La smoderatezza dei Romani - punto I°

Distrutta Cartagine aprirono l’epoca dei menù mirabolanti e scenografici

24/12/2013

La smoderatezza dei Romani - punto I°
di Pier Luigi Nanni

Dicembre 2013. I romani, allievi degli etruschi che rapidamente si affrettarono a distruggere, superarono largamente i loro maestri.

Infatti, trascorso il tempo in cui servi e padroni sedevano ad un parco desco comune, i romani, distrutta Cartagine, conquistata la Sicilia e domata l’Asia Minore, aprirono sotto l’influsso della civiltà greco-orientale, l’epoca dei menù mirabolanti e scenografici impostati per impressionare gli invitati: menù destinati a rendere celebri soprattutto coloro che li avevano pagati! I patrizi facevano acrobazie per imbandire convitti sempre più fastosi, con la scusante di voler maggiormente onorare le divinità Gastrea e Comus, protettrici della gastronomia e del simposio: in realtà, per farsi un nome!

Giovenale racconta di famiglie che pignoravano persino i mobili e addirittura, in casi estremi per l’arrampicata sociale, vendevano i propri figli: il tutto per poter offrire banchetti agli amici e conoscenti.
 

 
Nobili come Fabio Gurgite e Licinio Grasso [80 a.C], attori come Clodio Esope e principi del foro quali Ortensio [65 a.C.], condottieri famosi come Antonio [35 a.C.] e Lucullo [58 a.C.], persino imperatori quali Nerone [68 d.C.], Vitelio [69 d.C.] ed Eliogabalo [220 d.C.], dilapidarono sia sostanze pubbliche, - già allora come oggi! - che private, in libagioni colossali.

La lista delle vivande comprendeva un antipasto assortito, una parvenza di primo, una seconda portata ed un terzo piatto tutti a base di carni varie, verdure e legumi; dolci, frutta fresca e secca. Invece che di pietanze, come erano parafrasate, sarebbe più giusto e corretto parlare di pasti!
Ogni piatto era composto di un poco di tutto, accompagnato con arte, spesso in forme architettoniche o teatrali, così che ogni portata era una rappresentazione a sé, qualcosa di perfetto e compiuto che non avrebbe richiesto, per costituire un lauto piatto, un primo o altro dopo.

Il vino servito era rigorosamente allungato: due parti appunto di vino e restante acqua fresca.
Tra il primo, il secondo ed il terzo piatto di portata, si osservavano intervalli abbastanza lunghi, durante i quali gli ospiti erano intrattenuti da spettacoli d’arte varia: canti, danze, scenette allegoriche e brani recitati, cui essi assistevano mollemente sdraiati sul ‘triclinum’.
( 3 - continua )
 
 
IL GOURMET CONSIGLIA …
 
PRIMI PIATTI E VINO
Si prosegue con le prime portate, sia minestre con o senza pasta nella saporita e delicata “grassezza” del brodo, che pastasciutte con gli innumerevoli intingoli che l’italica fantasia predilige, in quanto sempre invitanti ed accattivanti!
 
PASSATELLI
Dosi per quattro persone.
 
- Ingredienti: 200 gr. di parmigiano grattugiato; 4 uova intere; 150 gr. di pangrattato; 50 gr. di burro; 1 presa di noce moscata; 1,5 l. di ottimo brodo di carne; sale s.q.
Tempo di preparazione e cottura: 40 minuti.
 
- Unire impastando molto bene tutti gli ingredienti sopra elencati e regolare di sale. Portare all’ebollizione il brodo. Con l’apposito attrezzo, simile ad uno schiacciapatate avente i fori di circa mezzo cm., ricavare i passatelli della lunghezza desiderata ed immetterli direttamente a cuocere nella pentola del brodo scoperta.
Appena affiorano in superficie saranno cotti e servirli ben caldi in fondine con la giusta quantità di brodo e importantissimo … spolverare col parmigiano!!!
 
- La netta speziatura unita alla consistente sapidità e grassezza degli ingredienti di questo piatto da sempre considerato erroneamente “povero”, sia per la semplicità di preparazione che per gli alimenti stessi merita, giustamente, un ottimo rosso altrettanto ricco di profumi e classe, per cui un’accattivante BARBERA FRIZZANTE COLLI BOLOGNESI DOC è perfetta. Dal colore rosso rubino intenso, secca e piacevolmente briosa, sapida e corposa anche se giovane di 1-2 anni; deliziosi sentori floreali, soprattutto di viola e frutta rossa acerba, sottile finale gradevolmente amarognolo, ottima e stimolante per i piacevoli sapori della portata.
Servire in medi calici a 18°C stappando al momento, così manifesterà appieno le peculiari ricchezze.
Se invece si gradisce un vino più corposo e pieno di gustosità, un eccellente LAMBRUSCO GRASPAROSSA DI CASTELVETRO DOC, è altrettanto piacevole da maritare a questa portata così ricca di appetitosità.
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