Le colline del Soave parlano russo

Da mercoledì un gruppo di selezionati buyer russi è operativo nel Soave

13/09/2013

Le colline del Soave parlano russo

Soave, 13 settembre 2013. Le colline del Soave tornano al centro dell’attenzione internazionale. Da mercoledì, fino a questa sera, una delegazione di buyer specializzati, provenienti dalla Russia, è impegnata in un approfondito tour alla scoperta della zona di produzione del vino bianco italiano per eccellenza.

L’iniziativa, coordinata dal Consorzio del Soave, in sinergia con il Consorzio del Valpolicella e la collaborazione del Banco Popolare di Verona, rientra in una mirata strategia promozionale volta alla valorizzazione del Soave nei mercati esteri, fuori dall’Europa.

Proprio per preparare al meglio questo appuntamento, il Consorzio ha presentato un nuovo strumento editoriale creato da Anna Alekseyeva, esperta del mercato russo e guida enologica nel Veronese, per raccontare nel modo più efficace l’identità della denominazione agli operatori russi. Per divulgare in modo ancora più incisivo i valori della doc, è stato realizzato un video, dedicato al Soave, scaricabile liberamente da parte delle aziende e degli operatori.

Un tour cominciato mercoledì 11 settembre con un’incontro formativo sulla denominazione, una visita guidata attraverso tutto il territorio del Soave e un primo incontro tra le 20 aziende selezionate e i buyer.

E’ seguito giovedì 12 settembre il primo meeting tra i produttori ed importatori con le visite guidate alle aziende selezionate, culminato con una serata gastronomica.

Gli incontri “b2b”, vale a dire tra buyer e produttori, proseguono anche venerdì 13 settembre, e culmineranno con una serata di arrivederci alla presenza delle autorità tra cui l’Assessore regionale al turismo e al commercio estero Marino Finozzi.

Doppio pertanto il piano d’azione scelto dal Consorzio per le aziende socie: da un lato investire in campagne specifiche per i mercati esteri di riferimento, supportate da azioni volte ad interessare i differenti soggetti della filiera distributiva, dall’importatore al consumatore finale; dall’altro coordinare numerose attività di incoming di operatori di settore, favorendo il contatto diretto con i singoli produttori nel territorio di produzione del Soave.

La qualità dei prodotti italiani resta il requisito principale che viene ricercato nel mondo. A tal proposito azioni di promozione di comunicazione, come quelle realizzate dal Consorzio, svolgono anche una funzione di tutela delle produzioni garantite, contro il fenomeno delle imitazioni dei prodotti agroalimentari.

L’Italian Sounding, cioè tutti quei prodotti agroalimentari che imitano il vero Made in Italy, hanno un giro d’affari nel mondo di 60 miliardi di euro. Inoltre solo il 19% della produzione alimentare italiana viene esportata contro ad esempio il 27% della Germania (fonte: Intesa San Paolo), un dato che fa riflettere se consideriamo l’eccelsa qualità della pasta, del vino, dei salumi e dell’olio di oliva Made in Italy. Un prezzo che le aziende italiane dell’agroalimentare – vino compreso – pagano a causa delle dimensioni spesso ridotte e dell’eccessiva frammentazione che rende l’accesso ai mercati esteri molte volte impossibile.

Per far fronte a questa situazione, a cui si aggiunge la mancanza di grandi reti di distribuzione nazionali, il Consorzio del Soave è da tempo impegnato in una serie di attività che puntano a favorire l’incontro diretto tra le singole aziende e i compratori esteri, nell’ambito delle attività promozionali legate all’OCM vino.

Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave

Sito internet: www.ilsoave.com

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