Il ministro Martina al Convegno del Consorzio del Parmigiano Reggiano: "l'11 febbraio summit a Roma dell'intera filiera"

Alai, presidente del Parmigiano Reggiano: le quote agli allevatori sono una risorsa economica reale

31/01/2015

Il ministro Martina al Convegno del Consorzio del Parmigiano Reggiano: "l'11 febbraio summit a Roma dell'intera filiera"
Soragna (PR), 31 gennaio 2015 - Soragna 31 gennaio 2015. Il latte europeo si accinge a perdere la rete di protezione comunitaria delle quantità e da questo dato è partito la convocazione di un Convegno promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Il prossimo 31 marzo finirà infatti il regime delle quote latte e tutto il settore è in fermento per una serie di questioni irrisolte negli anni. Questa mattina, nelle sale della Rocca del principe Meli Lupi di Soragna, (proprio dove 80  anni fa venne firmato l’atto costitutivo del Consorzio di tutela), il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha festeggiato l’anniversario e ha tenuto un Convegno sullo scenario che si apre nel dopo Quote Latte e sul ruolo del Consorzio di Tutela.
All’appuntamento odierno ha partecipato una folta rappresentanza di personalità delle istituzioni, delle associazioni del mondo agricolo cooperativo (ha disertato l’appuntamento la sola Coldiretti) e di filiera oltre a centinaia di allevatori, trasformatori e produttori di latte per il Parmigiano Reggiano.
 
Erano infatti presenti, inoltre, il Sindaco di Colorno Michela Canova e quello di Zibello, Andrea Censi; il direttore dell’Unione degli Industriali di Parma, Cesare Azzali, Corrado Giacomini dell’Università di Parma,  Pierluigi Ferrari ex assessore provinciale all’Agricoltura e ora presidente dell'Oi Pomodoro Nord Italia; i consiglieri regionali dell’Emilia Romagna, Barbara Lori e Alessandro Cardinali, il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti e  il presidente della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, Mario Schianchi.
 
La relazione introduttiva è stata tenuta dal Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, mentre il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha tirato le somme del dibattito avanzando una serie di proposte, un vero e proprio piano per il settore lattiero caseario, e annunciando che è stato convocato a Roma presso la sede del Ministero il prossimo 11 febbraio una riunione con i rappresentanti del mondo agricolo e industriale della filiera lattiero casearia italiana e delle regioni interessate.
(Questi  i 7 strumenti per il settore proposti dal ministero delle Politiche Agricole).
 
Tre sono stati i punti cardine che il ministro Maurizio Martina, ha maggiormente sottolineato a Soragna nel suo intervento conclusivo: 1) “sostegno all'export e tutela dalla contraffazione dei grandi formaggi Dop”, 2) “Interprofessione latte” e 3) “rafforzamento dei Consorzi di Tutela”.
 

“Se l’obiettivo di tutti è quello di promuovere la riconoscibilità delle nostre eccellenze  e un impegno forte va verso l’azione di contrasto alla contraffazione che colpisce molto il settore caseario allora  proprio in questo ambito un ruolo centrale –ha affermato Martina- lo giocano i Consorzi di tutela che vogliamo rafforzare nei loro compiti, in particolare nella programmazione dell'offerta, favorendo la stipula dei contratti con la Gdo e la loro capacità di penetrazione nei mercati internazionali”.
 
Non a caso il tema dell’Export sarà in discussione in uno dei 42 Tavoli di “Expo delle Idee”, l’iniziativa fortemente voluta dal ministro Martina che si terrà a Milano il prossimo sabato presso la Bicocca alla presenza, oltre che del ministro Martina, anche  del premier Matteo Renzi.
 
La relazione del Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai
E proprio sui temi delle esportazioni il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, (nella foto a destra) nel suo intervento di apertura, aveva ricordato che "la priorità oggi è rafforzare le condizioni per la crescita della domanda estera, che entro il 2020 dovrà valere il 50% sul totale della nostra produzione".
E sulla prossima cessazione (il prossimo 31 marzo) del regime comunitario delle quote latte che per trent’anni ha vincolato la produzione, il Presidente Alai ha detto che questo appuntamento “apre scenari fondati su un’espansione della produzione europea, una esasperazione della competizione e quotazioni in ribasso”. Da questa nuova realtà parte la proposta del Consorzio di “assegnare le quote latte da trasformare in Parmigiano Reggiano direttamente agli allevatori” attribuendo “ai produttori non solo la responsabilità e la possibilità di regolare i flussi, ma soprattutto un nuovo valore economico reale”.
 
“Se la regolazione dell’offerta consentita dal “Pacchetto latte” dell’Unione Europea e adottata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano costituiva già una risposta strutturale all’esigenza di un nuovo equilibrio tra domanda e offerta capace di assicurare crescita e stabilità ai redditi dei produttori, questa stessa misura oggi appare ancora più rilevante nella sua portata”.

”E’ in questo contesto che ci si deve chiedere – ha detto ancora Alai - se il nostro Consorzio debba associare solo i trasformatori o anche gli allevatori, in un’ampia riflessione sulle sue funzioni, sull’interprofessionalità, sul come rendere più forte la coesione del sistema e sul ruolo fondamentale di quanti, all’interno del mondo agricolo, svolgono funzioni associative e di coordinamento, perché senza questo lavoro ampio e comune qualsiasi obiettivo diviene difficilmente perseguibile”.

Un appello forte è stato rivolto dal Presidente del Consorzio alla politica e all’amministrazione pubblica: “conosciamo – ha detto Alai - le difficoltà della finanza pubblica e non sono comunque queste le risorse oggi prioritarie, quanto invece i sostegni per portare a compimento l’evoluzione interprofessionale del sistema e il sostegno per abbattere le tante barriere che in molti mercati ancora ci impediscono di entrare e quelle che in un numero ancora più alto di Paesi (vedi gli Usa, ad esempio) ci impediscono di tutelare e difendere la nostra denominazione da imitazioni e usurpazioni”.
“Per far crescere redditi e investimenti – ha concluso il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ricordando come tappa fondamentale quella degli accordi con gli Stati Uniti-TTIP - la priorità è rafforzare le condizioni per la crescita della domanda estera, che entro il 2020 dovrà valere il 50% sul totale della nostra produzione”.
 
Dopo gli interventi degli assessori regionali Simona Caselli (Emilia Romagna) e Giovanni Fava (Lombardia), hanno preso la parola anche Maurizio Gardini (Confcooperative), Antonio Auricchio (Assolatte), Massimiliano Giansanti (Vice Presidente Confagricoltura) e Antonio Dosi, (Vice Presidente Cia).

Mentre l'assessore lombardo  Fava, ha detto che il compito del Consorzio è quello di tutelare il prodotto e di non fare mercato, ha  liquidato duramente  il sistema delle Quote Latte, "è stato un clamoroso fallimento" per l'assessore emilianoromagnola Caselli, che ha rivendicato con orgoglio la sua nascita parmigiana, il nodo centrale è l'internazionalizzazione: "dobbiamo prpoiettarci sempre più verso l'estetro con piattaforme comuni di c0ommercializzazione e tenendo conto del necessario apporto multi-prodotto che oggi il mercato richiede".
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Le conclusioni del ministro Maurizio Martina (a sinistra nella foto)

Il Convegno, che è stato moderato dal giornalista Massimo Agostini di Agrisole, è stato concluso dal ministro Martina che ha sottolineato l’importanza di fare «gioco di squadra tra tutte le forze in campo, perché le istituzioni, da sole, non possono risolvere problemi che coinvolgono direttamente altri soggetti ed altri attori importanti». Siamo in ritardo, ha ammesso Martina, rispetto ad azioni sulle quali già da 2008 occorreva avviare un dibattito più concreto e produttivo, perché è da allora che conosciamo i tempi della cessazione del regime delle quote latte UE: in ogni caso dobbiamo guardare avanti e noi abbiamo messo le risorse per aiutare la filiera e il settore. Sono poche?, si è chiesto il ministro. Il problema è quello di  iniziare».
Un ministro che si è dimostrato “dialogante” ma realista, affermando con decisione “noi non abbiamo la bacchetta magica ma in questo momento bisogna lavorare insieme su un mix di strumenti”.

E l’appuntamento che Martina ha fissato è proprio quello dell’undici febbraio al ministero delle Politiche agrigole.

Per questa data sono invitati a Roma i rappresentanti del mondo agricolo e industriale della filiera lattiero casearia italiana e delle regioni interessate.



 
 
Da sito del ministero: "Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha convocato per l'11 febbraio una riunione con i rappresentanti del mondo agricolo e industriale della filiera lattiero casearia italiana e delle regioni interessate.
Appuntamento a Roma presso la sede del Ministero". 

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