L'UIR - Unione Italiana Ristoratori ha un nuovo e prestigioso Presidente, Igles Corelli

I suoi piatti sono ritenuti dai gourmet esempi di genialità e alta professionalità

24/03/2014

L'UIR - Unione Italiana Ristoratori ha un nuovo e prestigioso Presidente, Igles Corelli
Albinea (Reggio Emilia) 24 marzo 2014. Da oggi l'UIR - Unione Italiana Ristoratori ha un nuovo e prestigioso Presidente, Igles Corelli, considerato un Genio della cucina italiana d'autore, un Maestro “portabandiera della cucina che ama definire “garibaldina”", come scrive Giorgio Dell’Arti per il Catalogo dei viventi 2015 (in preparazione), leggete in fondo pagina.
Per Corelli l’Italia è come una grande regione, dove in ogni luogo e territorio si può trovare gli alimenti migliori.
La sua cucina è sempre stata avanti rispetto ai tempi perchè l'uomo è capace di cucinare col cuore e con la testa.
Un perfetto timoniere di una associazione di cuochi come l'Uir, che nata nel lontano 1971 è ancor oggi leader in Italia nella promozione della migliore cucina italiana di qualità.

La cucina di Corelli è golosa e nel contempo generosa in perfetta sintonia con la filosofia della ristorazione dell'UIR che si basa, principalmente, sulla valorizzazione delle migliori materie prime.

Una filosofia quella della UIR che punta a valorizzare la creatività di ogni cuoco e le loro capacità imprenditoriali. Una cosa che è innata nel neo-Presidente che da tre anni è chef e patron del ristorante Atman situato a Pescia in provincia di Pistoia ma che entro l’estate si trasferisce con tutta la sua brigata nella stupenda villa Rospigliosi a Spicchio di Lamporecchio ad una manciata di chilometri dall'attuale location.
 

I vertici dell'Uir riuniti ad Albinea: Mario Palmieri, Gianfranco Isola, Igles Corelli e Savino Vurchio
 
Ma dalla presidenza dell'Uir lo chef stellato Corelli già pensa alla sua voglia di internazionalizzare la cucina italiana e spiega i prossimi suoi passi che sono anche un messaggio di speranza per una ristorazione che non si arrende alla crisi: «Assieme ad altri -dice Corelli- apriremo un ristorante a Mosca ed uno a Pechino. Il primo sarà nella capitale sovietica. Stiamo pensando alla squadra, poi lo sbarco in Cina. Da quelle parti ci sono stato non tanto tempo fa dove ho preso parte ad un seguitissimo talk-show. Proprio tra Russia e Cina ci sono i nuovi ricchi e in quei luoghi la cucina italiana va fortissimo». E lo diventerà sempre di più con gli stimoli dell'intera grande famiglia dell'Unione Italiana Ristoratori.

Una strada che l'Uir già ha intrapreso: in questi ultimi anni, sotto la direzione di Savino Vurchio, l'Associazione si è rinnovata e ha intessuto rapporti internazionali, ha aumentato considerevolmente il numero dei soci e l'UIR ha ampliato l'arco dei suoi riferimenti culturali ed eno-gastronomici.
Ne sono testimonianza la nascita del sito Saporie, la collaborazione con il Gruppo del Sole 24Ore attraverso i Corsi professionali, le iniziative con il gastronauta Davide Paolini, la partneship con importanti Enti Fieristici e la partecipazione ai più prestigiosi eventi gastronomici della Penisola, ultimo dei quali la grande serata svoltasi recentemente presso la sede Rai di Via Asiago a Roma in occasione della Festa della Donna.
Una eredità che ora spetta a Corelli, al gruppo dirigente dell'Uir e a tutti gli chef soci ampliare e valorizzare ancora di più con sapienza e professionalità.

Il nuovo consiglio U.I.R. sarà così composto: Gianfranco Isola (nella foto con Corelli), del ristorante La Pineta di Genova Presidente Onorario, Igles Corelli dell’Atman di Pescia (PT) Presidente, Bruno Marsico del Globe di Milano, Massimiliano Masuelli della Trattoria Masuelli di Milano, Massimo Martina de Il Fiorile di Borghetto Borbera (AL), Diego Baro de L’Erbaluce di Caluso (TO), Antonio Corrado del Napoleon di Ancona, Massimo Spallino de La Vecchia Stazione di Canove (VI), Bruno Cingolani del Dulcis Vitis di Alba, Fabrizio Albini del Presidio di Ferrara, Gianni Addonizio del Tartufo di Revere (MN) e Salvatore Perrone del Benita di Cogoleto (GE).

Al temine stasera del Summit dell'Associazione, che ha portato alla nomina del neo Presidente Corelli, presso la Cantina Canali di Albinea si è svolta una raffinata cena preparata dagli chef-soci dell'Uir capitanati da Fabrizio Barontini, chef di spicco dell'associazione e coordinatore nazionale di Chef for Events.

I numerosi soci chef Uir presenti, tra gli altri ne citiamo solo alcuni, Irina Freguia del Ristorante Al Fritolin di Venezia; Matteo Scibilia, patron dell'Osteria della Buona Condotta, Tano Simonato, del ristorante “Tano passami l’olio” di Milano, pioniere dell’olio di qualità nella ristorazione, Diego Baro, chef e patron del ristorante l'Erbaluce di Caluso a Torino, Ivan dell'Hostaria di Fontanelle e tanti altri, tutti si sono trovati davanti un ricco buffet preparato con i prodotti dell'ampia linea Sapori&Dintorni Conad, i prodotti Alce Nero e i vini Righi con l'immancabile Pignoletto per un saluto e un cin, cin tutto goloso dedicato al neo Presidente Igles Corelli!
Auguri al Presidente Corelli e Buon lavoro a tutto il nuovo Consiglio direttivo anche da parte della redazione di INformaCIBO.
 
  Una recente foto di Igles Corelli durante la manifestazione internazionale Idendità Marche
con Vincenzo Spinosi, inventore degli Spinosini
 

Biografia di Igles Corelli scritta da Giorgio Dell’Arti per Catalogo dei viventi 2015 (in preparazione)
scheda aggiornata al 14 marzo 2014

E' nato ad Argenta (Ferrara) 5 marzo 1955. Cuoco. Due stelle Michelin (2011). Dal novembre 2010 chef patròn del ristorante Atman a Pescia (Pistoia). Noto al grande pubblico per la partecipazione a trasmissioni su Gambero Rosso Channel (Il gusto di Igles, La Scuola – Cucina di classe) e partecipazioni su Rai e Mediaset.
• Numerosi i libri, fra cui: In cucina con Igles Corelli (GamberoRosso Grh, 2004), Selvaggina (Gribaudo, 2004), Con il cucchiaio (Gribaudo, 2005), Barbecue d'autore (Gribaudo, 2007), Rosso pomodoro (Bibliotheca Culinaria, 2008), Di zucca in zucca (Bibliotheca Culinaria, 2009), La mia cucina garibaldina (Gribaudo, 2011).
• Al termine della scuola alberghiera, a 19 anni lavora nel ristorante di famiglia, poi s'imbarca sulle navi da crociera.
• Negli anni 80 è alla guida de Il Trigabolo ad Argenta (Ferrara): consegue per la prima volta una stella Michelin e il locale è considerato uno dei tre ristoranti migliori d'Italia, il primo sul piano dell'avanguardia.
• Dal 1996 è chef e patron a La locanda della Tamerice a Ostellato (Ferrara), poi dopo 14 anni apre il ristorante Atman a Pescia (Pistoia).
• È il portabandiera della cucina che ama definire “garibaldina”: «Io non credo nella cucina regionale o a Km 0, perché per me l’Italia è come una grande regione, dove trovare gli alimenti migliori. I miei piatti aspirano a essere questo: tutte le materie prime devono rappresentare il meglio dell’Italia. Per questo la mia cucina è garibaldina, mi piace unire l’Italia sotto lo stesso piatto» [Italian Talks, 15/2/2013].
• Ama la griglia e la cacciagione: «La passione viene da mio nonno, comunista sfegatato, che durante il fascismo non prendendo la tessera per poter mangiare faceva il bracconiere, andava a Comacchio e rubava le anguille, cacciava di frodo, aveva addirittura il barchino tutto rosso, pure sei mesi di galera ha fatto. Ricordo i nomi: Mingoccio e Buaren. Il primo era mio nonno e il secondo era l’amico addetto alla barca, erano tutti e due dei corridori facevano i 100 metri in 12 netti, visto che scappavano di continuo dalla polizia fascista… Tutta la passione per quei sapori e odori la devo a mio nonno» (Luciano Pignataro) [WineBlog, 24/2/2013].
 
Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner