dalle aziende” erano già stati diffusi nei mesi scorsi da Federalimentare, e dalle marche dell’agrifood italiano.
Il protrarsi dell’embargo segnalavano una serie di numeri un pò da paura: nel 2013, a mercato libero, l’export verso la Russia, diventato l’undicesimo sbocco delle nostre merci di cibo e bevande, era di 562,4 milioni di euro. L’anno successivo si è registrato un meno 6 per cento e nel primo bimestre del 2015 le esportazioni alimentari italiane si sono dimezzate (-46,3 per cento). A voler essere precisi, "parlavano" i dati: chi aveva risentito maggiormente era il mercato delle carni preparate (-83 per cento) e il lattiero-caseario, che si era praticamente azzerato (-97 per cento).

L'intervento di Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare "superare gli ostacoli" derivati dalla sanzioni Ue

E proprio Luigi Scordamaglia (nella foto), presidente di Federalimentare, intervenendo alla prima giornata dei lavori del Forum Italia Russia ha affermato che bisogna lavorare per "superare gli ostacoli" derivati da queste sanzioni dell'Ue.
"Vogliamo provare attraverso l'agroalimentare a rilanciare le opportunità di dialogo tra Russia e Italia e superare gli incomprensibili ostacoli politici tra i due Paesi per quanto riguarda gli scambi commerciali" ha detto Scordamaglia, aggiungendo “abbiamo perso con l'embargo già il 43% del nostro export e sono andati in sofferenza aziende e consorzi come Barilla, Parmigiano Reggiano, Inalca, Parmalat, Grana Padano..... Il nostro petrolio è la Terra e per questo -ha concluso il presidente di Federalimentare- anche la sfida della food security si vince facendo sinergie con Paesi come la Russia, che ha un'enorme estensione di terra fertile e uno come l'Italia, che ha una filiera agroindustriale in grado di valorizzare al meglio e in maniera sostenibile questa terra".

Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano: “l’embargo colpisce l’interscambio tra i due paesi”
Sulle stesse posizioni il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, presente al Forum Russia Milano, che si è trattenuto a colloquio con Maxim Rešetnikov, Ministro del Governo di Mosca, Capo del Dipartimento per le politiche Economiche e lo sviluppo della città di Mosca e Oleg Bočarov, Capo del Dipartimento per la scienza, le politiche industriali e l’imprenditoria della città di Mosca.

Al termine del Business Forum il Presidente Alai ha così commentato la giornata: “Il forum è stato particolarmente interessante in quanto non solo vi è stata una presentazione dell’economia russa, ma anche si è fatto il punto delle relazioni tra Italia e Russia alla luce dell’embargo delle importazioni dei prodotti europei e italiani, conseguente alle sanzioni occidentali verso la Russia. L’embargo ha colpito non poco l’interscambio tra i due paesi, pari a 54 miliardi di dollari nel 2013 (per metà prodotti agroalimentari), valore calato del 40% nel 2015. Per capire le dimensioni della potenza economica della Russia, basti pensare che è il paese che ha più terra e acque a disposizione del mondo ed è il terzo esportatore di grano a livello mondiale. Ma – ha aggiunto il presidente del Consorzio, presente all’incontro –non è solo molto forte nella produzione di beni primari; è anche un paese che è particolarmente attrattivo come collocazione di impianti produttivi industriali da parte di investitori mondiali; basti pensare che, pur non avendo una marca automobilistica nazionale, è il settimo produttore di auto nel mondo. Una capacità attrattiva di capitali e di impianti produttivi che non stupisce, visto che la fiscalità sulle imprese è pari al 13,9%”.
 
Giuseppe Alai, Presidente del Consorio del Parmigiano Reggiano
e Maxim Rešetnikov, Ministro del Governo di Mosca,
Capo del Dipartimento per le politiche Economiche e lo sviluppo della città di Mosca
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Molti sono stati gli interventi, tra gli altri, Alessandro Plateroti, Vicedirettore Il Sole 24 ORE, Maria Cristina Messa, Rettore dell’Università degli Studi Milano Bicocca, Vittorio Volpi, Presidente Advisory Board MikroKapital, Maurizio Dallocchio, SDA Bocconi, Francesco Paolo Fulci, Vice Presidente Internazionale Gruppo Ferrero, Michele Molè, Direttore Studio Nemesi & Partners, A.N. Peregudov, Primo Vice Presidente Banca VTB, Direttore Generale UK Dinamo, Claudio De Eccher, Presidente Gruppo De Eccher, Stefano Cetti, Direttore Generale Metropolitane Milanesi, M. Baidakov, Presidente Millenium Banca, Rosario Alessandrello, Presidente Camera di Commercio Italo-Russa, I. Ledenjova, Direttore Scuola di Studi Superiori Università Statale di Design e Tecnologie, Direttore Scuola Internazionale di calzature Assomac, A. Kildigulova, Direttore Generale Bashkir Exibition Company- consociata GK BašinvestRappresentante, DELIMOBIL

Sul tema “Investimenti italiani in Russia: la via verso il successo” è intervenuto anche Riccardo Monti (nella foto a sinistra), Presidente ICE-ITA che ha sottolineato che l'Agenzia Ice è stata la prima ad essere presente a Mosca e nel solo quest'anno ha già svolto 110 eventi internazionali,
“La Russia ha fatto un cambio di passo e oggi -ha ricordato il presidente dell'ICE- i ministri di Mosca ci hanno presentato un programma serio di investimenti, l'Italia è a fianco -ha concluso Monti- della Russia che sta cambiando. L'embargo fa male all'Italia e noi vogliamo superare l'attuale situazione”.

L’intervento di Sergey Sobyanin, sindaco di Mosca
L’incontro è stato aperto da Sergey Sobyanin, sindaco di Mosca, una città che con l'area metropolitana arriva a oltre 30 milioni di abitanti.
"L'Italia per noi è un partner chiave, e la nostra amicizia ci aiuterà a superare le difficoltà poste dalla situazione internazionale": così ha esordito il sindaco di Mosca.
Per la Russia le sanzioni continuano ad essere "assurde", ma dal punto di vista dell'interscambio commerciale "nonostante i problemi internazionali", i rapporti tra Italia e Russia sono molto buoni. E Mosca può essere "molto attrattiva" di nuovi investimenti.

"Mosca -ha aggiunto il Sindaco di Mosca (nella foto a destra)- è un enorme mercato di vendita e il più grande centro commerciale della Russia grazie anche alle agevolazioni fiscali".

Sobyanin, che è molto vicino al premier, Vladimir Putin, ha ribadito che "la situazione internazionale non è semplice, ma la nostra amicizia secolare ci aiuterà a superare le difficoltà". Presente all'incontro anche l'ambasciatore plenipotenziario della Federazione russa in Italia Sergej S.Razov, secondo il quale "la presenza oggi qui di uomini d'affari e di politici va nella direzione di respingere le minacce alla cooperazione tra i due Paesi. Tra il nostro presidente Vladimir Putin e il premier Matteo Renzi si sono tenuti diversi incontri e c'è un dialogo costante. L'Italia è il quarto partner della Russia per interscambio, nonostante le esportazioni si siano ridotte" anche per la presenza di "sanzioni introdotte in maniera assurda e i cui risultati sono evidenti per tutti".

Hanno preso la parola anche l'imprenditore e presidente del Gruppo General Invest Vincenzo Trani "il successo di Mosca non è solo militare ma in primis economico. Questo dimostra che la Russia è un Paese che non ha solo un buon presidente, ma una struttura e uno staff molto forte" e l'assessore milanese al Commercio Franco D'Alfonso che ha portato al Forum i saluti della città di Milano e del Sindaco Pisapia, ricordando gli intensi rapporti tra il Comune di Milano e quello di Mosca.

Al termine si è svolto un sobrio ricevimento dove spiccava il buon cibo italiano.
A dare un tocco di qualità con i prodotti Dop c'era il Parmigiano Reggiano Bonat, Medaglia d'Oro e definito “Fuoriclasse” dalla Guida dei Formaggi del Gambero rosso “per bontà, equilibrio ed eleganza”.
Il Parmigiano Reggiano Bonat al ricevimento nel Padiglione Russia a Expo Milano
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