L'alimentare italiano riparte da Cibus e punta all'Expo 2015 con "Federalimentare4Expo"

Cala il sipario di Cibus reale e autorevole palcoscenico del made in Italy alimentare

08/05/2014

L'alimentare italiano riparte da Cibus e punta all'Expo 2015 con "Federalimentare4Expo"

Parma, 8 maggio 2014 – Cibus 2014 si chiude non solo confermando gli auspici della vigilia, quella cioè di essere il Salone dei record, ma in questi quattro giorni ha confermato di essere anche la Fiera della ripresa.

Per fotografare meglio questa 17ma edizione di Cibus utilizziamo le parole espresse dal Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina (nella foto), in visita ieri alla fiera internazionale di Parma: “Cibus è la piattaforma fieristica di qualità che presenta l'agroalimentare italiano nella sua massima potenza. Se useremo bene la leva di Expo 2015 ed il padiglione “Federalimentare4Expo”, le imprese alimentari faranno un grande salto verso la ripresa”.

Anche oggi, giornata di chiusura, nei padiglioni della Fiera si respirava aria di soddisfazione per la partecipazione qualificata dei visitatori e per la qualità dei buyer di alto livello presenti in questa edizione di Cibus.

Una conferma che la biennale di Parma è per davvero, come l'ha definita Franco Boni, presidente di Fiere di Parma, la “punta di diamante della rappresentazione del grande cibo italiano”, grazie in particolare al lavoro costante di tutto il management di Cibus con in prima fila Elda Ghiretti (nella foto insieme a Antonio Cellie), brand manager della manifestazione.

Ma il risultato di Cibus 2014 non è dovuto alla fortuna bensì all'impegno di sistema che tutta la città di Parma, le istituzioni, i Consorzi, la Camera di Commercio, i produttori e i vertici di Fiere di Parma, hanno svolto in tutti questi anni.


Ed oggi si riparte, certamente con l'impegno diretto e organizzativo verso l'appuntamento milanese per l'Expo 2015, (in particolare per allestire e portare a Milano nel padiglione dell “Federalimentare4Expo” il meglio del made in Italy alimentare), ma anche con nuovi programmi come la partecipazione di Cibus alla grande fiera alimentare cinese “World of Food Beijng”, che si terrà a Pechino dal 26 al 28 novembre.

Ma mentre si chiude questa edizione di Cibus, c'è soddisfazione da sottolineare, quella di riconfermato con i fatti  l'autorevolezza di avere a Parma un Salone internazionale “aggregante per l'alimentare”, “100% made in Italy”, e “unico in tutta Italia”, e non a caso usiamo le espressioni care ad Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma, perchè questi concetti sono alla base della forza e dell'attrazione di Cibus e di Fiere di Parma.

Un Cibus importante, vogliamo aggiungere, che si chiude con proposte significative come l'annuncio dato dal Vice Ministro Andrea Olivero che ha ribadito proprio a Parma l’intenzione del Governo di lanciare un marchio “made in Italy” e la sottoscrizione di un importante accordo come la firma del Protocollo di intesa siglato dal ministro Martina tra Mipaaf, AICIG e eBay per tutelare le eccellenze italiane DOP e IGP.

Il ministro Martina ha inoltre accolto il messaggio sul Protocollo di Milano, di dare all'agroalimentare italiano la considerazione che merita e di affrontare i problemi di ecosotenibilità del cibo, che gli aveva rivolto Guido Barilla a nome della Fondazione Barilla Center For Food Nutrition, durante la prima giornata di Cibus.

Continueremo a parlare degli uomini e delle imprese presenti a Cibus

Nei prossimi giorni torneremo a parlare di Cibus, degli eventi a cominciare dagli 80 anni del Consorzio del Parmigiano Reggiano (nella foto in alto la presentazione deglle iniziative da parte del Presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai) e delle tante belle storie aziendali dell'alimentare italiano ma vogliamo chiudere queste righe sottolineando come anche a Cibus è emerso un dato ormai acquisito, cioè che l'export italiano tiene proprio grazie al comparto alimentare e agroalimentare.

In questo quadro da segnalare che il tema dell’internazionalizzazione ha tenuto banco a Cibus con il convegno “L’internazionalizzazione del sistema alimentare italiano: Paesi target e strategie di sviluppo” (a cura di Sistemi Formativi Confindustria in collaborazione con ICE Agenzia, ISTAT e Federalimentare Servizi).
Da questo incontro è emerso che le aree di espansione sono l’Estremo Oriente, l’Africa e Paesi come il Messico e l’Argentina. La principale strategia è di rinforzare i mercati maturi attraverso gli accordi bilaterali, come quello con il Canada stipulato nel 2013 e quello con gli USA da stipulare entro la fine dell’anno.

I mercati del Giappone e l’Australia sono assai interessanti per i nostri prodotti biologici, come evidenziato nel corso del seminario “Eatalian Bio: destinazione Australia e Giappone per i prodotti italiani”. Il progetto è promosso e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Assocamerestero in collaborazione con le Camere di Commercio di Sydney e Tokyo. Sono state sottolineate le opportunità di inserimento e di sviluppo in Giappone e in Australia per circa 40 aziende italiane. Il mercato australiano vale circa 1,27 miliardi di dollari con una crescita annua prevista del 15% mentre quello giapponese è in forte sviluppo e si prevede una crescita del 12% solo nel 2014.

Grande attenzione in fiera ai prodotti Kosher, una grande opportunità commerciale che aprirà ai produttori italiani le porte di un mercato enorme ed in continua espansione, di cui si è parlato nell’incontro organizzato dalla redazione del giornale italiano Pagine Ebraiche.

In due workshop organizzati dalla società di consulenza Octagona sono state presentate le opportunità di export in India e nel Sud Est Asiatico. In India c’è un mercato potenziale di 300 milioni di persone interessate alla cucina italiana, mentre nel Sud Est Asiatico c’è grande interesse per il prodotto italiano, specie in Thailandia, Vietnam, e Indonesia, un Paese quest’ultimo dove il food italiano viene trainato dallo sviluppo della grande distribuzione.

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