Intervista esclusiva a Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e componente della Commissione Agricultura della Camera: La legge “Salva olio” è diventata integralmente applicabile

L'annus horribilis dell'olivicoltura italiana si chiude con una notizia positiva

14/11/2014

Intervista esclusiva a Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e componente della Commissione Agricultura della Camera: La legge “Salva olio” è diventata integralmente applicabile
di Giulia Siena

Foggia 13 novembre - Un breve iter cominciato sul finire del 2012 ha portato la legge Mongiello, dal nome del primo firmatario, a essere riconosciuta e applicata in Italia già nel 2013. Un paio di settimane fa - dopo un veto da parte della Commissione UE all'Agricoltura - con l'approvazione definitiva della norma contenuta nella Legge Comunitaria e il successivo licenziamento definitivo dall'assemblea di Montecitorio, ora la legge Mongiello (o “salva olio”) può fare il suo corso. E di strada, da fare, ce n'è ancora tanta; ma l'olio extravergine di oliva, da millenni pilastro della Dieta Mediterranea, è un prodotto forte, longevo e di eccellenza, che può andare ancora molto lontano.

Di questo è sicura l'onorevole Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e componente della Commissione Agricultura della Camera. Abbiamo incontrato la Mongiello nella sua Puglia, terra a forte vocazione agricola e abbiamo approfittato dell'occasione per conoscere meglio la legge “salva olio” e la sua applicabilità.

È di qualche giorno la notizia che la legge “salva olio” è diventata integralmente applicabile. Si completa, così, un iter che vuole tutelare uno dei prodotti più fortemente identitari della nostra cultura agricola, l'olio extravergine di oliva e garantisce maggiore tutela per tutti.

Sì, il tappo antirabocco, infatti, obbligatorio per le bottiglie di olio utilizzate negli esercizi pubblici italiani, garantisce l'integrità del prodotto salvaguardando l'intera filiera dell'olio: dal produttore al consumatore. Il produttore non si troverà ad affrontare un costo aggiuntivo, ma investirà sulla qualità e tutela del proprio prodotto. Quello che c'è nella bottiglia, infatti, rispecchierà totalmente ciò che è descritto in etichetta. Il tappo antirabocco, poi, è una garanzia anche per il consumatore: molto spesso, ancora, viene servito olio che non ha neanche le caratteristiche dell'olio extravergine di oliva, ma con la legge “salva olio” e, in particolare, con l'obbligo di utilizzare bottiglie con questo speciale tappo, il consumatore sa per certo quello che finisce nel proprio piatto. Infine, saremo intransingenti verso coloro che non rispetteranno questa norma: abbiamo introdotto una modifica nell'articolo 7 che prevede per il titolare dell'esercizio una sanzione che va dai 1.000 agli 8.000 euro e la confisca del prodotto nel caso in cui la bottiglia sia sprovvista di tappo antirabbocco.

Siamo in Puglia e questa è anche una conquista per i consumatori e per i produttori pugliesi. Questi ultimi, però, sono ancora alle prese con una tanto sperata crescita; ma cosa serve all'olio extravergine pugliese per andare oltre i grandi volumi quantitativi e avere la svolta qualitativa che merita?

La Puglia è, in termini di quantità, la prima regione produttrice di olio extravergine di oliva in Italia; in termini di qualità ha già cominciato a crescere: si producono anche ottime DOP in tutto il territorio regionale. Purtroppo, però, questo è l'annus horribilis dell'olivicolutura nazionale e qui, così come in tutto il resto dell'Italia, i problemi sono aumentati con il forte calo dei volumi produttivi. Nel 2014 si stima, infatti, che la produzione nazionale sia scesa di circa 200mila tonnellate (stime definitive si avranno a fine mese, ndr) a causa delle condizioni climatiche difficili e dei tanti problemi che hanno colpito le piante durante l'anno. I produttori, quindi, si stanno trovando ad affrontare serie difficoltà sia per la scarsità dei volumi sia per il calo qualitativo del prodotto finale. Noi, comunque, vogliamo aiutarli portando in aula una mozione, in maniera tale che finalmente si faccia il Piano Olivicolo Nazionale affinché questa coltura venga preservata e, allo stesso tempo, venga risanata la rete produttiva e vengano sviluppate politiche commerciali indirizzate all'export.

La politica, anche con questa legge “salva olio”, sta facendo molto per la tutela e la crescita dell'olio extravergine d'oliva. Cosa farà ancora a breve?

Dobbiamo ancora lavorare molto. Quest'anno ci sarà da aiutare le imprese agricole che sono state fortemente danneggiate. Poi, dobbiamo cercare di sanare il grande problema dei produttori italiani: sono piccoli, frammentati e hanno ancora bisogno di crescere. Inoltre, insieme ai produttori e per i produttori e i prodotti dobbiamo puntare sempre di più all'internazionalizzazione e combattere le frodi sull'olio di cui sono pieni tutti i mercati internazionali. Per quest'ultimo e importante punto dobbiamo essere coesi e intensificare la lotta alla contraffazione, partendo dall'applicazione rigorosa della legge “salva olio”.

L'Expo 2015 a Milano potrebbe fare molto in questa direzione, nella tutela e salvaguardia di questa eccellenza del made in Italy proprio di fronte al mondo intero. Quasi a sorpresa, però, all'interno dell'Esposizione Universale non ci sarà alcuno spazio esclusivo per l'olio extravergine di oliva.

All'Expo si parlerà di risorse, sostenibilità, cibi e sacralità della vita; in questo contesto non si può non parlare di un prodotto, l'olio extravergine di oliva che, come il vino, ha una storia millenaria. L'olio extravergine d'oliva, contrariamente quanto dichiarato Federalimentare che vuole ridurre questo prodotto a semplice condimento, è un vero e proprio alimento, architrave – da millenni - della Dieta Mediterranea. Proprio per questo, trovo inaccettabile che un evento come l'Expo non dedichi un cluster all'olio extravergine di oliva, alla sua eccellenza, alla sua tradizione, alla sua produzione e alle sue molteplici potenzialità.
La mia proposta, già avanzata, è quella di portare all'Expo uno spazio esclusivo per l'olio extravergine di oliva, così come già avviene da anni all'interno del padiglione SOL del Vinitaly.
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