LA FRANCIA CONTRO IL TERRORE - Je suis Charlie

IL MONDO SCENDE IN PIAZZA A PARIGI

11/01/2015

LA FRANCIA CONTRO IL TERRORE - Je suis Charlie

Parigi 11 gennaio 2015. Atteso a Parigi oltre un milione di persone e leader da tutto il mondo. Misure di sicurezza eccezionali. Mobilitati 2.000 poliziotti e 1.350 militari per blindare i due differenti percorsi.
Una Parigi con i nervi a fior di pelle prepara "misure di sicurezza eccezionali" per la marcia "repubblicana" di oggi, a cui è prevista una grande affluenza di gente comune e la presenza di una lunga lista di leader politici, europei e non solo.

Il ministero dell'Interno francese ha mobilitato 2000 poliziotti e 1350 militari per blindare due differenti percorsi tra la place de la Republique e la place de la Nation, punto di partenza e di arrivo del corteo. Il dispiegamento di forze sarà impressionante: cecchini sui tetti, 24 unità della riserva nazionale, 20 squadre della brigata anti crimine della polizia di Parigi "che garantiranno l'identificazione delle persone a rischio", 150 agenti in borghese "incaricati della protezione delle alte personalità e della sicurezza generale". Lungo i due percorsi ci sarà divieto assoluto di parcheggiare veicoli, e molte fermate della metropolitana resteranno chiuse.

Nel frattempo, la Francia ha già cominciato a scendere in piazza in numerose grandi città e centri di medie dimensioni. In totale, dice il ministero dell'Interno, circa 700 mila persone hanno sfilato in decine di cortei differenti, da Lille a Marsiglia, dalle regioni basche a quelle atlantiche. La mobilitazione più ampia è stata a Tolosa, città vittima nel 2012 della follia omicida dell'integralista islamico Mohamed Merah, dove le ultime stime parlano di almeno 120 mila manifestanti, una cifra "mai vista" secondo le autorità locali.
 


Con un doppio blitz uccisi gli autori del massacro nella redazione del giornale satirico

Parigi 10 gennaio 2015 (da La Repubblica). Dopo 54 ore vissute all’insegna del fiato sospeso, tra tensione, assedio e terrore, la caccia all’uomo che da più di due giorni ha costretto il Paese a vivere in un incubo si è conclusa ieri pomeriggio  con un doppio blitz. Nel primo, a Dammartin en Goele, le teste di cuoio hanno ucciso i fratelli Said e Chérif Kouachi, i due franco-algerini presunti autori, mercoledì mattina a Parigi, del massacro nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. La loro fuga è terminata in una tranquilla cittadina di provincia, poco distante dall'aeroporto Charles De Gaulle a nordest della capitale, dopo che un massiccio inseguimento li aveva spinti ieri fino in Piccardia, a nord. Nella notte si sarebbero nascosti tra i boschi per poi, tornare, in mattinata, verso Parigi sulla Route National 2. Tutto è finito in una tipografia di Dammartin, dove entrambi sono morti "da martiri", come auspicato nella loro retorica jihadista. L'ostaggio nelle loro mani, il 27enne Michel Catalano, è stato liberato ed è sano e salvo, ma i due fratelli non sapevano di averne anche un secondo: il grafico Lilian nascosto in uno scatolone e in contatto con la polizia via sms.
Nel secondo blitz, ucciso anche il killer di Montrouge, Amedy Coulibaly, asserragliato in un negozio kosher a sud della capitale: su di lui si erano già concentrati i sospetti di un’affiliazione jihadista del tutto simile a quella di Said e Chérif. Non a caso, una ulteriore conferma dei loro rapporti era arrivata dalla minaccia di Coulibaly di ammazzare cinque ostaggi che erano con lui in caso di assalto delle forze speciali contro i fratelli Kouachi. Purtroppo, però, qui le vittime innocenti non mancano: gli agenti che hanno fatto irruzione nel supermercato di Porte de Vincennes trovano quattro corpi senza vita e quattro feriti gravi. Trovati anche 15 candelotti di dinamite.

In fuga da quel luogo o no, il buio inghiotte la compagna-complice di Coulibaly, la 26enne Hayat Boumedienne: le autorità hanno già lanciato un appello per ritrovarla anche se le ricerche sono scattate dopo la sparatoria di Montrouge, ieri mattina, quando Coulibaly ha ucciso una poliziotta. Secondo Le Monde, la donna non avrebbe partecipato oggi all'azione terroristica di Vincennes, dove invece Coulibaly sarebbe stato affiancato da un altro uomo.
A questo punto resta - ed è forte - il dubbio che l'incubo non sia affatto finito. In un discorso alla nazione via tv, il presidente Francois Hollande ha espresso tutta la sua gratitudine alle forze di polizia ma, ha detto subito dopo, la Francia "non ha ancora terminato il suo compito e ci sono ancora minacce di cui potrà essere obiettivo. Dobbiamo rafforzare i nostri luoghi pubblici per poter vivere tranquillamente senza che si possa essere messi a rischio. Dobbiamo essere vigili ma anche uniti" ma, soprattutto, dobbiamo continuare a essere "implacabili contro razzismo e l'antisemitismo".

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Già, perché il filo del terrore che ha legato da ieri tutti gli eventi si è dipanato a poco a poco nella giornata di oggi: a partire, lo si diceva, dai legami tra Cherif Kouachi e Coulibaly, coinvolti entrambi nella progettata evasione di Smain Ait Ali Belkacem, il terrorista algerino condannato all'ergastolo per gli attentati del 1995 alla Rer di Parigi. I due, riferiscono i media francesi, sarebbero stati avvistati insieme nel 2010 in occasione di una visita nel Cantal a Djamel Beghal, conosciuto come Abu Hamza, un altro esponente dell'Islam radicale, già condannato a 10 anni per aver pianificato un attentato contro l'ambasciata Usa e Parigi e arrestato nuovamente nel 2010 insieme ad altri 13 proprio con l'accusa di aver pianificato l'evasione di Belkacem. Inoltre uno dei fratelli Kouachi, prima di essere ucciso nel blitz delle forze speciali francesi, aveva annunciato alla BfmTv di essere stato inviato e finanziato da Al Qaeda nella Penisola Arabica, braccio yemenita dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden. E proprio da Al Qaeda dello Yemen arriva una rivendicazione. La Francia "smetta di attaccare l'Islam, i suoi simboli e i musulmani o ci saranno nuove operazioni" terroristiche ha detto in un video di rivendicazione Harith bin Ghazi al-Nadhari uno dei responsabili del gruppo terroristico, in un video postato su Youtube.

Di certo c'è che tutto il mondo si unirà domenica a Parigi per una grande manifestazione anti-terrorismo a cui parteciperanno moltissimi capi di stato europei, da Matteo Renzi ad Angela Merkel passando per David Cameron e Mariano Rajoy. Contemporaneamente sempre a Parigi si terrà una riunione straordinaria del Consiglio Interni Ue dedicato alla sicurezza. Dagli Usa è arrivato il forte sostegno di Barack Obama: "Gli Stati Uniti - ha detto il presidente ai francesi - sono e saranno al vostro fianco".

E mentre il primo ministro francese Manuel Valls ha ammesso oggi "errori" nella gestione della sanguinosa vicenda - "quando ci sono 17 morti, allora ci sono stati errori", ha dichiarato parlando alla televisione -, i giornalisti di Charlie Hebdo stamani sono tornati al lavoro per portare in stampa, la prossima settimana, un numero che sarà diffuso in 1 milione di copie: "Non hanno ucciso Charlie" è il leit motiv del dopo tragedia tra le manifestazioni di solidarietà che continuano ad arrivare da tutto il mondo. Anonymous annuncia pure un'offensiva contro gli account jihadisti al grido di #opcharliehebdo.

Nel frattempo, Michel Houellebecq, lo scrittore più controverso di Francia, "lascerà Parigi", "senza scorta", per "farsi da parte". Colpito, forse, da quello che Le Monde definisce "l'intreccio incredibile" tra l'uscita del suo ultimo romanzo dal titolo Sottomissione - che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico - e la strage alla redazione di Charlie che quel giorno gli dedicava la copertina. L'autore de Le Particelle Elementari, vincitore nel 2010 del premio letterario 'Goncourt' per La Carta e il Territorio, ha rifiutato ieri sera di parlare al tg della tv privata Canal Plus.
 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Roma 7 gennaio 2015. "Ho appreso con costernazione e commozione del barbaro attacco perpetrato a Parigi nella sede del settimanale Charlie Hebdo. Desidero esprimere la mia più ferma condanna nei confronti di un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa". Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al Presidente della Repubblica francese, François Hollande.
 
"Nella lotta contro il fanatismo, il terrorismo e tutte le forme di odiosa violenza nei confronti di cittadini inermi, la Francia - ha continuato il Capo dello Stato - potrà sempre contare sulla vicinanza e la fattiva collaborazione dell'Italia".

"In queste ore difficili - ha concluso il Presidente Napolitano - giungano a lei, a tutta l'amica nazione francese ed in particolare ai familiari delle vittime, i sentimenti di partecipe vicinanza di tutto il popolo italiano e miei personali".


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Je suis Charlie”, con questa scritta la redazione di INformaCIBO esprime il cordoglio e la solidarietà ai redattori del settimanale satirico parigino
 

La piste d'Al-Qaida au Yémen

Parigi 10 gennaio 2015. Un responsable d'Al-Qaida au Yémen se « félicite » de l'attaque contre « Charlie Hebdo ». Selon le procureur de Paris, l'un des deux auteurs de l'attaque, Chérif Kouachi, s'était rendu au Yémen en 2011. (Le Monde)
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/#S4RDuAgCyRFsjWcM.99

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