Il Premio Ferrari al miglior "Titolo e Copertina dell'anno", vincono Il Manifesto e Sportweek

La prima edizione del Premio dedicato alla stampa estera per il Made in Italy: The New Yorker

09/05/2014

Il Premio Ferrari al miglior "Titolo e Copertina dell'anno", vincono Il Manifesto e Sportweek

Un brindisi dal sapore italiano con tante bollicine per festeggiare il Manifesto, Sportweek e New Yorker che vincono 1.000 bottiglie di Ferrari Brut per il Titolo, la Copertina e l’Articolo dell’Anno.

Il The New Yorker, settimanale americano che ha prevalso su un’ampia rosa di testate di tutto il mondo grazie alla qualità e accuratezza del servizio di Jane Kramer dal titolo “Post-Modena” apparso nel numero del 4 novembre 2013 dedicato allo chef Massimo Bottura, si è invece aggiudicato la prima edizione del Premio Ferrari “L’Arte di Vivere Italiana”.

I finalisti a fianco di SportWeek erano Sette, Left, Panorama e Famiglia Cristiana. La copertina di SportWeek premiata risale al 5 ottobre 2013, data antecedente a Juve-Milan, e ritrae quattro famosi calciatori di colore: M’Baye Ninag (attaccante del Montpellir in prestito dal Milan), Paul Pogba (Juventus), Kwadwo Asamoah (Juventus, Mario Balotelli (Milano), accompagnati dal titolo ‘BUUU?! Il calcio vive un allarme razzismo e Juve - Milan (anche senza Balotelli) è l’ennesima gara a rischio.

Premio Ferrari. Il Manifesto fa un bis “presidenziale”.
Dopo “Indovina chi viene a cena” su Barack Obama alla Casa Bianca vince le bottiglie di Ferrari Brut con la prima su Giorgio Napolitano. “Sono Stato”, apparso sul Manifesto del 21 aprile dello scorso anno, è il titolo che meglio racconta il 2013. Mentre Sportweek, il settimanale della Gazzetta dello Sport, s'è imposto per la più bella copertina grazie a una denuncia del razzismo negli stadi. Così ha deciso la giuria dei Premi Ferrari “Titolo e Copertina dell'Anno”, giunti alla settima edizione, i cui vincitori sono stati proclamati la sera di mercoledì 7 maggio nel Salone d’Onore della Triennale di Milano.

Il Manifesto s'è aggiudicato il Premio Ferrari grazie a due parole “Sono Stato” che apparendo, sotto l'immagine di Giorgio Napolitano ripreso su una poltrona presidenziale, sono, come si legge nelle motivazioni della giuria, “insieme felice sintesi e sarcastica osservazione. Dicono della rielezione di Napolitano al Quirinale e, contemporaneamente, sottolineano criticamente che il doppio mandato ha il significato di un potere diverso dal passato”.

A conquistare l'altro Premio Ferrari, “Copertina dell'Anno”, è stato Sportweek, il settimanale della Gazzetta dello Sport, con il numero del 5 ottobre 2013.
“Quattro volti e una parola, BUU, accompagnata da un punto interrogativo e da un punto esclamativo - recita la motivazione - che ripete un verso purtroppo abbastanza usuale negli stadi italiani. Così si è realizzata una copertina di straordinaria intensità, molto forte e altrettanto efficace per dire, in modo esemplare, di un problema che, purtroppo, esiste e resiste in tutt'Italia: il razzismo”.

La serata, condotta da Alessio Vinci, ha segnato il debutto del Premio Ferrari “Articolo dell’Anno - L’Arte di Vivere Italiana”, riservato alla testata straniera che abbia valorizzato il bello, il buono e il ben fatto del nostro paese. E’ stato vinto dal New Yorker, storico settimanale americano, grazie ad un articolo a firma di Jane Kramer apparso il 4 novembre 2013.  “Il The New Yorker si è distinto  - si legge nelle motivazioni della giuria, composta da illustri membri delle istituzioni e dell’imprenditoria - per la qualità e ampiezza del ritratto dedicato a uno dei maggiori interpreti di sempre della cucina nostrana, Massimo Bottura, e per la finezza con cui viene indagato il delicato rapporto fra innovazione e tradizione. Il grado di approfondimento dell’articolo conferma la cura editoriale e la rigorosa politica di verifica delle notizie per le quali il The New Yorker è da sempre noto e apprezzato”-

Non potevano mancare gli chef, da Massimo Bottura, protagonista dell’approfondimento del The New Yorker, a Davide Oldani, Andrea Berton, Filippo La Mantia e Chicco Cerea, che ha deliziato i numerosi ospiti della serata con le sue creazioni a tre stelle annaffiate da un’ottima selezione di spumante Ferrari.

A Manifesto, Sportweek e New Yorker andranno 1.000 bottiglie di Ferrari Brut, il brindisi italiano per eccellenza. Per il Manifesto è stato il caporedattore Marco Boccitto a ritirare il riconoscimento che ha premiato per la seconda volta la creatività dei titolisti della redazione: la testata, infatti, aveva già vinto con “Indovina che viene a cena”, dedicata alla elezione di Barack Obama.
Per SportWeek sono saliti sul palco Matteo Dore, direttore del magazine del La Gazzetta dello Sport, e Andrea Monti, direttore del quotidiano sportivo. La copertina vincitrice (realizzata da Filippo Carota, art-director e Naima Mancini, photoeditor), ha lanciato un messaggio anti-razzista ai tifosi.

La giuria era composta da grandi nomi del giornalismo e della cultura, tra cui Giulio Anselmi, Isabella Bossi Fedrigotti, Antonio Calabrò, Emilio Carelli, Aldo Cazzullo, Antonio Dipollina, Massimo Donelli, Mattia Feltri, Mario Giordano, Stefano Lorenzetto, Camilla e Matteo Lunelli, Clemente Mimun, Arnaldo Pomodoro, Claudio Sabelli Fioretti, Roberto Saviano, Gian Antonio Stella e Oliviero Toscani, cui si sono aggiunti, a partire da questa edizione, Lella Costa, Monica Maggioni e Andrea Vianello.

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