Il Ristorante "Il Convento dei Neveri", il posto giusto per veri intenditori gourmand

La storia incontra l’alta cucina tra sapori e atmosfere, semplicità e buon gusto

29/07/2013

Il Ristorante "Il Convento dei Neveri",  il posto giusto per veri intenditori gourmand

di Mariella Belloni – foto by Canio Romaniello

Cenare in un museo, o nella chiesetta di un monastero, oppure nel chiostro dello stesso, questa è l’incredibile avventura che attende l’ospite di questo complesso monumentale sapientemente recuperato, con la massima attenzione per i dettagli architettonici locali e d’epoca, e destinato all’enogastronomia di alto livello e non solo. Eleganza e cucina gourmet, per chi ama sperimentare, gustare accostamenti perfetti e godere con gli occhi, il ristorante “Il Convento dei Neveri è da provare!

In origine la struttura era una cascina di campagna, dove vivevano diciotto famiglie di contadini. Durante la ristrutturazione si sono trovati reperti archeologici che denunciavano la presenza di un vero patrimonio archeologico. Con la collaborazione della Sovraintendenza delle Belle Arti si è recuperato un vero patrimonio culturale: un ex Convento di frati Carmelitani del 1480. Il recupero ha previsto la conservazione di tracce di storia antica rielaborate in suggestioni moderne con l’utilizzo di materiali quali il vetro e l’acciaio. Il Convento di Bariano ha una storia molto antica: ubicato dove sorgeva l’antico Vicus Romano Averga, venne fondato nel 1480 per poi essere soppresso nel 1770. Dopo essere stato venduto all’asta fu adibito a corte rustica e nel 1860, per ampliare lo spazio agricolo, venne demolita la chiesa principale del Convento, denominata S. Maria dé Never. Integra è rimasta, invece, l’altra chiesa facente parte della struttura: la chiesa di S. Maria del Carmine.

L’edificio ha una singolare struttura composta da due semicerchi; la forma circolare emerge anche dalle pareti esterne della chiesa, sia al primo che al secondo livello, costituito da un tamburo circolare sul quale è innestato il piccolo campanile. All’interno della chiesa sono stati rinvenuti affreschi trecenteschi appartenenti all’antica chiesa di San Giovanni Battista e non si esclude che l’intonaco possa celare altre preziose testimonianze di arte pittorica medioevale.

La varietà degli ambienti di quello che fu un Monastero, consente di allestire diversi incontri anche simultanei, riservando lo splendido giardino, i cortili e i loggiati per momenti di convivialità e di break.

Il ristorante “Il Convento dei Neveri” è al secondo piano della struttura e si articola in diverse sale. Grazie alla varietà degli spazi, adibiti a ristorante, risulta essere un ambiente unico. Suggestiva è la Sala delle Allegorie, che ospita al massimo 60 persone, è finemente arredata con una grande parete lasciata intatta che ci riporta allegoricamente al tempo passato. Alle pareti sono appesi quadri di epoche successive ma di grande valore artistico. Le poltroncine bianche vengono esaltate nella loro forma dal pavimento in legno su cui sono appoggiate. Bella è la Sala dell’Abside, lunga e stretta ma arredata con poltrone e tavolini e viene utilizzata per il relax e la conversazione e all’occorrenza può ospitare fino a 25 commensali. L’illuminazione è particolarmente studiata per rendere l’atmosfera pacata e silenziosa, adatta per chi vuole dialogare sottovoce e con discrezione come si addice ad un luogo come il Convento dei Neveri.

Il Chiostro, con una capienza di 240 persone, attorniato da un bellissimo porticato e fulcro vitale della antica vita dei monaci, ospita, su richiesta, grandi tavoli per cene e banchetti. Al piano superiore, un elegante ristorante all’interno delle dieci celle con una capienza da 2 a 8 posti, dove una volta dormivano i frati, e che attualmente sono state trasformate in piccoli privée studiati per offrire la possibilità di pranzare e cenare anche in perfetta intimità, gustando l meglio la variegata cucina che non manca di guardare al territorio. Le celle hanno uno stile sobrio ed essenziale e sono avvolte da un’aurea di spiritualità che conferisce agli ospiti una predisposizione contemplativa al cibo.

Luminoso e originale Soppalco, che ospita al massimo 35 persone, è una parte del Convento arredata modernamente e si affaccia sul Salone Romano ubicato al piano terra. Le fondamenta della chiesa e le imponenti mura romane alte fino a quindici metri, sono visibili grazie al pavimento in vetro trasparente e acciaio voluto dall’architetto milanese Marco Pisello, e ti fanno sentire sospeso nel vuoto mentre gusti un delicato antipasto di pesce, ovvero guardare gli affreschi ancora parzialmente esistenti del chiostro mentre sorseggi un calice di spumante, è cosa che non capita tutti i giorni e, quindi, da non lasciarsi sfuggire.

Re incontrastato di questa rinomata roccaforte del gusto italiano è lo chef Alessandro Salsano, che nonostante la giovane età vanta un buon bagaglio di esperienze sia in Italia che all’estero. Due sono state le esperienze formative fondamentali, con due grandi maestri, che hanno segnato il giovane Alessandro: quella con Sergio Mei, del Four Seasons di Milano, che gli ha trasmesso la filosofia della ricercatezza nella semplicità e le tecniche di base della cucina italiana e quella del pluristellato Joël Robuchon, a l’Atelier Etoile di Parigi, che gli ha permesso di apprendere i segreti della cucina francese, ma non solo, partendo dalla tecnica e da una cucina genuina e vera nel nome dell’eccellenza e della tradizione. Di questo vissuto ne fa tesoro di esperienza e grazie all’amore e alla passione per la cucina, nati in lui fin da quando era bambino e cucinava con sua mamma, e alla continua voglia di migliorarsi è arrivato ad essere lo Chef del Convento dei Neveri di Bariano (BG).

Una cornice unica quella che accoglie gli avventori del ristorante, caratterizzato da una cucina che affonda le radici nella storia che la circonda, ma rivista e vivacizzata dallo chef in base alle tendenze avanzate del cooking, per un risultato raffinato e originale, capace di soddisfare le esigenze di una clientela alla ricerca di ottima cucina. Il menù, in cui la creatività valorizza le materie prime senza stravolgerle, rispetta l’avvicendarsi delle stagioni e la disponibilità degli ingredienti. Il ristorante propone diversi percorsi di degustazione, che toccano la tradizione, la stagionalità e i sapori mediterranei. Sapori veri ed a volte audaci, cura nei particolari e atmosfera da grande occasione. Le pietanze sono preparate con grande cura nel rispetto della cultura culinaria della tradizione italiana, e presentate in modo perfetto per un susseguirsi di emozioni dagli antipasti ai dolci, veramente buoni e particolari.

Alessandro definisce la sua cucina come semplice ed essenziale, ma ragionata e studiata. Ama ricercare materie prime genuine che devono essere necessariamente essere di qualità. Il pane fresco sfornato ogni mattina, gli aromi delle verdure rigorosamente di stagione, la pasta appena tirata, il pesce scelto di alta qualità, il profumo dei dolci fatti in casa: il ristorante “Il Convento dei Neveri” fa rivivere la grande cucina mediterranea mescolando tradizione, italianità e originalità nella presentazione dei piatti. La carta dei vini offre una selezione di vini, da quelli più conosciuti con scelte non banali e propone etichette per lo più della zona, per abbinamenti azzeccati e ricercati.

Dalla cucina del ristorante “Il Convento dei Neveri”, una squisita ricetta a cura dello Chef Alessandro Salsano:

Carpaccio di orata al lime, pepe rosa e papavero

Ingredienti e procedimento

120 g di filetto di orata pescata ad amo 80 g di citronette 2 g di papavero tostato in padella 2 g di pepe rosa setacciato La buccia di mezzo lime Una presa di sale Maldon q.b. pepe nero q.b. olio extra vergine istriano

Per la Citronette: 100 g di succo di limone 20 g di olio e.v.o. istriano 25 g di senape antica di Dijon 5 g di sale 5 g di buccia di limone grattuggiata

Preparazione Tagliare il filetto di orata in fettine da 3 mm circa ciascuna. Impiattare in un piatto stretto e lungo, bagnare il tutto con la citronette e poi cospargere qua e là con il papavero, il pepe rosa, la buccia di lime e il sale Maldon.

Aggiungere una generosa grattata di pepe e qualche goccia di olio e.v.o.

In un luogo di particolare pregio dal punto di vista storico culturale, l’ex Convento dei Neveri è un ambiente raffinato, una sorta di museo dotato dei servizi più esclusivi. L’atmosfera unica, l’ampio parcheggio, il chiostro e i saloni rendono il convento di Bariano un posto ideale per grandi eventi quali cerimonie, matrimoni, meeting, convegni, banqueting, presentazioni e manifestazioni, per le quali si ricerchi un luogo davvero esclusivo. Il tutto in un contesto eccezionalmente importante, per certi versi unico, arredato con gusto raffinato. Insomma, il Convento di Bariano è un ristorante che sa coniugare materie prime accuratamente selezionate alle migliori ricette della tradizione italiana valorizzandole nel gusto e nelle coreografie. La Signora Antonella Benini, titolare e vera anima della location riesce a gestire tutto alla perfezione orchestrando ogni step con precisione, coadiuvata dal maître Sergio Giudice per soddisfare con cura e professionalità ogni vostra esigenza. Il ristorante “Il Convento dei Neveri”, esempio di eleganza e qualità, propone una vera e propria Gourmet Experience per gli ospiti. Val bene una tappa, vi lascerà piacevolmente sorpresi.

All’ingresso della struttura è stata creato anche “Il Braciere del Convento”, locale ispirato alla tradizione dell’osteria, rivista in chiave moderna e internazionale, ideale nelle calde sere d’estate. Modello sono le Taberne o gli Asado; vengono serviti in prevalenza piatti di carne alla brace, da quella prussiana a quella spagnola senza tralasciare il meglio della carne italiana. Pensato per una clientela giovane e dinamica, il Braciere, che ha una capienza di 80 posti, offre la possibilità di riservare “Il Tavolo dell’Amicizia”: 20 posti, perfetto per cene in comitiva o cene per stare in compagnia e fare amicizia con altri commensali. Il prezzo medio a cena è di € 25, a persona, mentre a pranzo viene offerto un menù a €10.

Ci sarebbero molte altre cose da dire per descrivere questa meravigliosa location, unica nel suo genere, trattandosi di un ex convento di frati, con rovine romane protette dalle Belle Arti ma, l’emozione provata alla vista di questo inaspettato tesoro è così indescrivibile da lasciarmi senza parole.

Ristorante “Il Convento dei Neveri”

Aperto dal mercoledì al sabato solo di sera. Domenica tutto il giorno. E’ chiuso il lunedì e il martedì tutto il giorno Chiuso per tre settimane in agosto Orari del ristorante: dalle 12.30 alle 14.30; dalle 19.30 alle 22.30

Il Braciere del Convento Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena, tranne il lunedì sera e il martedì sera Chiuso per tre settimane in agosto Orari del Braciere: dalle 12 alle 14.30; dalle 19.30 alle 22.30

La storia e il territorio…

Bariano si trova lungo la strada che collega Bergamo con Crema: anticamente era terra di confine, essendo ubicato in prossimità del Fosso bergamasco, linea di demarcazione fra lo Stato di Milano e la Repubblica di Venezia, di cui Bariano faceva parte. In ragione di questa posizione strategica Bariano era munito di mura e di fossato difensivo: oggi il paese non presenta più traccia di opere difensive, ma mostra evidenti i caratteri di borgo rurale, offrendo al visitatore interessanti esempi di architettura contadina che, partendo dal centro storico, si snodano via via nella campagna fino a giungere alle sponde del fiume Serio, da cui Bariano è lambita. Il suo centro storico è caratterizzato dalla presenza di grandi caseggiati che in alcuni casi rivelano un passato aulico, come il denominato "Palazzo", probabile antica sede del fortilizio di Bariano, o come nel caso di "Palazzo Grataroli", di cui permangono ancora evidenti tracce; o ancora come nel caso dell'edificio denominato "Stallo Misericordia". Non mancano architetture auliche anche nell'ambito religioso: molto conosciuto è l'ex convento dei Neveri, ma meritano una menzione ed una visita anche la chiesa parrocchiale dedicata ai S.S. Gervasio e Protasio e la chiesa dell'Annunciata, ubicata accanto al Cimitero.

Il nome Bariano viene fatto derivare dal romano Barius e quindi Barianus, indicando così nell'etimologia un'origine romana. L'origine romana di Bariano è confermata anche dai rinvenimenti archeologici e dalla permanenza della traccia della centuriazione nel suo territorio: in particolare la zona intorno all'ex convento dei Neveri si è rivelata ricchissima fonte di reperti, costituiti non solo da sporadici oggetti, ma anche da vere e proprie strutture murarie, con il tempo inglobate nel complesso monastico. I rinvenimenti archeologici, ascrivibili per lo più ad un periodo che va dal I al III secolo d.C. indicherebbero la presenza nell'area dell'ex convento del vicus Averga, antico insediamento dove, nell'Alto Medio Evo, si sviluppò la Pieve di S. Maria Averga. Il vicus Averga, citato per la prima volta in un documento del secolo IX, era un villaggio sorto probabilmente in ragione della presenza del guado di Neveri, punto di attraversamento sul fiume Serio, utilizzato in epoca romana come collegamento tra Milano e Brescia e quindi Aquileia, cioè tra la zona occidentale e quella orientale dell'Impero.

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