Milano Expo 2015: idee, obbiettivi. Una grande sfida.

Palazzo Italia sarà il biglietto da visita del nostro paese

06/03/2015

Milano Expo 2015:  idee,  obbiettivi. Una grande sfida.

Più si avvicina il giorno di apertura, più cambia la visuale dell’Expo. Stanno scomparendo i carichi di terra e di cemento, gru e ruspe in azione, mentre incominciano a delinearsi forme e strutture delle installazioni che si estendono su un cantiere di un milione di metri quadrati, all’opera quattromila operai. Si intravedono già le strutture individuali dei Padiglioni dei Paesi Ospiti, ma anche le strutture destinate ad ospitare paesi diversi che tratteranno un tema omogeneo, i cluster. Gli occhi del mondo ci seguono, anche il New York Times ha decretato che la città da visitare quest’anno è Milano.


La sfida è che i visitatori dell’Expo decidano di restare a Milano e dintorni anche dopo la visita all’Expo e che programmino di tornarci nei prossimi anni. Le luci della ribalta presentano appuntamenti a non finire. In apertura il 1° Maggio la Turandot al Teatro della Scala, la Mostra monografica dedicata a Leonardo da Vinci (1452-1519) che si terrà a Palazzo Reale, quella su Giotto (1267-1337) a partire dal 2 settembre. Anche lo sport vuole la sua parte: l’arrivo del Giro d’Italia il 31 maggio ed i campionati mondiali di canoa e sci nautico che si svolgeranno all’Idroscalo dal 19 al 23 agosto. Da Maggio a Ottobre la grande ruota di luce , un giro nel cielo di Milano che permetterà di ammirare dall’alto il panorama della città e partecipare ad un concorso fotografico. Tutto questo in un rincorrersi di visite, gallerie, negozi, showroom.

Da segnalare la edizione speciale “Expo a Monza”: il Festival degli Orti che si terrà nei Giardini delle Serre della Villa Reale di Monza dal 13 al 24 maggio (ingresso libero). Nei dieci giorni di questo Festival si terranno corsi, seminari, esposizioni, partendo dalla presentazione della terra (ovvero dell’orto) e dell’architettura rurale e urbana. In una di queste sezioni esperti internazionali si confronteranno sul tema dell’agricoltura in città, esponendo una critica positiva sull’impatto dell’alimentazione, sulla produttività, sulle filiere corte. Verrà pure installata una cucina all’aperto dove i cuochi si sfideranno creando piatti e ricette con i prodotti dell’orto. A Vigevano, il Castello Visconteo ospiterà un reportage fotografico riguardante la Lomellina terra di riso da oltre cinque secoli.

Palazzo Italia sarà il biglietto da visita del nostro paese. L’eredità di Expo 2015 diventerà la “Carta di Milano”, un protocollo per tutti i paesi che decideranno di aderirvi e che, a conclusione della manifestazione, verrà presentato alla sede dell’ONU di New York per la definizione dei nuovi obbiettivi del Millennio. Sarà una carta di intenti su cosa mangiamo e come mangiamo per sensibilizzare governi e istituzioni al fine di siglare un accordo di propositi sull’alimentazione, proponendo quote di abbattimento  della quantità di cibo sprecato nel mondo, l’attuazione di riforme agrarie, riforme alle speculazioni, difesa della biodiversità, in poche parole una agricoltura globale più sostenibile senza un eccessivo sfruttamento della terra. Rendere il più trasparente possibile la filiera alimentare su temi fondamentali quali la qualità e la peculiarità del cibo, la lotta alla fame, l’educazione ad una sana alimentazione che metta in contrapposizione la malnutrizione all’obesità. Definire che il cibo deve essere considerato un bene comune che porti a  trovare un punto di equilibrio di  pace nel mondo.

Fra i paesi ospiti troviamo il padiglione della Santa Sede. L’obbiettivo preposto è di  concentrare l’attenzione dei visitatori sulla rilevanza simbolica del nutrire – nutrimento dell’anima e del corpo - che sfocia in una potenzialità sociale. Viene presentato uno spazio di riflessione attorno alle problematiche che ancora oggi sono connesse al nutrimento, all’alimentazione e/o alla sua carenza, sul tema di ispirazione cristiana “Non di solo pane” ; il valore universale della solidarietà e della condivisione per costruire un futuro accettabile per tutta l’umanità. Giovanni Paolo II parlò di “paradosso dell’abbondanza, ovvero c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare”.


L’attuale Expo ha come soggetto il cibo, ma che cosa proponeva l’Esposizione di Milano del 1906? Venne aperta dal 28 aprile all’11 novembre.  Tema: i trasporti. L’immagine significativa fu  l’apertura del traforo transalpino del Sempione con una linea ferroviaria  che  proprio quell’anno permetteva di arrivare in treno da Milano a Parigi.  
Una esposizione dedita al progresso. Se l’argomento principale verteva su trasporti terrestri, marittimi e fluviali, si mettevano in risalto ben altre modernità, fra le quali la cura del corpo, trascinando il mondo in una consapevole civiltà sull’importanza della conoscenza e della pratica dell’igiene. Sotto questo titolo possiamo inserire la prevenzione, il diffondersi di una profilassi per prevenire le malattie infettive, la conquista della antisepsi nell’ambiente chirurgico, l’ingegneria sanitaria, la sterilizzazione degli strumenti. Vennero poste in rilievo la solidarietà sociale e la previdenza. Passo dopo passo si arrivò all’uso dell’acqua per la refrigerazione, al controllo dell’umidità, ad una maggiore salubrità nei luoghi di lavoro mediante l’aspirazione di pulviscoli, ai disinfettanti. Tutto questo – ed anche di più – dette vita alla prima Clinica del Lavoro proprio a Milano. Per l’occasione fu inaugurato l’Acquario Civico Lombardo; grande successo ebbe il Parco Aerostatico in cui erano mostrati diversi tipi di palloni aerostatici riempiti di aria e gas.
 Non si trascurò neppure l’arte decorativa e si diede l’avvio ad una rappresentazione di lavori concernenti le arti industriali. Per le arti decorative il Gran Premio mise in mostra uno spettacolare collier, il “Maria Stuarda” ornato da 15.000 diamanti, un pizzo snodato di platino che imitava il colletto della famosa regina,  lavorato da una prestigiosa gioielleria italiana, ancora esistente in via Montenapoleone.
Anche nel 1906 Milano emergeva con un  profilo di  metropoli dinamica, dove la tradizione si accoppiava ad una gigantesca spinta verso il futuro.
 

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