Il Ministro Martina su TTIP: L'Italia non rinuncerà mai ai suoi standard di sicurezza alimentare

"Stop TTIP", a Roma corteo contro il trattato di Libero Scambio Usa-Ue

08/05/2016

Il Ministro Martina su TTIP: L'Italia non rinuncerà mai ai suoi standard di sicurezza alimentare
Bologna Roma 8 maggio 2016. “L’Italia non rinuncerà mai ai suoi standard di sicurezza alimentare per fare un accordo commerciale”, così il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha postato ieri sul suo Twitter da Bologna dove era in corso il forum nazionale sull' agroalimentare promosso dal Pd e a Roma diecimila manifestanti di STOP TTIP marciavano con gli slogam “Ttip una minaccia per la democrazia, la salute, la qualità dei prodotti e il made in Italy".

Con STOP TTIP corteo a Roma
Mobilitazione nazionale, a Roma, contro il TTIP, il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti tra Stati Uniti e Unione Europea. Il corteo è partito da Piazza della Repubblica, ed è arrivato infine a Piazza San Giovanni. La manifestazione è stata indetta da Cgil, Fiom, Greenpeace, Movimenti Acqua, Legambiente e altri comitati contrari all'approvazione del trattato.

Al corteo hanno partecipato anche il segretario della Cgil Susanna Camusso (nella foto mentre viene intervistata da Stefano Zago direttore Teleambiente) e Maurizio Landini della Fiom, oltre a 200 organizzazioni della società civile, fra cui Greenpeace.
Per Camusso il trattato "calpesta i diritti dei lavoratori, mette a rischio la qualità dei prodotti e se non si arriva alla firma, sarà una vittoria", e con l' accordo "non si avrà più la certezza che nel lavoro valgano le regole del contratto di lavoro nazionale". Il segretario della Cgil ha poi aggiunto che "bisogna ridiscutere il modo con cui si affrontano i temi".
 

Anche il Codacons ha aderito ufficialmente alla protesta

“L’Italia è il paese che rischia di subire le conseguenze più pesanti a causa dell’accordo sul Ttip – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’intero settore agroalimentare sarà infatti schiacciato dall’invasione delle multinazionali statunitensi, che rispondono a regole molto diverse e a limiti assai meno stringenti rispetto ai quelli in vigore nel nostro paese. Le produzioni tipiche italiane subiranno un tracollo in tutta Europa, perché verranno sostituite da prodotti “Made in Usa”, a buon mercato ma con caratteristiche qualitative inferiori. Basti pensare che solo per la carne bovina è previsto l’ingresso in Ue di 3,2 miliardi di dollari di prodotti statunitensi”.
“Ad essere a rischio è anche la salute dei consumatori, considerato l’uso di ormoni negli allevamenti Usa e di altre sostanze vietate in Italia – prosegue Rienzi – Il Ttip, quindi, produrrà un danno pari a miliardi di euro per il nostro paese, con ripercussioni enorme sul fronte dell’occupazione”.


La posizione del ministro Martina
“Continuiamo a pensare che un accordo commerciale possa essere un’opportunità per entrambi e certamente per le nostre produzioni agroalimentari oltre oceano. Ma non c'e' alcun dubbio- ha proseguito il ministro - che sui dossier agricoli le posizioni di Europa e Stati Uniti sono ancora molto lontane". ”.
“La bilancia commerciale agroalimentare oggi ci favorisce, esportiamo 19,3 miliardi mentre importiamo 13,4 miliardi– aggiunge il ministro Martina. -. Ma è giusto essere chiari: proprio sui temi agricoli le posizioni tra Usa e Europa rimangono molto distanti e nessun compromesso potrà mai prendere in considerazione proposte al ribasso sulla sicurezza alimentare italiana ed europea“.

Martina ha poi aggiunto che non si tratta di esercitare nessun potere di veto: "Si tratta - ha aggiunto - di costruire fino in fondo questo lavoro, vedere fin dove si puo' arrivare, con la garanzia che in particolare per l'Europa un accordo di questa portata deve comunque passare dal vaglio dei parlamenti nazionali, del Parlamento Europeo, del Consiglio Europeo e degli stati membri, Quindi stiamo parlando di percorsi di democrazia e di decisione complessi, molto larghi - ha concluso il ministro delle politiche agricole - nessuno pensi che dalla mattina alla sera arriva un accordo commerciale di questa portata per un blitz di qualcuno".
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