"L'arte dei pizzaiuoli napoletani" nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO

Una petizione promossa dell’ex Ministro all’agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio

20/09/2015

"L'arte dei pizzaiuoli napoletani"  nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO
Parma settembre 2015. Dopo che la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, (leggere su  INformaCIBO) presieduta dal prof. Giovanni Puglisi, ha deliberato di candidare "L'arte dei pizzaiuoli napoletani" nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO per il ciclo 2015/2016 l’ex Ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio si è fatto promotore di una serie di iniziative, in Italia e all’estero, per sostenere questa importante candidatura decisa lo scorso mese di marzo proprio nell’anno  dell'Esposizione Universale di  Milano, dedicato ai temi della nutrizione.

"Iscrivere quest'Arte nella Lista Rappresentativa", spiega Alfonso Pecoraro Scanio "significa riconoscere il valore di una tradizione sostenibile, attenta alla naturalità, che parla di materie prime legate ad un vero amore e rispetto per la terra, di ingegnosità di uomini e donne che volevano trovare modi gustosi per nutrire le proprie famiglie e la propria comunità".
 
Nei giorni scorsi è partita da Expo Milano 2015, durante il Pizza day for Unesco promosso dalla Fondazione UniVerde, Rossopomodoro, Apn (Associazione pizzaiuoli napoletani), Coldiretti e Associazione verace pizza napoletana, la world petition per sostenere l'iscrizione dell'arte dei piazzaioli napoletani nella lista del patrimonio mondiale immateriale dell'Unesco.
 

Claudio Bisio, Renato Pozzetto che firma la petizione e l'ex Ministro dell'Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio

Francesco Tusino, Alfonso Pecoraro Scania e lo chef Peppe Zullo


L'ex Ministro dell'Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio e il direttore di INformaCIBO Donato Troiano


Francesco Tusino mentre firma la petizione insieme a Donato Troiano, Alfonso Pecoraro Scanio e Peppe Zullo
Dopo le prime 300.000 firme raccolte e la candidatura ufficiale da parte dell'Italia ora si punta infatti a una mobilitazione ancora più ampia a livello nazionale e internazionale per ottenere che l'Unesco approvi l'iscrizione.

Tantissime le adesioni, oltre trecentomila, verso il milione
Il Comune di Rimini aderisce alla petizione con il sindaco Gnassi e l’assessore alle Attività economiche Sadegholvaad.
Ha firmato anche Guido Pollice, Presidente di Vas - Verdi Ambiente e Società,  Bruno Vespa e il sindaco di Grosseto Bonifazi
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Continuerà, quindi, la mobilitazione con l'obiettivo di raggiungere il milione di firme questa sottoscrizione lanciata dall'ex ministro dell'Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, dalla Coldiretti e dall'Associazione pizzaiuoli napoletani e sostenuta dal marchio di pizzerie napoletane Rossopomodoro.
 
Una iniziativa a Parma
Mentre hanno già firmato numerose personalità della cultura, della politica e dello spettacolo, tra i prossimi appuntamenti, dopo quello importante svoltosi al Sana di Bologna, c’è anche l’appuntamento  di Parma, candidata anch’essa come “Città della Gastronomia Unesco”.
E si svolgerà  proprio nella città emiliana presso Rossopomodoro di Parma, alla presenza di Alfonso Pecoraio Scanio  una iniziativa, in collaborazione di INformaCIBO e l’associazione ambientalista Vas-Verdi Ambiente e Società,  una raccolta firme sotto la Petizione "L'arte dei pizzaiuoli napoletani Unesco”.
 
All'Expo di Milano Alfonsi Pecoraro Scanio con il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo
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