Gareggiare dei Convivi: Foligno, la storia siede a tavola

15/09/2017

Il nostro reportage tra tradizione e arte nella valle umbra, lì dove nacque la celebre Giostra della Quintana

di Giulia Siena
Il mio viaggio comincia, vado alla scoperta della Quintana e della sua tradizione.

Settembre è il mese giusto per inoltrarsi nel cuore d'Italia.

In Umbria il verde delle colline è intenso, ravvivato da intrecci di viti e filari di ulivi. La luce viene smorzata dalle fitte zone boschive perché qui la natura non ha mai smesso di essere se stessa, continua a crescere rigogliosa e dà vita a paesaggi poetici, gli stessi che sono stati scossi dal terremoto del 1997 e quello del 2016. Qui la paura che la terra tremi ancora è forte. Tra la vegetazione si sono innescate, nei secoli, forme di urbanizzazione che hanno portato questi luoghi a diventare i borghi più belli e suggestivi d'Italia: Orvieto, Spoleto, Spello, Nocera Umbra, Baschi, Todi, Trevi sorgono sui rilievi e sono testimonianza architettonica e storica di un Paese che deve molto ai suoi piccoli centri. Foligno è custodita dalle colline e dai monti, ma sorge a valle. Fondata dagli umbri, rafforzata dai romani, la città per la sua strategica posizione tra Roma e le Marche venne annessa allo Stato Pontificio per divenire, poi, comune autonomo. Per oltre un secolo la storia di Foligno fu segnata dai Trinci, nobili che amministrarono la città tra Trecento e Quattrocento e segnarono l'arte del territorio; ne è testimonianza Palazzo Trinci, oggi è sede del Museo Cittadino.

I Trinci portarono in questa dimora tardogotica i più celebri artisti dell'epoca; infatti, gli spazi della residenza custodiscono la celebre Scala gotica, la Cappella decorata da Ottaviano Nelli con le Storie della Vergine e gli affreschi di Gentile da Fabriano, genio riconoscibile dalle vesti ornate dei suoi personaggi e dalla sua passione naturalistica.

Dalle finestre di questo palazzo patrizio si scorge la piazza, quella Piazza Grande che durante il Carnevale del 1613 fu teatro di una giostra cavalleresca; cavallo e cavaliere erano al centro di una gara, una contesa che gettava le radici per la futura tradizione. E' il 1946 quando Foligno, da poco archiviata la seconda guerra mondiale, ripristina la Giostra della Quintana: una passione mai sopita che ridesta l'appartenenza, la competitività, l'abilità dei cavalieri e la velocità del cavallo. Per due volte all'anno – giugno e settembre - Foligno rivive l'emozione della Quintana: la città è divisa in dieci rioni (Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca, Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli, Spada), ogni rione ha il suo cavallo e il suo cavaliere che insieme percorrono il Campo de li Giochi; il cavaliere deve riuscire ad appendere alla statua lignea al centro del Campo – che riprende il belli simulacrum seicentesco – degli anelli nel minor tempo possibile.

“La Quintana è una delle manifestazioni più importanti della nostra regione – sottolinea Fernanda Cecchini, Assessore all'Agricoltura, Cultura e Ambiente della Regione Umbria – perché è segno identitario della città e la cura dell'identità è un tassello importante per portare l'intero territorio alla visibilità nazionale e internazionale”. I colori dei vari rioni, l'attesa della gara, i sapori delle taverne, la partecipazione dei folignati, sono tutti elementi che contribuiscono all'ottima riuscita di una manifestazione che va avanti quasi ininterrotta da settantuno edizioni e si attesta come rappresentazione storica a tuttotondo. Le strade e i vicoli vengono ravvivati dal suono dei tamburi e dal rumore degli zoccoli dei cavalli: il corteo è fastoso poiché al velluto nero, ai merletti e alle stoffe di broccato si aggiunge la vivacità di una gara che sul finire dell'estate si sposta anche a tavola. La sfida tra rioni, infatti, durante la “Rivincita” di settembre fa spazio al Gareggiare dei Convivi, una vera e propria gara culinaria attorno alla cucina seicentesca.

Cinque serate in cui due rioni per volta si fronteggiano a colpi di piatti tradizionali e rivisitazioni storiche, spettacoli, danze e rievocazioni per portare gli ospiti, i giudici e i magistrati dell'Ente Giostra, lungo i sentieri della tradizione folignate. E' stato così anche per l'edizione 2017 del Gareggiare dei Convivi, vinto dalla coppia Cassero-Pugilli, che ha ricreato un'atmosfera magica. “La Quintana è lo spaccato della città che si riunisce nel mondo dei rioni – ha affermato Domenico Metelli, presidente dell'Ente Giostra - questa è la festa del popolo, è spettacolo e stupore. Quest'anno, inoltre, il Gareggiare dei Convivi è legato al concetto di territorio e di solidarietà: sulla tavola abbiamo ritrovato i prodotti dei monti Sibillini e della Valle Umbra, luoghi segnati dal terremoto”. La sera in cui eravamo a tavola per il Gareggiare tra il rione La Mora e Ammanniti, la sala dell'Auditorium Santa Caterina è stata avvolta, all'improvviso, in una atmosfera agreste, fatta di musiche rinascimentali e rappresentazioni artistiche in cui mito e leggenda si intrecciavano ai colori caldi delle spighe, dell'uva, dei rami; un movimento che richiamava all'alternarsi delle stagioni, alla gioia che la terra regala attraverso i suoi frutti. Durante la serata i piatti proposti dai due rioni nell'esecuzione dello chef Luigi del Giacco sono stati una giusta commistione tra ricerca storica e ricchezza enogastronomica del territorio.

“Il Gareggiare dei Convivi, proposto secondo una nuova formula, è stato apprezzato dal Consiglio Direttivo del Gal che ha ritenuto di supportare tale iniziativa poiché rappresenta un’importante vetrina per promuovere le eccellenze enogastronomiche dell’intero territorio - ha dichiarato Gianpiero Fusaro, Presidente del GAL Valle Umbra e Sibillini - Ciò ha permesso anche di contribuire al rilancio delle aree della Valnerina colpite dal sisma dell’ottobre 2016, attraverso la valorizzazione delle sue rinomate produzioni tipiche”. Nei piatti, infatti, abbiamo potuto gustare la trota, il maiale, la faraona, le lenticchie, la ricotta e la carne di pecora, ingredienti cucinati seguendo i dettami della cucina rinascimentale ma con un'attenzione particolare, grazie alla quale è emerso un rilevante equilibrio di sapori accentuato dall'accostamento con il Sagrantino di Montefalco e il Trebbiano Spoletino.

La magia creata dallo spettacolo del Gareggiare dei Convivi non ha ridestato del tutto gli occhi dallo stupore da cui sono stati catturati in quei giorni nelle valli dell'Umbria. Quell'atmosfera rarefatta e sorniona è rimasta vagamente nell'aria anche quando il treno del ritorno percorreva stazioni oltrepassando regioni. Sarà questa la sensazione che cercavano di descrivermi moltissimi folignati, professionisti, appassionati e volontari che per tutto l'anno lavorano affinché le tradizioni non vadano perdute.

Il tratto di strada fino a Foligno è stato per me una delle più amene e delle più deliziose passeggiate che abbia mai fatto”. Goethe


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