Giuseppe Sala: «Expo chiude il 2015 in attivo» ma sui dati è subito polemica

E i biglietti venduti? Il ricavo complessivo supera i 400 milioni ma...

26/12/2015

Giuseppe Sala: «Expo chiude il 2015  in attivo» ma sui dati è subito polemica
Milano 26 dicembre 2015. Va tutto bene. I conti tornano. Si temevano buchi e passivi ma davanti ai conti di Expo c’è addirittura il segno più.
E tutti gli expottimisti,  come noi per primi,  non possono che essere contenti.
Le eredità che l’Expo ha lasciato sono tangibili e diffuse, a cominciare dalla “Carta di Milano” contenenti principi, valori e precisi impegni che oovranno orientare, come spesso ha ripetuto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, le politiche economiche mondiali, sulla sostenibilità delle produzioni, sulla salvaguardai dell’ambiente, sulla rimozione del paradosso dell’abbondanza, che porta alla disequilibrata distribuzione dei beni, pe contrastare fame, sete e malnutrizione.
 
Ma se l’Expo è stata chiusa con unanimi apprezzamenti e consensi i  numeri di bilancio resi pubblici lo scorso 21 dicembre al cda di Expo 2015 spa dall’amministratore delegato Giuseppe Sala, che da qualche giorno è ufficialmente in campo per le primarie del centrosinistra, già suscitano polemiche perchè sono dati “preliminari del bilancio 2015” e sono molto scarni.
 
Cominciamo con i dati ufficiali diffusi da una nota del Consiglio di amministrazione di Expo: «L’esercizio dell’anno in corso si chiude con un margine operativo lordo positivo per 14,9 milioni di euro, che deriva da ricavi pari a 736,1 milioni di euro e costi di gestione del valore di 721,2 milioni di euro». La società comunica poi che «grazie all’oculato impiego delle risorse degli anni passati, il patrimonio netto della società Expo 2015 a fine 2015 è previsto positivo per 14,2 milioni di euro». Questo documento è ovviamente ancora sottoposto a verifiche. Diciamo che va considerato come la migliore approssimazione possibile in base ai dati fin qui a disposizione, che dovranno essere rivisti quando si chiuderanno le partite ancora aperte: ad esempio ci sono in corso trattative con le società per gli extra costi dei vari appalti; così come le società Expo e Arexpo (quella proprietaria dei terreni) devono ancora decidere chi si sobbarcherà i costi, lievitati da 6 a 72 milioni, per le bonifiche e così via. Il bilancio vero e proprio, dunque, sarà presentato in primavera.
Il capitolo dei rapporti con Arexpo è complicato: da quello che è trapelato, i costi delle bonifiche sono spesati da Expo, che però li ha chiesti ad Arexpo. Inoltre, nel patrimonio netto sono compresi anche i 75 milioni che Arexpo dovrà versare come valore residuo dell’area.
 
E sui biglietti? Il ricavo complessivo supera i 400 milioni ma, come era stato chiesto da diversi consiglieri comunali di Milano, andrebbe stabilito come si dividono le voci, quanti sono quelli venduti a prezzi scontati, quanti quelli serali a 5 euro e quanti i season pass.
 
Su questo versante gli attacchi del 5 Stelle: «I conti di Expo sono un ultra segreto - denuncia Silvana Carcano, consigliere regionale Lombardia del movimento Cinque Stelle - ed eludono il tema dei biglietti venduti. Sono cifre che non dicono nulla su come sia andata realmente un'esposizione che hanno pagato i cittadini di tasca propria».
«Se questo è il buongiorno - sostiene la rappresentante grillina - che ne sarà dei conti di Milano con un sindaco di questa risma? Sala ha il dovere di rendere trasparenti i bilanci. Non vorremmo scoprire buchi che impatteranno sullo sviluppo di Milano e della Lombardia nei prossimi decenni».
 
Duro il giudizio del candidato sindaco Corrado Passera
In una nota, Passera ha sottolineato che "gli scarsissimi dati presentati al Consiglio di Amministrazione di Expo 2015 spa dall'Amministratore Delegato della societa', Commissario Unico e candidato Sindaco per la Sinistra, Giuseppe Sala, non chiariscono assolutamente i numeri di Expo e pongono interrogativi su cosa e' stato taciuto". Non solo, ma per Passera "la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato l'inizio della manifestazione continua anche ora, a quasi due mesi di distanza dalla chiusura. Tutta la citta' attende di sapere, con interesse e curiosita', i reali risultati del grandissimo investimento fatto da tutta l'Italia, dalle sue Istituzioni locali e nazionali, da tutti i milanesi (anche attraverso le tasse comunali da loro pagate ) e da coloro che hanno lavorato in Expo".
Quindi, Sala ha voluto rimarcare "la riluttanza del Commissario Unico a fornire precisi dati di consuntivo sugli incassi effettivi della manifestazione, la decisione di mantenere il suo ruolo in EXPO in piena campagna elettorale e l'accumulo di cariche, anche nel settore privato, insieme ai ritardi, gli arresti, le opere incompiute che hanno caratterizzato gli anni precedenti l'apertura e la totale mancanza di un progetto per il dopo Expo" che, a suo dire, "pongono molti dubbi sull'operato di Sala". Infine, Passera ha osservato che "e' comunque vergognoso che a due mesi dalla fine di Expo non esista ancora un progetto di sviluppo per il dopo Expo.
Senza idee e senza soldi Expo e il suo futuro sono sempre piu' un nuovo fallimento per l'Amministrazione Pisapia-Balzani, che gia' non ha saputo governare l'evento e trasferire i benefici attesi e auspicati sul territorio".
 
Il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo
Lo stesso presidente del Consiglio comunale di Milano Basilio Rizzo, area Rifondazione comunista, pretende chiarimenti e ha chiesto un'operazione di trasparenza attraverso il delegato comunale Expo Gianni Confalonieri. «Ricordo che Sala - spiega - oltre che commissario unico di Expo è anche rappresentante del Comune nel cda, quindi mi auguro trasmetta velocemente i dati al suo socio. Rizzo solleva un altro dubbio, che riguarda la volontà di fondere la società Expo con Arexpo.
«Non vorrei che dietro a questa mossa - spiega - ci sia la volontà dimescolare ulteriormente le carte, confondendo le idee sui bilanci. E poi ricordiamoci che ci sono parecchie domande a cui rispondere: ad esempi quanto è stato incassato dai biglietti o per quanto sono state contabilizzate le bonifiche». Secondo Rizzo la trasparenza è dovuta, soprattutto perché Expo è nata anche con i soldi pubblici.
 

L'avanzamento lavori per lo smantellamento dei Padiglioni Expo Milano (da Corriere della Sera)

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