Il Ministro Maurizio Martina a Cibus: usare bene la leva di Expo 2015 e il padiglione "Federalimentare4Expo’"per far fare alle imprese alimentari un grande salto di qualità

Consideriamo cruciali i tre dilemmi posti dal Protocollo di Milano

07/05/2014

Il Ministro Maurizio Martina a Cibus: usare bene la leva di Expo 2015 e il padiglione "Federalimentare4Expo’"per far fare alle imprese alimentari  un grande salto di qualità

Parma 8 maggio 2014. Manca ormai solo un anno all'avvio di Expo 2015 (a Milano dal 1 maggio al 30 settembre) e il maggiore Salone dell'Alimentazione italiano non poteva non mettere al centro della sua riflessione, ma anzitutto delle sue proposte organizzative, proprio il tema dell'Expo.

Questo anche perchè sarà la consulenza tecnico-organizzativa di Fiere di Parma, con il suo gioiello organizzativo Cibus, a gestire il padiglione per le imprese alimentari realizzato ad Expo 2015 da Federalimentare (l’Associazione confindustriale delle imprese alimentari).

E stamane, durante l'incontro con la stampa, il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha parlato chiaro:

“Cibus è una importante piattaforma fieristica per capire e promuovere la realtà del comparto alimentare italiano ed il progetto strategico per il suo sviluppo. Se useremo bene la leva di Expo 2015 ed il padiglione ‘Federalimentare4Expo’, le imprese alimentari faranno un grande salto di qualità”.


A Cibus ha aggiunto il Ministro Martina:
 

“tocchiamo con mano il saper fare italiano, di imprese nominalmente piccole, ma in realtà giganti per quello che fanno. Qui, oltre il padiglione per le imprese, c’è una filosofia fatta di know how, di creatività ed esperienza”.


Al Ministero, ha sottolineato Martina:
 

''Vediamo ogni giorno il potenziale formidabile del settore e con Expo 2015 possiamo fare il salto di qualità. Ma non tutto è scontato, abbiamo un anno davanti e dobbiamo fare di tutto per fare un grande Expo. Dobbiamo però capire che l'Expo non è un evento commerciale, ma un grande luogo di relazioni tra governi, e non è neanche scontato che sapremo interpretare al meglio il tema dell'Esposizione, Nutrire il pianeta, energia per la vita, ma siamo nelle condizioni di concepire un'Expo che farà la differenza''.


Il Protocollo di Milano per la sostenibilità alimentare 

E proprio su come l'Expo potrà fare la differenza, INformaCIBO al ministro Martina ha chiesto gli impegni del ministero e del Governo in merito al Protocollo di Milano, proposto dalla Fondazione Barilla center for Food and Nutrition, per la sostenibilità alimentare.
 

“Sul Protocollo di Milano ha risposto Martina- il ministero ha seguito fin dall'inizio la proposta della Fondazione Barilla e consideriamo cruciali i tre dilemmi posti dal Protocollo (“abbattimento del 50% entro il 2020 dell’impressionante cifra di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo attraverso campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine che coinvolgano l’intera catena alimentare a partire dalla filiera agricola; attuazione di riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria, con limitazioni all’utilizzo di biocarburanti a base alimentare; lotta all’obesità, con il richiamo all’importanza dell’educazione alimentare sin da bambini e alla promozione di stili di vita sani, sull’esempio praticato da Michelle Obama negli Stati Uniti” ndr), le tre colossali sfide che abbiamo davanti.
Le interpreteremo nel solco di questo documento – ha concluso il ministro – e anche nella definizione degli obiettivi del Terzo millennio e l'interazione pubblico/privato farà la differenza del contributo italiano''.


All'incontro con la stampa, presieduto da Roberto Arditti di Expo 2015, hanno partecipato tra gli altri anche il presidente di Federalimentare Filippo Ferrua Magliani e l'amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie.
 

“Il made in Italy esiste -ha detto Ferrua- perchè alle spalle dei prodotti ci sono le imprese che fanno della qualità una vera e propria missione. Ai 20 milioni di visitatori dell'Expo vogliamo presentare durante i sei mesi di Expo proprio il modello agroalimentare italiano con tutto il suo patrimonio di eccellenze”.

Nel suo intervento Ferrua ha ache ricordato che "abbiamo tempo fino al 10 giugno per raccogliere, da almeno 500 imprese, i 20 milioni necessari per i nostri due padiglioni dell'Expo" e alla domanda di un cronista del Sole 24 Ore su come si pensa di raccoglierli ha risposto Antonio Cellie,  Ceo di Fiere di Parma e partner di Federalimentare4Expo: "la difficolta non è tanto raccogliere i 20 milioni -ha detto il Ceo di Fiere di Parma- quanto piuttosto trovare spazio per tutte le piccole e le grandi aziende dell'agroalimentare. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a portare a Milano mille aziende nell'arco dei sei mesi dell'Esposisizione milanese".
E su Cibus Cellie ha detto:

“Cibus rappresenta una unicità nel panorama alimentare italiano -ha sottolineato Cellie-. Nella nostra Fiera sono raccolti 2700 imprenditori cento per cento made in Italy, una differenza unica che tuitto il mondo ci invidia e questo tessuto di imprese e di territori, ineguagliati per qualità e sicurezza, vogliamo portare a Milano nel padiglione "Federalimentare4EXPO”.
 


Il padiglione ad Expo 2015 di Federalimentare con la consulenza di Fiere di Parma

 

Ospiterà 500 aziende, Consorzi e organismi istituzionali del made in Italy alimentare, per raccontare l’agroindustria italiana ai visitatori, in un viaggio interattivo per scoprirne i prodotti, i protagonisti, la ricchezza dei territori, i marchi e gli imprenditori che li hanno creati e sviluppati.

Il progetto operativo prevede 2 padiglioni polifunzionali di circa 1.300 mq ciascuno, sviluppati su 3 piani per un totale di 7000 mq, e collegati tra loro da una passarella di 8 metri di larghezza. I padiglioni avranno un design interno e esterno armonizzato con quello del Padiglione Italia, di cui saranno lo “specchio industriale”, e si troveranno in una posizione strategica (NE 10 e NE 11), nella “testa” del “pesce” e in prossimità dell’ingresso Est, dal quale passerà il 40% del pubblico e la maggior parte degli operatori “professionali” che visiteranno Expo 2015.

Saranno 9 i percorsi tematici di edutainment dedicati ai settori chiave dell’industria alimentare (latte, formaggi e derivati; conserve vegetali; condimenti; sfarinati, pasta e pizza; carni; ittico; bevande; dolci; spezie e coloniali). 9 viaggi esperienziali realizzati con scenografie “immersive” e proiezioni 3D, che le aziende renderanno concreti e tangibili grazie alle postazioni interattive (fino a 500) che sveleranno ai visitatori il loro patrimonio storico e culturale.

Oltre all’area edutainment, "Federalimentare4EXPO" sarà anche il fulcro di eventi e relazioni istituzionali per il settore: le 2 terrazze – caratteristica unica nell’architettura dei Padiglioni di Expo 2015 – e la grande sala eventi polifunzionale da 1.500 posti, situata al piano terra del padiglione NE 10. Spazi che, in 6 mesi, ospiteranno circa 200 tra iniziative di promozione e comunicazione organizzate dalle aziende aderenti a Federalimentare e i principali appuntamenti del settore (assemblee delle associazioni di categoria, convention aziendali dell’industria alimentare ed altro ancora).

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