Forum di Cernobbio: il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli e Venezia

Dati diffusi al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione

18/10/2013

Forum di  Cernobbio: il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli e Venezia

Cernobbio (Co), 18 ottobre 2013. Si è aperto stamane a Cernobbio il XIII Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione promosso dalla Coldiretti.

Nell'occasione è stato presentato lo studio "Il pane quotidiano nel tempo delle rinunce".

Il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli, dove costa 2,01 euro al chilo, e Venezia, dove si spende 4,65 euro al chilo, mostrando una incredibile variabilità tra le diverse città con valori che variano tra i 3,80 euro al chilo a Bologna, 2,94 a Torino, 2,74 euro al chilo a Palermo, 2,43 a Roma e 2,67 a Bari. E' quanto emerge presentato dalla Coldiretti al XIII Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio.

La forte variabilità e' una evidente dimostrazione che - sottolinea la Coldiretti - l'andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano che è fissato a livello internazionale al Chicago Board of Trade e non mostra quindi differenze tra le diverse città. Peraltro - denuncia la Coldiretti - negli anni della crisi è crollato del 27% il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori, ma quello del pane ha continuato ad aumentare con un incremento del 6 per cento dal 2007 ad oggi.

Oggi un chilo di grano tenero è venduto a circa 21 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,75 euro al chilo, con un rincaro di tredici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l'acqua per ottenere un chilo di prodotto finito.

La percezione della crisi e il Made in Italy: Cibo e moda traino dell'economia

Oltre la meta degli italiani (54%) considera la produzione di cibo il vero motore delleconomia, con un aumento dell8% rispetto allo scorso anno. Il 18% punta sulla moda che rimane pero stabile, mentre crolla del 33% l'automobile, che si ferma al 10%. E quanto emerge dall' indagine su “La percezione della crisi e il Made in Italy” realizzata da Coldiretti-Ixe e presentata al Forum dell'agricoltura e dell'alimentazione a Cernobbio. Il cibo e la moda sono anche considerati trainanti per l'immagine dell'Italia all'estero rispettivamente dal 45 e dal 38% degli italiani. L'Italia – ricorda Coldiretti – e il primo esportatore mondiale in quantità di vino, pasta, kiwi, pesche, mele e pere, ma anche il principale produttore di pasta e ortofrutta. Inoltre l'export del cibo made in Italy continua a correre sui mercati esteri, e quest'anno dovrebbe raggiungere, secondo le stime dei principali esperti, il record storico di 34 miliardi (+7%). Ce inoltre da sottolineare che l'alimentare italiano attrae gli investitori esteri, per uno shopping dal 2007 di diversi marchi nazionali, pari ad un ammontare di 10 miliardi di euro.

“Una conferma della validità e della modernità del modello di sviluppo agricolo Made in Italy fondato sul valorizzazione dell'identità, della qualità, delle specificità”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “dentro l'agricoltura non ce ancora un reddito adeguato ma c'è legittimamente quella visione di futuro e di prospettive e di fiducia che non c'è negli altri settori”.

Sergio Marini, si dimette dalla presidenza della Coldiretti e scende in politica

Sergio Marini, come gia annunciato nelle scorse settimane, si dimette dalla presidenza della Coldiretti e scende in politica dando vita ad una fondazione che si chiamera Italia Spa. Un acronimo, questultimo, che significa ”sostenibilita per azione”, come ha spiegato lo stesso Marini in conferenza stampa a Forum Coldiretti di Cernobbio. ”Lascio la Coldiretti per portare l'esperienza della Coldiretti in politica”, ha quindi aggiunto.

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