La Gazzetta del Mezzogiorno (Brindisi) dedica una pagina a Antonio Cellie

10/05/2017

IL Bisnonno era chiamato «U MAGHETT» e anche lui compie....Magie
Ha inventato un modo nuovo per allestire le grandi fiere .
La Gazzetta del Mezzogiorno (Brindisi) dedica una pagina a Antonio Cellie
OSTUNI. L'ultima "magia" di Antonio Cellie (ostunese) è Cibus Connect: un format di fiera che quando ne parlava, quasi nessuno riusciva a capire le finalità. E, invece, in due giorni centrali della Settimana Santa, alla Fiera di Parma di cui è amministratore delegato, Cellie ha schierato, in stand uguali, le 400 aziende dell'agroalimentare di cui aveva bisogno per riempire i padiglioni, e ha chiuso la manifestazione con successo e lusinghieri commenti degli imprenditori italiani e dei buyer arrivati dall'estero. Magia riuscita. Se, però, a Cellie parli di magia, è capace di portarti indietro nel tempo, a fine Ottocento.

E, ad Ostuni, dove il bisnonno era conosciuto come "u maghett". E sì, racconta l'uomo che ha rilanciato la Fiera di Parma, perché faceva il guaritore. Attività che gli aveva permesso di fare laureare in farmacia tutti i figli "tranne mio nonno Antonino, che preferì la carriera militare alle pozioni chimiche". Infatti si arruolò nei Carabinieri e durante la prima guerra mondiale conquistò anche una medaglia d'argento al valor militare. Trasferitosi a Parma, avviò i primi negozi di vendita di olio e vino di Puglia e riuscì anche a sposare la figlia del più famoso notaio della città. "Una conquista non facile ricorda Antonio per- ché oltre che ricca, la nonna era anche straordinariamente bella. Fu un matrimonio felice, tanto che la coppia superò difficoltà da mandare in frantumi rapporti molto solidi. Il primo a creare problemi fu il nonno, per le sue scelte politiche, di sinistra, durante la dittatura fascista. Poi, involontariamente, la nonna: era ebrea e si può immaginare cosa voleva dire all'epoca". Così, con la promulgazione delle leggi sulla difesa della razza, alla famiglia Cellie fu requisito tutto. Tranne la moglie, perché Antonino Cellie riuscì a tenerla ben nascosta, salvandola dai rastrellamenti dei nazifascisti. A Italia liberata, i Cellie abbandonarono il commercio di olio e vino pugliesi, per dedicarsi alla gestione di sale cinematografiche a Parma, e via via nelle altre provincie emiliane e nel Veneto. Erano tante le sale, che il padre di Cellie fu eletto presidente nazionale dell'Agis, l'associazione degli esercenti cinema che aderivano alla Confindustria. Perché lei non ha seguito le orme paterne? "Mi ero convinto che non c'era futuro per questa attività. E, poi, subito dopo la laurea in economia politica a Bologna, stavo studiando per fare l'agente di cambio. La crisi economica degli anni 80 mi fece passare anche questa voglia e, devo ammettere, con grande dispiacere". E, il futuro dirigente di Fiere di Parma che pur avendo superato i cinquant'anni, non ha modificato il taglio di capelli da ragazzo sbarazzino -, virò verso il marketing, lavorando alcuni anni in agenzie pubblicitarie nazionali e multinazionali, prima di dedicarsi, a partire dal 1995, esclusivamente alla consulenza e alla docenza nell'area del Marketing Management. Contestualmente fonda una società di consulenza di direzione, la Cellie & Partners, che ancora oggi è fra le più importanti d'Italia. Nel frattempo insegna Teorie e Tecniche di Marketing Gestionale nell'ateneo bolognese e nell'Università Ca' Foscari di Venezia. Da qualche anno è amministratore delegato del Gruppo Segea a cui fanno capo la Gazzetta di Parma e Radio&TV Parma e, dal 2008 è amministratore delegato delle Fiere di Parma e del Centro Agroalimentare della città. Con la guida di Cellie, Fiere di Parma supera tutte le difficoltà e la manifestazione principale, Cibus, diventa uno dei più importanti saloni dell'alimentazione del mondo oltre che strumento per portare all'estero l'agroalimentare italiano, individuando i paesi dove c'è più richiesta del made in Italy.
 
Con Cibus Connect, il pronipote di "u maghett", trasforma Cibus da appuntamento biennale a manifestazione annuale, ma con due format diversi, per rendere più facile la presenza di buyer stranieri e offrire nuovi strumenti di crescita ai produttori italiani.

Qualcuno, intanto, dà Cellie in partenza per la fiera di Bologna, per assumerne la presidenza e creare il polo fieristico emiliano-romagnolo.

Sarà vero?. L'interessato fa finta di non capire la domanda.

di Michele Pizzillo
Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner