La Toscana nel bicchiere…e non solo, da non perdere…

La “Festa del Vino” di Montecarlo di Lucca anche quest’anno ha avuto un grande successo

18/09/2014

La Toscana nel bicchiere…e non solo, da non perdere…
Il bello della Toscana è che accanto a città come Firenze, Siena, Pisa, Lucca, ci sono paesini e borghi medievali che nascondono tesori artistici e storici di rara bellezza, come ad esempio, Montecarlo.
Il Paese di Montecarlo, posto sul crinale della dorsale che separa la Valdinievole dalla Piana di Lucca, venne costruito nel 1333 per raccogliere presso la rocca del Cerruglio gli abitanti della Comunità di Vivinaia distrutta dai fiorentini nel 1331. Il borgo venne chiamato Montecarlo in onore del Principe Carlo figlio del Re Giovanni di Boemia, liberatore di Lucca dall’occupazione pisana. Il principe, divenuto imperatore con il nome di Carlo IV, venne più volte a Montecarlo occupandosi della fortificazione della rocca che si rivelò un presidio strategico nelle guerre che si combatterono nel XIV secolo fra Lucca, Pisa e Firenze.

Il Comune di Montecarlo è posto in provincia di Lucca ed il suo territorio ha un’estensione di 1.559 ettari ed una popolazione di circa 4.500 abitanti. Il Centro storico, ben conservato ed ancora circondato dalla splendida cinta muraria, sorge su di un colle isolato, ad un’altezza di 163 metri sul livello del mare.
Montecarlo è noto, oltre che per la sua incantevole posizione e per la sua interessante storia, anche per la bontà e la rinomanza dei suoi vini e del suo olio. Montecarlo conta infatti una pregiata produzione di olio extravergine di oliva che conserva un profumo fruttato, un sapore delicato con retrogusto di mandorla, presenta un colore giallo oro con riflessi verdognoli ed una acidità non superiore allo 0,4%. Il clima mediterraneo caratterizzato da inverni miti ed estati ventilate, favorisce inoltre la coltivazione della vite. Montecarlo produce vini bianchi e rossi sin dall’epoca degli antichi Romani, passando trionfante attraverso il Medioevo, alla Corte dei Medici, per giungere alle mense dei Papi nel periodo rinascimentale.
 
Montecarlo di Lucca, un paese che lega a doppio filo la sua immagine a quella di vini di una Doc prestigiosa, divisa fra ‘bianco’ e ‘rosso’, oggi importante strumento di marketing territoriale, ben valorizzato dal sindaco Vittorio Fantozzi, classe ’78 e tanto impegno nel lavorare per i suoi cittadini e per il suo borgo, che è anche - e meritatamente - ‘Comune Fiorito’. Fantozzi ha appena archiviato un’edizione di successo per la ‘Festa del Vino’ di inizio settembre, una delle più antiche della Toscana, che quest’anno ha superato le 60 mila presenze.
Ma cos’ha di speciale il vino montecarlese? Innanzitutto una storia che parte da lontano – addirittura nell’ 846 si ha il primo documento dedicato al vino - e che, mille anni più tardi, si lega inaspettatamente ai vitigni di origine francese, importati nel borgo tra la Lucchesia e la Valdinievole dal nobiluomo Marchi Magnani.
Perfettamente acclimatati, quegli stessi vitigni, oltrechè declinati in purezza, sono oggi parte della Doc Montecarlo, ottenuta nel 1969 per il ‘Montecarlo Bianco’ e nel 1985 per il ‘Montecarlo Rosso’: la doc ha visto nel 1994 l’ultima modifica del disciplinare di produzione.

Il ‘Montecarlo Bianco’ vede la presenza delle seguenti uve: 40-60% Trebbiano Toscano e per il restante 40-60% Semillon, Pinot Gris e Bianco, Vermentino, Sauvignon, Roussanne, globalmente considerati, purché almeno tre dei vitigni indicati raggiungano singolarmente la percentuale del 10%.
Il ‘Montecarlo Rosso’, invece, è così composto: 50-75% Sangiovese, 5-15% Canaiolo nero, 10-15% singolarmente o congiuntamente Ciliegiolo, Colorino, Malvasia Nera, Syrah, Cabernet Franc, Cabemet Sauvignon, Merlot. All'articolo 5 del decreto del 1994 è riconosciuta una denominazione aggiuntiva di "Riserva" per il Montecarlo Rosso, se il vino proviene da uve che assicurano un grado alcolometrico volumico totale minimo di 11.5% e se viene sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a due anni, di cui almeno sei mesi di affinamento in bottiglia.

Attiva l’attività del Consorzio dei Vini Doc, presieduto da Gino Fuso Carmignani, che oggi associa 19 produttori. Tornando alla Festa del Vino, buon successo di formula e contenuti. Particolarmente per i salotti gastronomici che hanno avuto il merito di valorizzare, oltre al vino dei diversi produttori, anche alcune rarità locali, come le uova o la vacca garfagnina, in ricette curate di bravi chef del posto.
 
Dove bere in Toscana
 
L’Azienda agricola Wandanna, di proprietà dei Signori Fantozzi, e la conduzione delle terre è curata personalmente da Ivaldo Fantozzi, un personaggio pittoresco che, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
Stefano Chioccioli, l’enologo, segue con cura, nei campi e in cantina, la produzione enologica dell’azienda. La superficie è di 70 ettari di cui 40 a vigneto, e 10 ad oliveto. La produzione media annuale è di circa 2.000 ettolitri.
“Usciti dal bosco al guado della Puzzola, ci vengono incontro rigogliose le vigne di San Piero in Campo, della Gioiosa e della Wandanna, zone nelle quali la vigna prospera fin dai tempi più antichi; lo testimoniano numerose carte di archivio, la più vetusta delle quali è dell’845 ed offre espliciti riferimenti alla coltura della vite su queste terre ed alla produzione dei vini.
A questo attestato di  antica nobiltà fa riscontro ancora oggi la qualificante bontà dei vini della Wandanna e della Gioiosa per la continuità dei vigneti che si sono succeduti nel tempo sotto le cure amorose dei contadini dei Pievani di San Piero in Campo fino al XV secolo, dei Capponi di Firenze fino al 1800, dei Garzoni, dei Poschi e dei Della Gherardesca successivamente e fino allo smembramento dell’antica tenuta.
 
Annesso alla tenuta, l’antico casolare, della Famiglia Fantozzi ormai da molti anni, fu chiamato “Belvedere” proprio per la sua splendida posizione panoramica. Appena ristrutturato offre il miglior confort mantenendo però il vero stile Toscano.
Wandanna di Fantozzi Ivaldo, Laura e Vittorio S.S.
Via del Molinetto – Montecarlo (Lucca)
 
L’Azienda agricola Stefanini Tronchetti si estende sulle dolci pendici di Montecarlo, noto per gli eccellenti vini (tra le prime DOC istituite in Italia) è conosciuto anche per un terreno vocato alla produzione di olio extravergine di oliva. L’azienda nasce dalla passione e l’amore per la qualità dei prodotti fatti con cura e dedizione. Un amore che si ritrova anche nell’Olio di Jacopo, olio extravergine DOP Lucca, vincitore di numerosi premi, e nella gamma dei nostri vini. Vini che mantengono intatti i profumi varietali nelle DOC e nel rosato IGT Costa Toscana, mentre acquisiscono articolati profumi terziari grazie all’affinamento in delicate botti di rovere francese nei loro vini IGT più complessi.
 
I vigneti, situati su un terreno vocato alla produzione del vino, godono di una perfetta insolazione. La raccolta manuale, l’attenta vinificazione in una cantina moderna e attrezzata, unita alla passione, permettono di esaltare al massino le caratteristiche  dei vitigni a bacca bianca (Sauvignon, Vermentino, Chardonnay, Roussane e Trebbiano) e la complessità dei vigneti a bacca rossa (Sangiovese Grosso, Merlot, Syrah, Ciliegiolo e Canaiolo).
San Piero in Campo I.G.T. Rosso: una selezionata vendemmia di uve Merlot e Sangiovese Grosso, una attenta vinificazione permettono di ottenere un vino dal colore intenso, con profumi ampi e netti, morbido e piacevolmente rotondo. Uno stagionamento in barriques da 225 litri e finalmente un “riposo” minimo di sei mesi in bottiglie coricate nelle nostre cantine, lo rendono unico nel suo genere.
La Salita Toscana I.G.T. Bianco, ottenuto da un sapiente blend di uve Chardonnay (90%) e Sauvignon (10%). All’olfatto presenta un bouquet complesso con ricordo di frutta tropicale come ananas e banana con una chiusura delicatamente agrumata. In bocca è persistente, elegante e armonico.
Rosa di Notte Costa Toscana Rosato I.G.T. ottenuto da un’attenta vinificazione principalmente di uve Merlot e Syrah, all’olfatto presenta note floreali, un leggero speziato e un ricordo intenso di fragoline di bosco. In bocca è fresco, intenso e equilibrato.
Rosso di Sole Toscana Rosso I.G.T. ottenuto da un’attenta vinificazione di selezionate Uve di Sangiovese grosso, Merlot e Ciliegiolo provenienti dalle nostre migliori viti. È affinato in piccole botti di rovere e matura in bottiglie coricate nelle nostre cantine. E’ un vino con profumi ampi e netti e con leggero retrogusto di vaniglia piacevolmente rotondo.
 
Tra i prodottti tipici della Lucchesia l’olio extravergine di oliva è sicuramente il più noto, conosciuto sin dall’antichità per la delicatezza del suo sapore e la bassa acidità.
Negli uliveti secolari sono presenti cultivar tipicamente toscane quali frantoio, moraiolo, leccino e pendolino. Una raccolta esclusivamente manuale, direttamente dalla pianta, una molitura con metodo continuo entro le 24 ore dalla raccolta e la cura riposta in tutto il processo ci permettono di valorizzare appieno le caratteristiche del nostro pregiato olio. Un perfetto blend per ottenere un olio ricco di profumi e sapore.
 
L’Olio di Jacopo D.O.P. Lucca di colore verde con toni giallo dorati, al naso eleganti sentori di erbe fresche di campo, cardo selvatico e aroma finale mandorlato; sapore molto fine con armoniche note di erba fresca e foglia verde. Amaro e piccante percepiti ma in equilibrio, delicatezza e dolcezza in evidenza. Retrogusto finale di mandorla. Acidità massima: 0,20
Il Principe dal colore verde con toni giallo dorati; odore fruttato di media intensità, elegante con note di erbe fresche falciate e frutta secca in chiusura; sapore complesso e armonico con toni di piccante e amaro in equilibrio. Formalmente dolce con sentori di ortaggi, in particolare carciofo e retrogusto di frutta secca. Acidità: 0,30
 
Annesso all’azienda un agriturismo ricavato da antichi casali ristrutturati dove poter soggiornare nella tranquillità e relax della campagna toscana.
 
Azienda Agricola Stefanini – Tronchetti
Via San Piero 1 – Montecarlo Lucca

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