L'Expo 2015 lancia la Carta di Milano, il 7 febbraio l'Expo delle idee'

Il Ministro Martina: sarà un confronto per delineare impegni e responsabilità

05/01/2015

L'Expo 2015 lancia la Carta di Milano, il 7 febbraio l'Expo delle idee'
Milano 5 gennaio 2015. INformaCIBO ha salutato la fine del 2014  e  l’anno nuovo con una serie di eventi nei ristoranti di tutto il mondo sotto l’egida di “Mangiare all’Italiana verso l’Expo 2015” (leggere ANSA) , (una kermesse internazionale che continua per tutto il 2015 con la novità che lanceremo nelle prossime settimane de "Le 100 ricette del made in Italy" ideate dagli chef italiani sparsi in tutto il mondo), una iniziativa che avrà il suo clou  proprio nell’anno dell’Esposizione Universale.

Intanto si preparano  i grandi appuntamenti istituzionali che precedono il taglio del nastro di Expo, il prossimo 1 maggio.
Sabato 7 febbraio si terrà l’'Expo delle idee', definito la "Carta di Kyoto del Cibo", grande momento di partecipazione e confronto sui temi fondamentali dell'Esposizione per contribuire alla scrittura della 'Carta di Milano' che si rivolgerà, per la prima volta nella storia delle esposizioni universali, direttamente a cittadini, associazioni, istituzioni e imprese nella prime settimane di avvio del grande evento.

La “Carta” proporrà impegni e responsabilità precise su tutti i principali temi della questione alimentare globale e sarà il principale strumento di partecipazione consapevole al dibattito espositivo che interesserà tutti i paesi aderenti ad Expo.
Lo scorso 22 dicembre si è riunito nella sede di Expo Milano 2015 il coordinamento per la “Carta di Milano”. Sono stati definiti tempi e metodo di lavoro condiviso per arrivare alla prima stesura della Carta prevista per la fine di febbraio.

Impegnato in prima persona per questa scadenza è il Ministro  delle Politiche agricole e delegato per il governo dell’Expo 2015, Maurizio Martina.
 
Il ministro Martina risponde a questa domanda
Il 2015 sarà l’anno di Expo, cosa l’Italia si aspetta da questo evento mondiale?

“Ci prepariamo a un anno di intenso lavoro, -risponde il ministro- che vedrà il nostro Paese concentrato sul grande evento di Expo a Milano. Sarà una piattaforma ideale per discutere dei grandi temi della nostra epoca. Si tratta di un’opportunità unica per l’Italia di diventare protagonista e promotrice sulla scena internazionale di una nuova visione del tema della sicurezza alimentare globale. Avremo a disposizione sei mesi per lanciare una nuova prospettiva e ripensare anche la politica del nostro Paese, offrendo al mondo un momento di confronto unico su un tema geopolitico sempre più centrale per l’uomo e per la società contemporanea.
Sarà un periodo di riflessioni, discussioni e idee, per sviluppare e approfondire il grande tema della manifestazione: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Titolo che pone a tutti la questione cruciale della qualità dello sviluppo e la sfida alimentare globale che rappresenta, oggi, la frontiera più avanzata della sostenibilità dei modelli di sviluppo.
La manifestazione di Milano ci porta, già in questa fase di preparazione, a ragionare in termini di squadra. All’evento arriverà l’Italia nel suo complesso, con le produzioni, le eccellenze, gli uomini e le donne che con la loro professionalità hanno contribuito a rendere grande questo Paese. Bisogna presentarsi al mondo con un sistema basato sull’aggregazione, perché è quella la chiave per confermare e vedere crescere il successo che l’agroalimentare italiano ha sui mercati internazionali.
Il prossimo 7 febbraio,  inoltre, si terrà l’evento “Expo delle idee”: un grande momento di partecipazione e confronto sui temi fondamentali dell’Esposizione realizzato proprio per contribuire alla scrittura della Carta di Milano che si rivolgerà – per la prima volta nella storia delle esposizioni universali – direttamente ai cittadini, alle associazioni, alle istituzioni e alle imprese già nella prime settimane di avvio del grande evento”.
 
Il Ministro Martina: “Firmeremo all’Expo il protocollo di Kyoto sul cibo)   
(Intervista di Elisabetta Soglio, dal “Corriere Della Sera” del 4 gennaio 2015)

Sarà la «prova generale» di Expo. E sarà, soprattutto, la «chiamata a raccolta» per cercare di dare spessore e contenuto all’evento dedicato al tema «Nutrire il Pianeta Energia per la Vita», che aprirà i cancelli il primo maggio.
II 7 febbraio il presidente del Consiglio Matteo Renzi aprirà a Milano la giornata di lavori che dovrebbe dare un primo scheletro alla Carta di Milano, eredità dell’Expo dedicato all’alimentazione.
«Per la prima volta — sottolinea il ministro Maurizio Martina, delegato all’Expo — un’esposizione universale si impegna su una carta di responsabilità e impegni rivolta a cittadini, istituzioni, associazioni e imprese». E per la prima volta il documento verrà sottoposto anche alla firma dei visitatori dei padiglioni «per responsabilizzare ciascuno su questioni come lo spreco alimentare, il diritto al cibo, la sicurezza dei prodotti, l’agricoltura sostenibile». Il modello è quello del protocollo di Kyoto: in questo caso, però, invece che di parametri sul rispetto dell’ambiente, si parlerà di alimentazione.
I 40 tavoli di lavoro che apriranno il 7 febbraio seguono infatti quattro percorsi che daranno ossatura alla Carta di Milano, la cui prima versione «è prevista per fine febbraio»: sviluppo sostenibile tra economia, ambiente e società; culture, identità e stili alimentari; agronomia, nutrizione, economia del cibo; Milano/Italy tra smart e slow city. Oltre seicento gli interlocutori che si confronteranno durante le varie sessioni di lavoro: «Avremo anche molte personalità internazionali — annuncia Martina — a partire dal direttore della Fao, José Graziano da Silva. Ci collegheremo poi con San Paolo in Brasile per ascoltare la testimonianza dell’ex presidente Lula: il progetto Fame Zero che il suo governo aveva lanciato alla fine degli anni go resta un’esperienza unica al mondo sul versante della lotta alla fame, alla quale vogliamo ispirarci». Ancora: oltre a molti ministri che stanno lavorando su progetti di Expo, ai sindaci a partire da Giuliano Pisapia e Piero Fassino, presidente dell’Anci, e agli amministratori, saranno al lavoro 42 fra ricercatori e borsisti del Laboratorio Expo che, coordinato da Salvatore Veca, è attivo da due anni. Infine, sono attesi i massimi rappresentanti delle imprese dell’agroalimentare italiano, le associazioni ambientaliste e del terzo settore, personalità come don Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli, che presiede l’Osservatorio contro le agromafie e Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione (entrambi si occuperanno di trasparenza e legalità).

Per quanto invece riguarda i tavoli, ci sarà ad esempio il rettore del Politecnico Giovanni Azzone a coordinare quello sul post Expo, Andrea Segrè di Last Minute Market guiderà quello sullo spreco alimentare, Marta Dassù il tavolo sul ruolo delle donne e il progetto Women for Expo, l’ex nazionale Demetrio Albertini quello su sport, benessere e salute. Ci saranno poi gruppi di lavoro sulla biodiversità, sulla contraffazione alimentare, sulla tutela delle provenienze geografiche degli alimenti, sul diritto al cibo (che sarà coordinato dal delegato della Fao per Expo). Certo, rimane il dubbio che ci si fermi alle molte parole e alle belle intenzioni.

«Io credo — ribatte il ministro Martina — che riusciremo a evitare questo rischio se avremo la forza di mobilitare, anche attraverso l’iniziativa del 7 febbraio, la consapevolezza che questa Expo riguarda tutti e che le migliori energie del Paese devono mobilitarsi su questi contenuti». insiste Martina: «La Carta di Milano dovrà essere negli anni a venire una bussola per i governi e per i singoli cittadini, dovrà orientare comportamenti personali e scelte politiche». Su cosa, ad esempio? «Penso al tema dello spreco domestico: chiunque verrà a visitare Expo dovrà uscire sapendo quanto si butta via, quanto si potrebbe meglio usare il cibo e quanto ciascuno può fare a partire dal frigorifero di casa propria».
C’è poi la questione del post Expo, legata non tanto all’utilizzo dei terreni. Martina anticipa l’intenzione del governo: «Vogliamo che l’Italia completi la sua strategia di posiziona-mento globale sul tema dell’alimentazione. A Roma ospitiamo la Fao; a Milano, su quest’area, realizzeremo una realtà che faccia formazione internazionale».
 
La pagina del Corriere della Sera con l'intervista al ministro Maurizio Martina
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