"Nel 2013 più stranieri che italiani nei nostri alberghi"

Secondo il monitoraggio mensile del Centro studi di Federalberghi

07/09/2013

"Nel 2013 più stranieri che italiani nei nostri alberghi"

Milano 7 settembre 2013. Il sorpasso storico è servito: per la prima volta da quando vengono rilevati statisticamente, i pernottamenti in albergo da parte di turisti italiani sono stati di meno di quelli degli stranieri.

E' accaduto finora nel 2013, da gennaio ad agosto. Secondo il monitoraggio mensile del Centro studi di Federalberghi, infatti, i turisti provenienti dall'estero in Italia hanno superato quelli italiani. "Un risultato storico, sul quale non potrà non aprirsi un dibattito, emerge in relazione alla quota di presenze dei clienti d'albergo, che per la prima volta nella storia moderna delle rilevazioni statistiche vede il sorpasso della componente estera su quella italiana, attestatasi da gennaio ad agosto rispettivamente al 50,3% per gli stranieri ed al 49,7% per gli italiani" afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.

Per la categoria è il "segno inconfutabile di come il nostro sistema ricettivo e il Belpaese nel suo insieme mantengano una forte capacità di attrarre la clientela internazionale".

Ma non sfugge come il dato rifletta inesorabilmente anche il calo della disponibilità di spesa da parte degli italiani, che evidentemente rinunciano al relax dell'albergo e al suo comfort per soluzioni più economiche o addirittura per rimanere in città.

All'interno di un B&B "Corte Sabelli" a Casalbordino (Chieti)

Proprio il difficile momento economico ha finora pesato sul giro d'affari degli albergatori. Se la componente straniera ha infatti salire le presenze dei turisti negli alberghi italiani, per l'intero 2013 si prevede un netto calo sia del fatturato che del numero di occupati del settore. "L'andamento del turismo alberghiero italiano da giugno ad agosto di quest'anno, - afferma il presidente Bernabò Bocca - rispetto allo stesso periodo del 2012, conferma il punto di frenata della crisi, riscontrato in via previsionale ad inizio estate per l'intero settore, pur lasciando sul campo perdite di fatturato e diminuzione di occupati".

"Giugno - prosegue Bocca - ha registrato un modesto +0,2% di presenze alberghiere, seguito da luglio con un +0.7% ed agosto con un +1,4% per un risultato complessivo del trimestre estivo pari ad un +0,8% determinato da un -2,7% di clientela italiana e da un +4,7% di quella estera". Se dunque si apre qualche spiraglio positivo, lo stesso non si può dire della traduzione in soldoni di queste presenze. "A fronte comunque del complessivo incremento di pernottamenti il giro d'affari anche nel 2013 subirà una flessione quantificabile al momento almeno in un -8%, in diretta conseguenza della flessione generalizzata dei prezzi, politica tariffaria obbligata dalla congiuntura mondiale. Altra nota dolente riguarda il calo di occupati che vede da gennaio ad agosto un -4,5% di lavoratori, di cui un -5,1% a tempo indeterminato ed un -4% a tempo determinato".

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