Melegatti: una campagna social per salvare l'azienda, #NoiSiamoMelegatti

05/12/2017

70 dipendenti, senza paga da agosto, hanno accettato di riprendere la produzione senza essere pagati. Con l’hashtag #NoiSiamoMelegatti è partita la gara di solidarietà: “Comprateli”
Melegatti, il dolce simbolo di Verona, è in crisi con 12 milioni di debiti verso le banche, più 10,5 verso i fornitori e 5 milioni di stipendi arretrati.

E' quindi in concordato preventivo.
Melegatti: una campagna social per salvare l'azienda, #NoiSiamoMelegatti
Il giudice e i commissari che stanno curando oggi la procedura fallimentare avevano una possibilità per salvare l’azienda riaprire e vendere a Natale più di 1 milione e mezzo di pandori, in modo da pagare le morosità, utenze, fornitori e stipendi arretrati.

E così lo scorso 25 novembre è ripresa la produzione nello stabilimento di Melegatti: solo panettoni e pandori classici, senza creme o ricette particolari, in modo da utilizzare il packaging già disponibile in magazzino, accorciando tempi e costi. Anche i fornitori hanno fatto la loro parte, anticipando le consegne di uova e burro

70 dipendenti, senza paga da agosto, hanno accettato di riprendere la produzione senza essere pagati.

Sfornato il primo pandoro, è partita la campagna social. Gli hashtag #noisiamomelegatti e #savemelegatti, messaggi via Whatsapp, post su facebook e si è subito attivato il tam tam di solidarietà per spingere le vendite.

La campagna natalizia certamente non basterà a risolvere i problemi economici e finanziari dell'azienda veronese ma dà il segnale di una continuità necessaria per una azienda che non vuole fallire.

Anche noi di INformaCIBO ci associamo a questa campagna di solidarità.
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