Le merendine “non sono più quelle di una volta”

16/11/2017

di Alessandra Favaro


Il comparto dolciario investe in innovazione per conquistare adulti e millennials; 4 italiani su 10 hanno cambiato le loro scelte puntando su prodotti innovativi legati al filone salutistico, di alta qualità, bio, solidali
La versione pronta all’uso del “dolce della nonna”: è questo il legame emozionale che lega le merendine ai suoi consumatori. Che, nonostante quanto possa sembrare, non sono solo bambini e adolescenti, ma anche 21 milioni di adulti: un totale di 38 milioni italiani, soprattutto millennials e giovanissimi (il 59% è under 35) ma anche 40-50 enni. E’ quanto emerge da un’analisi (fonti Doxa/Iri) di Aidepi, associazione delle delle industrie del dolce e della pasta, che traccia i punti di forza di un comparto che registra trend positivo e investe in innovazione.

Il settore dolciario italiano in ricerca e sviluppo investe ogni anno il 2% del fatturato (prendendo in esame i bilanci di principali aziende del settore). Si tratta di una fetta di circa 20 milioni di euro in media investiti in questa direzione, considerando che le merendine rappresentano circa un quinto del mercato dei prodotti da forno, con 1 miliardo di euro di fatturato su 5 miliardi di euro totali (dati Aidepi 2016). Una spinta a rinnovarsi che supera quella di altri settori. Secondo i dati Mediobanca 2017 sui bilanci di 2.065 società italiane infatti, a fronte di un calo del 2,5% negli investimenti globali (ricerca e sviluppo e strutturali) il settore dolciario si è comportato meglio, segnando un + 17%.

Tradizione e innovazione: il mix che proietta il comparto verso nuove sfide. Un esempio: l’utilizzo del lievito madre, storicamente utilizzato per i prodotti da ricorrenza (come panettoni e pandori), da Bauli è impiegato anche per il resto delle produzioni dolciarie. Il lievito madre del quartier generale di Castel d’Azzano viene rinfrescato a orari precisi ogni giorno e ha circa 30 anni di età.

Sottoposto a rigidi controlli periodici viene utilizzato anche per i altri prodotti, dove si amplia la nicchia dei dolci da forno con cereali e naturali. Anche l’ideazione di nuove merendine mixa i desiderata dei consumatori a studi scientifici, con specifici test sensoriali per monitorare e verificare ingredienti e produzioni. “La ricetta più semplice viene mantenuta identica in salubrità, sicurezza e gusto tramite rigidi controlli e caratteristiche” spiegano dal laboratorio chimico della sede Bauli veronese “Anche la farina (proveniente da fornitori italiani) deve rispettare una disciplinare di qualità in modo da garantire la resa richiesta. Per questo viene sottoposta a diversi test e controlli prima di essere impiegata”.

D’altronde è proprio l’innovazione a guidare le scelte d’acquisto delle merendine. Dati Iri alla mano, ben 4 italiani su 10 (37%) hanno cambiato le loro scelte puntando su prodotti innovativi legati al filone salutistico, di alta qualità, bio, solidali. Numeri confermati da una recente ricerca Aidepi/Doxa secondo la quale per il 68% degli italiani le merendine sono un prodotto pratico  buono con cui fare merenda. Su un campione di circa 20 milioni di persone, 4 su 10 chiedono di continuare a investire nell’innovazione di prodotto.
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