Il coordinamento del Protocollo di Milano per l'Expo a Carlo Petrini

Il Barilla (Bcfn) accoglie l'invito proposto dall'ex ministro Pecoraro Scanio

15/02/2014

Il coordinamento del Protocollo di Milano per l'Expo a Carlo Petrini
Milano 15 febbraio 2014. Era stato Guido Barilla, presidente del Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) lo scorso mese di novembre a Milano durante il Forum on Food and Nutrition a lanciare il Protocollo di Milano, un accordo globale sull’alimentazione e la nutrizione da sottoscrivere a Expo2015: “Il sogno di questo quinto forum è lanciare il primo seme per far nascere quell’accordo globale su cibo e nutrizione” – aveva detto Guido Barilla, – “Ispirandoci all’esempio del Protocollo di Kyoto, lanciato nel 1997 per salvaguardare l’ambiente, abbiamo un’occasione per entrare nella storia prendendo degli impegni chiari con il mondo in un nuovo Protocollo, quello di Milano sul cibo”.
Ed ora il Barilla center for food & nutrition accoglie l'invito dell'ex ministro Pecoraro Scanio "ad affidare a Carlo Petrini il coordinamento del protocollo di Milano". Lo fa sapere Barilla, ricordando che il protocollo di Milano è un accordo globale sull'alimentazione e la nutrizione presentato durante i lavori del V Forum on food and nutrition, da sottoscrivere a Expo2015. E che si pone tre macro obiettivi: "Abbattimento del 50% entro il 2020 dell'impressionante cifra di 1.3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo, attraverso campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine che coinvolgano l'intera catena alimentare a partire dalla filiera agricola; attuazione di riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria, con limitazioni all'utilizzo di biocarburanti a base alimentare; lotta all'obesità, con il richiamo all'importanza dell'educazione alimentare sin da bambini e alla promozione di stili di vita sani, sull'esempio praticato da Michelle Obama negli Stati Uniti".
 
Il rapporto 'Gli italiani, il turismo sostenibile e l'ecoturismo'
Pecoraro Scanio: Carlo Petrini (Slow Food) sia coordinatore documento conclusivo
L'85% degli italiani chiede un Expo 'No Ogm', Bio e Dop". Lo dice il presidente della Fondazione Univerde ed ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio citando i dati contenuti nell'ultimo rapporto 'Gli italiani, il turismo sostenibile e l'ecoturismo', realizzato dalla stessa Fondazione e Ipr marketing, e presentato alla Bit.

Inoltre, dal report emerge che "l'80% degli intervistati chiede un documento conclusivo dell'Expo a sostegno dei piccoli agricoltori e contro la fame nel mondo, nonostante la metà di essi dubiti che la politica possa riuscire nell'intento".

Solo l'1% sceglie l'agricoltura Ogm rispondendo alla domanda su cosa andrebbe valorizzato all'Expo; il 2% quella convenzionale (con prodotti chimici); ed "il restante 85% punta decisamente sulle agricolture di qualità e senza Ogm".

"Di fronte a questo dato schiacciante - dichiara Pecoraro Scanio - il governo italiano deve almeno decidere subito che il padiglione Italia sia 'No Ogm' ed esponga il meglio delle agricolture amate dai nostri cittadini che sono un vanto per il nostro Paese e per il nostro export".
Tra l'altro è "anche importante che si lavori da subito ad un documento coraggioso per le conclusioni dell'Expo, tenendo conto del protocollo di Milano, suggerito sia dal sindaco Pisapia che dalla Barilla con il sostegno di Carlo Petrini: un documento che andrebbe coordinato proprio dal fondatore di Slow food e Terra Madre, che imponga anche alle multinazionali del cibo un netto cambio di strategia".
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