Il successo di Vinitaly punta al rilancio di tutto l'agroalimentare made in Italy Primo obiettivo l'Expo 2015

Sarà affidato a Vinitaly la realizzazione del padiglione del vino a Expo Milano 2015

09/04/2014

Il successo di Vinitaly punta al rilancio di tutto l'agroalimentare made in Italy Primo obiettivo l'Expo 2015

Verona 9 aprile 2014. Ultime battute a Verona Fiere per la 48esima edizione di Vinitaly, il più grande salone al mondo dedicato al vino e ai distillati a Veronafiere che chiude i battenti oggi 9 aprile. E come annunciato dal Ministro Maurizio Martina, durante l'incontro sulla legalità promosso da Coldiretti, è confermato per oggi  la visita nei padiglioni di Vinitaly, del premier Matteo Renzi, "segno della vicinanza del governo al mondo agricolo", aveva affermato il ministro delle Politiche agricole.

In questi primi 3 giorni tantissimi sono stati gli appassionati ed esperti hanno affollano i numerosi stand e gli eventi proposti dalla fiera. Anche noi di INformaCIBO non potevamo mancare e nei prossimi giorni vi racconteremo in dettaglio le  tante curiosità scovate per voi attraversando i 100mila metri quadri messi a disposizione degli oltre 4.100 espositori di settore.

L’Italia del vino vale oltre 5 miliardi di export ed è il primo esportatore del mondo con una quota del 21% del mercato internazionale e il Vinitaly, con 4100 espositori da più di 20 Paesi, riserva grande attenzione proprio alle iniziative rivolte al mercato estero.

Nella cerimonia inaugurale il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, aprendo il Saloine del Vino 2014 ha affermato: “Il vino è stato e sarà anche in futuro un grande ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, perché i numeri che presenta una manifestazione come Vinitaly sono la dimostrazione di un importantissimo punto di forza dell’Italia”.

Appena dopo il taglio del nastro all' Auditorium Verdi Centro Congressi Veronafiere, oltre al Ministro Martina, sono intervenuti il Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi, il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il Presidente e il Direttore generale di Veronafiere Ettore Riello e Giovanni Mantovani.

Nel primo pomeriggio, al primo incontro, allestito nell'ampia area eventi del ministero delle Politiche  agricole,  hanno partecipato il Ministro Mautrizio Martina, Paolo De Castro, Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del Governo per Expo 2015, Diana Bracco, Commissario Padiglione Italia, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Ettore Riello, Presidente di Veronafiere, che hanno discusso sul tema “Il vino italiano per Expo Milano 2015”.


I partecipandi all'incontro “Il vino italiano per Expo Milano 2015” con il ministro Maurizio Martina



Il direttore di INformaCIBO intervista il Ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, sul tema del  Padiglione del Vino all'Expo 2015 che nasce sotto la regia di Vinitaly. (Il video verrà tramesso oggi da TeleAmbiente e da TeleAgenzia1 a Roma, nel Lazio e in Abruzzo)


 
Sollecitato da Roberto Arditti, che ha moderato l'incontro, è stato Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole a dare l'annuncio  che è stato affidato ufficialmente a Vinitaly la realizzazione del padiglione del vino a Expo Milano 2015.

"La scelta di Vinitaly è una scelta di competenza, esperienza e professionalità, -ha detto il ministro- fatta nella consapevolezza che possa assicurare al vino Italiano una importante e adeguata rappresentazione nell’ambito di Expo Milano 2015. Vinitaly è la manifestazione che più di ogni altra ha scandito e accompagnato l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale e internazionale, contribuendo negli anni a rendere il vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario.

A queste parole del ministro Martina, si sono aggiunte quelle, compiaciute di Diana Bracco, Presidente Expo 2015 S.p.A e Commissario per il Padiglione Italia, che ha sottolineato come come l’accordo raggiunto è davvero molto importante, perché nel padiglione Italia dell’Expo 2015 fa così il suo ingresso un pezzo fondamentale della nostra cultura e della nostra produzione: In particolare il vino è uno degli elementi centrali della nostra storia e della nostra stessa identità. I vigneti punteggiano tutta la nostra penisola e rendono il comparto vinicolo italiano unico al mondo per varietà e qualità. Il Padiglione Italia sarà il cuore dell’intera Esposizione, e il fatto che la stessa Unione Europea abbia deciso di collocare il proprio spazio espositivo al suo interno, a poca distanza dal vino italiano, è un’ulteriore occasione di attrattività del nostro Cardo: il vino pertanto avrà la giusta primazia che si merita.

 

Il padiglione del vino a Expo 2015 occuperà 2000 metri quadrati e sorgerà nel Padiglione Italia, nella piazza centrale dell’area Expo, dove la visibilità sarà massima: Vinitaly lavorerà insieme al Ministero delle politiche agricole alimentari forestali, coinvolgendo tutta la filiera vitivinicola italiana. Il padiglione racconterà la storia e la tradizione culturale legata al vino, mentre non mancheranno guide agli abbinamenti tra vino e cibo, approfondimenti sul turismo legato al mondo del vino e molto altro ancora.

Attivissimi in questi primi giorni gli incontri a cui ha partecipato, nell’area Mipaaf e negli spazi delle regioni, il Ministro Martina.
Dopo il primo incontro sull'annuncio dell'Espo c'è stato quello su “La legalità nel bicchiere, il piano di azione” alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano con Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico.
 

Il ministro del lavoro, Poletti, il giornalista Arditti, Bruno Vespa e il sottosegretario Olivero




“La politica e il vino. Lavoro e passione”, moderato da Roberto Arditti, direttore Affari istituzionali per Expo 2015
 
Verona, 7 aprile 2014. «L’agricoltura si sta evolvendo, incorporando altre componenti, dalla promozione, al turismo, all'enogastronomia. Bisogna assecondare la crescita del comparto e fare in modo che un sostegno al settore agricolo non si traduca in una complicazione delle norme. Dobbiamo stare sui fondamentali: le regole non siano delle manette, ma una opportunità ».
Lo ha detto a Vinitaly Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo al dibattito “La politica e il vino. Lavoro e passione”, moderato da Roberto Arditti, direttore Affari istituzionali per Expo 2015.

Secondo Bruno Vespa, giornalista, conduttore di Porta a Porta, ma anche produttore di vino in Puglia, con la consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella, «il vino, come la politica, è una passione che può diventare una malattia pericolosa. Nel vino ci sono la storia, la terra, le radici, il piacere di vedere crescere la pianta, una passione che conquista anche chi non è nato fra le vigne. E non sono sicuro se il cuore di D'Alema batta più forte per la politica o il vino».
La stessa passione che ha portato l’agroalimentare italiano, e il vino in particolare con 5 miliardi di export sui 34 esportati nel 2013, all’eccellenza. «Con i nostri vini non vendiamo più solo una bottiglia – ha spiegato il viceministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero – ma la storia, la cultura sociale, la coesione, il territorio. Ci proponiamo con un modello di eccellenza che dobbiamo promuovere, come è negli obiettivi del governo e di Expo. Gli imprenditori sono gli ambasciatori del Made in Italy nel mondo».

Il potenziale dell’agroalimentare, ha confermato Poletti, «è enorme». Sul piano dell’occupazione, tema caldissimo, il ministro del Lavoro ha parlato di «una situazione terribile per l’occupazione del nostro Paese e il 2014 sarà ancora l’anno di transizione, perché vi sono aziende in crisi che scaricheranno persone nei prossimi mesi». Tanto che «nel 2014 avremo qualche segno di ripresa, insieme alla coda velenosa della crisi».
Una mano potrà arrivare anche dal mondo del vino, ha sostenuto Poletti, «che ha saputo raccogliere la sfida dopo lo scandalo del metanolo negli anni Ottanta e ha saputo virare, con la fisica che ha soppiantato la chimica». Ma i meriti della viticoltura non si fermano al vino. «Perché senza i vigneti come sarebbe il panorama?», chiede Poletti.
Poletti ha ribadito la posizione del governo sulla durata del tempo determinato: «I 36 mesi sono l’essenza del provvedimento. Anche perché il tasso di stabilizzazione dei contratti a termine dei sei mesi è del 10 per cento, con un contratto oltre i 12 mesi la percentuale di stabilizzazione arriva al 30 per cento».
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