Nasce Wapple da un blend fra mela ed uva

E’ il nuovo aperitivo del Consorzio Ortofrutticolo Belfiore

05/10/2014

Nasce Wapple da un blend fra mela ed uva
di Mariella Belloni
Verona, 5 ottobre 2014. Un evento esclusivo in occasione del lancio di Wapple, prodotto del mondo beverage assolutamente nuovo. Una preview, prima del lancio sul mercato internazionale, riservata ad un selezionato e privilegiato gruppo di ospiti. Le sale di Palazzo Maffei, che si affaccia su Piazza Erbe, una delle più belle piazze d’Italia, hanno fatto da affascinante cornice all’anteprima di Wapple, una novità assoluta nel mercato che rispecchia la territorialità, e le caratteristiche organolettiche uniche, l’originalità, essere fresca e giovane, e dalle proprietà salutistiche quali la presenza di proprietà antiossidanti con un contenuto di zuccheri inferiore, minore gradazione alcolica, presenza di vitamine e similari. La nuova bevanda si rivolge prevalentemente ad un pubblico che ama la freschezza, la naturalezza, l’innovazione. Un pubblico di respiro internazionale, date le sue caratteristiche frizzanti e di bassa gradazione alcolica.

Non è un sidro, non è un vino, è semplicemente Wapple. Frizzante con un perlage armonico, equilibrato, leggermente alcolico, 8° il suo tenore, fresco; è la bevanda che il Consorzio dei produttori di mele di Belfiore ha pensato per i giovani, per chi non ama i vini corposi e per chi gode nello sperimentare abbinamenti innovativi con i cibi. Per il 49% è composto di succo di mela, per il 51% di vino, prodotto con uva Garganega: insieme fermentano in autoclave per un mese e poi vengono lasciati a riposare in bottiglia per altri 3. “Intanto lo testiamo nel mercato italiano – ha chiarito Antonello Marconi, presidente del Consorzio – ma saremo al prossimo Vinitaly per presentarlo agli operatori internazionali. Ci stiamo muovendo per essere presenti anche ad Expo 2015”. Un’intuizione che ha l’obiettivo di andare ad inserirsi nella fascia di mercato delle gradazioni alcoliche medio-basse, ma anche un’alternativa ad un mercato che offre poche soddisfazioni tenuto conto degli ultimi prezzi delle mele. “Creiamo valore aggiunto – conferma Marconi – e, introducendo un prodotto trasformato, offriamo un’alternativa ai nostri agricoltori”.

Quando la mela prende vita, s’immerge nell’uva ed incontra una nuova dimensione nasce un prodotto fresco, effervescente, dalla bassa gradazione alcolica in grado di donare nuove sensazioni emozionali a chi ama sognare gusti ricercati e sapori sconosciuti mai provati prima. Due elementi naturali unici, la mela e l’uva, si sono incontrati per dare nuova vita ai momenti conviviali e per accompagnare la tavola con sapori nuovi.
 
Com’è nato Wapple?
Il progetto che ha portato alla creazione di Wapple è iniziato nel 2009 dalla volontà del COB, consorzio ortofrutticolo di Belfiore Verona, di portare delle novità nel mercato dell’ortofrutta. La collaborazione con importanti partner coinvolti nel progetto, il Dott. Alberto Marchisio (consulente enotecnico), il Dott. Giacometti di Sicuria (dell’Istituto enologico di Conegliano), Enrico Fiorini (miglior sommelier veneto AIS 2014), ha avuto inizio un’analisi approfondita per identificare un prodotto in grado di soddisfare il mercato. Dopo varie ricerche di marketing, prove sperimentali in cantina, degustazioni con autorevoli sommelier si è giunti, cinque anni dopo, alla creazione e presentazione di Wapple che, dal mese di ottobre 2014, verrà lanciato sul mercato italiano.
Il packaging di un prodotto è considerato un elemento di fondamentale importanza per il successo delle vendite: si mangia sempre prima con gli occhi e poi con la bocca! Per questo motivo Wapple viene presentato in una veste grafica volutamente forviante, per non togliere l’attenzione all’essenzialità e al gusto del prodotto. Durante la conferenza stampa di presentazione Wapple, il 30 Settembre a Palazzo Maffei (VR), i giornalisti e gli invitati presenti hanno scelto fra due differenti proposte di etichette. L’etichetta scelta in tale occasione, che vestirà Wapple in tutto il mondo, verrà presentata ufficialmente a Vinitaly 2015.
Enrico Fiorini, Sommelier Professionista – Degustatore Ufficiale AIS, ci guida all’anteprima di degustazione dei campioni di Wapple (Anteprima 1 e Anteprima 2), con Vino bianco, metodo Charmat.

Denominazione: Wapple – Anteprima 1 – Note di degustazione-
Uvaggio: Uva garganega – mela
Visivo: cristallino, colore giallo verdolino con tocchi dorati e riflessi che tendono alle note della paglia. Il perlage è di grana fine e nel bicchiere è persistente e generoso.
Olfattivo: vira sui sentori della frutta matura come la mela e la pesca a polpa gialla. La nota floreale è data da fiori bianchi come la margherita. Chiude con un ricordo agrumato di mandarino e una nuance di zucchero di canna.
Gusto-olfattivo: in bocca risponde a quello che promette al naso. Delinea subito un carattere più morbido che alcolico, predilige di più un sorso fresco che una bocca sapida. Bella e bene espressa nelle note delle durezze il carattere acido della mela, rendendolo fresco e poco sapido, con una bollicina che riesce a riequilibrare in chiusura un temperamento sbarazzino e allegro.
Potenziale evolutivo: il campione non ha al momento alcuna base di confronto, tuttavia si può presupporre che dopo l’imbottigliamento debba passare almeno 4 mesi prima di essere consumato.
Analisi conclusiva: anche se non riesce a farsi ricordare per la lunghezza della sua permanenza nel cavo orale, il campione riesce ad essere piacevole specialmente se accompagnato da prodotti di pasticceria semplice, senza creme, magari accostati a qualche preparazione che richiama per l’appunto la mela. Si consiglia di servirlo a 7° in bicchieri tipo “flùte” a gambo lungo, bevante stretto.
Punteggio assegnato: settanta sette (77)

Denominazione: Wapple – Anteprima 2 – Note di degustazione
Uvaggio: Garganega – mela
Visivo: cristallino, colore giallo verdolino con tocchi dorati e riflessi che tendono alle note del fieno. Il perlage è di grana fine e nel bicchiere è persistente e generoso.
Olfattivo: vira sui sentori della frutta matura come la mela e la pesca a polpa gialla. La nota floreale è data da fiori bianchi come la margherita. Chiude con un ricordo agrumato di mandarino e una nuance di zucchero di canna.
Gusto-olfattivo: in bocca il sorso è di bell’impatto. Il corpo alcolico non influisce sulla parte delle freschezze mentre sorprende per il nerbo che si mostra aggrappandosi al cavo orale: note minerali con un tocco di melone e di mela verde sul fondo. La bolla fa da contorno ad un buon equilibrio che riesce ad avere ed a mantenere anche con un allungo nel ritorno di bocca. Nel campione la garganega riesce ad essere una spalla insostituibile al fine del bicchiere e della bevanda. Soprattutto fresco, il campione riesce ad essere una spalla insostituibile al fine del bicchiere e della bevanda. Soprattutto fresco, il campione riesce ad essere di buona compagnia tanto nell’aperitivo, quanto a tutto pasto che si sviluppi su pesce, carni bianche o verdure. La chiusura leggermente minerale richiama la bocca ad una pulizia gradita e attesa.
Potenziale evolutivo: il campione non ha al momento alcuna base di confronto, tuttavia si può presupporre che dopo l’imbottigliamento debba passare almeno 4 mesi prima di essere consumato.

Analisi conclusiva: la lunghezza della sua permanenza nel cavo orale può anche sorprendere. Il campione deve ancora evolvere e dimostrare il suo potenziale espressivo. Si consiglia di servirlo a 6° in bicchieri tipo “flùte” a gambo lungo, bevante stretto.
Punteggio assegnato al campione: ottanta (80)
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