L'Italia candida Parma città creativa Unesco per la Gastronomia

Ora si apre il negoziato internazionale che si concluderà l’11 dicembre prossimo

12/07/2015

L'Italia candida Parma città creativa Unesco per la Gastronomia
Parma 12 luglio 2015. Lo scorso mese di marzo la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, presieduta dal prof. Giovanni Puglisi, aveva deliberato di candidare "L'arte dei pizzaiuoli napoletani" nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO.

Ora la stessa Commissione candida nella lista Unesco delle città creative per la sua Gastronomia la città di Parma, dove, tra le tante eccellenze gastronomiche, spiccano quelle del Prosciutto di Parma e del Parmigiano Reggiano

Il ministro Martina: «Parma rappresenta un esempio di quel saper fare agroalimentare italiano che tutto il mondo ci invidia»
Ed è stato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, a commentare così la candidatura di Parma: «Parma rappresenta nell’immaginario collettivo un esempio di quel saper fare agroalimentare italiano che tutto il mondo ci invidia. Siamo certi che nei prossimi mesi potremo dimostrare ai valutatori dell’Unesco le qualità uniche dei prodotti tipici agro-alimentari di questa zona».
Poi il ministro Martina sottolinea che «È questo un altro modo per valorizzare a livello internazionale le nostre produzioni tipiche, a partire dal Parmigiano reggiano: penso sia anche uno degli strumenti più efficaci anche per contrastare l’Italian sounding, facendo comprendere al pubblico mondiale che dietro al nome di un prodotto c’e una storia, c’è una identità culturale fatta anche del rispetto dell’ambiente e della terra, e sono queste le differenze che rendono unico il nostro agroalimentare».

Ora si apre il negoziato internazionale che si concluderà l’11 dicembre prossimo con l’esito della valutazione.

Il negoziato sarà condotto dal prof. Pier Luigi Petrillo
Per conto dell'Italia il negoziato sarà condotto dal giurista prof. Pier Luigi Petrillo che recentemente ha fatto ottenere il prestigioso riconoscimento dell'UNESCO alla pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria e che conduce la trattativa anche per "L'arte dei pizzaiuoli napoletani".

«Entrare nella lista — ha detto Pier Luigi Petrillo — significa ottenere un riconoscimento mondiale per le produzioni tipiche agro-alimentari, potendo così sviluppare percorsi volti a valorizzare il made in Italy». Soddisfatto di questa scelta anche il presidente della Commissione Giovanni Puglisi.

A proporre per primo la candidatura era stato il Comune di Parma e stando a quello che ha scritto l'agenzia Ansa, a perdere contro Parma è stata la città di Alba.
La commissione ha però invitato la comunità locale proponente a confrontarsi con il ministero delle Politiche agricole per riproporre di nuovo il dossier.
Per poter essere iscritti nella lista delle città creativa per la gastronomia, è necessario, infatti, dimostrare di saper coniugare nel campo alimentare sviluppo sostenibile e rispetto delle tradizioni.

Le città creative patrimonio dell’umanità
Oggi le città creative patrimonio dell’umanità sono 69 suddivise in 32 Paesi diversi. Solo 8 per la gastronomia e nessuna in Italia: Popayan (Colombia), Chengdu (Cina), Ostersund (Svezia), Jeonju (Sud Corea), Zahle (Libano), Florianopolis (Brasile), Shunde e Tsuruoka (Giappone).
Parma, dunque, sarebbe la prima città italiana inserita nella lista Unesco per la sua gastronomia.

L'Efsa assegnata a Parma nel 2002
Parma ha anche un altro primato, oltre dieci anni fa la città emiliana aveva già vinto la gara per l'assegnazione della sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - EFSA, acronimo di European Food Safety Authority, istituita nel gennaio del 2002, con sede a Parma.

In bocca al lupo Parma!
L'incontro nella sala Giunta del Comune di Parma nel giorno della candidatura di Parma
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