La filiera lattiero casearia - Coldiretti: chiusa una stalla su cinque. Le proposte dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari

Convocato dal Ministro Martina per l'undici febbraio il tavolo di filiera

06/02/2015

La filiera lattiero casearia - Coldiretti: chiusa una stalla su cinque.  Le proposte dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari
Milano 6 febbraio 2015. - Gli allevatori di latte in piazza.
"L'attacco alle stalle italiane" è il testo della denuncia presentato dalla Coldiretti: la vecchia fattoria non esiste più, causa crisi, e lo sanno bene mucche e allevatori: dall'inizio della recessione è stata chiusa una stalla italiana su cinque, con la perdita di 32mila posti di lavoro e "il rischio concreto della scomparsa del latte italiano e dei prestigiosi formaggi made in Italy, con effetti drammatici anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale".

Il  dossier è stato  presentato dalla Coldiretti in occasione della manifestazione di maximungitura organizzata nelle principali piazze italiane, trasformate in vere e proprie stalle, con l'intervento di ministri, Governatori delle Regioni, sindaci, politici, esponenti della cultura, spettacolo ed economia.

Una dimostrazione concreta di sostegno agli allevatori italiani - afferma una nota diffusa dalla Coldiretti - sotto attacco del furto di valore che vede sottopagato il latte alla stalla". In Italia le 36.000 stalle sopravvissute hanno prodotto nel 2014 circa 110 milioni di quintali di latte, mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente: per ogni milione di quintale di latte importato in più - denuncia la Coldiretti - scompaiono 17mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura.

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha portato il suo sostegno alla manifestazione di Milano: "Chi produce latte in Italia deve avere remunerati i costi di produzione - ha detto Martina -, noi siamo qui a sostenere la battaglia di Coldiretti e di tutti gli allevatori italiani".
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Il Sindaco di Roma Ignazio Marino alla manifestazione della Coldiretti
 
Alleanza Cooperative, “puntare su programmazione delle filiere, rilancio
del consumo di latte fresco, maggiore promozione ed export per le Dop”

 

Roma, 6 febbraio 2015 - “Puntare su una strategia nazionale che permetta alla filiera lattiero casearia nazionale di riconquistare il proprio vantaggio competitivo nei mercati nazionali ed internazionali, attraverso politiche reali di programmazione delle filiere, che ruotino intorno a strumenti quali le Op e gli Organismi interprofessionali, governati con soli principi imprenditoriali, che consentano di distribuire in maniera efficace e trasparente il valore del prodotto, trasformandolo in reddito per gli allevatori”.

Così il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri interviene sulla crisi del latte e sulla convocazione del tavolo di filiera voluto dal Ministro Martina in programma il prossimo 11 febbraio per discutere delle iniziative da mettere in campo per sostenere il settore.

Secondo Mercuri occorrerà anche “puntare al rilancio del consumo di latte fresco di alta qualità anche attraverso la grande occasione del programma comunitario ‘Latte nelle Scuole’ che sarà inaugurato nel 2016”. Altro obiettivo strategico del comparto è quello di “riuscire a recuperare valore nelle principali produzioni lattiero-casearie DOP attraverso un’azione promozionale più efficace e maggiore slancio alle esportazioni, una lotta senza frontiere alla contraffazione ed un adeguato posizionamento degli accordi bilaterali su cui si giocherà il futuro del nostro agroalimentare a partire dal negoziato TTIP”.

“Nonostante tutti i validi analisti mondiali sostengano che nel medio e lungo periodo si intravedano prospettive positive per il settore per effetto della crescita della domanda mondiale – conclude Mercuri - oggiAggiungi un appuntamento per oggi la fine del regime delle quote latte sta minando fortemente la competitività del settore, facendo registrare un crollo dei prezzi del latte che pone in difficoltà i produttori di latte nonostante la cooperazione continui a remunerare il latte con prezzi più elevati”.
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