Giudizi falsi su alberghi e ristoranti: per TripAdvisor arriva la multa dell'Antitrust

Dovrà pagare 500mila per “pratica commerciale scorretta”

24/12/2014

Giudizi falsi su alberghi e ristoranti: per TripAdvisor arriva la multa dell'Antitrust
Milano 24 dicembre 2014. L’Antitrust multa TripAdvisor per pratica commerciale scorretta sulle recensioni online degli alberghi. Dovrà pagare 500mila euro perché, nel pubblicizzare la propria attività, «enfatizza il carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo così i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili, espressione di reali esperienze turistiche”.
L’indagine dell’Antitrust parte da una segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, di Federalberghi e di alcuni consumatori: l’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale realizzata, a partire da settembre 2011 e tuttora in corso, da TripAdvisor LLC (società di diritto statunitense che gestisce il sito www.tripadvisor.it) e da TripAdvisor Italy. Con questo provvedimento - si legge nella nota - l’Antitrust ha vietato la diffusione e la continuazione di una pratica commerciale consistente nella «diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni», pubblicate sulla banca dati telematica degli operatori, adottando strumenti e procedure di controllo inadeguati a contrastare il fenomeno delle false recensioni.
 
Violati gli  articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo
A giudizio dell’Autorità, le condotte contestate violano gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, «risultando idonee a indurre in errore una vasta platea di consumatori in ordine alla natura e alle caratteristiche principali del prodotto e ad alterarne il comportamento economico». L’intervento dell’Antitrust punta a evitare che i consumatori assumano le proprie scelte economiche, in ordine ai servizi resi dalle strutture turistiche ricercate sul sito, basandosi anche su informazioni pubblicitarie non rispondenti al vero.Entro 90 giorni le due società dovranno comunicare le iniziative assunte per ottemperare al divieto di ulteriore diffusione e continuazione della pratica commerciale scorretta. La sanzione amministrativa dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.

La replica di TripAdvisor
TripAdvisor non è affatto d’accordo con la decisione: «Stiamo rivedendo il provvedimento dell’Antitrust, ma da un esame preliminare della decisione riteniamo che non sia ragionevole, siamo fortemente in disaccordo con il suo contenuto e faremo appello». «Crediamo fermamente che il nostro sito rappresenti una forza positiva, sia per i consumatori sia per l’industria dell’ospitalità» dice Tripadvisor in un comunicato. «Combattiamo le frodi con forza - spiega - e abbiamo molta fiducia nei nostri sistemi e processi. Da un primo esame riteniamo che le conclusioni dell’Antitrust siano ingiustificate e non in linea con la realtà commerciale e non solo quella di società che si occupano di «contenuti generati dagli utenti» ma di qualunque società in qualunque settore».+

«La politica di tolleranza zero dell’Antitrust - continua - significa che ci avrebbero condannato anche se solo una recensione su un milione fosse stata considerata non accurata. È stato adottato uno standard che non è realistico per nessuno modello di business. Si dovrebbe giungere alle stesse conclusioni contro una banca che utilizza la parola «sicuro» o «protetto» perché 1 cliente su 200 milioni ha subito un tentativo di frode sulla sua carta di credito. O contro una società di sicurezza di internet che utilizza termini simili perché lo 0.0000005% dei suoi clienti ha preso un virus sul suo computer».

Il giornalista Stefano Feltri de Il Fatto Quotidiano scrive un articolo dal titolo: "Meglio una "recensione" falsa che mille marchette vere".
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