Il futuro dell'Expo? Il Corriere della Sera lo cerca con una startup

Parte una sfida di idee sul quotidiano online fino al 16 ottobre

11/10/2015

Il futuro dell'Expo? Il Corriere della Sera lo cerca con una startup
Milano Expo 2015. Che ne sarà dell’area di Expo 2015 dopo la chiusura della manifestazione? Se ne parla da tempo, sono emerse varie proposte ma finora nessuna definitiva. Eppure è importante stabilire quanto prima la destinazione d’uso di quest’area che misura 110 ettari, 1 milione e 100 mila metri quadrati, ovvero l’equivalente di 154 campi da calcio e 63 volte piazza del Duomo a Milano.

Ora scende in campo il Corriere della Sera, che ha lanciato online una sfida di idee: chiunque lo desideri può esprimere il proprio punto di vista, avanzare una proposta e successivamente valutare e commentare le proposte altrui.

A fare da strumento del Corriere per questo challenge è una startup, Oxway, fondata da Fabrizio Gasparetto, autore e regista residente a Milano, e Mattia Percudani, banker a Londra, dove ha sede la società, che è sostanzialmente una piattaforma di intelligenza e critica collettiva .
Da qui l’idea di raccogliere idee e suggerimenti dai lettori del quotidiano. Sulla piattaforma ogni partecipante può esprimere, fino a venerdì 16 ottobre, il proprio punto di vista in un massimo di 2000 caratteri. Le proposte che perverranno in altre lingue verranno scartate, come anche quelle contenenti scurrilità, ingiurie, ecc. ecc.

La partecipazione alla sfida di idee è anonima. Ogni utente sarà dotato a caso di un’identità fittizia, per evitare i condizionamenti dovuti a eventuali notorietà e gerarchie.
Infine una giuria composta dai giornalisti della redazione del Corriere della Sera selezionerà i 30 migliori partecipanti e, a proprio insindacabile giudizio, attribuirà uno ciascuno i trenta riconoscimenti: abbonamenti semestrali alla digital edition del Corsera.
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