Il magistrato Raffaele Guariniello: «Per combattere i reati alimentari serve un'agenzia nazionale»

Tema dibattuto al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino

01/03/2016

Il magistrato Raffaele Guariniello: «Per combattere i reati alimentari serve un'agenzia nazionale»
Torino 1 marzo 2016. Il Festival del Giornalismo Alimentare (25, 26 e 27 febbraio), ideato da Massimiliano Borgia, si è concluso con successo sabato scorso con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero delle Politiche agricole e tra i partner anche la nostra testata INformaCIBO.

Un tema sempre caldo, quello dei controlli sulla salubrità degli alimenti e sulle strategie necessarie per contrastare il fenomeno dei reati alimentari sono stati affrontati dal magistrato Raffaele Guariniello e dalla giornalista de “Il Sole 24 Ore” Mara Monti.

“Tanti organismi della pubblica amministrazione sono chiamati a vigilare, ma spesso i controlli sono insufficienti. Anche i tempi lunghi della magistratura fanno sì che tra le aziende si diffonda spesso un senso di impunità”. Per questo bisogna “istituire un’agenzia nazionale specializzata. Una struttura che sia in grado di intervenire su tutto il territorio, con uguale efficacia e in tempi rapidi” ha affermato Guariniello.

Il tema dei reati legati al cibo è “cronaca quotidiana, -ha sottolineato la giornalista Monti, autrice, insieme a Luca Ponzi, del libro "Cibo Criminale"- ricordando il peso crescente delle agromafie che, come emerge dall’ultimo rapporto Eurispes-Coldiretti, hanno raggiunto il business record di oltre 16 miliardi di euro”.

Ma diversamente da quanto accade in altri settori, come quello della sicurezza sul lavoro “la giurisprudenza -ha precisato il magistrato- si trova disorientata nell’individuare la responsabilità penale delle persone fisiche”.

C’è il rischio, ad esempio, che i vertici delle grandi aziende del settore tendano a delegare, a scaricare la responsabilità sugli organi sottoposti. “Il soggetto è legittimato a delegare – ha sottolineato il magistrato – ma anche in caso di delega non può comunque andare esente da responsabilità quando sono in gioco strategie stabilite dal vertice, non imputabili agli anelli più deboli”.

Tutto questo però non basta, “perché i singoli passano “.
E’ necessario chiamare in causa la “responsabilità amministrativa degli enti, già prevista da una legge del 2001 e poi estesa alla tutela della salute, dell’ambiente e dei prodotti alimentari”. Così si potrebbe arrivare “a sanzioni interdittive, eventualmente già applicabili come misure cautelari”. Infine serve un coordinamento nazionale. “Com’è possibile – si domanda Guariniello – che quando la stessa società esercita la stessa attività in stabilimenti diversi”, in un’area del Paese le indagini “si concludano con una condanna e in altri con l’assoluzione? Serve un’agenzia specializzata“.

Raffaele Guariniello
Laureatosi in Giurisprudenza a 23 anni, Guariniello ha conseguito la libera docenza in procedura penale all’Università di Torino. Magistrato di Cassazione, ha esercitato, a partire dal 1992, il ruolo di Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino. Dal 2008 ha assunto l’incarico di Procuratore Capo Vicario e da poco è in pensione.
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