Le Langhe albesi nell’ arte pittorica di Pierflavio Gallina

05/12/2017

di Luciano Scarzello


Pierflavio Gallina è nato a Santo Stefano Belbo ma ha fatto del suo atelier di La Morra il centro della sua attività creatività
La vigna come fonte d’ispirazione, che ogni mattina illumina chi ha la fortuna di aprire le finestre sull’ondeggiante paesaggio di Langa. Una vigna che diventa allora il naturale soggetto di ricercate acqueforti, pur se elemento che sa divenire, all’occhio attento dell’osservatore, metafora di una impossibilità dell’uomo di allineare, ordinare, dominare, avere il sopravvento sulla natura. E’ quest’ultima che comanda, pur se la dimensione antropica riesce a modificare paesaggi e prospettive.

Nella pittura di Pierflavio Gallina, artista che tra vigne è nato, abita e lavora, i filari sono sovente cornici o i diretti soggetti di un’espressività che volge al metafisico, con un’attenzione per il dettaglio che ha fatto della pittura dell’artista, nato a Santo Stefano Belbo ma che ha fatto del suo atelier di La Morra il centro della sua creatività, un tratto caratteristico, un soggetto amato e ritratto ma in senso critico, interpretandone gli arcani messaggi che i tralci vogliono andare oltre il bucolico, per avventurarsi nella poesia.

Da alcuni anni poi, l’atelier dell’artista è divenuto una finestra dalla quale non solo Gallina si affaccia verso ciò che lo circonda ma nel quale si può, al contrario, sbirciare nelle sue nuove creazioni. Questo perchè lo studio e le tavolozze sono all’ultimo piano di un bed & breakfast gestito dallo stesso artista assieme alla moglie Giuliana, dove gli acquerelli sono di compagnia per il visitatore al pari dei noccioleti e delle vigne che circondano l’antico casale, a pochi chilometri dal centro di una delle più note aree a vocazione vitivinicola del Piemonte.

Negli anni Pierflavio Gallina ha esposto in Italia e negli Stati Uniti, con opere inserite nelle collezioni della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino. Ma chi ha avuto modo di ammirare le sue opere tanto a New York come nell’antica capitale sabauda, un pò della quiete, della bellezza e della laboriosa atmosfera di Langa non è stato esente dal percepirla, facendo del pittore un ambasciatore delle sue terre, oltre che uno dei più significativi ed espressivi interpreti di quanto nelle Langhe è accaduto e sta accadendo in questo tempo.
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