Il Festival del Giornalismo Alimentare 23-24 e 25 febbraio

17/01/2017

Il Festival del Giornalismo Alimentare 23-24 e 25 febbraio

La seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare (23-24-25 febbraio) si annuncia molto diversa dalla precedente. E molto più ambiziosa.

Torino torna col Festival protagonista del Cibo con tante novità e nuovi spunti.

Torino negli ultimi vent’anni ha saputo conquistare un ruolo di primo piano nel mondo alimentare, confermandosi come uno dei capoluoghi italiani del cibo.

Lo testimoniano eventi come CioccolaTò, il Salone del Gusto e Terra Madre, o la nascita di realtà d’eccellenza come Slow Food e Eataly. Ma non solo: il tema del diritto al cibo è diventato così caro a Torino da essere entrato e formalizzato nello Statuto cittadino.

Chiara Appendino, sindaca di TorinoChiara Appendino, sindaca di Torino
Chiara Appendino, sindaca di Torino

E sarà proprio la sindaca di Torino, Chiara Appendino, a partecipare all’incontro inaugurale, giovedì 23, alle 9 in Auditorium.

 In vista inoltre numerosi cambiamenti. A cambiare è innanzitutto la sede, che non sarà più la Cavallerizza Reale, ma la Biblioteca Nazionale Universitaria di piazza Carlo Alberto 3. Un cambiamento non solo formale, ma sostanziale: ci saranno infatti due sale invece di una, con una capienza rispettivamente di 250 (l’Auditorium) e 100 posti (la sala Mostra). Aumenta, di conseguenza, anche il numero dei panel, che saranno 25, distribuiti su due giorni (giovedì 23 e venerdì 24 febbraio). Resta invece invariata, nella forma, la struttura della terza giornata, sabato 25 febbraio, durante la quale giornalisti e food blogger potranno partecipare ai press tour enogastronomici alla scoperta delle eccellenze piemontesi.

I relatori saranno 120 e si confronteranno su diverse tematiche: dal rapporto con il consumatore alle numerose campagne contro gli sprechi e legate alla sicurezza o alla salute, passando per l’attenzione crescente alle etichette e l’origine di miti, paure e allarmismi, fino ai reati alimentari e le agromafie, senza dimenticare il valore dell’enogastronomia per la promozione e crescita economica di un territorio.

Ma non bisogna mai dimenticare un punto: il Festival è prima di tutto “giornalistico”. Si rivolge cioè a tutti coloro che hanno il compito di comunicare il cibo a un’opinione pubblica sempre più attenta ed esigente: giornalisti, blogger, influencer, comunicatori, uffici stampa. Che a Torino si ritrovano appunto per riflettere sulla qualità dell’informazione alimentare e sulla loro responsabilità sociale. Mettendosi a dialogare, perché no, con istituzioni, imprese, aziende, scienziati e alimentaristi.

I temi trattati toccano tutto l’universo della comunicazione alimentare.

Sprechi e reati alimentari, conservazioni ed etichettatura dei cibi, deontologia professionale dei giornalisti e dei food blogger, dieta mediterranea e dieta vegana.

Inoltre si va dai focus sulla sostenibilità e la filiera alimentare, a quelli sull’acqua o sugli Omega 3. Non mancheranno, poi, approfondimenti su come la comunicazione affronta argomenti di grande attualità come Ogm, olio di oliva e olio di palma. E dibattiti di stretta attualità, come quello sull’alimentazione vegana e i minori e quello sulla “guerra del panino” nelle mense scolastiche.

Un discorso a parte merita il confronto tra giornalisti e blogger, che, nella sala piccola, si interrogheranno sulla deontologia, sulla nascita di nuove figure professionali e sul loro inquadramento, sulla trasformazione epocale che è in atto nel settore. Ma anche su temi comuni come la pubblicità occulta e le bufale.

È possibile accreditarsi online a questo link.

Maggiori informazioni sul Festival si trovano invece sul sito ufficiale (clicca qui)
 

Come si scelgono le date di un evento?

Perché il Festival del Giornalismo Alimentare sarà proprio in quei giorni (23, 24 e 25 febbraio 2017)?

A queste domande rispondono gli organizzatori della seconda edizione del Festival torinese.

Ecco la loro risposta:
Domande legittime, a cui talvolta non viene data risposta. Sarà dunque un caso, un motivo futile, o quella degli organizzatori è stata una scelta pensata e ponderata? Chiariamolo: è corretta questa seconda ipotesi. Il Festival del Giornalismo Alimentare cade a febbraio per una serie di ragioni. Andiamo a scoprirle.

Per prima cosa, cerchiamo di capire il contesto della prima edizione, che si è svolta alla fine di febbraio del 2016. Ossia, solo 4 mesi dopo l’esperienza di Expo Milano 2015, evento mondiale che ha riguardato proprio il tema dell’alimentazione, portandolo al centro del dibattito dell’opinione pubblica e sui mass media. E Milano, forse ancora presa dall’organizzazione e dal fuoco vivo della kermesse, forse si è attardata a sfruttare l’onda lunga che inevitabilmente si sarebbe creata dall’evento. Così ad approfittarne è stata la città della Mole. E il periodo migliore per intercettare parte del pubblico dell’Esposizione Universale, in particolare i giornalisti e i comunicatori arrivati a Milano nei sei mesi precedenti proprio perché interessati al discorso alimentare, è sembrato essere proprio febbraio.

Ma non solo: febbraio è all’inizio dell’anno, un mese ancora freddo non solo dal punto di vista climatico, ma anche da quello degli “appuntamenti enogastronomici”. In questo periodo dell’anno non ci sono infatti in programma in Italia altri grandi eventi sul tema, il turismo alimentare sta appena ricominciando a muoversi dopo la pausa invernale ed è il momento perfetto per giornalisti e food blogger per concentrarsi sull’aggiornamento professionale e per iniziare di nuovo a prendere confidenza con gli aspetti esperienziali, come i press tour. Inoltre, il Piemonte e Torino offrono in questo periodo dell’anno un’immagine di sé molto suggestiva. Sia da un punto di vista paesaggistico che gastronomico”.

Arrivederci dunque a febbraio ma ricordate dal 23 al 25!

Qui il programma

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