Milano dedica all'enologo e giornalista Luigi Veronelli una via nel quartiere Isola

La cerimonia d'intitolazione è in calendario lunedì prossimo alle ore 11

24/11/2015

Milano dedica all'enologo e giornalista Luigi Veronelli una via nel quartiere Isola
Milano, 15 settembre 2015 - Milano dedica a Luigi Veronelli una passeggiata nel quartiere Isola, lo stesso in cui il giornalista nacque e trascorse la sua infanzia.

A portare il suo nome sarà la passeggiata tra piazza Gae Aulenti e via Gaetano de Castillia, dove ha trascorso parte della sua vita. La via sarà inaugurata lunedì prossimo (ore 11.00).

"Dedicargli una strada di Milano ci è sembrato un doveroso riconoscimento", ha dichiarato nei giorni scorsi il sindaco Giuliano Pisapia, e "farlo nell’anno di Expo è anche un segnale forte dell’attenzione che la nostra città dimostra sul tema dell’alimentazione".

Veronelli "ha dedicato la sua carriera lavorativa alla diffusione della conoscenza del patrimonio enogastronomico italiano e alla difesa dei piccoli produttori e della qualità. Ha portato nelle case di tutti noi - ricorda ancora il sindaco -, con parole semplici e inchieste suggestive, due delle ricchezze del nostro Paese, quelle che tutti nel mondo ci riconoscono e che portano centinaia di migliaia di persone ogni anno in Italia: il cibo e il vino di qualità".

Riportiamo in questa occasione, riprendendolo dal sito del “Seminario permanente Luigi Veronelli”, un breve scritto di Veronelli sulla cucina della sua città, tratto dalla sua prefazione al libro “La cucina milanese” di Fabiano Guatteri edito da Ulrico Hoepli Editore.
“La cucina di Milano è tutt’altro che urbana. È contadina. Ha le basi nel verzèe – o, più preciso, nei buli di verzèe, mercatini di verdure che penetravano ogni giorno le periferie – e nei semplici prodotti dei campi, dei rivi d’acqua, degli stagni, delle brughiere, dei terreni incolti, delle vigne, dei boschi, se non solo milanesi, lombardi (castagne fresche e secche, asparagi selvatici e di vigna, i gamber del Langher, le lumache, i rann…) che si acquistavano nelle cantarane tutt’attorno alla mia città”.
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