L'export dei vini italiani a +8,1% in soli 9 mesi e un vero boom per le bollicine

I dati sono stati elaborati dall'Osservatorio economico italiano dei vini (Ovse)

08/10/2013

L'export dei vini italiani a +8,1% in soli 9 mesi e un vero boom per le bollicine

Strà di Venezia 8 ottobre 2013. Sono stati presentati domenica scorsa a “Bollicine Forum degli Spumanti made in Italy”, a Villa Foscarini a Strà di Venezia il rapporto sull'export dei vini italiani “bollicine&spumanti” a cura dell'Osservatorio economico italiano dei vini (Ovse), presieduto dal suo fondatore, Giampiertro Comolli.

I dati parlano chiaro e segnalano un vero boom: al 30 settembre 2013 segna un +8,1% rispetto allo stesso periodo del 2012, con le bollicine che arriva a un +14% in volume e a un +16,4% in fatturato. Di questo passo -segnala il rapporto- a fine 2013 si potrebbe registrare un record assoluto: superare la soglia dei 35 mld/euro del fatturato agro-alimentare all’estero, con i vini molto prossimi a 5 mld/euro, avvicinandosi al leader mondiale Francia che mantiene le posizioni.

Ma si avvicina un altro problema: molti brand “tricolori” incrementano il fatturato di imprese straniere. “Italianstyle” e “madeinItaly” hanno bisogno di chiarezza per il consumatore mondiale.

“Bisogna superare i disciplinari Dop-Igp – precisa Giampietro Comolli, a nome dell’Ovse- in un mondo consumistico globalizzato. Valgono nei soli 28 paesi europei, e non sempre. In attesa dell' Expo2015 sarebbe importante presentare una legge ad hoc, su cosa si intende per “made in Italy”, su “Dieta italiana” attivando nel contempo una azione nazionale “anti-pirateria”. Questo dovrebbe essere un impegno prioritario del Governo, ciò creerebbe occupazione, si darebbe un aiuto ad uscire dalla crisi e si valorizzerebbero i veri asset nazionali”.

Una previsione dell'Osservatorio economico italiano

Ovse lancia la previsione per il 2013: l’ortofrutta e il vino arriveranno a superare i 9 mld/euro di fatturato, una crescita superiore in valore rispetto ai volumi.

Consumi spumanti italiani

L’Europa, con UK, Austria e Germania in testa, recupera in modo sostanziale con un +7,7% dei consumi di spumanti nazionali dopo un periodo di stasi grazie alla GD; i paesi terzi, con Russia, Canada e Usa in testa, rispondono con un +16,8% in quantità, con incrementi ottimi nei canali horeca. Risolte le questioni su dazi e scelte degli importatori, si sono aperte le frontiere in Russia e Cina. Per il vino e per l’alimentare, il mercato Usa è quello più favorevole grazie anche alla ripresa delle importazioni di salumi e formaggi. Asti e Brachetto d’Acqui docg hanno riguadagnato il terreno perduto ritornando ai volumi dei primi 9 mesi del 2010, buon segno. Il Prosecco (docg, doc e spumante) rappresenta circa il 66% dei volumi esportati.

“Segnale importante seppur in “riflessione” – conferma Comolli – perché in momenti di crisi generale, con Australia, Cile, Spagna, Argentina in pieno ribasso dei prezzi alla fonte, cresce il valore reale e percepito dei prodotti tricolore. Per questo che la bandiera italiana deve essere posta solo su confezioni realmente prodotte/commercializzate dall’Italia, con attenzione alle strategie aziendali”.

In ordine, Germania, Usa, UK e Russia consolidano la leadership e puntano a raggiungere globalmente i 120 milioni di pezzi consumati nel 2013 pari a un giro d’affari oltre 1 mld/euro. Buoni riscontri arrivano anche da Austria, Svizzera, paesi del nord-est Europa e Canada rappresentando circa il 26% del consumo di bollicine italiane. In questi mercati è molto agguerrita la concorrenza degli spumanti francesi e spagnoli. Se il trend dei 9 mesi prosegue, Ovse presume che nel 2013 saranno consumate nel mondo oltre 290 milioni di bottiglie italiane, per un controvalore sul mercato di poco inferiore ai 3 mld/euro. Ovse registra anche un forte calo dei prezzi mondiali dei vini e bollicine: nell’ordine del 3-5% alla fonte e del 6-8% al consumo, compreso le promozioni.

Sul mercato nazionale vince ancora la discontinuità e infedeltà, complice la rinuncia, il risparmio, gli acquisti prossimali. In forte diffusione le promozioni continue e l’allargamento della gamma di prodotti in vendita promozionale con sconto prezzo o sconto quantità in tutte le catene GDO che garantiscono quasi stabili i volumi e il fatturato. Ancora in fase calante i consumi al ristorante, tiene il consumo al bar-diurno. In sintesi, i consumi nazionali di vini con bollicine registrano un calo, sia per quelle nazionali che di importazione, con una spesa globale quasi stabile: Cava e alcune etichette francesi sono stabili di prezzo e volumi, Champagne è ancora in leggero calo di volumi e in valore, un totale di circa 6 milioni di bottiglie. Per gli spumanti nazionali, confermando il trend dei primi 9 mesi, si stima un consumo inferiore a 140 milioni di bottiglie ( -2,6%) e un giro affari intorno a 740 mil/euro ( -1,1%) rispetto all’anno 2012.

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