Il ministro Maurizio Martina a Rimini al meeting di Cl: l'export agroalimentare da 33 a 50 miliardi entro il 2020

Per il fondatore di Eataly Oscar Farinetti servirebbe un marchio unico del made in Italy

25/08/2014

Il ministro Maurizio Martina a Rimini al meeting di Cl: l'export agroalimentare da 33 a 50 miliardi entro il 2020
Rimini, 25 agosto 2014. “L'export del settore agroalimentare passerà dai 33 miliardi del 2013 a 50 miliardi nel 2020".
Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, nell’ambito del meeting di Cl, dopo che lo aveva già affermato il premier Renzi all'ultimo Vinitaly.

E' vero che l'export attualmente è la strada maestra per vendere il nostro made in Italy alimentare ma per centrare l'obiettico del ministro (e di Renzi) il nostro export dovrebbe crescere mediamente del 10% l’anno.
Sarà possibile? Ce la farà a centrare l'obiettivo?

Ce lo auguriamo tutti e noi per primi...e potenzialmente l’obiettivo sarebbe anche raggiungibile se si pensa che la Germania esporta il 30% della produzione, la Francia e la Spagna il 25% mentre il made in Italy si ferma sulla soglia del 20%.

Solo il prossimo futuro darà una risposta a questi due interrogativì.

 

Il Ministro Martina mentre interviene nel dibattito "La cultura alimentare italiana: una tradizione innovativa"

"Non" si tratta – ha aggiunto il ministro- di un "obiettivo irrealistico".
“L'agroalimentare italiano, ha spiegato ancora Martina sta affrontando "problemi seri, delicati", come si è visto a seguito del blocco delle importazioni da parte della Russia. Ma, secondo il ministro, ha anche "grandi opportunità su cui puntare".

E proprio sullo 'sblocca-Italia' è intervenuto nel dibattito "La cultura alimentare italiana: una tradizione innovativa", anche il presidente di Eataly Oscar Farinetti che ha rilanciato la sua vecchia battaglia “servirebbe per il made in Italy un marchio unico”; Martina non si è accodato al patron di Eataly ma è d'accordo sull'idea di mettere insieme le forze di produttori, trasformatori e distributori per battere la concorrenza.

Lo 'sblocca-Italia'- ha detto ancora Farinetti- dovrebbe prevedere, prima di tutto, dei forti sgravi fiscali a tutte le imprese che incrementano le proprie esportazioni. "Mi piacerebbe - ha incalzato ancora - una politica fiscale che consenta a questo paese di ripartire. La prima operazione da fare e' uno sgravio fiscale potente a tutte le imprese che incrementano le proprie esportazioni per fare venire voglia alle imprese di andare all'estero a esportare. Noi mettiamo a posto i nostri problemi se raddoppiamo le nostre esportazioni. Abbiamo 800 miliardi che spendiamo per i consumi, 800 miliardi della spesa pubblica e 400 miliardi delle esportazioni. Bisognerebbe portare in pari questi numeri: 800 - 800 - 800". Secondo il presidente di Eataly, e' poi necessaria una nuova politica di marketing del "made in Italy". "Il motivo per cui i francesi esportano il doppio di noi - secondo Farinetti - e' perche' hanno i loro negozi nel mondo. I cinesi non sanno neanche che c'e' il vino italiano perche' non ci sono negozi. Dobbiamo incentivare gli italiani a partire, alzarsi dalla sedia e andare nel mondo a vendere le nostre meraviglie".

Expo 2015: un volano per rafforzare 15 grandi eventi fieristici italiani, tra cui anche Vinitaly, Tuttofood e Cibus
Secondo quanto riportato oggi da Emanuele Scarci sul sito del Sole 24 Ore nel Piano del governo, Expo 2015 viene considerato il volano per rafforzare 15 grandi eventi fieristici italiani, tra cui anche Vinitaly, Tuttofood e Cibus. Il Piano comprende anche i voucher da 10mila euro per le Pmi che intendono utilizzare manager temporanei che si occupino di internazionalizzazione: 25 milioni la dote per coprire 2.500 imprese.

Due milioni sono invece destinati alla formazione degli stessi manager, in co-finanziamento con le Regioni. Altri 4 milioni andranno alla prosecuzione del roadshow per le Pmi che vogliono sbarcare su nuovi mercati. Dei 68 milioni complessivi del Piano destinati alle iniziative all’estero, il provvedimento principale è il piano per stipulare accordi con la grande distribuzione con l’obiettivo di porre sugli scaffali marchi di aziende medio piccole (25 milioni di fatturato).
Uno stanziamento specifico, per 2 milioni, andrebbe poi allo sviluppo commerciale, nel settore dell’agroindustria, della manifestazione Expo. Rilevante l’impegno, 18 milioni, che verrà dedicato alla lotta all’Italian sounding, con l’introduzione di un marchio internazionale “Italian original” che corrisponde alle denominazioni Doc, Dop, Igp e Igt.

Lo "Sblocca Italia" sarà in discussione dal Consiglio dei ministri del 29 agosto.
Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner