Nel 2017 i consumi alimentari faranno meglio del PIL?

01/02/2017

Nel 2017 i consumi alimentari faranno meglio del PIL?
L'anno 2017, che si è chiuso da oltre un mese, ci ha lasciato in eredità dati altalenanti dell’Azienda Italia.
Tra le stime dei diversi istituti, l’impressione è che neanche il 2016 sia riuscito a sfondare la barriera dell’uno per cento tondo di crescita del PIL.
Il leggero progresso del sistema produttivo emersi dai dati ISTAT ci ha cvonsegnato un 2016 con una crescita ancora modesta.

Come reagiscono i consumi a questo quadro macroeconomico così “tiepido”? “Il Largo Consumo Confezionato rimbalza in positivo nel bimestre ottobre-novembre, con i volumi sospinti da prezzi particolarmente deboli e dalla dinamica di discount e drugstore – commentano da IRi, società tra i leader mondiali nell’analisi dei consumi e partner di TUTTOFOOD –. Anche iper e supermercati tornano moderatamente in positivo sulle vendite. I prezzi medi in calo deprimono però i fatturati, che si evolvono in positivo ma a ritmo molto più moderato”.

Nel dettaglio dell’alimentare confezionato, IRi rileva che a novembre 2016 il totale ha sfiorato i 3,5 miliardi di euro in valore (3.499 milioni, +1,8% rispetto allo stesso mese del 2015), mentre anno su anno siamo a 40 miliardi (+0,7%). Potrebbe essere un segnale di ritrovata fiducia dei consumatori l’exploit delle carni, best performer del mese tra le merceologie tradizionali con un balzo del 9,4%, a quota 49 milioni di euro di vendite in valore, e +4,9% sull’anno progressivo con 546 milioni. In contrasto, alla piazza d’onore troviamo un comfort food come gli spalmabili dolci, che a novembre crescono dell’8,6% con vendite per 63 milioni di euro, mentre su base annua l’incremento è del 3,6% e le vendite pari a 639 milioni. Chiudono il podio di novembre i precotti che, con un +4,8% per 19 milioni di venduto, provano a contrastare il trend annuo negativo (-15,5% a 192 milioni).

Continua a viaggiare su binari tutti suoi il biologico, che a novembre incassa 106 milioni di euro e cresce ancora a doppia cifra – +15,8% – mentre sull’anno le vendite in valore aumentano addirittura di oltre un quinto (+20,8%) portando il totale ben al di sopra del miliardo (1.161 milioni di euro). Il beverage è sostanzialmente stabile nell’arco dell’anno (-0,2% con vendite per 2.636 milioni di euro) mentre a novembre 2016 cala del 2,2% con un valore del venduto pari a 220 milioni.

Quanto alle dinamiche dei prezzi, “anche in novembre i mercati LCC permangono in deflazione, calcolata a parità di basket di spesa – proseguono gli analisti di IRi –; questo favorisce, all’interno di iper, super, libero servizio e drugstore, la permanenza di un comportamento d’acquisto orientato all’upgrading del carrello della spesa, ovvero il consumatore continua a sostenere il costo del proprio carrello operando scelte di maggior valore, anche se si registra un rallentamento di questo fenomeno”.

Novembre rilancia inoltre la leva promozionale, con una crescita di 1 punto percentuale di pressione rispetto allo stesso mese del 2015, soprattutto a causa della marca del distributore che “rimbalza” (+3,4 punti percentuali di pressione promozionale) su un dato particolarmente basso nel novembre 2015. La considerazione generale degli esperti di IRi è, dunque, che la spesa complessiva del Largo Consumo Confezionato si concentri sempre di più verso l’alimentare.
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