MEET IN CUCINA fa tappa nelle Marche, sfida vinta!

24/10/2017

di Eleonora Lopes   foto di Andrea Straccini
 
Dopo tre edizioni abruzzesi, il meeting dei cuochi è approdato a Senigallia. Al centro dell’evento, la cucina marchigiana e suoi grandi prodotti raccontati da eccellenti ambasciatori​
Massimo Di Cintio e il presidente Rocco Pozzulo
Passionali, dotati di grande tecnica, vitali e vogliosi di spaccare, si presentano così i cuochi protagonisti della prima edizione di Meet in Cucina Marche, con la loro cucina che è un mix di profumi e grandi ingredienti che legano la terra al mare.
 
Dopo tre edizioni in Abruzzo e più di duemila presenze, non era facile replicare questi numeri e invece ce l’hanno fatta. Sfida vinta per la tappa marchigiana di Meet in Cucina, il meeting ideato dal giornalista Massimo Di Cintio dedicato al mondo dei cuochi e della ristorazione regionale. Con le Marche, Meet da il via al suo percorso di sviluppo anche negli altri territori italiani, secondo un format finalizzato alla valorizzazione della cucina e dei prodotti agroalimentari locali. Il congresso si è svolto nel centro storico della bellissima Senigallia all’interno del teatro La Fenice ed è stato promosso in collaborazione con: l’Unione Regionale Cuochi Marche e con la partecipazione istituzionale di Comune di Senigallia, Camera di Commercio di Ancona,  Confcommercio Marche Centrali e Federazione Italiana Cuochi e partner tecnici come Electrolux, Pentole Agnelli, Acqua Panna S. Pellegrino, oltre a un gruppo di altre aziende locali del mondo del vino e del food.
 
 «Meet in Cucina –ha spiegato l’ideatore Di Cintio- accende i riflettori sulla ristorazione marchigiana e sulle sue eccellenze agroalimentari, con l’obiettivo di stimolare in maniera diffusa il concetto di “qualità” della proposta gastronomica e dell’accoglienza attraverso il trasferimento delle conoscenze dai cuochi relatori di maggiore successo agli altri colleghi cuochi e ristoratori della regione, divulgando l’adozione di “buone idee e di buone pratiche”».
 
A salire sul palco si sono alternati i big delle Marche, Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, e i loro super colleghi: Danilo Bei, Stefano Ciotti, Errico Recanati, Michele Biagiola, Lucio Pompili. Ma non solo, direttamente da Gargnano, in provincia di Brescia, c’era anche Stefano Baiocco, marchigiano doc, alla guida del ristorante 2 stelle Michelin, Villa Feltrinelli.

Dopo i saluti di Rocco Pozzulo, presidente nazionale Federazione Cuochi e di Luca Santini, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Marche, ad aprire il meeting è stato Lucio Pompili chef del Symposium Lab, Cartoceto, (PU), definito il “padre dei cuochi marchigiani” che ha presentato dei piatti a base di cacciagione, i Cappelletti in doppio brodo di beccaccia e Beccaccia della Santa Alleanza.

Poi è stata la volta di Danilo Bei, ristorante Emilio, Fermo, 1 stella Michelin; nato 52 anni fa, è un luogo dove la cucina si fonde perfettamente con l’arte. E infatti, come i migliori jazzisti, Danilo ha presentato 3 piatti incentrati sulla tecnica dell’improvvisazione: Bottoni di alici e burrata, Scampi al vino e lavanda, Cicale di mare e crema di finocchietto selvatico.
Mauro Uliassi
Poi è stato il turno di un cuoco, che insieme ad un altro collega, ha portato il nome delle Marche nel mondo. Parliamo di Mauro Uliassi, dell’omonimo ristorante a Senigallia, 2 stelle Michelin. Travolgente e passionale come sempre, Uliassi ha raccontato del grande valore che rappresenta la memoria del gusto che ci serve per esplorare l’ignoto. Uliassi ha portato per il Meet: Il mare dentro, Acqua di conditella, rane e lumache e Collo e testa del rombo. A seguire Errico Recanati, Andreina, Loreto, 1 stella Michelin, un ristorante alla terza generazione che rappresenta un punto di riferimento della gastronomia marchigiana, dove la cottura alla brace la fa da padrona. Nelle Marche se si parla di cottura allo spiedo si parla di Andreina, un connubio indissolubile. Recanati, con la sua solita energia, ha presentato degli ingredienti della tradizione di questo territorio naturalmente rivisitati in chiave moderna: La patata del Conero, Brodo di tenera ascolana, ravioli di tordo allo spiedo, pomodoro e limone e Pensando ad un vincisgrasso.

Poi è stata la volta di Michele Biagiola, Signore te ne ringrazi, Montecosaro, (An), la sua è cuna cucina molto vegetale, delicata, elegante, non disdegna la carne, ma il suo mondo sono le verdure. Biagiola ha portato La pizza, considerandola, in dimensione ridotta, come piatto da portata, Il minestrone e La cassetta delle primizie. Poi è toccato a Stefano Baiocco, tornato nelle sue Marche appositamente per Meet. Per lui che si è formato dai maestri del calibro di Ducasse, Adrià e Barbot, talento e tecnica sorprendenti, bisogna solo stare ad ascoltarlo. Baiocco ha presentato ben 5 piatti: Insalata in trota salmonata, La frittura di gamberi, Il tiramisù…di porcini, La burrata affumicata e Il tartufo. Poi è salito sul palco Stefano Ciotti, Nostrano, Pesaro che ha conquistato la stella Michelin lo scorso anno. Uno chef vivace ed eclettico, una cucina prettamente di mare la sua ma sul palco di Meet Ciotti ha voluto presentare i prodotti tipici del suo territorio che è a confine tra Marche e Romagna come: Barbecche, (una radice tipica di questa zona), barbecche fermentate, tartufo, Riso al verdicchio, burro alle noci, cioccolato bianco e Cefalo, pinoli del San Bartolo, sedano, alghe.

A chiudere, l’altro big delle Marche, Moreno Cedroni, Madonnina del Pescatore, Senigallia, 2 stelle Michelin, colui che ha inventato il “susci” all’italiana, nella sua cucina apparentemente giocosa, l’oriente e le sue contaminazioni non mancano mai, nello stesso tempo però sono sempre presenti i pesci dell’adriatico. Per Meet ha cucinato: Dumpling di seppia, brodo di moscioli selvatici e cumino, Cefalo marinato in soia di miele e caffè, salsa di mandorle, melissa e macadamia e Frittatina alle cappole, brodo di bucce di pannocchie e cavolo viola fermentato.
Moreno Cedroni
Si chiude così con un’iniezione di energia e freschezza, il sipario della tappa nelle Marche di Meet in Cucina. Una regione che è apparsa unita, compatta, con istituzioni attente e sensibili al settore enogastronomico, consapevoli che rappresenta uno dei volani per la crescita economica di questa regione e di tutta la nazione.
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