Le allergie nel Menu: i Ristoranti dal 13 dicembre obbligati a segnalare le sostanze allergiche

Fipe e Confesercenti sollecitano una proroga dei provvedimenti

29/11/2014

Le allergie nel Menu: i Ristoranti dal 13 dicembre obbligati a segnalare le sostanze allergiche
Parma 29 novembre 2014. Tra meno di due settimane la  trasparenza, diventa un obbligo anche a tavola. Sono otto milioni gli allergici ad alimenti in Italia e la metà rischia la vita per choc anafilattico. Per questo d’ora in poi, per la precisione dal 13 dicembre, anche un manicaretto, a parte il gusto,  deve essere sicuro e i ristoranti sono obbligati a segnalare le sostanze a rischio nel loro menu.

Da alcuni mesi le associazioni dei ristoratori organizzano incontri e convegni per spiegare ai proprio iscritti le novità legislative.
Molto attiva in questo ambito è la SSICA (Stazione sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari) i cui responsabili partecipano ad incontri in tutta Italia per spiegare le varie indicazioni obbligatorie e quelle complementari per singole merceologie, dalla panificazione alle conserve, dalle carni al settore ittico e ortofrutticolo. (Vedere qui il resoconto di un recente incontro svoltosi a Roma a cura della Confesercenti).

Ma la data del 13 si avvicina e non tutti i ristoranti italiani sono preparati per questa vera e propria rivoluzione: dopo aver dato l’addio definitivo all’oliera (mandata in pensione per far largo a confezioni munite di rigorosa etichettatura), dal 13 dicembre anche i menu dovranno essere rivisti in base alle norme comunitarie.
Diventerà operativo, infatti, il regolamento dell’Unione europea 1169/2011, secondo cui ogni carta dovrà specificare – piatto per piatto – l’eventuale presenza dei 14 principali nutrienti fonti di allergie.
Per intenderci: latte, glutine, uova, arachidi, semi di sesamo, soia, frutta a guscio, sedano, senape, anidride solforosa, lupini, molluschi, pesce, crostacei.
I ristoratori e gli esercenti di bar, pub e gelaterie potranno scegliere se riportare il tutto direttamente sul menu, allegare un foglio illustrativo o in alternativa mettere a disposizione dei clienti un membro dello staff in qualità di addetto agli allergeni.
 
In Italia come sempre tutto è più complicato, i giorni passano, il 13 dicembre si avvicina  e le modalità di applicazione pratica della legge (obblighi, sanzioni, etc) restano ancora nebulose. Così le associazioni dei ristoratori alzano la voce.
 
E intanto la  Fipe-Confcommercio Imprese per l’Italia chiede al governo di intervenire con una proroga
e la Confesercenti una diluizione del provvedimento.

 
Fipe chiede al Governo di includere nel regolamento Ue, che prevede l'indicazione di allergeni nei menu dei ristoranti, la possibilità di una comunicazione orale al cliente, e una proroga di almeno 18 mesi 
Possibilità di comunicare anche a voce la presenza di allergeni nei piatti del ristorante e proroga di almeno 18 mesi dell’entrata in vigore del regolamento sono le due misure che Fipe-Confcommercio Imprese per l’Italia ha chiesto al Governo in occasione del tavolo tecnico che si è riunito nei giorni scorsi presso il ministero dello Sviluppo economico per discutere del regolamento Ue 1169/2011 relativo all’etichettatura degli alimenti.

«Per la ristorazione italiana - afferma Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio - gli esami e le complicazioni non finiscono mai. Siamo consapevoli dell’importanza di dare ai consumatori tutte le informazioni utili a garantirne la sicurezza alimentare ma rifiutiamo che non si lasci l’imprenditore libero di farlo nel modo più adeguato alla propria azienda e alla propria clientela».

Il 13 dicembre entrerà in vigore il regolamento che obbligherà i 110mila ristoranti e pizzerie ad indicare la presenza di allergeni nei piatti del menu. Per un modello di ristorazione come quello italiano che fa della varietà e della non ripetitività dei piatti la propria ricchezza sarebbe improponibile l’imposizione di gestire solo per iscritto la comunicazione ai clienti sia che si tratti di indicarlo nel menu, in un registro, in un cartello o tramite altro sistema equivalente. Esiste, inoltre, un ulteriore problema. La proroga di un anno per l’etichettatura dei prodotti preincartati secondo le nuove regole rende indispensabile una più ampia proroga, almeno 18 mesi, a beneficio dei ristoranti, che di quei prodotti sono acquirenti.
«Noi - prosegue Stoppani - chiediamo che tra le diverse modalità a disposizione delle imprese di ristorazione non possa mancare anche la possibilità di informare il consumatore con una comunicazione orale da parte del personale. Oltretutto altri Stati membri, tra i quali ad esempio Belgio e Paesi Bassi, stanno adottando provvedimenti nazionali, alcuni dei quali già notificati alla Commissione, che consentono l’indicazione degli allergeni anche secondo tale modalità».

La Fiepet Confesercenti dell’Emilia Romagna chiede di diluire nel tempo la norma 
Per il presidente di Fiepet Confesercenti dell’Emilia Romagna, Andrea Cavallina, “non discutiamo assolutamente circa la volontà di garantire la sicurezza dei nostri consumatori, ci mancherebbe altro, noi siamo i primi che ci guadagniamo dal fatto che i clienti siano soddisfatti e garantiti dalla nostra offerta. Ma non nella forma che la Commissione europea prevede. E’ impensabile che, ad esempio, una trattoria casalinga debba ogni giorno pensare alla comunicazione scritta di alimenti che cambiano di volta in volta proprio perché freschi. Questa norma manca completamente di buon senso. Si privilegia in tal modo il prodotto industriale rispetto a quello fresco. E’ assurdo. Ci chiediamo anche: ma vale poi per tutti o ci sono settori che ne vengono esentati? Per questo chiediamo ai ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute di preparare urgentemente un decreto che preveda la possibilità di informare con la massima facilità i clienti. E’ incredibile che nel nostro Paese, famoso per la qualità della sua offerta enogastronomica, non si arrivi a garantire adeguatamente la sicurezza dei consumatori e la qualità dei cibi senza inutili e gravosi appesantimenti burocratici”.

La richiesta della Fiepet è esplicita: “Auspichiamo che i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute intervengano per semplificare e diluire nel tempo la piena applicazione per evitare di incorrere in sanzioni”.

Tag: SSICA Fipe

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