La Guardia di Finanza di Siena blocca una truffa messa in atto ai danni del Brunello di Montalcino

Una dichiarazione del presidente Valoritalia Francesco Liantonio e di Ezio Pelissetti

10/09/2014

La Guardia di Finanza di Siena blocca  una  truffa messa in atto ai danni del Brunello di Montalcino
Siena 10 settembre 2014. Un’altra truffa contro il Brunello di Montalcino. Ma stavolta è stata sventata prima che le bottiglie di vino finissero in vendita. Il protagonista è un consulente, a lui i vignaioli avevano affidato la tenuta dei registri e altri adempimenti burocratici, difficili da sbrigare per i piccoli agricoltori. E lui, approfittando della fiducia e del campo libero, falsificava le quantità della produzione.

Un affare, hanno valutato la Guardia di Finanza e la Procura di Siena, da circa un milione di euro. Gli investigatori sono intervenuti per tempo e il vino taroccato (ben 165.467 litri) è stato tutto sequestrato nelle cantine dove si stava “affinando” prima di essere messo sul mercato come Brunello o Rosso.

E stato un produttore ad accorgersi delle carte false redatte dal consulente. L’ha segnalato al Consorzio perla tutela del Brunello. Un controllo di Valoritalia, l’ente che certificai prodotti, ed è partita la denuncia.

E proprio Valoritalia è intervenuto con questa nota:
"Grande allarme ma anche immensa soddisfazione per la riuscita di un’operazione che ha visto ieri la Guardia di Finanza di Siena bloccare una enorme truffa messa in atto ai danni di uno dei più acclamati gioielli del Made in Italy vitivinicolo: il Brunello di Montalcino.

Grazie a una segnalazione da parte del Consorzio di Tutela del Brunello, che ha agito con la preziosa collaborazione di Valoritalia, uno dei più importanti enti di certificazione e controllo di qualità del vino in Italia, le Fiamme Gialle senesi, in sinergia con l’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole, sono riuscite a sequestrare 2.350 fascette di Stato e circa 220.600 bottiglie ( formato da 0,75 cl.) di falso Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino per un valore di circa 1 milione di euro.
“La felice riuscita di questa operazione – dichiara il presidente Valoritalia Francesco Liantonio - dimostra quanto sia elevata la soglia di attenzione sui prodotti agroalimentari di qualità, e avvalora l’importanza di un’azione di tipo sinergico da parte degli enti e degli organismi preposti al controllo e alla vigilanza, a tutela tanto dei produttori quanto dei consumatori. Fanno piacere i complimenti giunti dal Ministro Martina che rappresentano per noi lo stimolo a lavorare con sempre maggiore cura e attenzione ”.
Valoritalia – che certifica 1 miliardo e 200 milioni di bottiglie l’anno - alla luce di quest’ultimo successo, si conferma un punto di riferimento per il controllo e la certificazione del Vigneto Italia, uno dei settori più appassionanti e trainanti della produzione nazionale, in grado di generare, ad oggi, un export pari a 5 miliardi di euro.

“Numeri importanti che attirano in maniera quasi “naturale” raggiri e tentativi di falsificazione – sottolinea Ezio Pelissetti, Consigliere delegato Dipartimento Certificazioni Regolamentate e Biologiche di Valoritalia - I brand di successo, e il vino italiano lo è, determinano fisiologicamente operazioni di truffa e imitazione. Proprio per questo noi di Valoritalia, saremo sempre in prima linea nell’offrire un servizio di controllo e garanzia di qualità, a tutela degli operatori, dei produttori e, soprattutto, dei consumatori che in tutto il mondo acquistano bottiglie del nostro Paese”.

Un lavoro fondamentale per tutelare la credibilità di un comparto, quello vitivinicolo, che rappresenta un asset fondamentale dell’economia nazionale e, come tale, va difeso con tutti gli strumenti a disposizione.
“E tra gli strumenti – conclude Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc – il sistema dei controlli, fortemente voluto dai Consorzi di Tutela, ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di evidenziare ogni anomalia, permettendo l’intervento delle forze di polizia per stroncare ogni abuso ai danni del nostro patrimonio vitivinicolo”.

Infine da registrare che il governatore toscano Enrico Rossi e il presidente dei Consorzio Fabrizio Bindocci assicurano che si costituiranno parte civile in un eventuale processo.

Da parte sua il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina commenta: “Abbiamo i mezzi giusti per difendere i nostri prodotti d’eccellenza e l’operazione della Finanza in collaborazione con il nostro Ispettorato repressione frodi ne è la conferma. I livelli di presidio della qualità ci sono e funzionano”.

Dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, si sottolinea come oltre il 20%delle frodi agroalimentari che sottraggono circa un miliardo di euro ogni anno all’Italia, colpiscono il vino. Coldiretti parla invece del raddoppio di frodi nel settore del vino e degli alcolici dall’inizio della crisi.

Come funzionava la truffa del Brunello di Luciano Ferraro (CorrierSera)

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