La Carta di Milano è una bussola per capire dove stiamo andando, vera eredità di Expo

La prima versione della Carta sarà consegnata il 28 aprile, ad ottobre all'ONU

09/02/2015

La Carta di Milano è una bussola per capire dove stiamo andando, vera eredità di Expo
Milano 9 febbraio 2015. All’Hangar Bicocca, nella giornata di sabato scorso dedicata alle idee per Expo, mentre nell'ampia area dell'hangar continuavano i lavori dei 42 tavoli (QUI i temi dei tavoli) l si è svolta in contemporanea la presentazione ufficiale della ‘Carta di Milano, l’eredità di Expo 2015”.
A presentarla ai giornalisti un parterre d'eccezione: il filosofo Salvatore Veca, coordinatore dei 42 tavoli tematici per la stesura della Carta e capo del Laboratorio Expo, il ministro Maurizio Martina, Deus ex machina di un Expo attraversata da troppe incertezze e ora in rampa di lancio, la ministra Maria Elena Boschi e Massimiliano Tarantino di Lab Expo e Fondazione Feltrinelli.

La prima versione della Carta di Milano sarà consegnata il 28 aprile, quando sarà presentata la prima versione, che poi sarà sottoposta  all'esame dei ministri dell'agricoltura e infine a ottobre sarà consegnata  nelle mani del segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon.

Sarà un'Esposizione Universale unica nella storia, perché, a differenza che in passato, lascerà un'eredità concreta: la Carta di Milano.
“Non sarà un atto come il Protocollo di Kyoto sull'ambiente, che era un atto intergovernativo, ma questa Carta sarà -ha precisato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina- sottoscrivibile da singoli cittadini, imprese, istituzioni e associazioni che insieme disegneranno un futuro più sostenibile”. Dopo “un lavoro collettivo” -ha detto il ministro, costruiremo ”una bussola per sapere dove andare”.

Per la prima volta nella storia un’esposizione universale lascia un’eredità, la Carta di Milano, un manifesto, un grande mosaico che si sta componendo qui, oggi, e che porta ad un’assunzione di responsabilità”, ha detto il filosofo Salvatore Veca, ricordando che si è ispirato al principio che ha guidato Picard per l'Exposition universelle del 1900 a Parigi: "Picard disse voglio non solo un'esposizione di prodotti, come era allora, ma di idee e del pensiero. La missione di questo Expo potrebbe essere rilanciare la sfida di un'eredità che sarà fatta di idee, pensieri, teorie e pratiche per un mondo migliore".

Quattro le macro aree attorno a cui si articolerà la Carta che nascerà: sviluppo della sostenibilità, cultura delle identità e degli stili alimentari, scienze agroalimentari, per comprendere come il pianeta possa nutrirci, e sviluppo urbano con il tema della città del futuro, la smart e slow city.

La Carta sarà divisa in tre sezioni, come spiega Massimiliano Tarantino, direttore di laboratorio Expo: "Un preambolo emozionale perché vogliamo che l'adesione di tutti sia consapevole, una parte di articoli dedicati ai diritti e agli impegni che ciascuno si deve prendere per dare seguito ad esempio al diritto al cibo come diritto fondamentale di tutti i cittadini, e una terza di apparati".

Martina ha dato la parola anche al ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che si è soffermata sul lavoro collegiale del governo a sostegno dell'Expo.
Infine il Ministro delle Politiche agricole Martina ha posto l’accento sull’unicità del ruolo che l’Italia sta ricoprendo nella preparazione di questa Expo che apre il prossimo 1 maggio.

"Dobbiamo essere all'altezza di questa sfida -ha detto il ministro. 'Le idee di Expo' serve a tutti noi a rendere evidente che l'anima di questa Esposizione è nel messaggio più dirompente che possiamo dare".

 
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