La Fondazione Barilla invita l'Europa a promuovere un sistema alimentare più sostenibile

Appello: "Expo, non sia Barilla a dettare le regole". La replica della Fondazione Barilla

28/01/2015

La Fondazione Barilla invita l'Europa a promuovere un sistema alimentare più sostenibile
Parma 28 gennaio 2015. Fondazione del Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) ha presentato al Parlamento Europeo il suo nuovo Policy Paper sulle Diete Sostenibili. Il paper del BCFN è l'ultimo di una serie di iniziative rivolte alle istituzioni dell'Unione europea, con l’obiettivo di creare un sistema alimentare più sostenibile in Europa e nel mondo.
L'europarlamentare Giovanni La Via, presidente della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) e l'europarlamentare Paolo De Castro, coordinatore S&D della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo (AGRI) hanno co-ospitato l'evento "Buono per te, buono per l'ambiente".
Barbara Buchner, Direttore della Climate Policy Initiative e membro dell'Advisory Board della Fondazione BCFN, ha dichiarato: "Ci auguriamo che la nostra ricerca possa stimolare i politici ad includere le considerazioni ambientali nella fase di sviluppo delle linee guida sull'alimentazione. Il nostro modello mostra che i cibi più salutari, che dovrebbero essere consumati più spesso , sono anche quelli che hanno un minore impatto ambientale".
Il BCFN invita la Commissione europea a proseguire i suoi sforzi attraverso la pubblicazione della comunicazione "Costruire un sistema alimentare europeo sostenibile" e il Parlamento europeo a sostenere questa azione di sensibilizzazione sull'ambiente e sui benefici per la salute delle diete sostenibili. Infine, il BCFN raccomanda di ampliare le Conclusioni 2014 del Consiglio sull'alimentazione e sull'attività fisica, per tener conto del contributo economico e ambientale delle diete sostenibili, come la dieta mediterranea.

Tra i partecipanti si annoverano membri del Parlamento europeo: L'europarlamentare Paul Rübig, Presidente dello Science & Technology Options Assessment (STOA), l'europarlamentare Anja Hazekamp, membro del Gruppo direttivo per l'Alimentazione sostenibile, nonché rappresentante della Commissione europea e del Consiglio; Michael Flueh, rappresentante della Direzione Generale Sanità e Sicurezza Alimentare e l'Ambasciatore Marco Peronaci, Vice Rappresentante Permanente dell'Italia presso l'UE. Duncan Williamson , Senior Advisor sulla Politica alimentare presso il WWF, ha presentato il contributo della società civile.
"La mia speranza è che la scienza e la volontà di cambiamento a cui abbiamo assistito oggi portino ad un'azione istituzionale," ha affermato l'europarlamentare Giovanni La Via.

Secondo il Presidente dello STOA, Paul Rübig, "E' una realtà scientifica che i modelli di produzione e di consumo oggi mettano a repentaglio non solo la capacità del pianeta di produrre abbastanza cibo nutriente per il futuro, ma anche la salute umana."
Il Gruppo direttivo per l'Alimentazione sostenibile del Parlamento europeo, presieduto dai deputati Bart Staes e Sirpa Pietikäinen, gode già del sostegno di oltre 60 europarlamentari. "Abbiamo già richiesto attivamente alla Commissione di pubblicare la sua comunicazione", ha affermato l'europarlamentare Anja Hazekamp, membro del Gruppo. "Alimentazione sostenibile non significa solo spreco alimentare, etichette, certificati o norme di produzione, significa anche diete. Una dieta sostenibile riduce il consumo di prodotti di origine animale, che hanno un impatto sproporzionato sulle risorse del pianeta, sull'ambiente e sul riscaldamento globale".

Per l'europarlamentare Paolo de Castro, "Mostrare che questo tema merita e necessita dell'attenzione politica è un primo passo fondamentale. Sempre di più, l'industria alimentare, la società civile e i rappresentanti scientifici reclamano un sistema alimentare migliore. Questo è un importante spunto di riflessione perché le istituzioni dell'Unione Europea uniscano le proprie forze e affrontino questa sfida nel miglior modo possibile."
L'appello: "Expo, non sia Barilla a dettare le regole". La replica della Fondazione Barilla

 
Lettera aperta a Matteo Renzi da un gruppo di intellettuali e cittadini milanesi:
“Non appoggi un protocollo del cibo per l’Expo preparato dalla Barilla”


Riportiamo il testo integrale, pubblicato anche su Il Manifesto del 22 gennaio.

 
Signor Presidente del Consiglio,
i giornali ci informano che lei sarà a Milano il 7 febbraio per lanciare un Protocollo mondiale sul Cibo, in occasione dell’avvicinarsi di Expo. Ci risulta che la regia di tale protocollo, al quale lei ha già aderito, sia stata affidata alla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition. Una multinazionale molto ben inserita nei mercati e nella finanza globale, ma che nulla ha da spartire con le politiche di sovranità alimentare essenziali per poter sfamare con cibo sano tutto il pianeta.

EXPO ha siglato una partnership con Nestlè attraverso la sua controllata S.Pellegrino per diffondere 150 milioni di bottiglie di acqua con la sigla EXPO in tutto il mondo. Il Presidente di Nestlé Worldwide già da qualche anno sostiene l’istituzione di una borsa per l’acqua, così come avviene per il petrolio. L’acqua, senza la quale non potrebbe esserci vita nel nostro pianeta, dovrebbe quindi essere trasformata in una merce sui mercati internazionali, a disposizione solo di chi ha le risorse per acquistarla.
Questi sono solo due esempi di quanto sta avvenendo in preparazione dell’EXPO.

Scriveva Vandana Shiva: “Expo avrà un senso solo se parteciperà chi s’impegna per la democrazia del cibo, per la tutela della biodiversità, per la difesa degli interessi degli agricoltori e delle loro famiglie e di chi il cibo lo mette in tavola. Solo allora Expo avrà un senso che vada oltre a quello di grande vetrina dello spreco o, peggio ancora, occasione per vicende di corruzione e di cementificazione del territorio”.

“Nutrire il Pianeta, Energia per la vita.” recita il logo di Expo. Ma Expo è diventata una delle tante vetrine per nutrire le multinazionali, non certo il pianeta.
Come si può pensare infatti di garantire cibo e acqua a sette miliardi di persone affidandosi a coloro che del cibo e dell’acqua hanno fatto la ragione del loro profitto, senza prestare la minima attenzione ai bisogni primari di milioni di persone?

Expo si presenta come la passerella delle multinazionali agroalimentari, proprio quelle che detengono il controllo dell’alimentazione di tutto il mondo, che producono quel cibo globalizzato o spazzatura, che determina contemporaneamente un miliardo di affamati e un miliardo di obesi. Due facce dello stesso problema che abitano questo nostro tempo: la povertà, in aumento non solo nel Sud del mondo, ma anche nelle nostre periferie sempre più degradate.

Expo non parla di tutto ciò. Non parla di diritto all’acqua potabile e di acqua per l’agricoltura familiare.

Non parla di diritto alla terra e all’autodeterminazione a coltivarla. Non si rivolge e non coinvolge i poveri delle megalopoli di tutto il mondo, non si interroga su cosa mangiano, non parla ai contadini privati della terra e dell’acqua, scacciati attraverso il Land e Water grabbing, (la cessione di grandi estensioni di terreno e di risorse idriche a un paese straniero o ad una multinazionale), espulsi dalle grandi dighe, dallo sviluppo dell’industria estrattiva ed energetica, dalla perdita di sovranità sui semi per via degli OGM e costretti quindi a diventare profughi e migranti.
 
A sottoscrivere la lettera aperta al premier Matteo Renzi sono stati Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Piero Basso, Franco Calamida, Massimo Gatti, Antonio Lareno, Antonio Lupo, Emilio Molinari, Silvano Piccardi, Paolo Pinardi, Basilio Rizzo, Erica Rodari, Anita Sonego e Guglielmo Spettante

La replica Fondazione Barilla

Parma 28 gennaio 2015. Fondazione Barilla replica alla lettera aperta al presidente del consiglio Matteo Renzi, scritta dai promotori del convegno "no Expo", dal titolo "Nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali?", che si terrà a Palazzo Marino sabato 7 febbraio, in concomitanza con la visita di Renzi all'Hangar Bicocca.

Nell’incipit della lettera si legge quanto segue: ".. i giornali ci informano che lei sarà a Milano il 7 febbraio per lanciare un Protocollo mondiale sul Cibo, in occasione dell’avvicinarsi di Expo. Ci risulta che la regia di tale protocollo, al quale lei ha già aderito, sia stata affidata alla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition. Una multinazionale molto ben inserita nei mercati e nella finanza globale, ma che nulla ha da spartire con le politiche di sovranità alimentare essenziali per poter sfamare con cibo sano tutto il pianeta".
Quanto descritto non corrisponde a verità. In merito alla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN), desideriamo precisare quanto segue: la Fondazione BCFN è un centro di pensiero multidisciplinare, nato nel 2009 con l’obiettivo di analizzare i grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione a livello globale. Organismo garante della Fondazione BCFN è l’Advisory Board, gruppo composto da scienziati ed esperti che opera secondo i principi di indipendenza e di eccellenza, in quanto è un centro di incontro delle migliori espressioni internazionali riconosciute nei campi di conoscenza sociale, medico-scientifica, ambientale ed economica.

Nel novembre del 2013 la Fondazione BCFN ha lanciato il Protocollo di Milano (www.milanprotocol.com), proposta di accordo globale sul cibo per Expo 2015, che ha ottenuto il supporto di più di 500 esperti internazionali, oltre 70 fra organizzazioni e soggetti istituzionali, e migliaia di persone. Il Protocollo vuole affrontare il problema della sostenibilità alimentare con tre grandi obiettivi: combattere la fame e l’obesità incoraggiando stili di vita sani, ridurre lo spreco di cibo del 50% entro il 2020 e promuovere un’agricoltura sostenibile.

Lo scorso dicembre, la versione finale del protocollo è stata consegnata alle istituzioni italiane, con l’obiettivo di dare impulso al dibattito sui tavoli politici durante i prossimi mesi. Dal protocollo di Milano e da altri studi sta nascendo la Carta di Milano, la cui versione finale sarà consegnata al Segretario generale delle Nazioni Unite durante la Giornata mondiale sull’alimentazione del 16 ottobre, come lascito dell’Expo 2015.
Tutto questo è il lavoro fatto dalla Fondazione Barilla, che è distinta dal Gruppo Barilla.

In merito all’accusa rivolta all’azienda Barilla di essere "una multinazionale molto ben inserita nei mercati e nella finanza globale, ma che nulla ha da spartire con le politiche di sovranità alimentare essenziali per poter sfamare con cibo sano tutto il pianeta", desideriamo precisare quanto segue:

· Siamo fieri di essere tra i pochi gruppi alimentari ancora italiani che portano l’eccellenza italiana in tanti mercati del mondo
· Siamo convinti che la pasta sia un modo per dare da mangiare alla gente in modo sano e sostenibile
· Abbiamo difficoltà nel comprendere come si possa definire Barilla “ben inserita nella finanza globale,” dal momento che non siamo neanche quotati in Borsa.

Per ulteriori informazioni:

Tag: Expo 2015

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