Il settore alberghiero scricchiola secondo il consuntivo 2013 di Federalberghi

Il calo degli italiani compensato dagli arrivi degli stranieri

12/01/2014

Il settore alberghiero scricchiola secondo il  consuntivo 2013 di Federalberghi
Roma 12 gennaio 2014. Sono stati diffusi ieri  i dati relativi al sistema turistico-alberghiero del 2013  da parte della  Federalberghi.
Nel commentare i dati oggi in un editoriale, dal titolo “Ripensare il turismo per riprendere slancio”,  Il Sole 24 Ore scrive: “La situazione è simile a quella delle imprese manifatturiere: resistono alla crisi grazie all’export, ma la strategia non potrà reggere a lungo senza segnali di vitalità interni”.
E a questo proposito  il quotidiano della Confindustria rivolge un appello al governo, “bisogna dare seguito al piano strategico annunciato a suo tempo”.
Cosa che ha fatto anche il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.

Ma cosa dicono i dati di  Federalberghi?

Il 2013 ha chiuso con una diminuzione pari al 4% di lavoratori occupati (nel 2012 il calo fu del 3%), quantificabile nel solo comparto alberghiero in 10 mila unità e in circa 40 mila unità a livello aggregato di settore. Per gli alberghi il 2013 è stata comunque complessivamente un’annata in tenuta grazie agli stranieri. Il calo delle presenze alberghiere degli italiani è stato pari a un -2,9%. Per quanto riguarda la componente straniera si è avuta una crescita del +3,7% di pernottamenti. Nonostante il contributo apportato dalla clientela straniera, il totale dei pernottamenti del 2013 si attesta ad un valore inferiore a quello del 2011(-1,39%). Il valore aggiunto prodotto dalle attività connesse al turismo è pari a circa 83 miliardi di euro, ovvero il 6% del totale dell’economia.
 
Federalberghi chiede al Governo un decreto

Per Bernabò Bocca, occorrono «misure contestuali che ridiano credito alle imprese, impegnate in un processo di ammodernamento e riqualificazione, e permettano ai consumatori di riguadagnare potere d'acquisto». Per le imprese gli albergatori chiedono sostegno agli investimenti, in forma di agevolazioni fiscali e maggior accesso al credito, promozione massiccia della destinazione Italia, drastica riduzione del costo del lavoro e della pressione fiscale. Per i consumatori auspicano l'eliminazione dell'imposta di soggiorno e la diminuzione delle ritenute in busta paga.
«È trascorso un anno da quando il Consiglio dei ministri esaminò il piano nazionale strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, che si proponeva di far crescere il Pil di 30 miliardi di euro e di creare 500 mila nuovi posti di lavoro entro il 2020», ha concluso Bocca. «È urgente passare dalla teoria all'azione, approvando in tempi rapidi il decreto valore turismo».
 
Gli agriturismi aumentano secondo i dati Terra Nostra della Coldiretti
I dati positivi arrivano dal settore degli agriturismi che hanno superato i 3 milioni di arrivi nel 2013 con un +2,5%.
In Italia le aziende agricole autorizzate a svolgere l’attività di agriturismo sono salite alla cifra record di 20.474 con un aumento del 47% negli ultimi dieci anni.
 
Dati più precisi si sapranno alla Rassegna di AgriTurismoinFiera che si terrà a Milano il 18 e 19 gennaio al Parco delle Esposizioni di Novegro. (Leggere QUI da INformaCIBO)
 
Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner