Kolymbetra la valle degli agrumi

Arance di Sicilia

01/10/2012

Kolymbetra la valle degli agrumi

L’Italia è sicuramente fonte di ogni meraviglia: la  tradizione racconta che il tiranno agrigentino Terone, nel 480 a.C. fece scavare ai prigionieri cartaginesi sconfitti in battaglia, oltre ad una vasca di enormi proporzioni,  vivaio di pesci, anatre e cigni,  una rete di gallerie per portare  l’acqua  alla sua città.

Kolymbetra è una zona incantevole ricca di colori e profumi,  creata dall’uomo (ora ricuperata dal FAI) dove, grazie alla presenza di gallerie artificiali sotterranee, l’acqua è fluita abbondante, trasformando il normale terreno agricolo in un “giardino” di agrumi.  All’ombra delle “gebbie”, le vasche che raccolgono l’acqua proveniente dagli acquedotti Feaci, crescono specie tropicali come il banano.  Tipica è la macchia mediterranea, mirto, lentisco, euforbia e ginestra.  A fondo valle, bordato da canne, salici e pioppi bianchi, si estende l’agrumeto che conta ben undici differenti qualità di agrumi, irrigato secondo le tecniche di tradizione araba, recentemente ripristinate. Dove il terreno è più arido crescono gelsi, carrubi, fichi d’India, mandorli e giganteschi ulivi.  Stupisce un ulivo di 6,30 metri di circonferenza: età stimata tra gli ottocento e mille anni.

La  Sicilia è una terra ricca di piaceri e passioni,  legata  al profumo intenso delle zagare ed allo  spettacolo di ettari di aranceti dai rami stracolmi di frutti.  

L’arancia è un agrume accattivante. Se lo poni sul palmo della mano,  sei affascinato dal bel colore della buccia, il colore dell’ottimismo. Le sue foglie slanciate e sottili donano luce e contrasto al frutto, se chiudi gli occhi e ne gusti  l’aroma, l’arancia  riporta a teneri ricordi.  Da bimba era un dono gustare le  arance  di Sicilia. Ora la Sicilia è a portata di mano, ma allora, la  fantasia la collocava  così lontana…… in fondo all’Italia.

Questo frutto  è di origine asiatica  (pare provenga dalla Cina). Il suo primo utilizzo fu di tipo  ornamentale durante le feste religiose. E’ stato importato nel nostro paese dagli arabi intorno al 1100 d.C.  Le sue qualità nutrizionali e gustative sono state scoperte in un secondo tempo, sebbene gli aristocratici ne facessero sfoggio fino a diventare, nel Rinascimento, simbolo di abbondanza e di prestigio.

L’arancia Washington Navel coltivata nella zona di Ribera, un paesino vicino ad Agrigento, è una arancia bionda senza semi, con un basso livello di acidità, ricca di vitamine, facile da sbucciare.  Il dott. Paolo Ganduscio nella propria tenuta ha costituito uno stabilimento idoneo alla lavorazione delle arance ed alla loro conservazione nel rispetto delle normative igieniche. Il prodotto appena raccolto viene inviato alla lavorazione dove le arance  vengono lavate, spazzolate, selezionate in base al loro calibro e confezionate.  L’arancia di Ribera è fresca,  gradevole al gusto. Contiene vitamine A, B1, B2, PP, vitamina C, sali minerali e zuccheri.  Una sola arancia soddisfa il fabbisogno quotidiano di vitamina C,  è antiossidante e potenzia il sistema immunitario. Protegge i vasi sanguigni e svolge un’azione disintossicante, digestiva e diuretica.  Le particolari caratteristiche organolettiche la rendono adatta all’utilizzo in cucina per preparare non solo la ormai famosa “anatra all’arancia”, ma tanti piatti dall’antipasto al dolce. Proprio per il retrogusto carico di sapori fruttati conferisce un particolare aroma non solo ai piatti a base di pesce e crostacei, ma anche a piatti  di carne come l’arista di maiale e il filetto di manzo.  Ottime  ricette si possono trovare sul  sito http://www.ganduscio.it/  -  e-mail: info@ganduscio.it .

Tutti gli agrumi, limoni, arance, mandarini, mandaranci, pompelmi, chinotto, bergamotto, lime, cedro sono un concentrato di vitamina C, importante antiossidante, che combatte l’invecchiamento dei nostri tessuti.   Delle arance non si butta via niente: la buccia, trattata,  viene usata in aromaterapia e cosmetica.  Se candita, la buccia dell’arancia diventa natalizia: abbinata a cioccolato amaro fuso con un goccio di latte,  fa diventare  una fetta di panettone una vera leccornia.

Le rosse di Sicilia sono un prodotto di nicchia, vengono  coltivata quasi esclusivamente nella parte orientale dell’isola sotto l’Etna, nelle province di Catania e Siracusa, e sono   il risultato di uno stretto legame tra le caratteristiche del prodotto e l’ambiente. In aggiunta ai carotenoidi comuni a tutti gli  agrumi, l’arancia rossa presenta, sia nella buccia che nella polpa, particolari pigmenti di origine genetica, ma anche  ambientale. Infatti l’intensità della colorazione varia  nelle diverse produzioni:  Tarocco, Moro e  Sanguinelle. Il clima della Sicilia orientale, che ha elevate escursioni termiche tra il giorno e la notte,  dona al frutto queste proprietà. Si è notato che,  se le piante vengono trasferite  in ambienti  diversi, il frutto perde quasi totalmente le sue caratteristiche.

L’organizzazione di produttori “Rossa di Sicilia” nata nel 1997, assicura la qualità delle arance provenienti dal territorio agrumentato della Sicilia orientale  e, avvalendosi di tecnologie e metodologie  aggiornate,  immette nel mercato un prodotto prestigioso

Il marchio “Cavallino” proviene da una delle più antiche aziende operanti nel settore della commercializzazione degli agrumi siciliani, la F.lli Sesto e Sorrentino, oggi Cavallino Srl. nata nel  1922 (http://www.cavallinosrl.com/).  Nel corso degli anni è riuscita a inserirsi nell’attività con un ruolo prestigioso ed oggi conta 180 dipendenti. Grazie a macchinari all’avanguardia è una delle più grosse società operanti nel mercato agrumicolo.

La “Gruppo Bonomo Spa”, nata nel 1951,  attualmente conta su una produzione propria, denominata “Eurepgap”,  di 250 ettari circa ed è in grado di garantire la totale identificazione del prodotto grazie alla “tracciabilità”.  Tratta la diffusione di un prodotto pregiato, proveniente da aree selezionate,  rivolto a consumatori esigenti  (http://www.gruppobonomo.com/) .

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