Il Protocollo di Milano del Barilla Center for food and nutrition inaugura il Cibus di Parma

De Castro: il Protocollo di Milano sia il manifesto Expo 2015

05/05/2014

Il Protocollo di Milano del Barilla Center for food and nutrition inaugura il Cibus di Parma

Parma 5 maggio 2014. E' stato il convegno della Fondazione Barilla Center For Food Nutrition sul tema del Protocollo di Milano ad aprire la prima giornata di Cibus alla presenza del viceministro dell'Economia Carlo Calenda. 

L’incontro dal titolo "#MilanProtocol: agire per migliorare il sistema alimentare", si è svolto nella Sala Pietro Barilla di Fiere di Parma. E' stato il presidente di Fiere di Parma, Franco Boni a portare il saluto ricordando le scelte ecosostenibile portate avanti da Fiere di Parma in questi anni. 

Il Viceminsitro Calenda ha ribadito, come aveva già fatto nelle scorse settimane il ministro alle Politiche agricole Maurtizio Martina (che sarà a Cibus mercoledì), che "il governo c'è; su questi temi non esiste una leadership internazionale e l'Italia può assumerla" 
 
"Expo 2015, -ha detto Guido Barilla, presidente della Fondazione Bcfn, "è una grande occasione irripetibile per l'Italia e il Protocollo di Milano proposto dalla fondazione Bcfn dà importanza a un settore dove l'Italia esprime eccellenze su scala globale, peraltro complementari e sempre più correlate ad altri fattori vincenti del Paese, a partire dalla cultura, turismo, design e moda".

“La speranza è che l'Expo di Milano possa finalmente rappresentare l'occasione per mettere i grandi temi legati al cibo al centro delle agende internazionali” - ha aggiunto Barilla. – “L'auspicio è che l'Italia sappia portare avanti questo progetto, giocando un ruolo di leadership attraverso la promozione di un accordo globale sull'alimentazione”.
"E' uno dei pochi settori di eccellenza in Italia; siamo al fianco dei francesi e in molte voci li abbiamo superati. La cucina italiana poi è la più amata al mondo. Come imprenditori del food ce ne accorgiamo in tutte le situazioni, però come Paese nei decenni siamo stati lenti a percepire l'importanza del comparto che è un vero valore del nostro Paese. Sarebbe miope non dare valore all'agrobusiness".

"Dal Barilla Center for Food and Nutrition arriva un buon strumento di apertura della discussione su un tema in cui l'Italia dovrà avere la leadership" ha sottolineato nel suo intervento il viceministro dell'Economia Carlo Calenda.

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti ha detto di voler raccogliere la sfida lanciata dall'azienda alimentare e ricordato le azioni di cui il Comune è parte, dai progetti nelle scuole a Emporio al prossimo festival vegano. Ha anche ricordato l'importnte ruolo che riveste la città di Parma nel campo dell'alimentazione a cominciare dalla presenza sul territorio dell'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare.

Luca Virginio, vicepresidente della Fondazione, ha quindi invitato il primo cittadino a sottoscrivere il Protocollo di Milano "sarebbe il primo Comune a farlo".
Da parte sua Paolo De Castro, new entry insieme al fondatore di Slow Food Carlo Petrini nel board della fondazione Bcfn, al taglio del nastro avvenuto nel pomeriggio,  ha detto: “Il mio auspicio è che il Protocollo di Milano, proposto dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), 'possa diventare il 'manifesto' di Expo 2015''.

Il Parlamento europeo, ha ricordato il presidente della Commissione Agricoltura dell’europarlamento De Castro, ha fissato a larghissima maggioranza una iniziativa contro lo spreco alimentare. ''Si tratta non solo di un fatto etico – ha osservato De Castro – ma di un drammatico problema sia nei Paesi ricchi, che sprecano nella fase di consumo, che in quelli in via di sviluppo che sprecano nella produzione. Sul tema della gestione delle risorse del Pianeta, sugli squilibri dell'agricoltura e della distribuzione alimentare, sul land grabbing, quella caccia alla terra perlopiù da parte della Cina che si sta configurando come un colonialismo del terzo millennio, e sul tema dell'obesità infantile, va creata consapevolezza internazionale. E noi ne abbiamo la responsabilità perché a Expo ospitiamo 140 Paesi’’.
QUI Video da Gazzetta di Parma


 

 
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