Il vigneto Puglia conquista Vinitaly, la prima regione ad introdurre il bollino etico in agricoltura

Assessore Nardoni: la Puglia esempio virtuoso del mondo agroalimentare italiano

10/04/2014

Il vigneto Puglia conquista Vinitaly, la prima regione ad introdurre il bollino etico in agricoltura

Verona, 9 aprile 2014. Tra conferme e novità, si chiude in positivo la presenza della Regione Puglia alla 48esima edizione di Vinitaly.
La Puglia ha confermato a Verona Fiere la buona salute di un comparto vitivinicolo regionale che ad oggi può contare su una superficie vitata di 87.592 ettari, 32 Dop (di cui 4 Docg) e 6 Igp, un potenziale produttivo in ettari di 42.556 (7.706 Dop e 34.850 Igp), un numero di aziende che superano le 300 unità e una produzione dei vini e dei mosti pari a 7.777.994 ettolitri.

Le quattro giornate di Vinitaly
Grande affluenza di pubblico nel Padiglione 11, dove migliaia di appassionati e addetti ai lavori hanno visitato gli spazi occupati dai 120 espositori che hanno rappresentato la produzione del Vigneto Puglia. Rilevante la presenza dei giovani, attirati anche dalle iniziative social, come “Vieni in Puglia per Cantine Aperte” proposto dal Movimento Turismo del Vino Puglia e “Selfie e le Donne del Vino” a cura dell'Associazione Donne del Vino, che hanno animato le quattro giornate della manifestazione scaligera.
"Del resto la nostra è una regione giovane dal punto di vista anagrafico - commenta Fabrizio Nardoni, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia - come testimoniano recenti dati Istat che raccontano di una popolazione per il 60% in età produttiva e con un'imprenditoria altrettanto giovane e attiva, con il 10% impegnato nel settore agricolo. L'attenzione per i social è quindi una diretta e interessante conseguenza che noi istituzioni assecondiamo e favoriamo".
Importante anche la conferma del successo di iniziative ormai divenute un cavallo di battaglia della presenza pugliese al Vinitaly.

Si è ripetuto anche quest'anno il successo di “Taste & press”
Pieno successo di Taste & Press, il format che prevede l'incontro diretto tra cantine e giornalisti. 19 tra le più prestigiose firme del giornalismo enogastronomico nazionale hanno incontrato tutte le aziende pugliesi presenti in fiera, discutendo ovviamente di qualità ma anche di sistemi produttivi, comunicazione e marketing.
Erano presenti: Enzo Vizzari (L'Espresso); Andrea Gabbrielli (TreBicchieri Gambero Rosso); Fabiano Guatteri (Elle); Luciano Pignataro (Il Mattino); Andrea Cuomo (Il Giornale); Lorenzo Ruggeri (Gambero Rosso International); Laura Di Cosimo (Spirito Divino); Piera Genta (l'Italia a Tavola); Bruno Petronilli (Monsieur - Passione Gourmet); Daniela Scrobogna (Bibenda); Daniele Cernilli (Doctor Wine); Maddalena Baldini (Vie del Gusto); Stefano Tesi (www.altafedelta.it); Fabio Turchetti (Il Messaggero); Giovanni Pellicci (I Grandi Vini); Alberto Schieppati (Artù); Alessandro Torcoli (Civiltà del Bere); Alma Torretta (Wining.it) e i giornalisti di INformaCIBO.
Questi i nomi delle Aziende incontrate domenica 6 aprile da Raffaele D'Angelo e dal direttore di INformaCIBO, Donato Troiano, che presto saranno recensiti su queste pagine: LA MARCHESA, SPAGNOLETTI ZEULI, PASQUALE PETRERA, PIRRO VARONE, SOLOPERTO, MOCAVERO e BALDASSARRE.
 
Di marketing si è parlato durante le iniziative Taste & Buy con i compratori internazionali e Buyer Connect UK, focalizzato sul mercato britannico.
E i buyer e i rappresentanti della stampa sono rimasti particolarmente colpiti anche dalla grande novità che vede la Puglia protagonista assoluta del mondo agroalimentare italiano, l'introduzione del bollino etico.
"Un'iniziativa della Regione Puglia che ha sin da subito suscitato molti commenti positivi - sottolinea Nardoni - e che si sostanzia in un riconoscimento nei confronti delle aziende virtuose che rispettano i contratti di lavoro. In sintesi le imprese devono dimostrare di rientrare nel cosiddetto indice di congruità e quindi di non utilizzare lavoro nero. Ovviamente stiamo lavorando per adeguare i limiti alle innovazioni tecnologiche, rivedendo le tabelle ormai obsolete. Un lavoro importante che vede la Puglia assoluta pioniera e che, ne siamo certi, costituirà una pietra angolare alla quale si adegueranno molte altre realtà territoriali".

Un'altra tappa in un percorso di crescita costante e attenzione nei confronti del mondo del consumo che si sposa perfettamente con l'altra novità presentata a Vinitaly, il marchio "Prodotti di Qualità Puglia".

"Ormai quello pugliese è un brand riconosciuto e affermato - prosegue Nardoni - che proprio per questo necessitava di un ulteriore marchio di riconoscimento, una sorta di certificato di garanzia in grado di offrire al consumatore un'immediata possibilità di identificazione di tutte le eccellenze del nostro straordinario paniere agroalimentare. Un "marchio ombrello", oggi consolidato e rafforzato dal sostegno finanziario assicurato anche dal Regime di qualità dell’Unione Europea e riconosciuto dall’ente regionale, in grado, tra l'altro, di premiare chi fa qualità ma anche di esaltare l'orgoglio di appartenenza delle nostre aziende, che arricchiscono un patrimonio consolidato di tradizione ed esperienza con radici antiche".

Vinitaly non è stato solo vino.
Anche l'olio extravergine d'oliva ha avuto il suo palcoscenico con la manifestazione Agrifood & Sol. “Quella dell'olio extravergine d'oliva è una filiera fondamentale per l'economia regionale – ha commentato Nardoni – pertanto intendiamo avviare misure di sostegno molto importanti per supportare il lavoro degli olivicoltori in Puglia e valorizzare questo fondamentale comparto dell'economia agricola regionale”.
Ma infine questo Vinitaly ha portato alla ribalta anche le birre artigianali con i due premi “Sol & Agrifood Golosario 2014” assegnati ai birrifici Birranuova e I Peuceti.

Si chiude quindi quest'edizione 2014 che, grazie alla spinta sinergica di istituzioni e imprese, si è ancora una volta rivelata stimolante e propositiva.
Ed è stato ricco il programma di iniziative grazie al coinvolgimento dei partner quali: Ais Puglia, Associazione Assoenologi Puglia, Camera di Commercio Italo-Orientale, Concorso Enologico Vini Rosati d'Italia, Cucina e Vini, Le Donne del Vino, Movimento Turismo del Vino Puglia, Officina Creativa – Made in Carcere, ONAV Puglia, Radici Wine, Slow Fod Puglia, Vinoway e PugliaPromozione con le proposte di turismo enogastronomico.

Passato Vinitaly un'altro appuntamento importante è alle porte: “Negroamaro Wine Festival” che si svolgerà a Brindisi, dal 6 al 10 giugno 2014 con l’esposizione di tutte le eccellenze dell’enogastronomia pugliese.

 

Il Nero di Troia è il vino più amato dai britannici e il mercato internazionale
guarda alla Puglia
la regione risponde con il marchio regionale “Prodotti di Qualità Puglia”

 

Verona, 8 aprile 2014. Buyer Connect iniziativa promossa da Vinitaly International ha visto nel Padiglione 11 incontrarsi e confrontarsi sul vigneto Puglia 15 buyers del mercato britannico per degustare le proposte vitivinicole di 35 aziende pugliesi. Dopo attenta valutazione i buyers hanno stilato una classifica che vede al top il Nero di Troia.

Dieci i premi consegnati dall'Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Fabrizio Nardoni: “Il nero di Troia – sottolinea l'Assessore - è stato scelto perchè è un vino di corpo, con personalità, assolutamente rispondente ai requisiti richiesti dal mercato britannico. Le prospettive di sviluppo ed espansione del mercato vitivinicolo pugliese le ritroviamo proprio nell'esportazione delle caratteristiche peculiari dei nostri vitigni autoctoni. Dopo un periodo di calo, penalizzato dall'estinzione della superficie vitata nell'ultimo trentennio, il vitigno ha ritrovato spazio e nuova vita a partire dagli anni Duemila, con una progressiva ripresa della produzione. Questo vitigno oggi occupa il 2,5% di produzione delle vigne pugliesi e fa parte dei vitigni tutelati e sostenuti dalla Regione con il bando sui diritti a reimpianto a riserva”.

Ma non solo la Gran Bretagna guarda al vigneto Puglia con grande interesse. Il mercato internazionale, con particolare riguardo di Olanda, Russia, Svizzera, Brasile, Canada, Cina, Corea, Giappone, Hong Kong, Vietnam, è particolarmente attento all'evoluzione di una produzione vitivinicola che fa delle caratteristiche peculiari dei vitigni il proprio punto di forza: carattere, autenticità e pulizia del gusto, marcata caratterizzazione e identificabilità sono i requisiti più richiesti da un mercato internazionale che va oltre la standardizzazione dei vigneti internazionali. E la Puglia, con i suoi vitigni autoctoni, ben risponde a questa domanda di mercato esportando per un valore in euro di circa 70 milioni su un totale italiano di oltre tre miliardi di euro (dati ISTAT 2013).

Il grande fascino dei vitigni autoctoni porta il Nero di Troia a essere oggetto del “pellegrinaggio artusiano” nel prossimo mese di maggio. Un pellegrinaggio tutto particolare che vede dodici giornalisti ed esperti percorrere un itinerario suggestivo nel territorio che si estende tra Andria, Trani e Barletta, attraversando luoghi ricchi di suggestioni storiche e paesaggistiche, e conoscendo le ricche tradizioni gastronomiche locali per terminare nello storica sede della famosa Disfida di Barletta.

E continua così con i vitigni autoctoni pugliesi la crescita qualitativa di un comparto che fa dell'eccellenza la sua arma vincente. “È per questo che la Regione Puglia – ha detto il Direttore dell'Area Politiche per lo Sviluppo Rurale della Regione Puglia Gabriele Papa Pagliardini – ha deciso di adottare un marchio regionale di qualità, nell'ambito dei programmi comunitari per raggruppare consorzi, aziende, imprese certificate e di qualità e realizzare un network che possa rafforzare l'azione dei singoli e valorizzarne la presenza sui mercati.
Un modo per organizzare sotto l'ombrello del marchio “Prodotti di Qualità Puglia” azioni e promozione a favore di tutta la filiera agroalimentare. E una particolare attenzione è dedicata al biologico ma anche a supportare quanti hanno scelto di intraprendere un percorso “etico” di produzione improntato alla garanzia e alla trasparenza della produzione agricola”.

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