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16/07/2017

Da Torino alla scoperta della Valle Tanaro lungo l’unica Ferrovia Turistica del Nordovest
Domenica 17 settembre prossimo con il treno storico per visitare i Musei di Nucetto e la Mostra Nazionale del Fungo di Ceva
Di rilievo per il paesaggio e la gastronomia, il 9 agosto scorso la Valle Tanaro, quasi ai confini con la Liguria, si è ulteriormente arricchita di un tassello fondamentale per lo sviluppo socio-turistico del territorio: la linea ferroviaria Ceva-Ormea infatti, è stata ufficialmente inserita tra le 18 ferrovie turistiche d’Italia, unico tracciato del Piemonte, della Liguria, della Valle d’Aosta e dell’Ovest Lombardia ad ottenere l’importante riconoscimento. Un volano promozionale reso possibile dal progetto “Binari senza tempo” (promosso da Fondazione Ferrovie dello Stato e sostenuto dalla Regione Piemonte), che rende comunque onore ad un itinerario variegato e affascinante, disteso tra boschi, viadotti, colline e montagne incontaminate. Un mezzo di trasporto esperienziale a cui vanno necessariamente collegate le attrazioni presenti e future dell’intero areale, al fine di costruire un’offerta complessiva diversificata ed eterogenea. In tal senso i viaggi sulla Ferrovia Turistica del Tanaro riprenderanno proprio domenica 17 settembre da Torino Porta Nuova con un convoglio “Centoporte” diretto a Nucetto prima (Museo Storico dell’Alta Valle Tanaro e Museo Ferroviario della Ceva-Ormea) e a Ceva poi, in occasione della 56.ma Mostra del Fungo, da quest’anno nazionale. Un tuffo nella storia alla scoperta di luoghi geograficamente affascinanti con una lunga sosta nel borgo medievale di Ceva, per scoprire tradizioni, street food e prodotti di qualità. Per informazioni e prenotazioni: www.piemontevic.com; info@piemontevic.com; 0173.223250.

 

50 anni di giornalismo di Giuseppe Casagrande
Del “mestieraccio” come chiamava Leo Longanesi quello di giornalista Leo Longanesi, Giuseppe Casagrande, giornalista trentino, per molti anni al quotidiano “L’Adige” di Trento (dove si è svolta praticamente tutta la sua carriera) ha messo soprattutto in rilievo l’atteggiamento da gentiluomo, elegante nella conversazione e molto aperto sia nei confronti di altri giornalisti, caratteristica non sempre comune anche perché in questa professione esistono – spesso ed è inutile nasconderlo – rivalità e concorrenza.
In questi giorni Casagrande – ottimo esperto di vini e gastronomia a cui sta dedicando tutta la sua attività dopo aver lasciato “l’Adige” – ha festeggiato recentemente i 50 anni di giornalismo e in mezzo secolo si è anche occupato di altri argomenti tra cui attualità, sport e poi anche “Inviato” nei Balcani durante la guerra civile degli anni’90.
Per festeggiare la ricorrenza Casagrande ha scelto il ristorante “Pergola” di Savudrija in Istria e alla fine ha stappato la jeroboam della Gran Cuvèe 2010 “Ferrari” che la famiglia Lunelli, proprietaria della casa spumantistica, gli ha regalato insieme ad una dedica. (di Luciano Scarzello)

 

Pasticceria Cova apre a Montecarlo con Briatore
Cova, storica pasticceria milanese ora marchio del gruppo LVMH, che quest’anno celebra il suo bicentenario, ha aperto in partnership con l’imprenditore Flavio Briatore il suo primo café in Europa nel cuore di Monte Carlo. Il locale, nella capitale del lusso, si affaccia su Boulevard des Moulins al numero 19 con due grandi vetrine e una facciata in bugnato, tipico motivo neoclassico milanese.
 
Attraverso un’accurata selezione di colori, materiali e luci il locale di Monte Carlo rievoca in chiave contemporanea l’atmosfera che fin dal 1817 rende inimitabile lo stile Cova nel mondo.
 
L’interno del locale, di oltre 200 mq che può ospitare fino a 60 persone, è caratterizzato da un elegante pavimento in parquet lucido scuro e da preziosi chandelier, disegnati in esclusiva per lo spazio di Montecarlo. Il bancone del bar e le vetrine della pasticceria, che riprendono fedelmente lo stile del Cova a Milano, accolgono gli ospiti all’ingresso, mentre la sala ristorante, appartata ed elegantemente arricchita da specchi e quadri, si raggiunge percorrendo il corridoio dove trova spazio un’elegante vetrina con una pregiata selezione di vini e champagne.
 
In linea con la tipica cultura monegasca di considerare lo spazio urbano parte essenziale dell’esperienza del visitatore, il progetto ha previsto inoltre la valorizzazione dell’area esterna con un dehor di circa 54 mq. Coperto da una tenda blu e rifinito da componenti metalliche in ottone brunito, il dehor aggiunge uno spazio elegante in cui rilassarsi, in qualsiasi momento dell’anno, in una delle vie più prestigiose del centro.
 
Cova Monte Carlo offre alla clientela locale e internazionale del Principato una raffinata selezione di prodotti, dalla piccola pasticceria artigianale alle tradizionali ricette gastronomiche milanesi, tra cui anche il celebre Panettone, simbolo di Milano e icona della produzione Cova da oltre due secoli.


 
A Maurizio Nichetti il Premio Mangiacinema - Creatore di Sogni
Il regista e attore milanese tra gli ospiti più attesi della quarta edizione del Festival che si svolgerà a Salsomaggiore Terme dal 27 settembre al 4 ottobre
SALSOMAGGIORE TERME (Parma) - Ha girato il mondo con i suoi film e vinto premi in diversi Festival internazionali. Maurizio Nichetti è uno degli ospiti più attesi della quarta edizione di Mangiacinema. La Festa del cibo d’autore e del cinema goloso, dedicata quest'anno a Federico Fellini, si svolgerà a Salsomaggiore Terme dal 27 settembre al 4 ottobre: otto giorni di imperdibili appuntamenti golosi, con tantissime degustazioni, proiezioni e incontri, tutti eventi gratuiti per il pubblico.

Sabato 30 settembre, nel corso di una serata in suo onore, Maurizio Nichetti riceverà il Premio Mangiacinema – Creatore di Sogni, realizzato dall'artista salsese Giuseppe Previtali. Dopo l’incontro con Franco Dassisti di Radio 24, alle Terme Berzieri, trasformate magicamente in cinema per l’occasione, Nichetti presenterà Luna e l'altra (1996), con Iaia Forte e Aurelio Fierro. Film che ha diretto e anche interpretato, come sempre ha fatto tranne in un paio di occasioni. E grazie al quale ha vinto il Nastro d’Argento come miglior regista e il Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles. 

A Montréal, dove veniva presentato Luna e l'altra nel 1996, un giornalista definì il suo cinema “neorealismo fantastico”. Gli disse anche che Fellini aveva sempre fatto del neorealismo fantastico e che le atmosfere da circo e i colori di quel film glielo avevano ricordato. Però Nichetti a un certo punto, durante l’intervista, iniziò a distrarsi: il perché lo spiega nel suo bellissimo libro Autobiografia involontaria (Bietti), ricchissimo di invenzioni, vita vissuta, sogni (realizzati e mancati). Nichetti è un grande narratore anche quando non gira film: è stato mimo, straordinario sperimentatore nella televisione degli anni Ottanta, ha diretto il primo lungometraggio che interrompeva la pubblicità (Ladri di saponette), è diventato cartone animato in Volere volare…  Quantestorie (scritto proprio così, come nel titolo della sua commedia del 1993) ha raccontato e racconta Maurizio Nichetti! Lo farà anche a Salsomaggiore nel corso di una serata-evento che sarà "incorniciata" dal taglio di una forma di Parmigiano Reggiano 36 mesi del Caseificio La Madonnina (della famiglia Iemmi, che festeggia 50 anni di attività) e dalle pizze Mangiacinema a mezzanotte del ristoratore Luca Cattani dell'Incontro.



LA CITTÀ IN FESTA
Mangiacinema 2017 avrà un ricchissimo programma (che verrà comunicato a metà settembre) con oltre cinquanta spettacoli (da gustare tutti fino in fondo), quaranta degustazioni, sette proiezioni, quindici show cooking, i famosi laboratori "Crea & Gusta", le visite guidate, altri tre Premi Mangiacinema (quello Speciale, già annunciato, andrà allo chef stellato Massimo Spigaroli), una cena di gala dedicata a Fellini con gli chef Edoardo Craviari, Gianpaolo Ghilardotti e Giuseppe Manolo Bontempo, due anteprime e due eventi extra a Parma e a Cantù.
 
 
 
Nuova linea di risotti gliAironi valorizzati nella diffusione dal Progetto Presidi Slow Food.
Nasce una nuova linea di risotti gliAironi. Un’edizione limitata in 2000 pezzi numerati a supporto e valorizzazione della diffusione del Progetto Presidi Slow Food.
Il primo risotto a uscire sul mercato nel mese di settembre, negli stores Eataly in Italia, sarà quello dedicato all’asparago violetto di Albenga: inconfondibile, per i turioni medio-grossi e il colore viola intenso che sfuma gradatamente scendendo verso la base, l’asparago violetto d’Albenga è una varietà unica al mondo. Privo della fibrosità tipica di altri asparagi, in bocca è morbido e burroso. Ecco perché è perfetto con il risotto.
La linea di Preparati per Risotto gliAironi – dichiara Gabriele Conte, direttore marketing dell’azienda -  sono realizzati con materie prime selezionate e rappresentano una risposta di qualità alle esigenze dei consumatori che vogliono godersi un buon primo piatto in tempi rapidi. La gamma delle ricette si adegua alle necessità di una dieta bilanciata e guarda alla tradizione culinaria italiana, pur rivisitandola in chiave moderna”.
A supporto di questa nuova produzione l’azienda leader nella produzione di riso del vercellese ha deciso di acquistare un disidratatore per realizzare l’intero ciclo produttivo nella propria sede di Lignana (Vc): “Il lavoro della disidratazione che realizziamo internamente grazie alla tecnologia “cold-dried”, permette di essiccare rapidamente i vegetali, mantenendo inalterati aroma, colorazione e struttura del fitocomplesso. Migliori qualità organolettiche, di aspetto e di conservazione, assicurano un prodotto con valore aggiunto decisamente superiore – prosegue Conte – ci dà la grande libertà di poter scegliere quale prodotto acquistare, senza restare vincolati a un sistema di prodotti disidratati che propone sempre le stesse referenze. Ecco perché abbiamo pensato alla nuova linea legata ai Presidi Slow Food che in autunno si arricchirà di risotti con il Peperone corno di Carmagnola o la Cipolla di Castrofilippo. Abbiamo in mente di realizzare entro la fine dell’anno nuovi risotti sempre in tiratura limitata e dedicati all’eccellenza del nostro territorio italiano”.
E così i risotti della nuova linea “gliAironi sostiene il Progetto Presidio Slow Food” vanno ad arricchire  la gamma di risotti già composta da 16 referenze: si tratta di preparati per risotto con materie prime selezionate confezionati sottovuoto o in atmosfera modificata. Le confezioni sono da 250 gr, hanno un tempo di preparazione di 15 minuti e sono indicate per 2/3 persone.
Tutto il riso Carnaroli utilizzato per preparare i risotti, come tutto quello prodotto e confezionato da gliAironi, è con la Gemma. La Gemma è una parte fondamentale del chicco di riso. Rappresenta la sua parte vitale e al suo interno contiene vitamine ed elementi nutrizionali che fanno bene alla salute dell’uomo.
Da cinque generazioni la famiglia Perinotti dedica la propria esistenza al miglioramento delle condizioni colturali nelle Grange vercellesi e una ricerca costante della perfezione, dovuta anche alla figura in azienda di Michele Perinotti che è tecnologo alimentare, ha consentito che i più rinomati Chef internazionali abbiano scelto il riso gliAironi riconoscendovi una personalità straordinaria in cucina.
L’azienda, che produce il riso Carnaroli anche per Jamie Oliver e che ha lanciato il marchio bio Le Grange oltre alle prime barrette di riso artigianali in collaborazione con Marco Bianchi, è presente con tutta la gamma nei punti vendita EATALY ed è distribuita dal GruppoDAC per il canale ristorazione e da D&C per il canale dettaglio.
Per maggiori informazioni www.gliaironi.it
La guida Le Soste è stata presentata a Eataly Smeraldo a Milano lo scorso 10 luglio
Ha presentato la serata Paolo Marchi, ideatore e fondatore di Identità Golose insieme a Mario Cucci di Mediavalue, editore della Guida.
Hanno partecipato alla presentazione il presidente Claudio Sadler, i membri del direttivo Le Soste Moreno Cedroni, Antonio Santini, Angelo Valazza, Viviana Varese.

Presenti anche i soci Enrico Bartolini, Christian Costardi, Nicola Dell'Agnolo, Patrizia Di Benedetto, Terry Giacomello e Costantino Cipolla, docente di Sociologia e Diritto dell'Economia.



Il Chocolate AcademyTM Center Milano si prepara ad accogliere i corsisti a partire da settembre
Diretta dal maître chocolatier campione del mondo Davide Comaschi, l’accademia ha aperto le proprie porte al pubblico il 20 giugno scorso, giorno in cui sono stati resi noti i corsi del primo trimestre didattico.
Durante la grande festa inaugurale del 19 giugno scorso, The Big Opening, Massimo Garavaglia, President EMEA Barry Callebaut, ha tagliato il nastro all’ingresso del Chocolate AcademyTM Center Milano, inaugurando così la prima accademia italiana dedicata alla formazione dei professionisti del cioccolato. La multinazionale franco-belga, azienda leader mondiale nella fabbricazione di prodotti a base di cacao e cioccolato di alta qualità, ha scelto infatti la città di Milano come sede della scuola che sorge nella splendida cornice dei Navigli, in via Morimondo 23, e che accoglie anche il primo centro internazionale dedicato al gelato al cioccolato, il ChocoGelato Lab.
 
Lo Chef Seminar 2017
Nel Chocolate AcademyTM Center Milano le tecnologie e i macchinari più avanzati incontrano la creatività e la cultura dell’artigianalità che contraddistinguono il made in Italy. Sono state proprio creatività e tecnica le parole chiave dello Chef Seminar 2017, quest’anno ospitato dal centro di formazione milanese. Si tratta di un importantissimo meeting internazionale durante il quale 45 chef, i maggiori rappresentanti della cioccolateria e della pasticceria a livello mondiale, si riuniscono in un momento creativo e di formazione per disegnare i trend del settore e raggiungere nuovi traguardi creativi. Oltre che dal direttore Davide Comaschi, i partecipanti sono stati accolti dagli altri due chef residenti del Chocolate AcademyTM Center Milano: Alberto Simionato, chef Cacao Barry, e Paolo Cappellini, chef ChocoGelato Lab. Dal 20 al 22 giugno scorso, gli ospiti hanno dato vita a una intensa tre giorni di formazione e confronto, con un focus specifico su eccellenze italiane come il gelato e il panettone.

Il calendario didattico
In concomitanza con l’apertura al pubblico, il 20 giugno scorso, è stato reso noto sul sito www.chocolate-academy.com/it/it il calendario dei corsi relativi al periodo settembre-dicembre 2017. L’Accademia offrirà al pubblico una grande varietà di seminari, corsi teorici e laboratori pratici le cui parole chiave saranno creatività, innovazione e competenza: i corsisti vivranno tutta la filiera produttiva del cioccolato, dalla raccolta delle fave di cacao alle tecniche di vendita e gestione del laboratorio. I corsi, tenuti da conosciuti ed apprezzati chef di fama internazionale sia italiani che stranieri, dureranno da 2 a 5 giorni e saranno suddivisi secondo tre livelli di difficoltà di difficoltà (base, intermedio e avanzato) e due tipologie: operativi, veri e propri corsi “mani in pasta” che permetteranno ai partecipanti di mettersi alla prova praticamente, e dimostrativi durante i quali si potranno vedere al lavoro i docenti e confrontarsi con loro sui passaggi teorici e pratici delle preparazioni.
Oltre che corsi per professionisti, l’offerta formativa dell’accademia prevedrà anche corsi per gli appassionati del mondo del cioccolato che vogliono conoscere meglio questo straordinario prodotto e approfondire la storia e la cultura del cacao.

SCOPRI QUI TUTTI I CORSI: www.chocolate-academy.it



Le pr di Venchi a Luisa Bianchi e Linda Kemp
Venchi, attiva nel mercato retail del cioccolato premium in Italia, collaborerà con lo studio Luisa Bianchi e Linda Kemp per le attività di ufficio stampa rivolte al mercato italiano. 
Il nuovo mandato, ufficialmente attivo dal primo luglio, coprirà le attività e i programmi di ufficio stampa e pr. relativi al brand e ai prodotti distribuiti dall’azienda.



Riso Gallo si rinnova in tv e in rete con Armando Testa
Il protagonista di Riso Gallo fa il suo rientro in comunicazione con una nuova multisoggetto firmata Armando Testa.
 
Sul web e in tv, il Gallo del marchio torna in una veste completamente rinnovata. Sempre pronto a trasformarsi e a proporre le sue ricette gustose in modo simpatico, entra nelle case degli italiani con sei spot diversi, dedicati ai diversi prodotti della linea Riso Gallo.
 
Per Armando Testa hanno lavorato alla campagna sotto la direzione creativa esecutiva di Michele Mariani, il direttore creativo e art Andrea Lantelme, il vice direttore creativo e copy Federico Bonenti e il copy Daniele Bona. La produzione è di Little Bull, la regia e l’animazione sono di Franco Tassi, la voce del Gallo è di Paolo De Santis.
08 Luglio 2017

Food Hunters è una caccia al tesoro enogastronomica che si svolge attraverso un percorso a tappe di ristoranti.
La prima edizione avrà luogo sabato 23 settembre 2017 a Milano.
 
Si inizia alle 10:30 del mattino da Eataly Smeraldo, uno dei partner dell’iniziativa. È qui che i cacciatori ricevono la busta per partire (di corsa!) alla ricerca del primo locale.
Si partecipa a squadre, composte da 4, 5 o 6 persone.
Aderiscono all’iniziativa 60 ristoranti di buona cucina e oltre 50 etichette di vini DOC e DOCG provenienti da diverse regioni d’Italia. 
 
La caccia è a disposizione dei primi 1.000 cacciatori ad iscriversi, dopo di che sarà “sold out”.
I biglietti sono acquistabili online sul sito www.foodhunters.org



FOOD SUMMER:  su e giù per l’Italia con le Cesarine
La parola d’ordine dell’estate 2017 è perdersi. Uscire dalle strade battute per scoprire un’Italia segreta, in cui le tradizioni sono ancora parte del presente e dove la gastronomia regala emozioni autentiche. Qui, in paesi incorniciati da valli silenziose, tra i borghi arroccati tra le montagne, sulle spiagge più selvagge si torna a sperimentare la bellezza di una secret escape nella quale avere una sola guida, una cesarina
 
Il miglior modo per trascorrere le vacanze 2017 è quello di partire alla scoperta delle eccellenze del Belpaese seguendo un itinerario di gusto che abbia il suo centro virtuoso nelle cesarine, rete di cuoche per passione, la cui storia si lega a doppio filo a quella del territorio nel quale vivono e che fanno del cibo e della tradizione il loro unico credo.
La scoperta dell’Italia più vera usa come tappe proprio le cesarine e lo stile di vita che promuovono, in un’esperienza gastronomica esclusiva da vivere nelle loro case private disseminate dalle sponde del Mar Mediterraneo alle catene alpine, passando per città e borghi d’Italia, in un itinerario da costruire in maniera personale e, soprattutto, sensoriale, seguendo un percorso tra cibi e vini, con uno stile che profuma di storia e di bon vivre.
Un’esperienza totalizzante, un viaggio nei sensi in cui il palato incontra il fascino di una tradizione inconfondibile, quella italiana, e si unisce ai colori di una cucina all’insegna della memoria e firmata dall’inconfondibile tocco delle cesarine. Come? Proviamo a ipotizzare insieme un itinerario di sapori in un’Italia inedita che parte dal minuscolo borgo medievale di Zuccarello, abbarbicato nella valle del torrente Neva, in cui scoprire i resti di uno storico marchesato e la magia culinaria della cesarina Alessandra, capace di unire i piatti più intimamente liguri, come gli gnocchi al pesto alla torta di San Bartolomeo, dolce tipico del borgo.
Seguendo il filo della storia italiana, si può arrivare alla meravigliosa città rinascimentale di Pienza, incastonata nelle colline senesi, dove i ricordi della magnificenza toscana sono esaltati dalle proposte di Angela, cesarina che fai dei pici tirati a mano il suo cavallo di battaglia e coccola la fantasia dei suoi ospiti con speciali padellate di verdure “rifatte”.
L’Italia è passione, l’Italia è gusto, l’Italia è la memoria di storie che si intrecciano in località, come Formia, oggetto di una passione millenaria che nasce dai romani e prosegue fino ai Borboni per arrivare al tempo presente e alla tavola imbandita dalla cesarina Mariella. Una celebrazione del mare e dei suoi frutti che comincia con antipasti a base di alici marinate e tiella di polipo, piatto povero della cucina laziale, prosegue con i celebri spaghetti alla Formiana, tra pomodoro, cozze e mazzancolle e termina con la più classica delle fritture, quella di paranza, in un tripudio di voluttuosi sapori marini.
L’estremo sud della Penisola e il suo cuore pulsante merita, tra le altre, una tappa a Modica, per fare un tuffo nella tradizione culinaria dell’entroterra siculo grazie alla cucina di Giovanna, cesarina che gioca con i sapori nei delicati ravioli di ricotta e maggiorana e cavatelli con sugo al maiale per poi celebrare uno dei prodotti più noti della zona, il cioccolato, protagonista dei mpanatigghi e di leziosi dolcetti modicani.
Risalendo lo stivale, il viaggio potrà fare tappa a Dozza Imolese, uno dei più caratteristici borghi medievali dell'appennino tosco-emiliano, incorniciato da vigneti e dolci pendii e perdersi nelle vestigia sforzesche per appagare la propria curiosità partecipando a una delle innumerevoli fiere a carattere eno-gastronomico della zona. E per ristorarsi, l’ideale è farsi accogliere da Maria, cesarina con il pallino dell’arte, che gioca con gli abbinamenti inediti dei piatti-  garganelli rossi con ragù di verdure e prosciutto croccante e gelato allo zabaione con aceto balsamico – ripercorrendo la storia culinaria della sua terra.
E si prosegue fino ai piedi dei Monti Lessini, alla scoperta di una tradizione ricca e saporita che ha il suo cuore a Soave, nella casa del cesarino Aristide e che ruota intorno alla tipica polenta, servita con erbette e fonduta di formaggio, ai primi impreziositi dalle verdure locali e alla carne cotta secondo metodi secolari, il tutto accompagnato dai nobili vini della zona.
Il cibo e la riscoperta del suo ricco patrimonio italiano spesso dimenticato dagli itinerari tradizionali diventano così il filo conduttore di una serie di proposte che ognuno può costruire per conoscere l’Italia e la sua cultura millenaria, lasciandosi sorprendere dal gusto e dai sapori nazionali attraverso percorsi emozionanti e location esclusive.
Cominciare è semplice. Dal portale www.cesarine.it è possibile scegliere – in termini di destinazione, cucina territoriale e specialità – la propria cesarina e, una volta selezionata la data, in pochissimo tempo si avrà la conferma che permetterà di vivere una vacanza imperdibile, per apprezzare le eccellenze del Made in Italy, raccontate attraverso la lente d’ingrandimento del cibo e di un senso di ospitalità autentico e genuino.
Una realtà in cui tradizione significa amore e rispetto per il territorio, e dove modernità significa ricordare le comuni radici: un percorso esperienziale di cibo inteso come espressione della cultura di un popolo e della sua capacità storica di cogliere il meglio dalla natura attraverso le cesarine che, con la loro passione, alimentano il fuoco della tradizione, le ricette segrete, le preparazioni artigianali.



Alessandro Dalpiaz,  Assomela, eletto nel  Board  internazionale  di  GLOBALG.A.P.
E’ avvenuta il 4 luglio l’elezione dei cinque componenti del Board di GLOBALG.A.P. in rappresentanza della componente produttiva, che resteranno in carica fino al 2021.
Alessandro Dalpiaz   direttore di Apot e di Assomela,  entra a far parte dei vertici internazionali di    GLOBALG.A.P. in rappresentanza del settore ortofrutticolo italiano che è uno dei più importanti in Europa per volumi e qualità dei prodotti, per numero di produttori, addetti della intera filiera e  presenza nei mercati di tutto il mondo. 
Gli altri eletti del Board sono rappresentanti di prestigio di diversi settori produttivi, dall’acquacoltura, all’orticoltura, alle colture estensive, a cui si aggiungono 5 rappresentanti del retail internazionale. http://www.globalgap.org/uk_en/who-we-are/governance/board/board-elections-2017/

E’ un onore - dichiara Alessandro Dalpiaz   - poter far parte della ristretta assise di decisori  del network più importante d’Europa nell’ambito delle certificazioni di sostenibilità ambientale. Con la rappresentanza italiana  e con le importanti sinergie che si andranno a creare, in particolare con i colleghi del settore della produzione,  cercheremo da un lato far crescere GLOBALG.A.P.  come strumento per migliorare la sostenibilità delle nostre produzioni ma dall’altro di  facilitare e semplificare l’applicazione del protocollo . GLOBALG.A.P.  per le migliaia di aziende italiane coinvolte.
Il  protocollo GLOBALG.A.P.  – prosegue Alessandro Dalpiaz -  ha dato un grande contributo al miglioramento delle pratiche agricole in Europa , consentendo  un  maggiore orientamento verso la  “sostenibilità”, nelle sue tre componenti: economica, ambientale e sociale di tutto il settore. Ma oggi la sfida sarà quella di favorire un  confronto più costante e profondo con i rappresentanti di tutti i Paesi,   anche dove non esiste ancora una regolamentazione legislativa così stringente come quella europea, in modo da rendere questa certificazione un processo diffuso e uno strumento di crescita professionale oltreché di valorizzazione dei prodotti”.
Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato - dichiara Ennio Magnani, Presidente di Assomela-  frutto anche di un lavoro intenso e qualificato a livello europeo sviluppato con costanza da Assomela e da CSO Italy su molti temi che coinvolgono le OP ed i produttori. GLOBALG.A.P.  . è anche una piattaforma di incontro con il retail ed avremo così modo di proseguire il dialogo tra produzione e distribuzione con il comune obiettivo di portare frutta sicura e di qualità sulle tavole dei consumatori con una giusta valorizzazione dell'impegno dei produttori verso la sostenibilità. Orgogliosi - conclude Ennio Magnani -  di un incarico così  prestigioso affidato ad un  rappresentante di vertice del “sistema mele  del Trentino Alto Adige, un sistema da sempre impegnato nella salvaguardia dell‘ambiente e a favore della  sostenibilità “.
La presenza dell’Italia nel Board - dichiara Paolo Bruni, Presidente di CSO Italy – è  un grande risultato del Gruppo di Lavoro Nazionale di  GLOBALG.A.P.  coordinato da CSO Italy . Abbiamo sostenuto da sempre - prosegue Bruni-   l’esigenza di una sistematicità nell’applicazione dei protocolli in tutti i paesi ed una maggiore semplificazione finalizzata all’applicabilità dei regolamenti e dei sistemi di controllo ed oggi, grazie alla presenza di Dalpiaz , avremo sicuramente una maggiore incisività su questi temi“.

Il primo meeting ufficiale del nuovo Board   GLOBALG.A.P. si terrà a Colonia il 25 e 26 settembre prossimi.



Bergamo PiCa Festival Piccante & Canapa -  Bergamo 21-24 settembre 2017
Nuovo appuntamento di scoperta del mondo del peperoncino e della canapa, dal 21 al 24 settembre avrà luogo la terza edizione del Bergamo PiCa Festival, il festival culturale e mostra-mercato innovativa organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Maite, con la collaborazione di PIKKANAPA di Jesi e il Patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente, Politiche energetiche, Verde pubblico del Comune di Bergamo.
Peperoncino e Canapa, essenze naturali che qui dialogano e si incontrano, sono i protagonisti del Festival in un percorso di scoperta della loro coltura (e Cultura): un viaggio tra mangiatori di peperoncini ultra piccanti, “scambisti” di semenze, pionieri della coltivazione e imprenditori della canapa high tech. La coltura raccontata in diversi ambiti e modalità, dallo sviluppo economico al recupero e alla salvaguardia della tradizione, dalla promozione del benessere alla buona gastronomia, dal senso di condivisione comunitaria fino alla promozione turistica, per un’accoppiata che affascina e incuriosisce e che, nelle edizioni passate, ha richiamato centinaia di visitatori, attirando l’attenzione della stampa e della televisione.

Collocato nel pieno del centro storico di Bergamo, nella suggestiva cornice di Città Alta, il Festival avrà luogo in 2 diverse location, ricche di storia e bellezza: la mostra-mercato con le bancarelle degli espositori sarà presso il Giardino La Crotta mentre le attività serali di intrattenimento si terranno all’Ex Carcere di Sant’Agata.
Anche per quest’anno è inoltre confermata la collaborazione di Bergamo PiCa Festival con I Maestri del Paesaggio, la kermesse che da 7 anni porta a Bergamo i migliori progettisti del paesaggio e le espressioni più interessanti del landscaping internazionale, in programma in diverse zone della città dal 7 al 24 settembre e che include nel suo programma le iniziative del Festival.
Il programma, ancora in via di definizione, sarà ricco di eventi ed iniziative che affiancheranno e completeranno il quadro della manifestazione: workshop, musica dal vivo, stage, laboratori e degustazioni.
Giovedì 21 settembre, presso il Circolo Arci Maite, si terrà un aperitivo di presentazione e apertura delle attività che inizieranno ufficialmente a partire da venerdì 22.



PICA drink&food
oltre cento tipologie di pepperoncino degustabili in tutte le forme: dal frutto fresco, fino al gelato, passando per l’olio e le polveri. Alcune novità importanti come la birra alla canapa piccante aromatizzata all’Habanero Chocolate a marchio Pikkanapa e l’estratto di peperoncino Habanero da utilizzare in cucina e nel mondo cocktails. Anche in questa edizione, vi è un occhio di riguardo per i prodotti a kilometro zero, da degustare e assaggiare tra un dibattito e l’altro.
Gli stand
Bancarelle gastronomiche dove degustare cibi e bevande piccanti e a base di canapa, realizzati con prodotti tipici regionali.
Come ogni anno spazio ai nuovi produttori ed espositori: il festival si allarga coinvolgendo nuove realtà.
Orari di apertura al pubblico: 10.00-23.00



Le gelaterie Versace puntano a 150 aperture entro il 2021
E negli Stati Uniti sbarca ‘Italico’, in esclusiva nelle gelaterie Versace, il gelato a base di ricotta, fichi e passito
Gli americani amano la cucina Made in Italy, si sa. Da qualche anno però anche il gelato italiano è in vetta ai gusti degli statunitensi. Uno dei protagonisti di questo trend è Stefano Versace, fondatore di STEFANO VERSACE - Gelateria Italiana & Gourmet , che ha cavalcato l’amore del popolo americano nei confronti di tutto ciò che è tricolore e ne ha fatto un business di enorme successo.
Nel corso degli anni il brand ‘Versace’ si è fatto strada a partire dalla Florida. L’imprenditore ha aperto oltre 20 gelaterie dal 2013 a oggi, e il numero è destinato a crescere ancora, fino a raggiungere quota 30 entro la fine dell’anno. Il fatturato del 2016 si aggira sui 2 milioni di dollari, con una previsione di 7 milioni per fine 2017 e che sfiorerà i 20 M nel 2018  Dopo la Florida, è stata la volta di Pennsylvania, Georgia, New Jersey e Virginia (Apple Blossom – Virginia, OxfordValley – Pennsylvania, Springfield – Pennsylvania, King Of Prussia – Pennsylvania, Philadelphia Mills – Pennsylvania). Le nuove aperture hanno visto l’ingresso di 5 nuovi manager e di una trentina di impiegati addetti al servizio. Le prossime aperture, a partire da settembre, toccheranno nuovamente il New Jersey, Texas, Washington DC, Maryland e New England e i dipendenti toccheranno quota 150 in tutto.
 “Le location vengono scelte molto accuratamente sulla base della posizione, della media di visitatori annua e del target. Il King of Prussia, nell’omonima cittadina della contea di Montgomery, a 32 chilometri da Philadelphia, conta circa 26 milioni di visitatori l'anno ed è il più grande d'America. Ha oltre 500 negozi molti dei quali aprono più di una location per le dimensioni straordinarie del mall stesso (grande come 600 campi da calcio!!!), un mall che dà lavoro a 7000 persone e che fattura 1.1 miliardi dollari all’anno”, dichiara Versace.
 
Se nel 2009 il fatturato del gelato negli Usa era ‘solo’ di 8 milioni di dollari, oggi il mercato è in netta crescita con 214 milioni di dollari nel 2016. Il successo di questo business in grande espansione è dovuto a molte ragioni, non ultime quelle legate alla dieta e ai benefici per la salute: alcuni ingredienti infatti avrebbero addirittura proprietà anti cancerogene, pensiamo ad esempio alla Guanabana, uno dei gusti in assoluto più sani nel mercato del gelato e con meno calorie, solo 100 per 100 grammi.
 
Quel che è certo è che il gelato sta letteralmente spodestando il ‘cugino’ ice-cream in America, spiega Versace: «Noi puntiamo molto sull’italianità, garanzia di qualità per il pubblico americano. Gelato non è la traduzione di ice cream: sono due prodotti diversi. Nell’ice cream c’è il 50% di aria e il 30% di panna o burro. Nel gelato l’aria non supera il 10% quindi il gusto è più intenso e la parte grassa non eccede il 7%, quindi ha meno calorie».
 
A questo si aggiunge la qualità artigianale e la scelta di utilizzare solo ingredienti naturali, che ha portato Versace a vincere il Gelato World Tour 2014 ad Austin in Texas, diventando ufficialmente il miglior gelato degli Stati Uniti.
Qualità ma anche originalità, basti pensare che Versace ha introdotto da subito gusti inusuali per il mercato di appartenenza. L’ultima novità porta un nome evocativo: ‘Italico’. I tre nuovi ingredienti, “Ricotta Cheese”, “Villapiana figs” e “Torcolato di Breganze” sono un’esclusiva delle Gelaterie Versace, le uniche a vendere in America un prodotto nato da una collaborazione a sei mani tra Francesco Dioletta, maestro gelatiere della Gelateria Duomo dell’Aquila e i colleghi Davide De Stefano, della gelateria Cesare di Reggio Calabria, Guido Zandonà di Ciokkolatte di Padova, insieme al Maestro Gaetano Vincenzi, della gelateria Barbarossa di Villa Piana Cosenza. Nelle intenzioni dei creatori, l'Italico riunisce l’intero territorio nazionale italiano, coniugandone tipicità e sapori. “È per questo che ho deciso di portarlo nelle mie gelaterie: Italico rappresenta le eccellenze del mio Paese e l’esclusività di prodotti di altissima qualità, molto ambiti in tutto il mondo”.
30 giugno 2017

Ritorna la “Festa del Borgo”: tradizioni ed eccellenze nell’estate di Borgo Egnazia

È un’estate all’insegna delle più autentiche tradizioni locali e dei più tipici prodotti del territorio. A Savelletri di Fasano, là dove la Valle d’Itria inizia a scendere dolcemente verso l’Adriatico, Borgo Egnazia, luogo meraviglioso “liberamente ispirato” a un tipico paese pugliese, ripropone la sua “Festa del Borgo”, che quest’anno conta sei appuntamenti, ispirati da un’autentica anima pugliese.
Ogni Festa del Borgo è un omaggio emozionante e sentito alle feste di paese che animano i borghi della Puglia: un viaggio indietro nel tempo da condividere con amici e familiari tra l’allegria e la riscoperta delle radici della cultura locale, sempre circondati da bancarelle di artigianato e delizie gastronomiche preparate “live” dagli Chef e dalle Massaie di Borgo Egnazia.
La stagione 2017 si è inaugurato lo scorso 28 giugno con un tema molto caro ai pugliesi: l’affascinante tradizione delle luminarie. Il Borgo trasformato dalla magia senza tempo di decorazioni con centinaia di luci colorate, appositamente allestite per questa serata magica, proprio come accade nei paesi in festa.

Il 19 luglio si prosegue con una Festa interamente dedicata agli artisti di strada: la Piazza e i vicoli del Borgo si trasformeranno in un palcoscenico en plein air animato da trampolieri, acrobati e da altre spettacolari e divertenti performance di arte circense.
Un tuffo nella tradizione pugliese e, nello specifico fasanese, è garantito invece dalla “Scamiciata nel Borgo”, in programma il 2 agosto, una edizione speciale del ricco spettacolo in costume che riporta indietro nel tempo, nel 1678 per la precisione, rievocando con un fastoso corteo la vittoriosa battaglia campale combattuta dalla città pugliese contro i turchi invasori dopo aver subito anni di scorrerie piratesche.
Il quarto appuntamento è fissato per il 16 agosto, con un evento insieme unico e spettacolare: una inedita anticipazione del Carnevale di Putignano, il più antico d’Europa, che per la prima volta riempirà la Piazza di colori e opere in cartapesta raccontando l’entusiasmo di una tradizione senza tempo che caratterizza l’inverno pugliese.
Tutte le “Feste del Borgo” saranno caratterizzate da divertimento e tanta musica, con l’allegria delle note tradizionali dei Terraròss, le incursioni di “one man bands”, le esibizioni di figuranti del Presepio di Pezze di Greco e della Compagnia di Clara di Alberobello. Senza contare le straordinarie performance dei cavalli pugliesi, possenti ed eleganti.
Per completare la stagione estiva 2017 sono previste due Feste speciali, dedicate a due prodotti fondamentali della tradizione contadina e culinaria pugliese: il pomodoro e l’uva. Sabato 26 agosto la Piazza ospiterà la “Festa del Pomodoro”, una celebrazione festosa e coinvolgente in cui riscoprire l’antica tradizione della preparazione della “salsa di pomodoro” per tutto l’anno. Mercoledì 6 settembre sarà tempo per la “Festa dell’Uva”, un grande omaggio al frutto dell’estate nel mese della vendemmia, un momento per scoprire tutte le fasi di trasformazione dell’uva in vino: la raccolta dei grappoli, la pigiatura, la torchiatura fino alla fermentazione del mosto.
Tutti gli eventi sono aperti anche ai visitatori e non solo agli ospiti di Borgo Egnazia.
Per prenotazioni e maggiori informazioni www.borgoegnazia.it


Il Luogo di Aimo e Nadia in trasferta in Sardegna al Forte Village Resort
Dal 1° al 20 agosto il bistellato ristorante milanese Il Luogo di Aimo e Nadia si trasferirà in Sardegna al Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula. “Protagonista sarà non solo la cucina – racconta Stefania Moroni - ma anche l’accoglienza e le tracce artistiche che connotano il ristorante, per ricreare un’atmosfera completa del nostro stile e far vivere agli ospiti un’esperienza a 360°”. Cura e attenzione ad ogni dettaglio che hanno portato Il Luogo di Aimo e Nadia a entrare a far parte delle prestigiose associazioni internazionali Relais & Chateaux e Les Grandes Tables du Monde.
Gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani si alterneranno in cucina preparando alcuni piatti storici come gli “Spaghettoni al cipollotto, peperoncino e basilico”, in carta al ristorane dal 1965, e la “Zuppa Etrusca” reiventata con gli ortaggi e i profumi che troveranno in loco, ma anche piatti nuovi come “Pasta e Patate” con battuta di gamberi e ricci, “Fassone piemontese in crosta al mirto” o “Dentice alla milanese” con carote di Polignano all’aceto di lampone e crema di mandorla.
Una cucina capace di interpretare e riproporre in veste innovativa la ricca cultura della gastronomia italiana, basata sulla ricerca delle migliori materie prime e sulla valorizzazione di tutti quei prodotti che ogni regione, ogni angolo del Paese offre. “Recuperiamo profumi e sapori della cucina italiana e, con un gesto contemporaneo, creativo, li riportiamo nell’attualità – raccontano gli chef - Non potranno mancare quindi nel nostro menu del Forte i prodotti della Sardegna come il mirto, la bottarga di Carloforte e le cozze provenienti dal mercato ittico di San Benedetto a Cagliari. In base alla disponibilità di prodotti locali, sia provenienti dal mare sia dall’entroterra, creeremo piatti nuovi!”
Un’esperienza al Forte Village già sperimentata con successo l’estate scorsa in occasione delle Celebrity Chef Nights e che quest’anno si consolida con la presenza stabile nel mese di agosto.
www.aimoenadia.com - www.fortevillage.com



Presentato il nuovo gioco del Chianti Classico, realizzato con Giochi Briosi
Uno dei marchi del vino italiano più affermati del web lancia una sfida agli appassionati: un quiz “social” per testare le proprio competenze sulla Denominazione, una competition rivolta a 65,260 partecipanti
 
Ad aprile, durante Vinitaly, fiera enologica di riferimento in Italia, è stato presentato alla stampa il nuovo gioco del Chianti Classico, realizzato in collaborazione con Giochi Briosi, per la loro linea Vinus, dedicata al mondo del vino.
 
Dalla collaborazione con la casa fiorentina produttrice di giochi da tavolo è nato un “trivial” sulla denominazione, sulla sua storia, sulle sue tradizioni e, ovviamente, sul vino Gallo Nero. Le 360 domande infatti toccano un ventaglio ampio di campi, come la cultura gastronomica, le competenze tecniche di pratiche enologiche della DOCG, indicazioni di sommellerie, il sapere antico dei detti del Chianti… un vero e proprio test a 360° sulla variegata realtà chiantigiana, che si può definire, a buon diritto, una sfaccettatura della “toscanità” divenuta il volto della Toscana tout court, di cui il Chianti Classico è un portabandiera nel mondo.
 
Il Consorzio, dopo aver lanciato la sfida “cartacea” con Giochi Briosi, ha sviluppato anche una versione on line, che sarà lanciata oggi sulla pagina Facebook Chianti Classico. Lo sviluppo social è stato stimolato dai risultati della comunicazione on line del Consorzio, in crescita costante in termini di pubblico coinvolto. Proprio Vinitaly è stato un banco di prova importante: un gruppo di ricercatori ha analizzato la semantica dei social media e #chianticlassico è stato l’hashtag più popolare, mentre il logo del Gallo Nero è stato il terzo più fotografato e rilanciato (fonte Maxfone).
 
Per questa base attiva di appassionati così fedeli è stato dunque studiata una versione social del gioco del Chianti Classico, adattando la socialità di un gioco da tavolo al mondo del web. Sulla pagina ufficiale del Consorzio, sarà pubblicata una domanda alla settimana, tra quelle del gioco originale, a cui potranno rispondere tutti. In onore della data della prima definizione dei confini del territorio, 24 settembre 1716, la pubblicazione è programmata alle 17:16, tutti i mercoledì a partire dal prossimo 5 luglio. Il vincitore, vale a dire chi commenta per primo dando la risposta corretta, viene proclamato il giorno successivo, e a lui è riservata un’esclusiva sorpresa da scoprire nel cuore del terra del Gallo Nero, a Casa Chianti Classico (www.casachianticlassico.it): così gli esperti di Gallo Nero potranno fare un viaggio in quella realtà che hanno dimostrato di conoscere così bene.
 
Per ora infatti il quiz sarà lanciato solo in Italia, ma è in fase di realizzazione anche una versione in inglese, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico di tutto il mondo tramite una Global Page e di creare un contest dedicato negli USA, il cui mercato nel 2016 ha assorbito il 32% della produzione e che oggi prospetta una crescita ulteriore, confermandosi sempre più un paese di amanti del vino Gallo Nero.


La Morra si è “gemellata” con Marsala e i vini della Sicilia
Sabato 24 giugno, nella Cantina Comunale di La Morra, si è svolta la manifestazione “Hill Barolo”. “Oggi vogliamo festeggiare l’annata 2013 del Barolo di La Morra, – così ha introdotto l’evento Giorgio Viberti, presidente della Cantina Comunale – ma anche rendere omaggio ai vini siciliani, soprattutto al Marsala, da sempre molto conosciuto in Piemonte”.
E’ toccata all’enotecnico Sergio Molino la presentazione ufficiale del Barolo 2013, con una madrina d’eccezione: l’atleta Francesca Fenocchio di Albaretto Torre, medaglia d’oro alle para olimpiadi di Londra.
In un clima di festa, si è arrivati al clou dell’incontro, la consegna del Premio “Giuseppe Tarditi”. Chi era costui lo ha illustrato il conduttore dell’evento, Armando Gambera, che lo ha scoperto attraverso le sue indagini sulla storia del vino: “Nato nel 1836 si laurea farmacista come il padre e ne continua l’operato in La Morra. Ma è l’attività vitivinicola ad assorbirlo pienamente e a farne il primo barolista in assoluto. Nel 1884 produceva 3.000 ettolitri di barolo l’anno, contro l’Opera Pia di barolo che ne produceva solo 1.400 ettolitri. Continua e accresce la produzione del Vermut di barolo che già il padre fabbricava nella prima metà dell’Ottocento, prima ancora che la Cinzano aprisse i battenti.”
Il Premio è stato intitolato alla memoria di Paolo Cordero di Montezemolo, uno dei grandi barolisti di La Morra, attivo dal 1938 al 1987, anno della sua morte. Celebre il vigneto Monfalletto col secolare cedro del libano che svetta in punta alla collina. Marialuisa Ascheri, sindaco di La Morra, ha sottolineato i momenti salienti della vita di Cordero. Armando Gambera, curatore dell’edizione del Premio 2017, ne ha letto le motivazioni che sono le seguenti.
Paolo Cordero di Montezemolo fu sempre fedele a se stesso. Uomo di campagna anche se di nobili origini, anzi gentiluomo, curò le sue vigne come fossero un giardino e produsse vini di altissima qualità. Già negli anni Sessanta del Novecento il suo Barolo della tenuta Monfalletto, celebre per il cedro monumentale, era simbolo di eccellenza in Italia e all’estero.
Nato nel 1920, orfano di entrambi i genitori fin da piccolo, fu allevato ed educato dalla nonna Luigia Falletti dalla quale ereditò nel 1941 un vasto patrimonio fondiario, nel quale spiccavano i vigneti lamorresi appartenuti ai Falletti per 16 generazioni, fin dal lontano 1340.
Egli lasciò scritto: “Il gran vino che molti chiamano opera d’arte è tuttavia opera della natura, opera del sole, del clima, della composizione del terreno, e così via; per usare un termine altezzoso e paradossale, è opera fondiaria.”
Accanto alla natura prodiga ci vuole un vitivinicoltore che sappia ascoltarla e seguirla, e allevare poi bene in cantina i figli di questa natura, il Barolo in primis. Paolo Cordero di Montezemolo è stato questo vitivinicoltore dal 1938 al 1987, anno in cui morì.
Per questi buoni motivi gli conferiamo alla memoria il Premio Giuseppe Tarditi nella mani del figlio Giovanni.

L’incontro è proseguito col gemellaggio coi vini siciliani. Li ha presentati l’enologo Giacomo Vincenzo Manzo, presidente dell’Assoenologi Sicilia. Hanno preso la parola inoltre Sebastiano De Bartoli e Gaspare Triolo, vitivinicoltori siciliani, i cui vini sono poi stati degustati durante la cena di gala che è seguita. Ha portato il saluto del Comune di Marsala Giusy Piccione, consigliere comunale. Alla presentazione è seguita la cena del Barolo sotto le stelle in piazza Castello: sui tavoli i baroli dei produttori lamorresi, in una cornice spettacolare a lume di candele illuminati dai raggi della luna e dolci note musicali.
 

CHEF EXPRESS HA APERTO UNA NUOVA CIOCCO-GELATERIA A MALPENSA, COL BRAND CIOCCOLATITALIANI
Milano, 26 giugno 2017 – Chef Express, la società che gestisce tutte le attività di ristorazione del Gruppo Cremonini, ha aperto un nuovo punto vendita nell’aeroporto di Milano Malpensa, nel Terminal 1, area imbarchi A: il nuovo locale è a marchio Cioccolatitaliani, l’innovativo format di ristorazione dedicato al culto del cioccolato e del gelato, per il quale la società ha siglato un contratto di franchising.

Il nuovo locale si sviluppa su una superficie di 150 mq con dehors e si trova in “Piazza del Pop”, uno spazio che raggruppa i brand più di tendenza a Milano, dal design alla moda passando per il food. Un ideale punto di ristoro per trascorrere piacevoli momenti nell’attesa di prendere l’aereo.

L’offerta prevede i migliori prodotti di gelateria e pasticceria firmati Cioccolatitaliani e diventati ormai iconici – tra cui i coni d’autore e i “Capolavori di Leonardo”, creazioni di alta pasticceria nate in collaborazione con il pasticcere campione del mondo Leonardo di Carlo. Una formula di business lunch, con insalate e panini, e una proposta di colazione continentale studiata per soddisfare la clientela internazionale.

E’ inoltre presente un corner boutique per un perfetto shopping-on-the-go di deliziosi gift e souvenir da portare in viaggio o al ritorno a casa, con i classici signature Cioccolatitaliani – tavolette assortite, praline, gelatine, i famosi lingotti di cioccolato, i cru, ecc.
Infine, i viaggiatori trovano la sezione dedicata a “I grandi del cioccolato”, dove si può trovare una ricercata selezione dei migliori prodotti dei migliori produttori italiani di cioccolato.

Cioccolatitaliani è un brand nato nel 2009 ed è in continua crescita: oggi ha 24 punti vendita, tra diretti e master franchising (di cui quattordici in Italia), aperti grazie alla visione imprenditoriale dinamica e in continua evoluzione di Vincenzo Ferrieri, CEO della società.
 
A fianco del nuovo locale Chef Express aprirà a settembre anche un altro format di ristorazione col marchio proprio Ingredienti: un’innovativa formula di ristorante a buffet basata sull’eccellenza delle materie prime.
CHEF EXPRESS è la società che gestisce tutte le attività di ristorazione del Gruppo Cremonini, attiva nei segmenti della ristorazione in concessione (stazioni ferroviarie, aeroporti, autostrade, ristorazione a bordo treno, ospedali) e commerciale. Nel 2016 ha realizzato ricavi per 512 milioni di Euro. Nel settore della ristorazione in concessione in Italia Chef Express ha oltre 200 punti vendita ed è leader nel mercato dei buffet di stazione, con la presenza in 49 scali ferroviari (di cui 11 Grandi Stazioni), è attiva nella ristorazione autostradale, con 51 aree di servizio, ed è presente in 11 aeroporti e 7 ospedali. La società opera sia con marchi propri come Chef Express, Mokà, Mr. Panino, Gourmé, Gusto Ristorante, JuiceBar e Bagel Factory, che con marchi in licenza, come McDonald’s, RossoSapore, Cioccolatitaliani.
Nella ristorazione commerciale la società controlla la catena di ristoranti di carne Roadhouse Restaurant, con 100 locali.  
CIOCCOLATITALIANI  è il gruppo che ha dato vita nel 2009 all’innovativo format di ristorazione e somministrazione Made in Italy completamente dedicato al culto del cioccolato.Con il primo flagship store in Via De Amicis a Milano, oggi CIOCCOLATITALIANI ha 24 punti vendita, tra diretti e master franchising, di cui quattordici in Italia (Milano, Arese, Brescia, Como, Varese, Vimercate, Salerno, Orio al Serio, Malpensa) e dieci all’estero (Dubai, Riyadh, Kuwait City, Doha, Tirana).
In poco meno di otto anni CIOCCOLATITALIANI ha creato un nuovo marchio d’eccellenza tutto italiano dalla crescita sorprendente e in costante espansione nei principali mercati internazionali, con un approccio moderno per affrontare un mercato che guarda dichiaratamente oltre i nostri confini con programmi di espansione internazionale e capacità di attrarre partner e investitori locali. I numeri fotografano questo successo con un fatturato 2016 di circa 26,8 mil di euro, EBITDA 2016 14% (fatturato 2015 16,3 mil di euro) e circa 460 dipendenti nel mondo.
25 giugno 2017

La filiera integrata agroalimentare negli Usa”
Eventi di presentazione a  Parma, Modena, Ravenna e Bologna. Partecipazione gratuita
Gli Stati Uniti d’America, uno dei mercati di sbocco internazionali più interessanti per l’export agroalimentare italiano: il flusso verso gli USA rappresenta il 10% delle esportazioni totali in valore e il Paese si colloca al 3° posto tra i clienti dell’Italia.
Per incrementare la conoscenza delle imprese italiane di questo mercato, Unioncamere Emilia-Romagna e il sistema camerale emiliano-romagnolo promuovono il progetto “La filiera integrata agroalimentare negli USA”, che verrà presentato alla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Bando per la concessione di contributi a progetti di promozione del sistema produttivo regionale sui mercati europei ed extra europei.

Il progetto rientra nell’ambito del Protocollo d’Intesa LO.V.ER. sottoscritto tra le Unioni regionali delle Camere di commercio di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
Il progetto sarà illustrato e presentato alle imprese interessate in due giornate di incontri nelle sedi camerali: giovedì 29 giugno (ore 10 – 12.30) alle Camere di commercio di Parma sede di via Verdi 2 e Modena (ore 15 – 17.30) via Ganaceto 134; mercoledì 5 luglio alle Camera di commercio di Ravenna (ore 10 – 12.30) viale  Farini 14 e Bologna (ore 15.30 – 18) sede CTC via A. Maserati, 16.
La partecipazione agli incontri è gratuita e aperta alle imprese emiliano-romagnole di produzione dei settori food e foodtec
Informazioni sito di Unioncamere Emilia-Romagna www.ucer.camcom.it



 
Nuovo decreto controlli sul biologico - Assobio commenta: “la frittata è riuscita a metà”
Bologna 23 GIUGNO 2017. AssoBio, l’associazione che raccoglie le 85 maggiori Aziende italiane impegnate nella trasformazione e distribuzione di prodotti biologici, lamenta luci e ombre nello schema di decreto legislativo approvato il 16 giugno che introduce nuove norme in materia di sistema dei controlli e di certificazione per il settore biologico.
“Siamo soddisfatti che, dopo aver stanziato 4 milioni per promuovere la diffusione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche (son pochi, ma son pur sempre un segnale d’attenzione), il Governo abbia deciso di  aggiornare il quadro normativo dei controlli, che risaliva al  1995, quando le Aziende biologiche erano meno di 10mila, contro le oltre 70mila d’oggi. Non a caso, tra i punti del Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico, che abbiamo sostenuto, erano previsti il miglioramento dell'efficacia del sistema di controllo e certificazione in Italia, a garanzia sia delle imprese che dei consumatori, e l’obiettivo di semplificare le procedure per gli operatori”, dichiara Roberto Zanoni, Presidente dell’associazione.

Ma le organizzazioni delle imprese che hanno dato vita al settore biologico e costruiscono giorno dopo giorno questo mercato, creando tutela ambientale, occupazione, benessere e, non ultimo, gettito fiscale, non sono state consultate. Perciò, consentiteci,  la frittata è riuscita a metà. Siamo a piena disposizione del Ministro Martina per un franco confronto sui temi del controllo, che sono assolutamente fondamentali per lo sviluppo del nostro settore, quello più in crescita dell’intero agro-alimentare italiano, e che per questo non possono essere oggetto di blitz”.
E aggiunge il Vice-Presidente Massimo Monti: “Tra le criticità del provvedimento segnaliamo una sottovalutazione del funzionamento del mercato internazionale biologico. Si tratta di un mercato in costante e forte crescita, che vede l’Italia come maggior esportatore al mondo; anziché sostenerlo, lo schema di decreto rischia di ostacolarne lo sviluppo. Con alcuni Paesi la Commissione europea ha stretto accordi di equivalenza, e quindi i prodotti possono essere esportati senza particolari formalità, ma per altri, anche di assoluto rilievo, come il Brasile o la Cina (la cui domanda è in forte aumento), non ha provveduto a farlo. In questi Paesi, e per alcuni prodotti anche negli Stati Uniti, le imprese italiane possono esportare solo con la certificazione di un organismo di controllo autorizzato anche dalle autorità del Paese di destinazione, oppure che operi in accordo con gli organismi locali. In sostanza, per accedere ad alcuni mercati esteri è indispensabile sottoporsi al controllo e alla certificazione di un determinato organismo di controllo: imporre alle aziende di cambiarlo ogni cinque anni può avere effetti devastanti sul nostro export. Per non parlare della necessità di destinare al macero etichette e confezioni: per legge riportano i riferimenti all’organismo responsabile dei controlli e a ogni cambio andrebbero gettate, un assurdo dal punto di vista ecologico, per non dire dei costi. Per garantire l’assenza di conflitti di interessi tra operatori e organismi di controllo – continua Monti -  ci son già meccanismi efficaci. Gli organismi sono obbligatoriamente accreditati da Accredia, l’ente italiano di accreditamento (di cui il Ministero delle politiche agricole è socio e di cui presiede gli organismi in ambito agro-alimentare), sono autorizzati a operare dallo stesso Ministero dopo un’istruttoria che accerta l’assenza di conflitto d’interessi oltre a idoneità morale, imparzialità, esperienza, competenza, adeguatezza di strutture e personale. Il loro programma annuale di attività è vistato dal ministero, che vigila su ogni loro attività assieme a Regioni e Province autonome. Se dalla vigilanza pubblica emergono ombre, il ritiro dell’autorizzazione dell’organismo è senz’altro dovuto, ma se a suo carico non si rileva alcuna irregolarità, perché costringere le aziende a ricominciare da capo ogni cinque anni l’iter di certificazione? È la negazione della semplificazione e intralcia lo sviluppo del settore”.

Un’altra questione  che per il Presidente Zanoni è più di principio: “Spiace che le imprese biologiche debbano essere le uniche costrette a cambiare organismo di controllo, mentre quelle ben più numerose di altri settori più rilevanti per entità economica e, va detto, infrazioni, non sono soggette a questo obbligo bizzarro. Anche i prodotti DOP e IGP hanno un marchio di qualità europeo, e nel 2016 l’Ispettorato centrale repressione frodi ha rilevato tra loro un 22,9% di campioni irregolari. Nell’ambito dei vini DOCG, DOC e IGT ben il 35,2% degli operatori ha presentato irregolarità, segnale di un sistema di controllo quantomeno con carenze e lacune. Di contro, nessun campione di ortaggi, frutta o prodotti lattiero caseari biologici aveva tracce di sostanze non ammesse. Se su un sistema di controllo si doveva operare con priorità assoluta, non sembra quello del biologico, che pure è migliorabile, come da tempo sosteniamo: meno carta e meno burocrazia, più banche dati e informatica, maggior efficacia nel contrastare i pochi operatori senza scrupoli che potrebbero cercare di infiltrarsi per trarre vantaggio del brillante andamento del settore”.
“Non ci convince neppure l’attribuzione di coordinamento e vigilanza sul sistema di controllo allo stesso Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari che da 25 anni ha questa responsabilità” conclude il vice-presidente Monti. “Se il sistema da esso vigilato presenta criticità, forse non è il caso di confermargli la responsabilità. Il dipartimento ha aumentato sempre più le incombenze a carico della massima maggioranza d’imprese oneste, avviando costosissime e macchinose procedure informatiche che da anni non funzionano, non sempre si è attivato tempestivamente per bloccare i malviventi di cui il settore segnalava operazioni sospette, addirittura è intervenuto, almeno in un caso, per indurre un organismo di controllo a mitigare le sanzioni che aveva correttamente elevato a un operatore. Noi siamo per la specializzazione: molto meglio sarebbe attribuire le delicate funzioni al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei Carabinieri, cui la norma istitutiva attribuisce le competenze nell’ambito della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare”.



VINNATUR: tutti senza pesticidi
Le analisi effettuate su 80 campioni hanno confermato l'assenza di pesticidi nei vini dei soci VinNatur. Prosegue la sperimentazione sulla biodiversità in vigna in 17 aziende
I risultati delle analisi sui pesticidi eseguite quest'anno sui vini degli associati a VinNatur hanno evidenziato un grande risultato. Tutti gli 80 campioni analizzati sono risultati essere privi di pesticidi. I produttori sottoposti alle analisi quest'anno sono quelli che sono entrati a far parte dell'associazione negli ultimi 5 anni.

All'analisi della solforosa totale 45 campioni sono risultati sotto i 10 mg/litro, gli altri 35 al di sotto dei 50 mg, come previsto dal disciplinare VinNatur. Nel 2016 invece su 150 campioni analizzati in 4 si erano rinvenuti residui di pesticidi (3 italiani e un francese), 76 campioni erano risultati con meno di 10 mg/li di solforosa e 78 con meno di 60 mg/l.

"È la prima volta che tutti i campioni di vino analizzati risultano negativi e per noi si tratta di un risultato molto importante, anche se quest'anno ci siamo concentrati solo sui nuovi associati e sulle aziende che negli scorsi anni avevano qualche campione positivo - sottolina Angiolino Maule, presidente di VinNatur – Un risultato che non vogliamo vivere come un traguardo, ma come una tappa fondamentale nel percorso che stiamo percorrendo come Associazione. La nostra ricerca si sta concentrando sul modo di evitare l'utilizzo di rame e zolfo in vigna, cercando invece aiuto in estratti vegetali ed essenze naturali che aiutino la pianta ad autodifendersi. Ma soprattutto sul progetto legato alla biodiversità".

Alla sperimentazione della Biodiversità in vigneto, condotta dall'agronomo Stefano Zaninotti di Vitenova - Vine Wellness (in collaborazione con la dottoressa Irene Franco Fernandez, il botanico Cristiano Francescato e l'entomologa Costanza Uboni), quest'anno aderiscono 17 aziende di VinNatur. I rilievi che verranno compiuti nei loro vigneti sul terreno, la flora e la fauna permetteranno di sviluppare un modello scientifico in grado di aiutare le aziende nelle scelte colturali per mantenere una fertilità microbiologica ideale e consentire uno sviluppo sano delle piante. Tutto ciò si traduce in maggiore resistenza alle malattie, quindi meno necessità di intervento da parte dell'uomo. Per un'agricoltura più sana e più vicina alla natura, scopo ultimo di VinNatur.
 


Frutta e Verdura italiana protagoniste su Radio Rai con il progetto Cso Italy “Ortofrutta d’Italia”
Solstizio d’estate, niente di meglio delle calde giornate estive per fare scorta di frutta e verdura, rigorosamente italiana.
E’ questo l’obiettivo del Progetto Ortofrutta d’Italia  realizzato da CSO ITALY e sostenuto da  Apo Conerpo con Alegra e Valfrutta Fresco, Apofruit con il marchio Solarelli,  OPO Veneto con Radicchio di Treviso e Insalate di Lusia, Oranfrizer e Terre e Sole di Sicilia  per le arance, Coop Sole per le fragole e la frutta estiva.
 
E dalla viva voce dei protagonisti del progetto proseguirà la campagna radiofonica su Radio Rai   che racconterà i valori dei prodotti italiani con Davide Drei, Responsabile Commerciale Valfrutta Fresco,  Ilenio Bastoni Direttore Generale di  Apofruit,  Cesare Bellò Consigliere  Delegato di OPO Veneto.
La pianificazione delle interviste ai protagonisti del progetto prevede le uscite su RADIO 2 l’ultima settimana di Giugno e la prima di Luglio.
 Cosa significa scegliere ortofrutta italiana?
La provenienza nazionale è considerata una garanzia di salubrità e qualità per gli italiani che secondo recenti studi   mostrano una particolare propensione ad affidarsi alla produzione domestica.
Questa tendenza è confermata anche dai dati import più recenti che vede l’ingresso di ortofrutta dall’estero (dati 2016) in calo con 2 milioni e 978 mila tonnellate di ortofrutticoli importati per un valore di circa 2 miliardi e 390 milioni di euro.
Tra i singoli comparti risultano incrementi in volume solo per la frutta secca (19%) e la frutta tropicale (+5%); in calo frutta fresca (-2%), ortaggi (-6%) ed agrumi (-24%); in valore segno positivo solo per la frutta tropicale e negativo per gli altri comparti.
La produzione ortofrutticola italiana risulta tra l’altro ai vertici europei per sicurezza e limitato impatto ambientale. I prodotti alimentari italiani, secondo il Rapporto EFSA 2017,  sono i più controllati d'Europa. I prodotti nazionali si confermano i più analizzati d'Europa (oltre 12mila campioni contro i meno di 9 mila tedeschi) e tra i più sicuri: a fronte di una media di superamento dei limiti di legge dei residui di pesticidi del 2,8% tra paesi Ue ed extra Ue, il dato per l'Italia è dell'1,5%  (1,7% nell'Ue).
Per quanto riguarda i consumi   l’Italia è il Paese europeo con il livello di consumi di ortofrutta più elevato anche se al di sotto dei valori raccomandati.
“Le possibilità di incrementare i consumi di frutta estiva ci sono e c’è la propensione e l’atteggiamento giusto dei consumatori - dichiara il Presidente di CSO Italy Paolo Bruni - occorre fare uno sforzo comune di valorizzazione e Ortofrutta d’Italia è un Progetto che fin dalla sua nascita di 6 anni fa, ha messo in contatto la produzione e i consumatori con l’obiettivo preciso di accrescere i consumi. Oggi – conclude il Presidente Bruni – possiamo proseguire e rafforzare la strada intrapresa attraverso un ulteriore consolidamento del Progetto che rappresenta una opportunità unica per le OP italiane “.



FederBio: Il decreto sui controlli nel Bio, rivoluzione a metà
Federbio è intervenuta oggi, 20 giugno, sul decreto sui controlli nel bio con una nota in cui definisce il provvedimento approvato dal governo 'una rivoluzione a metà’. La riconferma dei poteri all’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero - si legge in particolare nella nota - è l’anticamera dell’inefficacia del provvedimento: Federbio propone il nuovo Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri come l’autorità più qualificata per migliorare sensibilmente l’efficacia dei controlli sul biologico italiano e rendere questo settore un faro per lo sviluppo dell’agroalimentare a livello europeo.
La vigilanza dell'Ispettorato centrale si è rivelata infatti - secondo Federbio - costosa e a tratti inefficace. 'Non ha effettuato interventi adeguati sugli organismi di certificazione anche a fronte di denunce, e non ha sviluppato attività di coordinamento del sistema di certificazione (problema stigmatizzato anche dalla Commissione europea a conclusione dei suoi audit)'.

Anche per questi motivi Federbio si sarebbe atteso un passaggio di consegne al nuovo Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, che mette assieme le competenze del Corpo Forestale dello Stato e del Nucleo Carabinieri Politiche Agricole.
Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri per di più ignorerebbe il Regolamento europeo 625/17, che è entrato il vigore a fine aprile scorso e riforma tutto il sistema dei controlli ufficiali di alimenti e mangimi.

'Chiediamo da anni una riforma radicale del sistema di certificazione di settore, a cui abbiamo lavorato concretamente in tutte le precedenti legislature' - dichiara il presidente di FederBio Paolo Carnemolla. 'Abbiamo denunciato, come Federazione che rappresenta tutte le componenti del biologico italiano, le inefficienze e i comportamenti scorretti di tutti i protagonisti del sistema di certificazione, anche quando si è trattato di organismi di certificazione soci di FederBio, come ci ha dato atto Milena Gabanelli nel corso della trasmissione Report del 10 ottobre 2016. Abbiamo dato piena disponibilità al ministro Martina a sostenere un provvedimento che intervenisse in maniera drastica su alcune degenerazioni del sistema di certificazione e quindi accogliamo di buon grado alcune novità introdotte dal testo approvato dal Consiglio dei Ministri'.
'Non possiamo però accettare - continua Carnemolla - che si intervenga in maniera drastica solo sulla parte privata del sistema, ovvero su organismi di certificazione e operatori, con evidenti impatti e oneri, lasciando all’Ispettorato centrale repressione frodi le medesime funzioni e responsabilità per le quali si è dimostrato negli anni recenti quanto meno inadeguato, attribuendogli un potere ancora maggiore attraverso un sistema di sanzioni amministrative pericolosamente discrezionale e autoreferenziale'.

'Ci chiediamo - conclude Carnemolla - che senso abbiano avuto la riforma del Corpo Forestale e la costituzione di un nuovo Comando presso l’arma dei Carabinieri, che comprende anche le competenze del Nucleo antifrodi operante presso il MiPAAF, se questa che è la più grande e qualificata forza di polizia ambientale e agroalimentare in Europa non viene utilizzata a tutela di un settore strategico per ambiente e agroalimentare come il biologico. Una scelta che agevolerebbe anche un maggiore coinvolgimento delle Regioni, altrimenti di fatto escluse dall’attività di vigilanza nel loro territorio'. 



L'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto compie un anno
Cresce il gruppo di lavoro e aumentano i progetti in cantiere della start up che riunisce l’eccellenza della cucina italiana di qualità.
Milano – 20 giugno 2017. Compie il suo primo anno l'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, costituita il 20 giugno 2016 da un gruppo di 44 soci, presentata ufficialmente il 12 ottobre 2016 a Roma, nella cornice istituzionale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Presieduta da Cristina Bowerman, con Carlo Petrini presidente onorario, la giovanissima start up è un ente senza scopo di lucro che in pochi mesi ha attirato l'attenzione e la curiosità di molti operatori del settore. Oggi è cresciuta e vanta un numero di associati più che raddoppiato (fondatori, soci ordinari e benemeriti) tra cuochi, ristoratori, pizzaioli, sommelier, persone di sala, pasticceri e gelatieri: professionalità diverse che con il proprio impegno e la qualità del proprio lavoro hanno reso unica la cucina italiana.
Ambasciatori del Gusto è la prima associazione che riunisce l'eccellenza della ristorazione italiana in un'unica realtà aggregativa, con l'obiettivo di far sistema per valorizzare il patrimonio culturale agroalimentare ed enogastronomico nazionale, in Italia e all'estero.
L'Associazione è il frutto di una riflessione di lungo corso, che ha conosciuto i passaggi di svolta e di maturazione dei suoi obiettivi in momenti istituzionali incisivi come: il Primo Forum della Cucina Italiana (2 marzo 2015), la presentazione, durante Expo Milano 2015, del "Food Act" (27 luglio 2015) – il documento programmatico che, per la prima volta in materia agroalimentare, presenta un piano d'azione per la valorizzazione della cucina italiana mettendo a sistema istituzioni e professioni del settore – e successivamente, la firma del Protocollo di Intesa per la Valorizzazione all'Estero della Cucina Italiana di Alta Qualità (15 marzo 2016). Ed è proprio anche grazie al supporto delle istituzioni, e a sostegno delle stesse, che l'Associazione si è messa in moto per concretizzare in progetti i propri scopi. [...]
Sono stati instaurati i primi contatti con i vertici della Guardia di Finanza, con il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) e con il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente volti alla costituzione di tavoli di lavoro comuni per la stesura di un registro unico dei controlli e per il consolidamento del ruolo dell'Associazione nei confronti di tali realtà.
Un altro importante risultato, è stato raggiunto con la realizzazione del primo documento unitario a cura di un’associazione non governativa, contro l’introduzione del metodo di etichettatura a semaforo, altamente distorsivo e dannoso del mercato. Per la prima volta molte associazioni hanno deciso di far fronte comune per raggiungere insieme un obiettivo.
L’Associazione Ambasciatori del Gusto offre costante supporto all’azione del Governo italiano per una corretta e sana alimentazione e sostiene la legge sugli sprechi alimentari, presentata lo scorso 14 giugno a Bruxelles.
Per il tema formazione, sono state individuate due aree d’interesse: gli stage e le scuole/istituti alberghieri sulle quali si sono sviluppate diverse ipotesi di lavoro, grazie all'iniziativa e al coinvolgimento diretto di alcuni associati. Queste ipotesi hanno trovato terreno fertile nel 2017, con un percorso che si svilupperà ancora nel medio - lungo periodo. [...]
Durante i periodici incontri dell'Associazione, è emersa con forza la volontà di proseguire con passione e determinazione per far crescere questa realtà associativa nella giusta direzione, con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento affidabile non solo per gli associati, ma anche per tutta la categoria che rappresenta, per le Istituzioni, per i consumatori e per l'opinione pubblica.



Mariangela Grosoli è la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP. L’elezione all'unanimità. Rinnovato anche il Consiglio d'Amministrazione
Mariangela Grosoli è la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP. L’elezione è avvenuta venerdì pomeriggio ad unanimità tra i membri del rinnovato Consiglio d’Amministrazione all'indomani delle dimissioni dell'ex Presidente Stefano Berni.
La Grosoli è titolare insieme alla famiglia dell’Acetaia Del Duca, azienda di produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP e DOP con sede a Spilamberto, fortemente radicata sul territorio ma votata all'internazionalità, di media dimensione per fatturato ma ricca di storia e facente parte tra l’altro anche dell'Unione Imprese Storiche Italiane, da sempre interessata allo sviluppo del settore dell'Aceto Balsamico di Modena e alla protezione e tutela della denominazione.

“Obiettivo principale del mio mandato – ha commentato la neopresidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli - sarà il completamento dei progetti avviati nel corso della precedente gestione e altresì la prosecuzione con mano ferma delle attività di tutela, valorizzazione e promozione del prodotto il cui solco è stato egregiamente tracciato dal mio predecessore Berni. Ciò che ritengo oltremodo importante in un momento storico come quello attuale caratterizzato da una sempre più intensa attività di controllo del mercato per prevenire - e reprimere laddove si riscontrino - frodi e contraffazioni, è il saper mettere da parte l’individualismo e fare squadra per raggiungere un obiettivo comune, acquisendo la consapevolezza che non si può permettere la dispersione del patrimonio costruito dai nostri padri e da quegli imprenditori modenesi che ci hanno preceduto. Auspico quindi che quello che vado ad iniziare oggi, sia un mandato che segua le orme delle origini, ovvero creare ma anche valorizzare e far progredire la Denominazione nel rispetto della tradizione e con uno sguardo attento alle nuove richieste dei mercati.”

Con il nuovo Presidente, si modifica anche l’assetto consiliare che pur confermando Giovanni Carandini (Acetificio Carandini Emilio), Sabrina Federzoni (Monari Federzoni), Angelo Giacobazzi (Fattorie Giacobazzi), Cesare Mazzetti (Acetum), Giacomo Ponti (Modenaceti) ed Enrico Zini (Compagnia del Montale), introduce due nomi nuovi come Francesco Toschi (Acetaia Borgo Castello) e Valéry Brabant (Antichi Colli).

La produzione annuale dell’Aceto Balsamico di Modena IGP nel 2016 ha superato i 94 milioni di litri, con una  forte propensione all’internazionalizzazione con il 92% del prodotto esportato in circa 120 Paesi di tutto il mondo e delle significative ricadute positive che esso ha sul territorio, con oltre 1.000 posti di lavoro nella sola Provincia di Modena. L’Aceto Balsamico di Modena IGP inoltre, è considerato uno dei prodotti più apprezzati a livello internazionale del Made in Italy agroalimentare che, insieme ad altre eccellenze frutta a Modena un posto sul podio tra le aree maggiormente significative del Paese, diventando un punto di riferimento della Food Valley emiliana.



Carlo Petrini in Cina apre la strada per il prossimo Congresso internazionale di Slow Food
In un momento in cui l'accordo di Parigi sul clima è seriamente messo in discussione, in seguito alla decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo, la lotta contro il riscaldamento globale sta diventando sempre più urgente e merita un'attenzione particolare.
Slow Food si impegna sempre di più nel cercare di contenere gli effetti che il cambiamento climatico esercita sul sistema alimentare a livello globale in termini di perdita di biodiversità, insicurezza alimentare e impoverimento dei contadini, spesso costretti ad abbandonare la loro terra.
Questi saranno i temi al centro del Congresso internazionale di Slow Food in Cina.

La Cina è un attore importante nel sistema alimentare mondiale e può giocare un ruolo decisivo in questa sfida di portata globale. Negli ultimi anni Slow Food ha più volte affermato che la produzione del cibo rappresenta una delle principali cause del cambiamento climatico, ma che al tempo stesso potrebbe diventare una delle soluzioni. Slow Food promuove un diverso tipo di agricoltura, che dipenda meno dall’uso di combustibili fossili, inverta il processo di desertificazione, gestisca in modo più efficiente le risorse idriche e impedisca l'erosione del suolo.
La rete di Slow Food in Cina sta lavorando a questo cambiamento di paradigma radicale attraverso diversi progetti volti a salvaguardare la biodiversità alimentare e a proteggere la grande varietà di paesaggi e habitat che caratterizzano il paese. L'Arca del gusto, il progetto internazionale di Slow Food creato per salvaguardare i cibi a rischio di estinzione, conta già 60 prodotti in Cina e molte altre candidature stanno arrivando grazie all’impegno della rete.
 
Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, viaggierà questa settimana in Cina per incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali e la rete Slow Food. Il viaggio di Petrini sarà un'occasione per annunciare il Congresso internazionale di Slow Food, un momento fondamentale della vita dell’organizzazione che si svolge ogni quattro anni. Dal 29 settembre al 1 ottobre 2017 si riuniranno a Chengdu 400 delegati provenienti da 90 paesi.
 
Il 20 giugno Carlo Petrini visiterà il Centro di Ricostruzione Rurale Liang Shuming: un’istituzione che difende i valori Slow Food di buono, pulito e giusto, organizzando seminari e lezioni per promuovere il lavoro dei contadini e proteggere la biodiversità. Le attività promosse dal Centro coinvolgono allo stesso tempo cittadini, volontari, contadini, governi locali e università. Il fondatore del Centro di Ricostruzione Rurale, il prof. Wen Tiejun, aprirà il Forum Slow Food il 20 giugno. All'evento parteciperanno inoltre il comitato scientifico di Slow Food Great China e i rappresentanti locali del governo. Un gruppo di esperti e produttori dell'Arca del gusto e dei mercati contadini accompagneranno l’evento proponendo i loro prodotti in un pranzo collettivo.
 
Il 21 giugno Petrini incontrerà Pan Yue, vicepresidente esecutivo dell'Accademia centrale del socialismo di Pechino ed ex vice ministro per la tutela dell’ambiente. Carlo Petrini terrà una conferenza presso l'Università di Sichuan il 22 giugno (ore 16 - 18) sul rapporto tra cibo, salute e ambiente, portando l'esperienza di Slow Food all'attenzione di studenti, piccoli produttori e imprenditori e dei rappresentanti della città di Chengdu. Petrini sarà in quell’occasione nominato professore esperto in campo alimentare dall'Università di Sichuan.
 
Slow Food sta prestando molta attenzione ai processi che le istituzioni cinesi stanno mettendo in atto per incoraggiare sistemi di produzione alimentare più attenti all'ambiente, alla salute dei consumatori, e alla salvaguardia delle tradizioni gastronomiche regionali. Slow Food Great China desidera collaborare in questo senso al fine di garantire la massima sinergia e il raggiungimento di risultati concreti.

18 giugno 2017

BIT ritorna a febbraio 2018 a fieramilanocity

BIT conferma la sua formula 3 giorni (dalla domenica al martedì) anche per il 2018 e dà l’appuntamento agli operatori del turismo dall’11 al 13 febbraio a fieramilanocity.

L’annuncio è arrivato durante la Social Media Week – uno dei principali eventi europei per i professionisti e i creativi del marketing, della comunicazione e della tecnologia – che si è svolto a Milano.

Bit ritorna a febbraio, quindi, in un periodo più consono alle esigenze degli operatori, soprattutto quelli che si occupano di incoming. Solo conferme, invece, per tutte le soluzioni che hanno funzionato nell’ultima edizione: dal percorso espositivo di fieramilanocity (padiglioni sovrapposti 3 e 4) alle sale per convegni ospitate al centro congressi MiCo, l’area Leisure e i focus Bit4Job (incontro tra domanda e offerta professionali), a Bit of Taste (turismo enogastronomico) e Be Tech (soluzioni innovative). Confermata anche la formula mista che, nell’ambito della focalizzazione B2B, prevede momenti anche per il pubblico dei viaggiatori.

Intanto, il digital advisory board, coordinato dal digital ambassador, Alex Kornfeind, sta già lavorando sui temi della prossima edizione: marketing emozionale per attrarre nuovi clienti, nuove filosofie del viaggio, cybersecurity, smart city e nuove politiche e trend di mercato del Sud Italia. Altri temi che saranno protagonisti dell’edizione 2018 di Bit saranno la promozione collaborativa della destinazione, la web usability e la user experience, il mondo del food e il marketing sportivo.
Sempre per la nuova edizione è previsto un restyling dell’immagine intorno al nuovo logo che ha debuttato quest’anno e che – secondo l’organizzazione – ha soddisfatto gli operatori e i partecipanti, grazie anche ai 16.353 incontri di match-making (+13% sul 2016).

Secondo un’indagine indipendente condotta da Grs Explori, infatti, l’89,3% degli espositori si è dichiarato soddisfatto e l’87,4% considera la partecipazione importante per la propria attività. “Tra i visitatori professionali si segnala il 75% che preferisce la location attuale, confermando l’importanza di contare su una manifestazione sul turismo localizzata a Milano nel vivace contesto della città”, sottolinea la nota di Bit.



Sergio Reale, 55 anni, è Presidente del Gruppo Acqua & Sapone 
Si è tenuta oggi 15 GIUGNO l'assemblea dei Soci di ESD Italia, al primo posto tra le centrali d’acquisto con una quota di mercato del 22,2%, che ha eletto come Presidente, Sergio Reale (Presidente del Gruppo Acqua & Sapone). Reale, che sostituisce Maniele Tasca (Direttore Generale del Gruppo Selex) alla guida della Centrale nell'ultimo biennio, sarà affiancato da due Vice Presidenti: Dario Brendolan e Paolo Orrigoni. L'Assemblea dei Soci ha provveduto anche al rinnovo delle cariche del Consiglio di Amministrazione in rappresentanza dei cinque Soci che compongono la Centrale: Dario Brendolan, Marcello Cestaro, Giovanni Pomarico, Maniele Tasca, Paolo Orrigoni, Harald Antley, Mauro Carbonetti. Confermato il Collegio Sindacale e il Revisore Legale.

ESD Italia è al primo posto tra le Centrali d'Acquisto, con una quota di mercato del 22,2% nei canali di presenza (Iper+Super+Spt+C&C+Drug, gennaio 2017 fonte IRI).

Costituita nel 2001, è formata da cinque Soci: Acqua & Sapone, Agorà Network, Aspiag Service, Selex Gruppo Commerciale e Sun; a livello internazionale aderisce a EMD, la più grande Centrale europea. Insieme, queste importanti realtà della distribuzione moderna nazionale totalizzano una rete distributiva formata da 5.390 punti di vendita presenti capillarmente in tutta Italia, per circa 4 milioni di mq di superficie. Nel 2016 il fatturato realizzato dalle Imprese associate a ESD Italia ha raggiunto 20,64 miliardi di euro. Per il 2017 il fatturato previsto è di 21,15 miliardi (+2,5%) con l'apertura di 229 nuovi punti di vendita e 188 ristrutturazioni.

 Sergio Reale, 55 anni, è Presidente del Gruppo Acqua & Sapone, leader nel canale drug e Socio di ESD Italia dal 2002.

Il nostro è un Paese che si muove a due velocità – ha dichiarato Reale - dove, accanto a regioni più dinamiche sotto il profilo economico, ci sono territori che fanno più fatica, e che la crisi degli ultimi anni ha ulteriormente indebolito. La nostra Centrale comprende operatori di tutta Italia, e uno dei nostri obiettivi è proprio quello di ridurre questo gap, cercando di valorizzare le potenzialità di tutte le imprese che fanno capo a ESD Italia. Ci viene in aiuto la forte coesione che abbiamo coltivato in questi 15 anni di lavoro comune. E che sarà mio compito mantenere salda”.

L'Assemblea ha espresso sentiti ringraziamenti al Presidente uscente Maniele Tasca per il fattivo contributo alla crescita di ESD Italia e al rinnovamento dell'approccio negoziale.



Il ristorante didattico Taste, in piazza Dante a Bergamo cambia volto: 7 / 24 settembre 2017
La rivoluzione dei tempi moderni è cool & green. Come da tradizione, Bergamo si prepara a ospitare dal 7 al 24 settembre 2017 le archistar del verde più famose al mondo grazie alla kermesse I Maestri del Paesaggio e per l’occasione anche l’universo del food dell’istituto alberghiero iSchool si trasforma.

Il ristorante didattico Taste, in piazza Dante, cambia volto e con la sua straordinaria energia spinge I Maestri del Paesaggio ad affacciarsi in città bassa. Ad attenderli ci sarà un locale in stile metropolitano, fashion e contemporaneo, arredato secondo le ultime tendenze newyorkesi. Un vero e proprio «Music Club Container» assolutamente cool, proprio come il tema scelto da I Maestri del Paesaggio per l’edizione 2017 della rassegna.

Cool, come modo di essere, come gusto estetico, come moda. Ma anche cool come atmosfere rilassanti tipiche delle oasi verdi e come elemento attrattivo e di interesse, pronto a condurre i partecipanti alla scoperta di location stupefacenti. Proprio come saprà essere Taste che dalle 18 in poi, ogni sera, si trasformerà in un lounge e music bar. A caratterizzarlo, un’ambientazione urbana che lo renderà luogo di incontro, punto di riferimento in Città Bassa e paradiso dello splendido connubio musica e cibo.

«Ricreeremo un luogo-non luogo perfettamente integrato all’interno della piazza cittadina grazie alla trasparenza e alla versatilità che è propria a questa location, sapremo rivoluzionare la nostra immagine senza perdere identità e qualità, nelle preparazioni così come nell’atmosfera, sempre più unica e affascinante. Daremo vita a uno spazio espositivo perfetto per le esibizioni di artisti locali ed emergenti, in cui saranno ospitati oggetti d’arte e performance musicali in una fusione di personalità e poetiche creative. Il tutto, a partire dalla straordinaria originalità e professionalità dei nostri studenti» - annuncia la titolare di iSchool, Valentina Fibbi.

In particolare, sono già in calendario alcune, imperdibili serate in collaborazione con la Fondazione Donizetti ma anche con altri istituzioni che producono musica di altissimo livello sul territorio come il CDpM e Il Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo.
L’appuntamento, a partecipazione libera e gratuita attraverso il sito è per martedì 7, sabato 9, martedì 12, giovedì 14, martedì 19, giovedì 21, sabato 23 settembre - Piazza Dante c/o Domus – Bergamo Bassa.



Fra gastronomia e intrattenimento a Modigliana arriva il cinghiale
Dal 30 giugno al 2 luglio la seconda edizione della sagra
Dopo il successo dello scorso anno, Modigliana (FC) si appresta a rinnovare l’appuntamento col gusto con la seconda edizione della “Sagra del Cinghiale”, al piazzale Ferrari nei giorni 30 giugno e 1 e 2luglio (tutte le sere dalle ore 19 e domenica anche pranzo dalle ore 12).

Protagonista indiscusso dell’evento sarà ovviamente il cinghiale nel suo aspetto gastronomico. Sarà quindi possibile degustare: tagliatelle, tortelli e polenta con ragù di cinghiale, spezzatino e straccetti di cinghiale, grigliata mista con maiale e cinghiale. In ogni giornata verrà anche proposto un piatto speciale: venerdì stinco al forno, sabato paella, domenica arrosticini.

Inoltre, ogni sera è previsto un intrattenimento. Venerdì 30 giugno ci sarà il concerto della cover bend Euforika. Sabato 1 luglio si balla con l’Orchestra Maria Grazia e Gigi. Domenica 2, infine, spettacolo con i ballerini di Giorgio e le Magiche fruste di Romagna.

La manifestazione si terrà anche in caso di maltempo sotto apposita area coperta.

Per informazioni: cell. 338 2827099. http://facebook.com/prolocomodigliana



A BARI “NUOVE FRONTIERE DELL'OSPITALITÀ, DAL WEB AL NEW BUSINESS”

Alberghi: quanto impattano sul business le dinamiche digitali e le recensioni online

Il capoluogo pugliese ha ospitato il 13 giugno, presso la sede di Confindustria Bari e BAT, il terzo appuntamento dedicato a “Nuove frontiere dell’ospitalità, dal web al new business”.

L’evento, organizzato da Associazione Italiana Confindustria Alberghi in collaborazione con Confindustria Bari e BAT, Confindustria Puglia, Confindustria Basilicata e TripAdvisor si è rivolto agli operatori del settore alberghiero della Puglia e della Basilicata. Le dinamiche legate all’on-line, in un’epoca in cui tutto scorre velocemente, sono un fattore imprescindibile per capire le evoluzioni del mercato turistico ed intercettare nuovi flussi.

Partendo da questo presupposto, durante i lavori della giornata, i rappresentanti delle Associazioni, delle istituzioni e di TripAdvisor hanno dato vita ad una serie di interventi volti a valorizzare il business alberghiero ponendo l’accento sulle potenzialità del mondo digitale.

TripAdvisor ha presentato, durante i lavori della giornata, i dati che analizzano le ricerche effettuate dai cyberg turisti a livello mondiale. Ne è emerso che Basilicata e Puglia sono valutate molto positivamente, in particolare gli alloggi ottengono un punteggio medio rispettivamente di 4,38 e 4,28. Un risultato importante, se si considera che la scala di valori si esprime sempre da 1 a 5. Matera e Lecce, le destinazioni regionali più gettonate, ottengono sull’accomodation un giudizio di 4,38 e 4,34. Interessante anche il dato relativo alla nazionalità dei cyberg turisti TripAdvisor: a ricercare maggiormente le località lucane sono USA, UK seguiti da Francia e Germania mentre sono inglesi, statunitensi, francesi e tedeschi gli interessati alla Puglia.

“L'appuntamento di oggi si inserisce nel quadro delle iniziative che Confindustria Alberghi in collaborazione con le associazioni sul territorio mette a disposizione delle aziende per offrire un supporto concreto a loro business.  I tavoli tecnici della mattinata e gli interventi del pomeriggio hanno offerto alle imprese non solo un'opportunità di dialogo e confronto con TripAdvisor, ma anche di analisi e approfondimento sulle dinamiche del turismo a livello internazionale – ha dichiarato Marina Lalli, Direttore Generale Terme Margherita di Savoia e Componente del Consiglio Direttivo di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.”

“Questo terzo appuntamento italiano è l’ennesimo risultato positivo della collaborazione con Confindustria Alberghi e dimostra l’interesse di TripAdvisor non solo per il nostro Bel Paese ma anche per tutte le singole realtà locali” ha dichiarato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia. “E i risultati del sondaggio che abbiamo presentato oggi mostrano che anche l’interesse da parte delle aziende c’è. La percezione di TripAdvisor è risultata nel complesso abbastanza, molto o moltissimo positiva per il 68% degli albergatori intervistati ed è anche emerso che il sito porta benefici sia ai consumatori sia all’industria dei viaggi: la mole di contenuti insieme agli strumenti di ricerca e prenotazione generano una crescita della domanda e un miglioramento dei servizi”.

“È stato un giorno importante per la territoriale di Confindustria Bari e Bat – ha dichiarato Massimo Salomone, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Bari e Bat – perché ospitando i rappresentanti globali e italiani di TripAdvisor, questa iniziativa ha offerto a tutti gli albergatori ed agli operatori turistici associati a Confindustria Puglia e a Confindustria Basilicata, l’importante opportunità di  dialogare con loro, in maniera costruttiva,  confrontandosi sulla gestione della reputazione online e sugli strumenti e le strategie commerciali per incrementare il proprio business. Il dialogo potrà favorire la crescita del comparto e consentire alle strutture ricettive associate al nostro sodalizio di Bari-Bat, ovvero a tutti gli albergatori associati a Confindustria Puglia e a Confindustria Basilicata, di competere, con un supporto "privilegiato", nei mercati del turismo internazionali.”

 “Per la Basilicata - ha dichiarato Francesco Garofalo, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Basilicata -  vi sono ancora significative potenzialità da valorizzare e, anche grazie all’effetto traino esercitato da Matera, Capitale Europea della Cultura per il 2019, siamo convinti di poter migliorarci nel corrispondere alle aspettative di quanti vorranno conoscere la nostra terra. Negli ultimi anni, infatti, stiamo crescendo non solo come flussi, ma anche e soprattutto in relazione alla qualità dell’offerta messa in campo dalle nostre strutture.  Vogliamo proseguire in tal senso e alzare ulteriormente l’asticella. Ecco perché partecipiamo a questa stimolante occasione di incontro con il board europeo di TripAdvisor, dalla quale, sono sicuro, rinverranno positivi e qualificati spunti da portare all’interno delle nostre imprese.” "La filiera turistica nel suo complesso e ancora di più sul web – ha dichiarato Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo economico e all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia – ha bisogno di coordinamento, ascolto, condivisione, costante connessione di tutti i soggetti coinvolti nell’ecosistema della Destinazione Puglia.  “Noi ci siamo”: quel claim (#weareinpuglia), reso famoso in Italia e all’estero, ha adesso bisogno di prodotto, cultura e identità. La tecnica e la tecnologia accelerano la consapevolezza di questi bisogni e vengono identificate come soluzione, soprattutto per sentirsi in rete. Non tutti i bisogni possono diventare obiettivi di business e di innovazione, ma ci sono piattaforme abilitanti di questi processi,  come TripAdvisor che permettono agli operatori turistici di riconoscersi nella vastità del web, di cogliere l’importanza della loro presenza sulla rete, di compiere lo sforzo personale di passare alla promozione digitale, anche chiedendo alla pubblica amministrazione di continuare in questa direzione. È necessario che l’innovazione digitale venga utilizzata per restituire cura ai viaggiatori e autenticità al viaggio, passando dall’innovazione della comunicazione all’innovazione del prodotto, del territorio, dell’accoglienza, soddisfacendo diverse tipologie target.  La promozione adesso avviene mediante diversi canali e strumenti: web telefono, tv, cinema, radio, giornali, ma anche mediante la comunicazione di aeroporti, stazioni e mezzi di trasporto, info-point e reception. Proiettarsi nel futuro del mondo del turismo significa monitorare e seguire le innovazioni digitali che già sono in atto e che ci saranno, declinandole in possibili cambiamenti nel modo di concepire il viaggio che diventa sempre più esperienziale. Gli operatori turistici dell'ospitalità sono i più esposti a questa trasformazione digitale in atto e diventa prezioso il supporto delle associazioni di categorie che si adoperano per collaborare con la regione in questa strategia di qualificazione dell'offerta digitale turistica.”



Cibo Nostrum, oltre 20mila presenze - Una festa della cucina con mille cuochi
«Oltre 20mila presenze registrate, 150 postazioni di cuochi che hanno impegnato circa mille professionisti, 50 cantine rappresentate, di cui 30 dell’area Etna, e un incremento del 300% della raccolta fondi per la ricerca sul morbo di Parkinson, perché Cibo Nostrum sostiene con determinazione la causa della solidarietà». Così Rocco Pozzulo, presidente Federazione Italiana Cuochi, al termine della 6ª edizione della manifestazione che dall’11 al 13 giugno 2017 si è svolta tra Zafferana Etnea (Ct), Giardini Naxos e Taormina (Me). Il momento di massimo impatto, anche mediatico, della grande festa della cucina italiana è stato il Taormina Cooking Fest. Lungo i 2.100 metri di Corso Umberto I si sono celebrati in diretta centinaia di show cooking, un vero G7 della gastronomia italiana e un momento spettacolare di promozione del Made in Italy in una Taormina affollata dal turismo internazionale.

«La nostra cucina parla a tutto il mondo», ha commentato il bistellato Ciccio Sultano patron del ristorante Duomo di Ragusa Ibla e neo membro Euro-Toques. Nel suo corner troneggiava un mastodontico tonno rosso da 217 kg (pescato nel Mediterraneo con ami e palangari) affilato dal maestro Alfio Visalli. Una passerella di ricette e di materie prime di alto profilo, a partire proprio dalla bottarga di tonno di Ciccio Sultano, ha solcato la dorsale di Taormina. Una manciata di testimonianze: Spaghetti freddi all’acqua di pomoro, gambero di nassa al profumato al coriandolo e aria di conchiglie; Ricciola, burrata, pomodoro e pesto; Crema di ricotta di bufala, crema di carote sferificata e tartufo; Sgombro e schiacciatina di ceci.

Cibo Nostrum è stato anche un momento di incontro, a tu per tu, con i protagonisti della cucina italiana. Di grande stimolo il confronto con Marco Sacco, due stelle Michelin del Piccolo Lago di Mergozzo (Vb), che ha presentato il Movimento gente di lago, che vuole valorizzare la ricchezza delle acque interne, un patrimonio inestimabile. «A questo proposito - ha commentato Sacco - è necessario pianificare e sostenere strategie gestionali che assicurino il corretto equilibrio tra la salvaguardia delle risorse ittiche, la loro promozione gastronomica come una tra le infinite ricchezze culinarie del panorama italiano e i benefici economici derivanti dal loro utilizzo. L’acquacoltura è un ottimo esempio di scelta lungimirante». Coerente con il tema di Cibo Nostrum, ha presentato nell’ambito del workshop un Sandwich mare-lago rappresentato da sarda, misultin (agone essiccato), pane, maionese di misultin e liquirizia fresca.

Su questa linea anche il convegno organizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca: “Pesca sostenibile, acquacoltura e cucina consapevole: il pesce azzurro e le specie eccedentarie”. Abbiamo 8mila chilometri di coste, è stato sottolineato, e dobbiamo valorizzare tutte le nostre specie di pesce azzurro, il pesce per antonomasia, solitamente poco commercializzate nel mercato ittico e sui banchi delle pescherie.

«Bisogna imparare - ha precisato Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e beni culturali - a raccontare il pesce azzurro come si è fatto con il vino. In quest’ottica si valorizzano i beni del Paese e l’alimentazione - va ribadito - è un moltiplicatore di esportazione». Le ha fatto eco Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole: «Tutelare il nostro mare e il nostro pescato significa favorire la sostenibilità ambientale. Un obiettivo che ci vede alleati con la Federazione Italiana Cuochi, impegnata nella promozione dei valori del pesce azzurro, digeribile e ricco di minerali. Un alimento che fa bene ai bambini».

«Dobbiamo portare il pesce azzurro nelle scuole primarie - ha precisato Rocco Pozzulo - elaborando con i Ministeri un progetto di formazione dedicato ai giovani. Ma anche nei ristoranti, per incentivarne il consumo, il menu dovrebbe presentare almeno una ricetta a base di questa materia prima eccezionale». Nel corso del convegno è stato inoltre ricordato che oltre il 50% del pesce azzurro proviene da acquacoltura. Che il pesce da acquacoltura moderna sia uguale a quello di mare è ormai opinione comune.

Cibo Nostrum si è infine spostato alle pendici dell’Etna, dove presso la cantina Cusumano è stato siglato il Patto Etneo tra cantine, cuochi, sommelier e produttori di pesce azzurro. Un manifesto per sviluppare e rappresentare al meglio il patrimonio etneo a livello ambientale, storico e culturale. Festa finale a pochi chilometri, tra il versante nord dell’Etna e il parco dell’Alcantara. Qui ha sede la cantina di Cottanera, azienda vincola guidata dalla famiglia Cambria: 110 ettari in continuità (un unicum in quest’area), di cui una sessantina a vigneto (Nerello Mascalese, Carricante, Catarratto).

La degustazione ha visto sfilare vini di alta gamma, frutto di un intenso e appassionato lavoro in vigna e cantina. Nell’ordine, Metodo Classico Brut 2012 (100% Nerello Mascalese), Etna Bianco Doc Contrada Calderara 2015 (100% Carricante), Etna Rosato Doc (100% Nerello Mascalese), Etna Rosso Contrada Feudo di Mezzo (100% Nerello Mascalese). In chiusura, Etna Rosso Doc Riserva 2011 Contrada Zottorinoto (100% Nerello Mascalese) con affinamento di 24 mesi in botte di rovere francese e successivamente altri 24 in bottiglia.



Andamento turistico gennaio-aprile 2017 in Emilia Romagna
BOLOGNA giugno 2017 - Turismo estero in crescita, in Emilia Romagna, nei primi quattro mesi del 2017 (+7,4% negli arrivi e +12,4% nelle presenze) a cui si affianca il positivo risultato per quanto riguarda il turismo italiano (+11,7% di arrivi e + 17,7% di presenze).

Sono questi i dati, del positivo trend regionale da gennaio ad aprile, elaborati dal Servizio Statistica della Regione Emilia Romagna.

Vanno segnalate in particolare, per quanto riguarda l’estero, le ottime performance di arrivi e presenze dalla Russia (rispettivamente aumentate del +40,6% e del +49%), Germania (+15,4% e +15,1%), Svizzera e Liechtenstein (+8,9% e +16,3%), Austria (+4,2% e +12,4%), Regno Unito (+9,2% e + 15,7%), Paesi Bassi (+8,9% e +19,6%), Francia (+3,4% e +11,7%), Polonia (+9,1% e +29,6%), Repubblica Ceca (+15,9% e +8,6%), Stati Uniti d’America (+5,6% e + 6,9%), Brasile (+21,9% e + 29,2%), Spagna (+5,3% e + 14,8%), Portogallo (+33,4% e +30,9%).

Per l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini “sono dati Istat sottostimati ai reali flussi turistici e numeri indicativi del ruolo leader in Europa della nostra offerta turistica a conferma della efficace attività promozionale svolta nei mercati esteri, in particolare Germania, Svizzera, Regno Unito,  Russia e Francia".

In termini assoluti, da gennaio ad aprile, tutti i turisti esteri in Emilia Romagna hanno fatto registrare 546.959 arrivi (+7,4%) mentre le presenze sono state 1.439.973 (+12,4%).

Incremento a due cifre, in questi quattro mesi, per il totale di arrivi e presenze italiane ed estere in Emilia Romagna, aumentate del +10,7% (2.300.841) e del + 16,2% (5.385.859) rispetto allo stesso periodo del 2016.

11 Giugno 2017

CHIC RESPECT” a Cibo Nostrum 2017: Il percorso di Chic per la sostenibilità, alla “Grande Festa della Cucina Italiana” 
Dall’11 al 13 giugno, si rinnova l’appuntamento con Cibo Nostrum la manifestazione che da sei anni riunisce professionisti del settore agroalimentare per fare festa, formazione e solidarietà. La tradizione culinaria italiana, che unisce l’Etna al mare attraverso i paesi simbolo di Zafferana e Taormina, dà forma a giornate intense di eventi tra cooking show, incontri tematici, workshop e degustazioni.
Il giorno 12 l’appuntamento più suggestivo, con Taormina Cooking Fest che vedrà protagonisti oltre 120 Chef , tra cui una folta delegazione di Chef di CHIC, provenienti da tutta Italia che cucineranno dal vivo lungo il Corso Umberto di Taormina.
 
Con l’occasione, l’associazione CHIC- Charming Italian Chef, dopo il Congresso di fine marzo, tornerà a parlare di CHIC RESPECT, il progetto nato per sensibilizzare la filiera della ristorazione a un confronto serio sull’attenzione e il rispetto per l’ambiente, per un utilizzo equilibrato e consapevole delle sue risorse e per ridurre gli sprechi alimentari. A Cibo Nostrum CHIC passerà dalle parole ai fatti: per la prima volta infatti gli #chicchef “metteranno in pratica” quanto stabilito dal protocollo di CHIC Respect proponendo un piatto caratterizzato dal rispetto dei principi della sostenibilità.
 
Il tema sarà affrontato anche nel convegno sul “Pesce Azzurro: pesca sostenibile, cucina consapevole”, con gli interventi delle Istituzioni, dei produttori del settore ittico, dei giornalisti del settore agroalimentare e di prestigiose firme della cucina italiana, e nei laboratori tematici dedicati al pesce azzurro che si svolgeranno in esclusive location di Taormina, con il coinvolgimento degli chef presenti, delle cantine del territorio e di qualificati giornalisti di settore.
 
LINK AL PROGRAMMA CIBO NOSTRUM 2017



Anche la 12ª edizione di RiminiWellness è terminata
Un mondo di fitness, benessere, business, sport, cultura fisica e sana alimentazione, per la prima volta a firma Italian Exhibition Group S.p.A., la società nata dall´integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza.

Quest'anno, afferma una nota degli organizzatori “abbiamo registrato numeri da capogiro: 268.120 presenze!
80 paesi coinvolti tra operatori e visitatori
più di 400 aziende
16 padiglioni attivi
oltre 20 km di costa in movimento
50 tra corsi e certificazioni
100+ convegni e appuntamenti professionali 
1960 sessioni di allenamento
430 giornalisti accreditati
142 milioni di contatti media 
144.585 impression su Instagram 
1,4 milioni di copertura post facebook



ALMA Caseus, al Gola Gola Festival incoronati i migliori Professionisti
A vincere l’edizione 2017 della competizione promossa da ALMA- La Scuola Internazionale di Cucina Italiana sono stati Giovanni Gazzetti e Cristina Campani. Il concorso è stato supportato dal Birrificio Angelo Poretti, che ha assegnato una Menzione Speciale.
 
Sono Giovanni Gazzetti e Cristina Campani i vincitori della sezione “Professionisti” del concorso ALMA Caseus, dedicato al patrimonio dei formaggi italiani, riservata agli operatori di settore quali affinatori, produttori e ristoratori. Il concorso, che quest’anno si è svolto nella cornice del Gola Gola Festival di Parma, è promosso da ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.
La coppia di Scandiano (RE) è risultata la migliore tra le sei finaliste. A decidere il risultato della gara, nella cornice del Palazzo Centrale dell’Università, è stato l’esito di sei differenti prove: un test di cultura sulla conoscenza del mondo dei formaggi italiani; la degustazione alla cieca di cinque bocconcini di formaggio DOP, privi di crosta per renderne ancora più difficoltoso il riconoscimento; la presentazione di una composizione di formaggi (selezionati dai concorrenti tra una rosa di formaggi DOP o la cui filiera sia italiana al 100%); la presentazione dello stesso tagliere; la gestione di una degustazione, con cinque formaggi e altri prodotti, raccontando al pubblico come abbinarli e perché rispettare una precisa successione d’assaggio; e il taglio di precisione, senza l’uso di bilancia, di una forma.
A proclamare Maestri ALMA Caseus Giovanni Gazzetti e Cristina Campani è stata una Giuria presieduta da Renato Brancaleoni: romagnolo, maestro affinatore di fama internazionale (insieme alla figlia Anna gestisce la Fossa dell’Abbondanza, a Roncofreddo, dove affina una delizia come il Formaggio di Fossa), Brancaleoni è Direttore di ALMA Caseus e docente ALMA. Nella Scuola di Colorno cura i moduli didattici a tema formaggio, all’interno dei vari Corsi. Nel suo palmares, figura anche la Medaglia di Bronzo ai Campionati del Mondo di Fromagerie di Lione nel 2007. «Se ne parla poco, eppure in Italia sono centinaia gli operatori che ogni giorno scelgono, tagliano, servono e comunicano con passione il formaggio: sono gli ambasciatori di un patrimonio gastronomico senza eguali al mondo, fatto di oltre 500 differenti varietà di formaggio. La sfida che ci siamo prefissi di vincere nel 2012, lanciando l’edizione pilota di ALMA Caseus, è proprio quella di restituire visibilità e dignità a questi professionisti, custodi di una grande tradizione alimentare italiana».

La passione per i formaggi di Giovanni Gazzetti inizia da quando è bambino, trasmessa dai genitori, produttori di Parmigiano Reggiano. Nel 1983 Giovanni apre la “Boutique del Formaggio e Salume” a Scandiano (RE). Dal 2015 è affiancato da Cristina Campani con la quale ha maturato la decisione di partecipare ad ALMA Caseus.
Il concorso ha avuto anche un’appendice golosa: per tutta la giornata del 4 giugno i foodie accorsi a Parma per il Gola Gola Festival hanno avuto l’opportunità di assaggiare e acquistare, nello spazio del Mercato delle Specialità, in Piazza Ghiaia, alcuni tra i migliori formaggi del nostro Paese. A portarli in vetrina sono stati i produttori che negli anni scorsi si sono contesi il Premio ALMA Caseus nella categoria Prodotti.
 
Partner di ALMA nel progetto ALMA Caseus è stato il Birrificio Angelo Poretti, che al fianco di ALMA è da anni impegnato a favorire la divulgazione del bere di qualità e dell’eccellenza birraria legata alla cultura gastronomica italiana. In occasione della finale di ALMA Caseus, il Birrificio Angelo Poretti, rappresentato dal Beer Expert Flavio Boero, ha assegnato una Menzione Speciale alla coppia composta da Alessandro Monti e Cristiana Donati del Ristorante del Lago di Bagno di Romagna (FC). Il merito di questi due professionisti è quello di aver proposto un eccellente abbinamento tra formaggi e birra: da un lato Raviggiolo di capra, dall’altro 10 Luppoli Le Bollicine, anche nella variante rosé, e 8 Luppoli Armonie di Gusto. La 10 Luppoli Le Bollicine è una birra caratterizzata da un perlage fine ed elegante, frutto dell’accurata selezione di 10 varietà di luppolo provenienti da tutto il mondo. Una birra speciale rifermentata con il lievito Saccharomyces Bayanus, tipicamente utilizzato per la spumantizzazione, con la quale i Mastri Birrai del Birrificio Angelo Poretti hanno voluto rivisitare il concetto di Bollicine. Le nuove 8 Luppoli al Gusto Tostato e al Gusto Agrumato, sono invece birre ad alta fermentazione, caratterizzate da un corpo morbido e da note, rispettivamente, maltate e tostate e agrumate.



A Marigliano arriva la XVI edizione della Sagra della pennetta all'arrabbiata
Anche quest'anno la Parrocchia Sacro Cuore organizza la Sagra della pennetta all'arrabbiata giunta alla sua XVI edizione. L'evento si svolgerà a Marigliano, frazione Pontecitra, nei giorni 1 e 2 Luglio.
Torna il gusto della tradizione, torna la voglia di far festa. A Marigliano, in Via Vittorio Veneto, nella frazione di Pontecitra, nei giorni 1 e 2 Luglio si svolgerà la XVI edizione della Sagra della pennetta all'arrabbiata organizzata dalla Parrocchia Sacro Cuore.
Il prelibato piatto tipico che dà il nome alla kermesse, le pennette all'arrabbiata, sono un primo piatto tipico della tradizione culinaria romana, ma che anche in Campania e specialmente nel napoletano, tale pietanza ha visto rivisitazioni e interpretazioni fin dai tempi antichi. Le penne all'arrabbiata napoletane sono un piatto semplice, dal gusto intenso e deciso, merito dell'abbondante peperoncino usato in fase di preparazione, perfetto per unire intorno allo stesso tavolo, amici, parenti, ma anche sconosciuti con interessi affini: il buon cibo e il desiderio di fare comunità. Ed è proprio con questo spirito che la Parrocchia Sacro Cuore, rappresentata da Don Pasquale Giannino e dai numerosi collaboratori volontari, interpretano la Sagra della pennetta all'arrabbiata: creare un momento di comunità e di festa che valorizzi non solo il gusto tipico della Campania, del napoletano e dunque della nostra tradizione, ma anche l'arte, la musica, il teatro, ingranaggi di condivisione apprezzati da tutti.
Infatti, dopo il successo delle precedenti edizioni, quest'anno, la manifestazione intende ampliare il proprio raggio d'azione proponendo una rassegna di musica e spettacoli di tutto rispetto che accompagneranno il leitmotiv della due giorni: le pennette all'arrabbiata. Tanti gli artisti coinvolti e tante le realtà del territorio che parteciperanno al programma dell'evento.

Sabato primo luglio saliranno sul palco, organizzato per l'occasione, la band "La Locomotiva del Tempo", gruppo veterano composto da musicisti di prim'ordine influenzati dal pop, dal rock e dal folk della vecchia scuola appartenente agli anni '80. Apprezzati e riconosciuti in tutto l'Agro-Nolano per via delle numerose partecipazioni a feste di piazza e sagre, la band offre un repertorio revival di grande impatto. Prima della band si esibiranno i ragazzi dell'Istituto Comprensivo Pacinotti, scuola elementare, in un breve spettacolo di musica, balli e recitazione.
Per il secondo e ultimo giorno di sagra, domenica 2 luglio, la serata sarà allietata dalla musica folk e popolare della splendida Marilù Poledro, in arte "Marilù", che con il suo spettacolo di musiche e danze popolari del sud, e il suo ritmo coinvolgente riscalderà a dovere il pubblico in attesa della chicca finale. Dalla musica si passa al teatro e allo show comico di "Nello Iorio", direttamente da Made in Sud, attore pomiglianese di grande fama, apprezzato dal pubblico televisivo e teatrale che, per l'occasione interpreterà alcuni dei personaggi che negli anni hanno garantito il suo successo, regalando ai presenti anche qualche sketch inedito. Ad anticipare i due grandi artisti, saliranno sul palco gli studenti dell'Istituto Comprensivo Pacinotti, scuola media, che si esibiranno in una rappresentazione rivisitata del musical "Scugnizzi".

Ricco il menù della sagra che vedrà protagonista le Pennette all'arrabbiata, accompagnate da tante altre pietanze squisite, preparate con cura, rispettando le ricette tradizionali di un tempo. Accanto alle pennette all'arrabbiata, ci saranno le pennette alla scintilla, preparate con provola, pomodorino pachino, rucola e pancetta; e poi secondi di carne, contorni ricchi e vari, e panini di diverso genere.

Per invogliare tutti ad assaggiare le specialità preparate per la XVI edizione della Sagra della pennetta all'arrabbiata, ad ogni acquisto si riceverà un biglietto per il classico sorteggio a premi indetto dall'organizzazione. Quest'anno tra i premi: una poltrona elettrica, un tablet e dei bellissimi occhiali da sole, messi a disposizione dai numerosi sponsor della manifestazione.
L'appuntamento dunque è per i giorni 1 e 2 Luglio, in Via Vittorio Veneto, Marigliano, presso la Parrocchia Sacro Cuore, nella frazione di Pontecitra, per la XVI edizione della pennetta all'arrabbiata che intende presentarsi, già dalle premesse, come la miglior edizione fino ad oggi.

04 Giugno 2017

Il Lugana Orestilla 2015 di Montonale è il miglior bianco del mondo: lo ha stabilito la giuria del Decanter World Wine Awards, il più importante concorso enologico internazionale.

Il Turbiana della cantina di Desenzano del Garda ha conquistato la medaglia di Platino e il titolo di "Best in Show" come miglior monovarietale bianco.
Il riconoscimento "Best in Show" è stato assegnato dopo l’assaggio 17.200 vini degustati dall'autorevole panel capitanato da Steven Spurrier.

La lista dei premiati è consultabile online.



MEETING PLANNER D’AZIENDA AL PALACE HOTEL DI MILANO MARITTIMA
La manifestazione che vedrà confluire in riva all’Adriatico operatori da tutta Italia è un punto di ritrovo per chi lavora nel settore del turismo. Scopo dell’iniziativa, voluta da Ediman, è mettere a confronto, in una serie di sessioni, offerte e proposte di espositori, makers, responsabili di gestione eventi, rappresentanti di agenzie ecc. Location prestigiosa sarà il Palace Hotel, cinque stelle del Gruppo Batani Select Hotels.

Non c’è dubbio! Cesare Pavese era nel giusto quando, nel lontano 1936, intitolava una sua produzione in versi “Lavorare stanca”, ma oggi, senza profanare il nome del poeta di Santo Stefano Belbo (CN), crediamo si possa dire che “lavorare stanca… un po’ meno”, soprattutto quando si è in trasferta in luoghi accoglienti e strutture all’avanguardia. Ecco spiegato, quindi, il motivo che vede il Palace Hotel, cinque stelle di Milano Marittima, location preferita da chi deve organizzare meeting, congressi, riunioni aziendali. Con il suo caratteristico stile neoclassico, l’albergo ospiterà anche quest’anno, da giovedì 8 a sabato 10 giugno prossimi, il “Full Contact Meeting Planner d’Azienda, manifestazione ideata e voluta da Ediman.

L'iniziativa consentirà ad ogni espositore (alberghi congressuali, compagnie alberghiere, centri congressi, spazi congressuali, dimore storiche, convention bureaux ed enti turistici) di presentare la propria offerta a diversi decision-makers di grandi aziende, responsabili della gestione eventi, o rappresentanti delle agenzie che curano l'organizzazione degli eventi. Gli espositori presenti arrivano da tutta Italia, mentre i buyers provengono soprattutto dal fertile bacino del nord-est (Milano), con la presenza anche di qualche delegazione straniera.

Un “luogo di mercato” che ritorna al Palace Hotel di Milano Marittima, punta di diamante del Gruppo Batani Select Hotels, che ha messo a disposizione, per tre giorni, spazi e servizi, per rendere più agevoli i lavori degli operatori presenti. Gli ospiti arriveranno nel primo pomeriggio di giovedì e si accrediteranno all'Hospitality Desk nella hall del Palace Hotel di Milano Marittima.

Alle 20,15 si terrà la cena di benvenuto al Palace Hotel, quindi i partecipanti pernotteranno, oltre che nel cinque stelle, anche al Grand Hotel Gallia, all’Hotel Doge e all’Hotel Aurelia, tutte strutture walking distance, . Venerdì 9 giugno il programma prevede gli incontri nello spazio espositivo allestito nel Centro Congressi del Palace Hotel. Alle 19,15 è previsto “Dinner Beach Party” a “Spasso con i Sapori di Romagna” presso l’esclusivo ristorante “La Spiaggia” del Palace Hotel. I lavori si concluderanno Sabato 10 giugno alle 14,00. Milano Marittima, quindi, si candida, con il Palace Hotel sede dell'appuntamento annuale fisso del Full Contact PCO.

http://www.selecthotels.it

20 Maggio 2017

Polpenazze Fiera, dal 26 al 29 maggio la 68esima edizione: vino, sapori e tradizioni per celebrare il gusto del Garda

Si rinnova come ogni anno l’appuntamento enogastronomico che da oltre mezzo secolo apre le porte alla stagione estiva sul lago di Garda: la Fiera del Vino Valtènesi-Garda Classico Doc di Polpenazze del Garda è pronta a riaprire i battenti tagliando il traguardo della 68esima edizione. L’appuntamento è fissato tra il 26 ed il 29 maggio 2017 per quattro giorni di grande festa popolare all’insegna dei vini, dei sapori, delle tradizioni rurali della riviera bresciana del lago di Garda: ingredienti immancabili di una rassegna che dal lontano 1947 si conferma fedele al suo ruolo originario di “vetrina” promozionale del territorio e delle sue produzioni agricole, raccogliendo un successo sempre crescente come testimonia il boom di visitatori registrato nel 2016.

Al centro del programma c’è come sempre il concorso enologico nazionale istituito nel 2006 dal Ministero per le Politiche Agricole per la Doc Garda Classico, ed aperto in seguito anche alla nuova Doc Valtènesi. Sono 84 quest’anno le etichette iscritte alla competizione suddivise nelle varie tipologie: ben 47 quelle cui le commissioni di assaggio hanno assegnato la qualifica di Vino Eccellente, corrispondente ad un punteggio di almeno 85/100. Da ricordare che i Chiaretti premiati proseguiranno il loro cammino per una seconda degustazione nella quale verrà scelto il vincitore del Trofeo Pompeo Molmenti, che verrà attribuito nell’ambito di Italia in Rosa a Moniga del Garda dal 2 al 4 giugno. Allo stesso modo i rossi a prevalente base Groppello che hanno ottenuto l’eccellenza a Polpenazze potranno in seguito partecipare al concorso della Fiera di Puegnago, in programma a fine agosto. Da ricordare che saranno anche assegnati dei premi speciali al miglior Valtènesi e Valtènesi Chiaretto, voluti dall’amministrazione comunale, ed ai migliori Garda Classico Doc Rosso e Rosso Superiore, stituiti con il contributo della Banca di Credito Cooperativo del Garda, che anche in questo modo punta a confermare la sua identità di istituto di credito particolarmente vicino al territorio.. I vini vincitori verranno come sempre premiati nella consueta cerimonia ufficiale prevista per la mattinata di domenica 28 alle 11.15. Ad ospitare la fiera saranno come sempre le vie e le piazze del borgo medievale di Polpenazze, da dove si può ammirare uni dei panorami più affascinanti sulla Valtènesi e sul Lago di Garda: ben 24 le cantine partecipanti (contro le 22 dello scorso anno)  per un totale di oltre 100 etichette in degustazione. Come sempre l’ingresso nell’area espositiva è gratuito, ma i visitatori che vorranno degustare i vini dovranno acquistare all’ingresso sacca e bicchiere a 5 euro, cui andrà aggiunta la cifra di 1,50 euro per ogni degustazione effettuata.

Tra le varie aree della rassegna si distingue il Borgo Bio, l’angolo dedicato alle aziende che praticano l’agricoltura biologica, mentre alla tradizione Corte degli Assaggi, sarà possibile effettuare degustazioni guidate e comparate di tutti i vini premiati al concorso abbinati ad una selezione di prodotti tipici del territorio a km zero. Non potrà infine mancare l’ormai famoso spiedo gardesano di Polpenazze, che verrà servito nella Dispensa del Gusto insieme ad altri piatti tipici dlla zona. In programma anche il consueto Palio del Salame dedicato ai norcini locali e degustazioni guidate di olio extravergine Garda Dop a cura dell’Aipol, Numerosi momenti culturali e di intrattenimento completano il programma, fino al gran finale con spettacolo pirotecnico nella serata di lunedì 29.



Ismea: 10% dell'export agroalimentare d'Italia è per gli USA
Gli Stati Uniti si confermano un mercato di sbocco molto importante per i prodotti agroalimentari italiani: dopo Germania (17,5%) e Francia (10,9%), è il Paese oltre Atlantico a costituire una delle mete principali dei prodotti italiani, con una quota del 10% dell'export.

Guardando allo scambio con gli Usa, il surplus per l'Italia nel 2016 è stato di 2,9 miliardi di euro, 350 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente: importiamo dagli Stati Uniti meno di quanto esportiamo, come confermato anche dai primi due mesi del 2017.
In controtendenza rispetto al resto dell'agroalimentare italiano, che ha mostrato un peggioramento del deficit rispetto a gennaio/febbraio 2016, la bilancia commerciale con gli Usa vede un surplus di 24 milioni di euro in avvio del 2017, grazie all'aumento delle esportazioni (+ 4,2%) e alla stabilità delle importazioni (-0,3%). Negli ultimi due anni la crescita degli acquisti Usa dall'Italia è stata maggiore rispetto all'espansione dell'import statunitense nel complesso, con un differenziale positivo del 2%.

Nelle esportazioni, risultano maggiormente rilevanti i comparti "Vini e mosti", che da soli rappresentano il 35% dell'export totale nel 2016, "oli e grassi" (il 14%) e "cereali, riso e derivati" (12%); nel complesso questi tre aggregati esprimono oltre il 60% dell'export complessivo.
Per quasi tutti i comparti produttivi, nel 2016 gli scambi con il mercato statunitense fanno registrare un surplus di bilancio; fanno eccezione le coltivazioni foraggere, l'ittico, le coltivazioni industriali e la frutta fresca e trasformata.



40mila agricoltori hanno salvato il Made in Italy dal rischio estinzione
Salgono a 40mila gli agricoltori che nelle proprie aziende nel 2016 hanno salvato semi antichi e le piante rare del Made in Italy dal rischio di estinzione. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti/Ixe’ presentata insieme alla Sis, la Società Italiana Sementi sul ritorno delle antiche sementi della tradizione italiana che dopo aver rischiato di sparire dalla tavole sono stati riscoperti per le caratteristiche specifiche di resistenza e per le proprietà distintive, a salvaguardia di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale storico del Paese. La tendenza all’omologazione delle coltivazioni spinta dai moderni sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti per rendere uniformi varietà e produzioni ha determinato – denuncia la Coldiretti - una concentrazione delle specie coltivate che mettano a rischio sia il potere contrattuale dei produttori agricoli, sia la sovranità alimentare dei vari Paesi e dei loro cittadini.

Non a caso la Fao ha lanciato l’allarme per la crescente uniformità delle colture mondiali che ha portato nell’ultimo secolo ad una perdita del 75 per cento della biodiversità vegetale ed ha stimato il rischio dal qui al 2050 della perdita di un terzo delle specie oggi rimaste. Un pericolo aumentato dopo un biennio di concentrazioni di grandi gruppi multinazionali che quest’anno ha portato il 60 per cento mercato delle sementi nelle mani di tre multinazionali, con la ChemChina che ha acquisito la Syngenta e le fusioni tra Bayer e Monsanto e tra Dupont e Dow Chemical. La concentrazione dei semi nelle mani di pochi – commentano Coldiretti e Sis – determina il pericolo di indirizzare la produzione esclusivamente verso tipi di coltivazioni più diffuse proprio in un momento in cui i cambiamenti climatici e il conseguente insorgere di nuove fitopatologie richiedono interventi per tutelare adeguatamente il lavoro dei produttori che hanno puntato sulla qualità e sulla biodiversità. A questa situazione, Sis, la maggiore società sementiera italiana, risponde con la prima produzione certificata del grano duro “Senatore” Cappelli ma anche con la riscoperta di semi di riso, come il “Lido”, che dopo essere quasi scomparso agli inizi degli anni ’90, torna in produzione perché sta conquistando il palato dei giapponesi, e l’erba medica “Garisenda”, storica varietà ottenuta con un attento lavoro di selezione dei semi delle piante migliori di una varietà romagnola, capace di resistere in terreni siccitosi e in aree marginali e di fornire fieno e farina disidratata per una alimentazione animale priva di Ogm. L’attività della Sis, sia nel recupero di antiche varietà, sia nell’attività di ricerca di nuove sementi, è tesa a recuperare il legame tra seme e territorio cogliendone gli aspetti peculiari per valorizzare ogni varietà nello specifico dei suoli, del clima, dell’acqua delle aree dove verranno coltivate, la sua attività di ricerca si svolge in terreni che vanno dalle alpi alla Sicilia, con la moltiplicazione dei semi che viene fatta su una superficie di 14 mila ettari.

“Le nostre sementi – ha detto il presidente di Sis e vice-presidente nazionale di Coldiretti, Mauro Tonello puntano ad offrire ai coltivatori i semi migliori per le produzioni del loro territorio, nella convinzione che la riscoperta di prodotti locali vada incontro alle nuove tendenze di consumo, nella convinzione che oggi bisogna più legare la produzione alle scelte dei cittadini che rifiutano sempre di più l’appiattimento del gusto a tavola”.

“La ricerca di Sis – ha dichiarato il direttore generale, Mario Contiè all’avanguardia della ricerca per garantire produzioni di elevata qualità, escludendo i sistemi di modficazione genetica, visto che i prodotti Ogm sono crollate del 18 per cento in Europa mentre nel nostro Paese quasi 8 italiani su 10 (76%) li rifiutano. Per noi è un dovere garantire quei semi che fanno bene all’agricoltura e a tavola”.


 
Caffè e.....
a cura di Altoga - Associazione Lombarda Torrefattori e Importatori di Caffè e Grossisti Alimentari e Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi
Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, e Altoga, Associazione Lombarda Torrefattori e Importatori di Caffè e Grossisti Alimentari, si uniranno ad Host 2017 il prossimo mese di ottobre per dare vita ad un evento interamente dedicato al mondo del caffè, in tutte le sue sfaccettature.

Sul fronte del benessere saranno spiegati gli innumerevoli benefici per la salute del chicco di Coffea. Un percorso sul caffè che parte dal chicco verde e passa per le fasi di tostatura e macinatura, terminerà nella degustazione della miscela.

In un'area attigua, alcuni chef interpreteranno con dei coinvolgenti show-cooking, il tema del caffè in cucina.
Oltre all'evento sul caffè, nei suoi spazi Fipe organizzerà il proprio programma a Host 2017 tra masterclass, appuntamenti formativi, partecipazione dei ragazzi delle scuole alberghiere, valorizzazione dell'esperienza e delle competenze degli operatori.
Senza trascurare il tema, fondamentale, dell'innovazione, necessaria ai pubblici esercizi per rimanere al passo con i tempi e concentrare l'attenzione su una clientela sempre più informata ed esigente in fatto di qualità.



Si chiude a Genova l’ottava edizione di Slow Fish
Dopo quattro giorni densi di appuntamenti, Slow Fish è di nuovo pronta a salutare il Porto Antico di Genova e a mollare gli ormeggi.
 
Nella rete di questa ottava edizione dell’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare - organizzato dall’associazione Slow Food Italia e Regione Liguria, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Comune di Genova - resta un bottino più che sostanzioso, frutto di due anni di confronto e condivisione con la comunità scientifica e i pescatori di Terra Madre, sia in Italia che all’estero: alla manifestazione, cui hanno lavorato circa 500 persone insieme a 50 volontari, hanno partecipato le comunità di 15 Paesi di tutti i continenti, dalla Finlandia all’Uganda, dall’Ecuador all’Australia, rappresentate da oltre 80 delegati.
 
I 30 incontri della rete di Slow Fish hanno radunato un pubblico di 1500 partecipanti. Più di 800 spettatori nelle cinque conferenze dedicate ai grandi temi di questa edizione, cui hanno preso parte come relatori 35 scienziati e ricercatori di fama internazionale.
Inoltre sono stati organizzati numerosi momenti di confronto dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, dalla Regione Liguria, dal Wwf e da Slow Food Liguria.
 
«È stata un'edizione straordinaria - afferma il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - che conferma la nostra scelta di sostenere con convinzione questo evento. Il grande successo di pubblico registrato in questi giorni nell’area del Porto Antico ha garantito inoltre un’ottima visibilità allo stand #lamialiguria che ha ospitato molte iniziative legate al mondo della pesca, del turismo, dell’enogastronomia, dell’artigianato e delle imprese per promuovere al meglio le nostre eccellenze. Questo grande risultato – conclude - ci rafforza nell’obiettivo di far diventare la Liguria capitale della sostenibilità».
 
Tante conferme e molte premesse per il futuro, ricorda il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale: «Si tratta di un'edizione che ci consegna responsabilità importanti, in cui sono stati assunti impegni significativi da parte delle istituzioni e sono state manifestate disponibilità, altrettanto significative, da parte delle comunità scientifiche. Un tassello indispensabile per assicurare un futuro più roseo all'ambiente e a chi vive grazie alle risorse del mare».
 
«Il Mare Nostrum grida aiuto ed è tempo di agire» aveva affermato Karmelu Vellu, Commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, nel saluto inaugurale. Questo grido di aiuto non è certo inascoltato a Slow Fish: «Proprio nel momento in cui si pesca di più - osserva Pascale -, sotto la spinta di un mercato che non tiene conto dei cambiamenti in corso nel mare, i pescatori e in particolare le comunità della piccola pesca incarnano le realtà che, dal punto di vista economico, soffrono di più. Questo oltre a essere paradossale è ingiusto». Le esperienze presentate a Slow Fish dimostrano che è possibile seguire un'altra via, conclude il presidente di Slow Food Italia, «in grado di assicurare una pesca sostenibile per il mare e per i pescatori. Per questo pensiamo sia necessario trasformare in pratiche quotidiane molte delle attività svolte durante l'evento».
 
La priorità è dunque invertire la rotta della pesca, come ha suggerito Carlo Petrini, presidente di Slow Food, passando «da un’economia di rapina a un’economia di costruzione». Dal 2004 Slow Food lavora in questa prospettiva con la campagna Slow Fish: l’evento biennale ospitato dalla città di Genova rappresenta solo il momento culminante in un percorso quotidiano di sostegno ai progetti delle comunità locali, all’attività dei Presìdi e all’intera filiera della pesca artigianale e sostenibile.
 
Per questo spicca tra le novità più significative di questa edizione l’annuncio che presto la Liguria ospiterà anche la casa di Slow Fish: «Una sede fissa, politica e fisica, per interagire con tutti gli attori del Mediterraneo», come anticipato da Giovanni Toti in apertura dell’evento. Perché è un impegno degli organizzatori della manifestazione far sì che la Liguria divenga il fulcro di un dialogo tra le sponde del nostro mare, per superare le difficoltà comuni e creare un’economia virtuosa.
 
L’altra sfida tutta italiana riguarda la ricerca: da Slow Fish il coro dei rappresentanti del mondo scientifico si è levato affinché il nostro paese si doti di una moderna nave da ricerca oceanografica pubblica, bene comune indispensabile a promuovere la conoscenza sia nel mar Mediterraneo sia nei mari artici e antartici.
 
Domande ma anche risposte dalle istituzioni, come l’impegno del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, a tutela del reddito dei pescatori e per la promozione di modelli sostenibili di salvaguardia delle risorse marine, grazie al decreto che ridisegnerà la piccola pesca artigianale italiana, che dà lavoro a 30mila persone in Italia.
 
Ricordiamo anche i grandi temi scientifici trattati nei quattro giorni, come il cambiamento climatico e l’impatto che ha sulle nostre tavole, con le tante ricette di pesci della tradizione sostituite da altri abitanti del mare, che fanno capolino nel nostro orizzonte gastronomico: è il caso delle meduse, sempre più presenti e invasive. Ma anche delle oloturie, i “cetrioli di mare”, apprezzatissimi in Oriente come snack ma ormai sovrasfruttati. Da Slow Fish parte però un allarme: «Attenti a pensare che non ci siano conseguenze nel consumare questi animali», avverte il presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Roberto Danovaro, «non è certo normale pensare di mangiare aquile, leoni e tigri, eppure in mare stiamo facendo qualcosa di simile».
 
Altro tema caldo è quello delle micro e nano plastiche che, a causa dei nostri comportamenti scorretti e della filiera della plastica non sostenibile, invadono i nostri mari con effetti tuttora sconosciuti. Secondo Legambiente il 96% dei rifiuti galleggianti in mare è composto da plastica e l’89% della fauna marina rischia di ingerirla. Non stiamo parlando solo di tartarughe che scambiano borse di plastica per meduse, ma di detriti che diventano frammenti microscopici ed entrano a far parte della catena alimentare dei pesci. Ma allora, quali sono gli effetti sull’uomo quando mangia pesce? In realtà, il rischio da parte dell’uomo di assumere microplastiche non proviene solo dal mare, in quanto queste sono contenute in oggetti di uso quotidiano, come i cosmetici - esfolianti facciali, dentifrici, shampoo, trucchi e creme solari – e tracce sono state rinvenute anche nel miele, nella birra e nei farmaci.

Ma se è vero che consumatori attenti si diventa grazie all’educazione al gusto dei più piccoli, bisogna partire da quello che i bambini mangiano nelle mense scolastiche. Anche in fatto di pesce. Arriva dall’entroterra genovese un bell’esempio di gestione sostenibile: sei comuni, tra la Valle Scrivia e la Val Polcevera, sono riusciti a cambiare l’intera impostazione delle mense in appena due anni, reintroducendo branzini del Tigullio, seppie, gallinelle, moscardini, platesse e sgombri al posto del solito pangasio e del pesce congelato.
 
Pienamente raggiunto, insomma, l’obiettivo di coniugare la convivialità alla conoscenza scientifica e alle buone pratiche, l’educazione al gusto con l’impegno per la tutela degli ecosistemi acquatici. Per Slow Fish è la terza edizione che si svolge all’aperto e si può rilevare, in tutti gli appuntamenti, un crescente interesse del pubblico, a dimostrazione di come la manifestazione stia entrando sempre di più nel cuore dei genovesi, dei visitatori e di chi ha a cuore le sorti del mare.
19 maggio 2017

Mare e benessere al Grand hotel Da Vinci di Cesenatico

Con l’arrivo della primavera il grand hotel, vanto della catena alberghiera Batani Select Hotels, contribuisce ad arricchire l’offerta turistica della città proponendo un pacchetto che mette in evidenza le peculiarità della struttura. Dall’enogastronomia, alla ricerca del recupero psicofisico nel centro benessere “Dolce Vita”, ad uno stabilimento balneare di proprietà con annesso ristorante sul mare “La Spiaggia”.

Ancora oggi punto centrale di riferimento sull'orizzonte topografico per tutta la Riviera di Romagna, il grattacielo di Cesenatico è uno dei simboli che caratterizzano la città turistica, affacciata sul mare Adriatico. Seguendo i canoni architettonici del dopoguerra, con i suoi 118 metri, è una sorta di ossimoro urbanistico se raffrontato con lo stile che caratterizza il porto canale disegnato nel 1502 da Leonardo da Vinci, dove le basse case dei pescatori, che gli fanno ala, sono state magistralmente ristrutturate dando vita all’elegante salotto della città. Ed è qui che si danno appuntamento le migliaia di turisti che hanno eletto la città a meta preferita anche nei mesi di “bassa stagione”. Il Museo della Marineria, poi, con le sua barche con le vele al terzo, sempre in acqua, stanno a ricordare che Cesenatico è stata, soprattutto in passato, città di pescatori e la tradizione marinaresca si ritrova ancora nel porto turistico, tra i più attrezzati e sicuri del Mediterraneo, in grado di accogliere e dare assistenza anche barche di oltre 20 metri. Che dire, poi, della spiaggia ampia e di sabbia fine con un mare che anche quest’anno ha meritato il riconoscimento della bandiera blu a testimoniare la completezza dei servizi offerti in un’ottica di sostenibilità ambientale. Per chi ama lo shopping non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le varie boutique ed esercizi monomarca con capi firmati, ma dove non mancano anche negozietti tradizionali. Una città, dunque, capace di offrire risposte ad ogni esigenza anche e soprattutto in campo ricettivo.

Non si può sottacere, infatti, che l’offerta turistica è ora tra le più complete con la presenza del Grand Hotel da Vinci, cinque stelle della catena Batani Select Hotels. Una struttura elegante moderna e confortevole con tutte le camere vista mare a pochi passi dal porto e dal centro, con il plus di avere uno stabilimento balneare e il relativo ristorante di proprietà.
Naturale che il grand hotel catalizzi l’attenzione del turista per l’eccezionalità delle offerte e delle proposte per tutto il periodo dell’anno. Ora, a primavera inoltrata, la direzione del Grand Hotel da Vinci popone un pacchetto che comprende, al momento dell’arrivo, cocktail detox a “La Spiaggia” il ristorante dell’hotel sul mare; sistemazione in camera doppia o matrimoniale con vista sul faro di Cesenatico; ingresso al centro benessere “Dolce Vita Spa” con piscina, palestra Technogym e percorso benessere con durata di due ore e mozzo; lezione di yoga personalizzata in riva al mare. Da sogno il “Massaggio del vento”, vale a dire il suono del mare in armonia con una musica soft per accompagnare manovre rilassanti effettuate con vere conchiglie al fine di stimolare e bilanciare l’organismo ripristinandone l’equilibrio generale. Infine cena a lume al ristorante sul mare con piatti gourmet degli chef del grand hotel. Il pacchetto è valido per un soggiorno di 2 notti e 3 giorni, con prezzi a partire da 220,00 € a persona in camera doppia al giorno.

Per informazioni e prenotazioni:
tel. +39 0547 83 388
ghdavinci@selecthotels.it – http://www.selecthotels.it



Festival delle birrette - III edizione
26, 27 e 28 maggio 2017 - mare culturale urbano
Da venerdì 26 a domenica 28 maggio 2017 torna a mare culturale urbano in via G. Gabetti 15 il festival delle birrette, terza edizione della tre giorni dedicata alle birre artigianali italiane, alla buona musica e al buon cibo nel cortile di mare.

Venerdì 26 e sabato 27 dalle ore 18.00 alle 24.00, domenica 28/05 dalle ore 16.00 alle 22.00, saranno a mare a spillare le loro birre fatte artigianalmente Nuovo Birrificio Italiano, Birrificio Rurale, PicoBrew, Birrificio Milano, Brewfist, Menaresta, War - We are rising. Domenica pomeriggio appuntamento speciale con la cottura pubblica di PicoBrew con Pietro Tognoni.
 
Per tutti e tre i giorni oltre agli stand dei birrifici anche postazioni di street food con un’ape car di cucina libanese - Tira il piatto contro il muro, Magna e fuje, ape car che serve pizza, i panzerotti de La Cucinotta, piadina romagnola, gelati artigianali e vegani di T.V.B. gelateria e gastronomia naturale, tutto vegetale biologico, la griglia di mare birre e cucina con grigliata mista, arrosticini, salamelle...
Tra birrette e sfiziosità, anche tanta musica, dal vivo e non. Venerdì sera dalle ore 19.00 il dj set di Nicolò Posenato; sabato sera dalle ore 21.00 i live di raster goes gipsy, la rassegna di musica indie che per l’occasione porta a mare due gruppi speciali: Les manouches bohemiens e a seguire Le hot club de Milanò; domenica chiude la serata il dj set di Mariano Rano con vinili dalle ore 18.00 e dalle ore 18.30 il live painting di Carmelo Marturano.
 
Ingresso libero. Info e calendario di tutte le attività di mare culturale urbano su http://maremilano.org. Contatti:info@maremilano.org, tel. 02/89058306; fb: mare culturale urbano, tw e inst.: maremilano



S.Pellegrino Sapori Ticino 2017
Da maggio fino al 18 giugno in splendide location della Svizzera con
un calendario di cene ed eventi speciali per celebrare la comune passione per l’eccellenza 
 
Proseguono con grande successo gli appuntamenti con l’Alta Cucina firmati S.Pellegrino Sapori Ticino 2017: Le Soste, che in questa undicesima edizione ospita nelle più prestigiose location del Canton Ticino, da Lugano ad Ascona fino a Mendrisio, alcuni degli chef stellati dell’Associazione per regalare emozioni culinarie all’insegna dei sapori mediterranei.
Tra le serate da non perdere le cene gourmet e alcuni eventi speciali per tutti i palati.
 
Domenica 14 maggio Claudio Sadler, patron dell’omonimo ristorante a Milano 2 stelle Michelin, sarà ospite Dario Ranza, Executive Chef del Villa Principe Leopoldo di Lugano.
 
Lunedì 15 maggio si ritorna all’Hotel Splendide Royal di Lugano in compagnia di Fabio Pisani e Alessandro Negrini, del Ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia a Milano. Due stelle Michelin e due Chef di grande personalità, per una cena che sposa spunti di gastronomia contemporanea a grandi classici della cucina.
 
Domenica 21 maggio il THE VIEW Lugano vedrà l’arrivo di Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli, ospite dello Chef Mauro Grandi. I piatti di Scabin scalderanno i cuori dei gourmet ticinesi, grazie alla fantasia e al genio di uno degli Chef più imprevedibili ed eclettici del panorama italiano.
 
Lunedì 22 maggio, Mattias Roock, il nuovo e talentuoso executive Chef del Castello del Sole di Ascona, farà gli onori di casa, ospitando direttamente dalla provincia di Venezia Lionello Cera (Antica Osteria Cera). Sarà un’occasione imperdibile per sperimentare una cucina che fa della concretezza dei sapori il suo punto d’arrivo, con straordinari piatti d’autore.
 
Martedì 23 maggio sarà il turno di Mauro Uliassi dell’omonimo ristorante Uliassi a Senigallia, ospite di Claudio Bollini presso il Seven Lugano The Restaurant. Il suo estro culinario sarà il protagonista di una serata all’insegna dei sapori di mare che incontrano armonicamente le eccellenze della terra.
 
Domenica 28 maggio Giancarlo Perbellini del Ristorante Casa Perbellini di Verona, verrà accolto da Egidio Iadonisi allo Swiss Diamond Hotel di Vico Morcote. Una cucina che vuole seguire i ritmi della natura sfruttando al meglio i prodotti di stagione e un’ispirazione unica e personale.
 
Il percorso alla scoperta degli Chef “Le Soste” prosegue lunedì 29 maggio con l’appuntamento al Conca Bella di Vacallo, con Moreno Cedroni (Chef patron di Madonnina del Pescatore di Senigallia, il Clandestino di Portonovo e di Anikò di Senigallia) ospite di Andrea Bertarini. Sarà il profumo di mare ad investire i commensali di questa cena, grazie ad uno dei cuochi più talentuosi e apprezzati dal pubblico italiano che cucina il pesce in maniera assolutamente unica.
 
Luca Bassan si prepara ad accogliere, domenica 4 giugno, al Fiore di Pietra in vetta al Monte Generoso, Nicola Portinari del Ristorante La Peca di Lonigo. Location eccezionale a firma dell’archistar Mario Botta per una serata dove i sapori dell’alta gastronomia si sposano perfettamente con una cucina salutare di nuova generazione.
 
Lunedì 5 giugno, lo Chef Salvatore Frequente ospiterà all’Hotel Eden Roc di Ascona, il siciliano Pino Cuttaia de La Madia di Licata. Talento in grande espansione, per una delle personalità dei fornelli che meglio esprime tutti i profumi, i colori e le eccellenze della Sicilia gastronomica.
 
La serata finale della manifestazione di quest’anno si terrà per la prima volta al Casinò di Campione d’Italia domenica 11 giugno e avrà come protagonisti 9 grandi Chef ticinesi.
 
A completare il calendario di S.Pellegrino Sapori Ticino 2017 avranno luogo diversi eventi speciali:
 
Il 16 maggio, l’alta gastronomia di Alfio Ghezzi della Locanda Margon e i grandi vini di Château Palmer si incontreranno presso il Secret Spot di Arvi a Melano: etichette pregiate con un menu d’eccezione studiato appositamente per l’abbinamento in una location unica, la splendida e accogliente sala degustazione completamente rinnovata.
 
La “Ladies Evening” di martedì 6 giugno con Ana Roš, la cuoca slovena del Ristorante Hiša Franko nominata di recente migliore Chef donna al mondo per il 2017 dalla classifica The World's 50 Best Restaurants di S.Pellegrino, che sarà protagonista al Ristorante Metamorphosis di Lugano di una cena dedicata a un pubblico interamente femminile.
 
Tre serate lounge dedicate agli Chef Ticinesi emergenti Takuro Amano, Davide Asietti, Luca Bellanca, Marcel Laversa, Andrea Levratto, Carmine Mottola, che hanno lo scopo di avvicinare le nuove generazioni al mondo gourmet in location alla moda come il Seven Lugano - The Lounge il 25 maggio, Al Lido, Lugano il 1° giugno, e il Blu Restaurant & Lounge di Locarno l’8 giugno.
 
Ti Ho Raccolto: il 18 giugno appuntamento con la camminata enogastronomica alla scoperta dei prodotti del territorio ticinese, in collaborazione con TIOR (brand con il quale vengono distribuiti i prodotti di eccellenza della Federazione Ortofrutticola Ticinese) e i contadini del Piano di Magadino. Lo scopo è unire le eccellenze del territorio con l’estro degli Chef coordinati da Lorenzo Albrici.
 
 Anche nella sua undicesima edizione, S.Pellegrino Sapori Ticino si riconferma uno dei più importanti appuntamenti di alta enogastronomia a livello internazionale. Trovare nuovi stimoli, guardare con occhi sempre nuovi al futuro del settore, non perdere mai di vista i dettagli che rendono unica una singola cena, così come un intero festival: questi alcuni dei punti forti di una kermesse che si rinnova ogni anno, poggiando su solide basi che, invece, non cambiano mai.  
 
Programma completo su : http://www.saporiticino.ch



Russian Standard Flair Competion 2017 al via il 25 maggio presso il Richworld di Milano il contest dedicato alla passione e al talento dei giovani bartender italiani
Russian Standard Flair Competion 2017 è un contest itinerante che vedrà protagonisti le migliori scuole e i più bravi flair bartenders italiani. Talento, passione, determinazione e impegno, il tutto “mixato” all’autentico spirito Russian Standard.
 
Per produrre una vodka “As It Should Be”, infatti, ci vogliono le stesse caratteristiche richieste a chi fa flair, la tecnica per realizzare cocktail in modo spettacolare, ponendo attenzione alla qualità del drink. Questi sono gli elementi che caratterizzeranno la seconda edizione del contest più coinvolgente dell’anno, che per la prima edizione ha visto salire sul palco dei vincitori Enrico Fiore.     
     
La Russian Standard Flair Competition partirà il 25 maggio con la prima tappa della gara dedicata ai giovani e al mondo del Flair: l’appuntamento è a partire dalle 15:30 presso la Discoteca-Ristorante Richworld di Milano sita in via Melchiorre Gioia 69. Il contest, promosso da Russian Standard in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Eggers 2.0, chiama alla sfida i migliori flair bartender, in gran parte provenienti dalle più prestigiose scuole italiane, accanto a nuove generazioni di ragazzi che saliranno per la prima volta sul palco.  Testimonial per il lancio della gara sono stati i trainer delle scuole partner che si sono riuniti a Torino a fine marzo per essere i protagonisti di un emozionante video di presentazione. È grazie a queste scuole che Russian Standard è entrata in contatto con lo straordinario entusiasmo e passione che anima questi giovani, contaminandosi a vicenda. Dopo la prima tappa di Milano seguirà una seconda tappa a Roma per poi spostarsi a Salerno dove si chiuderà il percorso di qualificazioni. Dalle tre tappe verranno selezionati i nove (tre per tappa) partecipanti che accederanno alla finalissima prevista in autunno a Firenze. Il regolamento prevede la creazione di un Russian mule e di un cocktail che metta in gioco la creatività dei partecipanti che avranno a disposizione come ingredienti oltre a Russian Standard Vodka, i liquori della Lucas Bols, il Vermouth Gancia, la linea Galliano e la linea Schweppes Premium Mixer.
Russian Standard sarà anche main sponsor della Loolapaloosa Flair Championship 2017, al via il 26 maggio, organizzata dalla Flair Academy Milano e arrivata al suo quarto anno.
 
SCUOLE PARTNER:
(Flair Academy – Milano; Sweet & Sour – Torino; Evho – Torino; Quality Academy – Bergamo; Barman at Work – Varese; Drink Style – Verona; Academia del Bar – Bologna; Liquid Art – Modena; Bar Keeper – Brescia; The Bartending – Firenze; FBS Flair Bartender’s School – Roma; Flair Project – Roma; Party in Bottle – Castelli Romani; New Bar Concept – Brindisi; Joe Bar – Monopoli; Flair Studio – Salerno)



FEDERBIO esporta il know how italiano in Cina
Impegno, dedizione e uno sguardo internazionale sono i tre elementi che rendono FederBio l’ambasciatrice del biologico italiano in tutto il mondo
 
18 maggio 2017 – Il know how del bio “made in Italy” sbarca in Cina con due appuntamenti firmati Federbio: la partecipazione al Sial China, salone di riferimento nel settore dell’agroalimentare nel Paese, e un evento dedicato alla promozione dei prodotti biologici nazionali.
 
Tutelare e favorire l’internazionalizzazione del comparto biologico italiano, è il cuore del piano strategico siglato nel 2009 da FederBio con il Ministero dello Sviluppo Economico. Una missione che la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica porta avanti con una serie di programmi e di attività realizzate in sinergia con l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e con altri partner istituzionali di alto livello. In particolare l’Unione Europea e l’Italia sono i finanziatori dell’“Organic food Organic mood” (OFOM), programma triennale finalizzato ad accrescere e rafforzare il ruolo della comunità agroalimentare europea con un’attenzione specifica al settore del biologico nei Paesi extraeuropei, in particolare: Cina, Giappone e USA.
 
Tra le iniziative del progetto OFOM rientra la partecipazione di FederBio al Sial China 2017, la maggiore esposizione in Asia specializzata nell’innovazione alimentare, che dal 17 al 19 maggio ospiterà oltre 3.200 espositori in 149.500 metri quadrati e accoglierà oltre 80.000 professionisti provenienti da tutto il mondo. Insieme alla Federazione sono presenti anche ALINOR, PROBIOS e RIGONI D’ASIAGO, aziende simbolo dell’eccellenza del bio “made in Italy”.
 
I prodotti di queste tre eccellenze italiane sono stati i protagonisti delle ricette proposte dallo Chef Gianluca Serafin nel corso della serata per far conoscere e assaporare agli ospiti (tra cui circa 50 buyer delle principali imprese d’importazione e catene distributive locali) la qualità dei prodotti biologici italiani, organizzata Federbio in collaborazione con l’Ufficio di Shanghai dell’Agenzia ICE, presso la suggestiva location del Ristorante Atto Primo, il più apprezzato locale italiano della metropoli cinese.
 
“In Europa assistiamo ad un successo senza precedenti del settore biologico – commenta il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla – un fenomeno che si traduce in un tasso di crescita della superficie biologica dell’8,2%; in un incremento del 13% del mercato che nel 2015 ha raggiunto quasi i 30 miliardi di euro; e in un giro d’affari che interessa oltre 413.000 tra produttori, trasformatori ed importatori di prodotti biologici. Vogliamo replicare questo successo oltre i confini europei e la Cina, grazie all’estensione territoriale e alle dimensioni del mercato, rappresenta una realtà molto promettente”.


FederBio  è una federazione di rilevanza nazionale nata nel 1992, per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. È socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione. Attraverso le organizzazioni attualmente associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, in cui si riconoscono le principali realtà attive in Italia nei settori della produzione, trasformazione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in sezioni soci tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni Culturali. FederBio è dunque un’entità multiprofessionale, tesa a migliorare e ad estendere la qualità e la quantità del prodotto alimentare ottenuto con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, attraverso regole deontologiche e professionali, in linea con le norme cogenti e con le direttive IFOAM. In particolare, FederBio intende garantire la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati, vincolati in questo senso da un Codice Etico e si preoccupa di verificare l’applicazione degli standard comuni.

15 Maggio 2017

Gli Stati Uniti in visita a Parma": una delegazione ufficiale dell'americana "Specialty Food Association" nella Città Creativa della Gastronomia UNESCOParma, 12 maggio 2017_Parma ha accolto ieri una delegazione dell’Associazione americana Speciality Food, realtà non-profit fondata a New York nel 1952, che rappresenta più di 3.500 produttori e commercianti di specialità alimentari di alta gamma.

Il Sindaco Federico Pizzarotti ha dato il benvenuto agli operatori statunitensi nell'esclusiva cornice del Ridotto del Teatro Regio. «È un privilegio accogliere una delegazione della Specialty Food Association Americana. Parma, Città Creativa della Gastronomia UNESCO, è lieta di poter continuare in maniera fattiva nel percorso di promozione continentale e nei mercati d'oltreoceano delle sue specificità culturali e gastronomiche con operatori di assoluta rilevanza, come i nostri graditi ospiti americani in visita oggi».

Guidata dal Presidente dalla Speciality Food Association Phil Kafarakis, la delegazione si è trattenuta a Parma l’11 e il 12 maggio per conoscere le specificità del Ducato sotto il profilo culturale, produttivo e agroalimentare, con visite tecniche a un caseificio, un prosciuttificio e ad ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

"È stata un’esperienza unica – dichiara il Presidente della Specialty Food Association Phil Kafarakis.A nome del board della Specialty Food Association e dei buyers che hanno preso parte alla missione, desidero ringraziare il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti e il CEO di Fiera Parma Antonio Cellie. L'Italia – continua il Presidente Kafarakis – rappresenta, per noi che ci occupiamo di promozione del food, un punto di riferimento. La sua cultura, la sua storia e la qualità del suoi prodotti sono un must per tutto il mondo. Questa è la prima di tante missioni che la SFA farà in Italia – conclude Kafarakis. – Fare educational per i buyers americani rientra sempre di più nella mission della Specialty Food Association".

La due giorni di tour è stata organizzata in stretta collaborazione e sinergia fattiva tra il Comune di Parma, Fiere di Parma e Parma Alimentare.

"Per Fiere di Parma è stato un privilegio supportare il Comune in questa attività, dando il benvenuto ai membri della SFA organizzatori di Fancy Food, la principale fiera del settore alimentare in USA. Siamo davvero entusiasti della connessione diretta che si è creata in questi due giorni tra la SFA e la città di Parma – ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma. – Le ragioni di convergenza tra Parma, CIBUS e Fancy Food sono molteplici. Innanzitutto la natura “premium” delle nostre manifestazioni, nonché la comune missione di divulgare (presso i retailers e la ristorazione di tutto il mondo) la cultura del cibo di qualità, Italiano ma non solo. Infatti da una progressiva crescita globale della cultura alimentare il Food Made in Italy potrà trarre un enorme beneficio e avere un alleato come la Specialty Food Association sarà decisivo per consolidare la crescita del nostro export".

L'iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di networking e relazione che la città di Parma sta sviluppando per rafforzare la propria rappresentatività, a livello nazionale ed estero, come capitale della Food Valley italiana e città nazionale UNESCO in ambito gastronomico.



Nuova campagna di comunicazione e promozione per i Vini d’Alsazia in Italia
Il CIVA, Conseil Interprofessionnel Vins d’Alsace, torna in Italia con una nuova campagna di comunicazione e promozione che partirà nei prossimi mesi a cura di AZ COMUNICAZIONE.

Forte del successo degli ultimi dati export, l'Interprofessione rinnova il sodalizio con l’Italia per le azioni dell’anno 2017.

Nel 2016 l’Italia si posiziona al dodicesimo posto tra i Paesi importatori di vini alsaziani a livello internazionale, per un totale di 3.855 hl di vino origine Alsazia esportato ossia 514 mila bottiglie inviate. I dati dell’anno scorso rilevano +22,5% in volume e +27,3% in valore per i vini d’Alsazia all’export, con una progressione negli ultimi tre anni rispettivamente del +26,6% in volume e del 38,4% in valore.

La costante crescita è la prova dell’interesse da parte degli addetti ai lavori e dei consumatori italiani che vanno sempre più alla ricerca di vini interessanti, dalle caratteristiche particolari. L’Italia resta il Paese in cui i vini alsaziani vengono valorizzati al meglio, grazie alla collaborazione dei professionisti che sanno mettere in luce l’aspetto alto di gamma che li caratterizza.

Stiamo parlando degli aromatici per definizione, ma anche freschi e al contempo strutturati, adatti all'invecchiamento, stimolano i palati sofisticati dei wine – lover italiani che seguono attivamente tutte le novità anche grazie all’aiuto dei Social Network.

Non è un caso che la pagina internazionale di Facebook dedicata ai Vini d’Alsazia sia seguita attivamente dal pubblico italiano: circa un fan su sei proviene dall’Italia (più di 7.600 follower) su un totale di 48.200 fan! Il profilo internazionale Twitter conta 10.100 follower ed è particolarmente seguito dagli addetti ai lavori. Per concludere la pagina Youtube, in corso di restyling, sembra essere la più apprezzata tra quelle realizzate dalle Interprofessioni francesi e che attualmente registra circa 150 video a disposizione suddivisi in una decina di lingue diverse tra cui l’italiano. Insomma i vini d’Alsazia sfoderano il loro fascino anche sul web !

Gli estimatori di questi vini potranno presto contare su nuove azioni di comunicazione e promozione che li vedranno protagonisti. Le iniziative avranno come target gli enotecari, i ristoratori, i distributori, gli importatori, la stampa di settore e il pubblico che potrà, grazie ad iniziative studiate appositamente, approfondire o rafforzare la conoscenza rispetto ai vini d’Oltralpe.

Il CIVA ha affidato il piano di comunicazione e promozione Vini d’Alsazia all’agenzia AZ COMUNICAZIONE, agenzia a cui fa capo Alessandra Zaco, professionista che da anni opera come consulente nell’ambito dell’ufficio stampa, marketing ed eventi specializzata nel food&wine.

Per maggiori informazioni:http://http://www.vinsalsace.com



Giorgio Sabbatini della Pizzeria “Love It” di Milano si è aggiudicato il titolo di Campione del Mondo della Pizza 2017
Parma, 11 maggio 2017 - Si è appena conclusa la ventiseiesima edizione del Campionato Mondiale della Pizza, la più importante manifestazione internazionale dedicata al simbolo gastronomico della cucina mediterranea.

Tra gli ospiti della manifestazione è intervenuta anche l’Ecocentrica Tessa Gelisio per la quinta tappa di #buonoasapersi, un percorso di educazione al consumo della pizza iniziato nei mesi scorsi insieme a Le 5 Stagioni e realizzato per sfatare i falsi miti costruiti nel tempo attorno all’alimento italiano più copiato e proposto al mondo; contenuti che Tessa ha potuto approfondire grazie anche all’aiuto dei Maestri pizzaioli italiani più blasonati. Tra i varie gare al centro dell'Arena, Tessa ed il Maestro Internazionale della Scuola Italiana Pizzaioli Graziano Bertuzzo si sono confrontati sulla tecnica della pizza in pala utilizzando il preparato Pizza & Tradizione Roma de Le 5 Stagioni. Tanti sono i falsi miti che nel tempo si sono costruiti attorno all’alimento più famoso al mondo tipico della cucina italiana e a domane precise Le 5 Stagioni rispondono con qualità, tecnica, ricerca e testimonianza diretta, da oggi tutti possono imparare a riconoscere una pizza buona e anche sana #buonoasapersi.

"Al nostro Molino è riconosciuto il primato nell’avere dedicato alla pizza un’intera gamma di farine. - dichiara Riccardo Agugiaro - Annoveriamo un processo molitorio d’avanguardia e un laboratorio sperimentale atto a garantire l’aderenza dei nostri prodotti ai parametri di qualità prefissati, a soddisfare le richieste di una alimentazione sana e appetibile e ad incontrare le esigenze di aggiornamento degli utilizzatori di farina e siamo molto felici di poter mettere a disposizione dei consumatori il nostro know how".

Tra i 729 concorrenti in gara che si sono sfidati sono state 995 le competizioni individuali, a squadre e in combinata. Pizzaioli dall’altissima professionalità provenienti da 38 nazioni. Senza dimenticare le spettacolari gare dello Stile Libero Individuale che hanno animato il Palacassa di Parma con le evoluzioni dei pizzaioli "acrobatici".

Quest’anno il vincitore è Giorgio Sabbatini della Pizzeria “Love It” di Milano il Campione del Mondo della Pizza 2017.

Giorgio Sabbatini, Pizzeria “Love it” di Milano si è aggiudicato il titolo Mondiale di Pizza Classica con la sua pizza “10 Pomodori” interpretati in una margherita.
Ecco gli ingredienti: mozzarella di bufala, pomodoro san Marzano, datterino IGP, pomodorino del piennolo, datterino confit, pachino confit, pomodoro giallo datterino, piccadilly, ramato, marida, perino, basilico (10 tipologie di pomodori).

2 classificato: Cannizza Massimiliano, Pizzeria Sicilia e sapori di Pozzallo (Ragusa)
Nome Pizza: Ode al Pomodoro, salsa di pomodori datterini IGP, mozzarella di bufala, salsiccia secca ragusana con pistacchi di Bronte.

2 classificato ex aequo: Guglielmi Franck, pizzeria Pizza Dany Aix en Provence (Francia)
Nome Pizza: Il Yuzou, ingredienti, crema parmigiano, mozzarella, salmone, spinaci, ricotta, pinoli, perline yuzou, piastrelle parmigiano, fiori edibili.

Ecco i Campioni del Mondo per ogni categoria:

Pizza In Teglia: Mottola Biagio, antica Pizzeria del Corso, Rapolla (Potenza)
Pizza in Pala: Miozzo Stefano, Pizzeria al Borgo 1964, Cerea (Verona) VINCE ANCHE TROFEO PARMIGIANO REGGIANO e VINCE ANCHE IL TRIATHLON (somma di 3 gare di cottura con il punteggio più alto
Pizza Senza Glutine: Federico De Silvestri, pizzeria focacceria quattrocento (Verona)
Pizza Napoletana: Biagio Mansi della pizzeria la pizza di Mansi (Salerno)
Pizza più Larga: Daniele Pasini, pizzeria “Pizza Acrobatica”, Imola (Bologna) larghezza pizza 107, 25 cm
Stile Libero 1 classificato Huang Tusheng – Cina
Pizzaiolo più veloce del Mondo: Giuseppe Amendola, pizzeria nuova mediterranea, Reggio Emilia
Pizza a Due: Minelli Roberto con Michele Lasco, ristorante pizzeria Prati Verdi, Pontoglio (BS)
Il vincitore del Trofeo Heinz Beck è invece Tancredi Parentignoti del ristorante pizzeria da Parenti, Siracusa. Nome Ricetta: Spaghetti Verdi Oltremare
Ingredienti ricetta: limone, broccoli verdi, cozze fresche, vongole veraci, gamberoni di mazzara, pane fritto grattugiato.



La Federazione Italiana Cuochi dona un Pulmino 9 posti al Comune di Amatrice
Lunedì 15 maggio alle ore 18.00 presso il Campo mensa di Torrita di Amatrice (Via Salaria Km 129) la cui cucina è ancora gestita dal Dipartimento Solidarietà Emergenze FIC e il coordinamento di Protezione Civile Fe.P.I.Vol., la Federazione Italiana Cuochi donerà un nuovo Van 9 posti della Citroën al Comune di Amatrice acquistato con le donazioni fatte dai Cuochi di tutta Italia e le delegazioni Estere FIC. Il mezzo sarà utilizzato dal Comune per gli spostamenti delle persone più disagiate nel post-terremoto.

Saranno presenti il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e la giunta comunale, il dirigente dell'Agenzia Regionale di Protezione Civile del Lazio Fabrizio Cola, il presidente del Coordinamento di Protezione Civile Fe.P.I.Vol Robertro Cotterli, il presidente dell'Unione Regionale Cuochi Lazio Alessandro Circiello, il presidente nazionale Dse FIC Roberto Rosati, popolazione e volontari del Campo.


Il Dipartimento Solidarietà Emergenze FIC opera nel cratere sismico dal 24 agosto 2016 con squadre di almeno 4 Cuochi professionisti a turno (turni massimo di 4 giorni). In questi mesi ha gestito le cucine di 7 campi, nel periodo ottobre/novembre 2016 anche tutti in contemporanea. Quasi 300 Cuochi professionisti provenienti da tutta Italia hanno realizzato oltre 230.000 pasti completi.

Vini d'autore - Terre d'Italia Domenica 21 e lunedì 22 maggio - Una Hotel Lido di Camaiore (Lu)

Torna Vini d'Autore - Terre d'Italia, l'attesissima kermesse toscana, alla sua quinta edizione, dedicata all'eccellenza vinicola nazionale. Saranno 80 le cantine presenti ai banchi di assaggio ed oltre 400 le etichette in degustazione, per un excursus vitivinicolo davvero intrigante che porterà i visitatori dall'estremo nord fino al sud, passando per le isole e toccando distretti anche meno conosciuti.

Sede prestigiosa dell'evento l'hotel Una di Lido di Camaiore, a pochi passi dal mare, dove sarà possibile apprezzare nel bicchiere una selezione prestigiosa, eclettica e non scontata "d'autore" capace di offrire ad appassionati ed operatori uno spaccato vitivinicolo più che variegato, grazie anche alla diversità che caratterizza ogni singolo vignaiolo negli approcci di vigna e di cantina.

La manifestazione è ideata ed organizzata dal gruppo che dal 1999 dà forma e sostanza alla testata on line L'AcquaBuona (http://www.acquabuona.it) specializzata nell'informazione e nell'approfondimento su enogastronomia ed agroalimentare di qualità. Un gruppo che è anche ideatore ed organizzatore, da dieci anni, di Terre di Toscana, una tra le più importanti manifestazioni dedicate al vino toscano, dove ogni anno prendono parte 130 produttori ed oltre 3300 visitatori tra giornalisti, buyer, ristoratori, enotecari, distributori, sommelier ed appassionati.

La manifestazione si avvale del Patrocinio del Comune di Camaiore.
Orari:
domenica dalle 11.30 fino alle 19 e lunedì dalle 11.30 fino alle 18.30

Ingresso:
ingresso €25 (l’ingresso dà diritto a degustare tutti i vini presenti)
Ingresso ridotto (€20) per i soci AIS, FISAR, ONAV, AIES, SLOW FOOD, TOURING, ASPI e abbonati al notiziario de L’AcquaBuona

Per accrediti operatori e stampa: http://info@acquabuona.it - tel. 3356814021


 

30 aprile 2017

ICE-AGENZIA a  TUTTOFOOD 2017

Si rinnova anche quest’anno la collaborazione tra ICE-Agenzia e Fiera Milano per portare operatori internazionali a TUTTOFOOD, rassegna internazionale dell’enogastronomia di Fiera Milano, giunta alla sua sesta edizione ed evento di riferimento per il mercato internazionale dei prodotti agroalimentari.

La delegazione di operatori selezionati dalla rete estera degli Uffici di ICE-Agenzia è composta da oltre  200 buyer - tra rappresentanti di catene di distribuzione, importatori, distributori, rivenditori e ristoratori - provenienti da Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Vietnam, Corea del sud, Israele, Hong Kong, Polonia, Romania e Moldavia.
Tra questi, evidenziamo in particolare - in coordinamento e integrazione con le molteplici attività di collaborazione e promozione con le catene della GDO americana - uno specifico programma di invito per oltre 50 buyer americani, rappresentanti di note catene come Walmart, Sam’s Club, HEB, Schnuck Markets, Whole Foods Market, Rouses Markets e HY Vee.
Obiettivo dell’intervento promozionale è lo sviluppo dei contatti commerciali tra buyer esteri e  aziende italiane espositrici, al fine di creare collaborazioni e occasioni di business. Nell’arco delle giornate di lavoro i delegati invitati da ICE-Agenzia effettueranno un fitto programma di incontri organizzati attraverso una piattaforma online dedicata. In totale, sono stati programmati oltre duemila incontri b2b che si svolgeranno presso gli stand espositivi delle aziende.

Le delegazioni sono coordinate dai Trade Analyst  (esperti di mercato) degli Uffici dell’ICE-Agenzia all’estero, i quali saranno a disposizione degli espositori italiani per fornire assistenza sui mercati di specifica competenza, secondo un calendario prestabilito.
Il programma, prevede inoltre una serie di seminari, in occasione del quale i Trade Analyst illustreranno le potenzialità commerciali nei seguenti Paesi focus: Stati Uniti, Canada, Australia, Regno Unito, Israele, Romania, Polonia, Taiwan e Vietnam.

A latere, verrà presentata la Guida Oli d’Italia 2017 del Gambero Rosso, realizzata in collaborazione con UNAPROL (Unione Nazionale Associazioni Produttori Olive) - con cui ICE-Agenzia collabora per la promozione dell’olio d’oliva italiano di qualità.
Presso l’area UNAPROL sono previsti, inoltre, due seminari sulle opportunità dell’olio di oliva italiano in Vietnam e Taiwan, a cura degli Uffici ICE di Taipei e Ho Chi Minh.

Durante la fiera, l’ICE-Agenzia assicurerà la presenza del proprio personale mediante un proprio desk collocato presso la Buyers' Lounge, allestita per l’occasione da Fiera Milano all’interno del Padiglione 4.

​Per ogni ulteriore informazione: agro.alimentari@ice.it



Obiettivi raggiunti per il Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana a Vinitaly
Si è conclusa positivamente la partecipazione del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana a Vinitaly, un Salone che come spiega il Direttore del Consorzio, Luca Pollini, sta cercando di riqualificarsi orientandosi sempre di più verso gli operatori di settore. Quest’ultimo è un fattore molto importante per le realtà consortili che desiderano aumentare la conoscenza rispetto alla DOC.
 
“Questa edizione ha riscontrato un notevole interesse da parte dei professionisti, soprattutto nelle giornate di domenica e lunedì”, dichiara il Direttore e continua: “La denominazione e il territorio stanno riscuotendo un interesse crescente: si apprezzano sempre di più i vini della DOC Maremma Toscana che provengono da vitigni tradizionali e storici, ma c’è grande interesse anche per le varietà internazionali”.
 

La vetrina firmata Vinitaly ha dato l’opportunità al Consorzio di interfacciarsi con un pubblico internazionale proveniente da Paesi del Nord Europa come Germania, Danimarca, Regno Unito e Norvegia, dagli Stati Uniti e dai paesi asiatici. La stampa e gli addetti ai lavori hanno manifestato molta attenzione verso argomenti come la sostenibilità e la produzione in regime biologico: “Abbiamo avuto la percezione che si associno quasi naturalmente il territorio Maremma Toscana e i suoi vini a questi fattori, sempre più importanti sui mercati mondiali” dichiara soddisfatto Luca Pollini.
 
Durante il Salone il Consorzio di tutela ha voluto per la prima volta dare spazio anche a due masterclass dedicate alle aziende associate della Maremma e ai loro vini di punta e a un vitigno fortemente in crescita negli ultimi anni come il Vermentino.
 
Ad oggi il Consorzio conta 259 aziende associate di cui 186 viticoltori (per la maggior parte conferenti a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 72 aziende verticali, che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini, per un totale di 5,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno.



MARR: l’Assemblea degli Azionisti approva il bilancio d’esercizio 2016.
Rimini, 28 aprile 2017– L’Assemblea degli Azionisti di MARR S.p.A. (Milano: MARR.MI), società leader in Italia nella commercializzazione e distribuzione di prodotti alimentari al foodservice, ha approvato oggi il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2016.

Principali risultati consolidati dell’esercizio 2016
L’esercizio 2016 si è chiuso con ricavi totali consolidati pari a 1.544,4 milioni di Euro, rispetto ai 1.481,0 milioni del 2015.
In crescita anche la redditività operativa con l’EBITDA a 111,0 milioni di Euro (105,7 nel 2015) e l’EBIT a 92,7 milioni (89,1 nel 2015).
L’utile netto consolidato è stato pari a 58,5 milioni di Euro, in incremento rispetto a 58,1 milioni del 2015, nonostante nel 2016 siano stati registrati oneri non ricorrenti per 1,1 milioni di Euro relativi alla riorganizzazione delle attività DE.AL (avvio della Filiale MARR Adriatico dal 1° ottobre 2016), mentre nel 2015 era stato contabilizzato un provento non ricorrente per 1,7 milioni di Euro relativo al saldo prezzo (più interessi) della cessione delle quote di Alisea Cessione del marzo 2014 con una  quota di prezzo subordinata al realizzarsi di una condizione sospensiva relativa all’aggiudicazione – in via definitiva – ad Alisea di importanti servizi di ristorazione in appalto, condizione avveratasi nell’ultima decade di luglio 2015. Il relativo provento è stato contabilizzato per intero nel terzo trimestre 2015. .

La Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2016 si è attestata a 177,5 milioni di Euro (164,5 milioni a fine 2015), mentre il patrimonio netto consolidato ha raggiunto i 285,6 milioni di Euro (271,8 milioni di Euro nel 2015).

Risultati della Capogruppo MARR S.p.A. e distribuzione del dividendo
La Capogruppo MARR S.p.A. ha chiuso l’esercizio 2016 con 1.421,3 milioni di Euro di ricavi totali (1.386,0 milioni del 2015) ed un utile netto di 55,8 milioni di Euro, che nel confronto con i 56,5 milioni del 2015 risente dei già commentati oneri non ricorrenti nel 2016 e di proventi non ricorrenti nel 2015.

L’Assemblea ha approvato la distribuzione agli Azionisti di un dividendo lordo di 0,70 Euro per azione (0,66 Euro l’anno precedente) con “stacco cedola” (n.13) il 22 maggio, record date il 23 maggio e pagamento il 24 maggio. L’utile non distribuito viene accantonato a Riserva.
 
Evoluzione prevedibile della gestione
Nei primi tre mesi dell’anno, che storicamente per effetto della stagionalità sono poco significativi per il loro contributo ai ricavi di vendita dell’intero esercizio, le vendite consolidate del Gruppo MARR si sono confermate in crescita e in linea con gli obiettivi prefissati.
Secondo i piani anche il contributo della Pasqua (in calendario quest’anno il 16 aprile rispetto al 27 marzo nel 2016) alla principale categoria dei clienti dello Street Market.
 
Nomina del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale
In relazione alla scadenza degli organi sociali, l’Assemblea degli Azionisti ha proceduto alla nomina del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.
I componenti degli organi di amministrazione e controllo sono stati eletti dalla Lista n. 1 presentata dall’azionista di maggioranza Cremonini S.p.A. e dalla Lista n. 2 depositata da azionisti di minoranza titolari complessivamente di una percentuale pari al 3,59% del capitale sociale.
 
Consiglio di Amministrazione:
Componenti eletti dalla Lista n. 1: Claudia Cremonini; Vincenzo Cremonini; Paolo Ferrari; Marinella Monterumisi (Indipendente); Francesco Ospitali (Esecutivo con responsabilità strategiche); Ugo Ravanelli (Indipendente); Pierpaolo Rossi (Esecutivo); Rossella Schiavini (Indipendente).
Componenti eletti dalla Lista n. 2: Alessandro Nova (Indipendente).
 
Collegio sindacale:
Componenti eletti dalla Lista n. 1:
Membri Effettivi: Ezio Maria Simonelli; Paola Simonelli.
Membri supplenti: Simona Muratori.
Componenti eletti dalla Lista n. 2:
Membri Effettivi: Massimo Gatto (Presidente del Collegio sindacale).
Membri supplenti: Alvise Deganello.
 
L’Assemblea ha inoltre confermato Paolo Ferrari quale Presidente del Consiglio di Amministrazione.
 
Gli Amministratori e i Sindaci resteranno in carica per tre esercizi sociali e quindi fino all’assemblea che sarà chiamata ad approvare il bilancio dell’esercizio 2019.
 
Il curriculum vitae degli Amministratori e dei Sindaci è disponibile sul sito internet della Società (www.marr.it).
In esecuzione di quanto previsto dalle Istruzioni al Regolamento di Borsa Italiana S.p.A., al momento della nomina sono state dichiarate dagli Amministratori le seguenti partecipazioni in MARR S.p.A.: Claudia Cremonini n. 5.574 azioni, Francesco Ospitali n. 1.000 azioni, Ugo Ravanelli n. 81.411 azioni.
 
Nomina alla carica di Amministratore Delegato e dei Comitati interni al Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione di MARR S.p.A. tenutosi al termine dell’Assemblea odierna ha confermato Amministratore Delegato Francesco Ospitali.
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre valutato il possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla legge e dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana per gli Amministratori: Marinella Monterumisi, Alessandro Nova, Ugo Ravanelli e Rossella Schiavini. In particolare il Consigliere Ugo Ravanelli nel dichiarare di possedere i requisiti di indipendenza ha rimesso la valutazione dei requisiti di cui all’ Art. 3.C.1 lett. b), d) ed e) del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana al Consiglio di Amministrazione, il quale ha ritenuto che comunque sussistano in concreto i requisiti di indipendenza e sia prioritario garantire alla Società il suo contributo di conoscenze e competenze.
Il Consiglio di Amministrazione ha anche preso atto della valutazione di indipendenza espressa dal Collegio Sindacale per i suoi componenti.
 
Il Consiglio di Amministrazione ha confermato l’istituzione del Comitato per la Remunerazione e le Nomine, composto da: Marinella Monterumisi (Presidente del Comitato), Alessandro Nova e Ugo Ravanelli, e del Comitato Controllo e Rischi, composto da: Marinella Monterumisi, Ugo Ravanelli (Presidente del Comitato) e Rossella Schiavini.
 
Il Consiglio di Amministrazione ha infine nominato, ai sensi dell'art. 21 dello Statuto Sociale, il Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo Pierpaolo Rossi quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, attribuendogli compiti, responsabilità e mezzi previsti dall’art. 154-bis del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58.
Antonio Tiso, che precedentemente ricopriva l’incarico di Dirigente Preposto, andrà a collaborare con l’Amministratore Delegato per le attività di “Strategic Business Planning”, mantenendo il ruolo di Investor Relator e di responsabile dei Sistemi Informativi.
***
 
MARR (Gruppo Cremonini), quotata al Segmento STAR di Borsa Italiana, è la società leader in Italia nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari alla ristorazione extra domestica ed è controllata da Cremonini S.p.A..
Attraverso un’organizzazione composta da oltre 800 addetti commerciali, MARR serve oltre 40.000 clienti (principalmente ristoranti, hotel, pizzerie, villaggi turistici, mense aziendali), con un’offerta che include circa 10.000 prodotti alimentari, tra cui pesce, carne, alimentari vari, ortofrutta.
La società opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete logistico-distributiva costituita da 34 centri di distribuzione, 5 cash&carry, 4 agenti con deposito e si avvale di oltre 700 automezzi.
 
MARR ha realizzato nel 2016 ricavi totali consolidati per 1.544,4 milioni di Euro, un EBITDA consolidato di 111,0 milioni di Euro ed un utile di Gruppo di 58,5 milioni di Euro.
Per maggiori informazioni su MARR visita il sito Internet della società alla pagina www.marr.it
 
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Pierpaolo Rossi, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
22 Aprile 2017

L’enologo Giordano Zinzani è stato confermato Presidente del Consorzio Vini di Romagna

Nell’ultima Assemblea Generale dei Soci del Consorzio Vini di Romagna – ente che riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino al fine di tutelare la produzione di vino della Romagna, con lo scopo di sostenere la qualità, l’equilibrio dei prezzi e la promozione del prodotto e del suo territorio – sono state elette le nuove cariche sociali per il triennio 2017-2019. Presidente è stato confermato l’enologo Giordano Zinzani.
Per Zinzani, in carica dal 2008, si tratta del quarto mandato al timone del Consorzio: «Ringrazio i colleghi soci del Consorzio e del nuovo Consiglio di Amministrazione che hanno voluto la mia rielezione a presiedere il Consorzio Vini di Romagna per il prossimo triennio e a cui assicuro l’impegno a proseguire gli sforzi per l’affermazione del vino di Romagna. E’ un Consiglio di Amministrazione che si è anche in buona percentuale rinnovato e che certamente porterà nuovo fermento positivo nelle idee e nella vita consortile. Il nostro Consorzio ha fatto molto in questi ultimi tempi per comunicare un nuovo volto della Romagna ed è così cresciuta l’immagine dei nostri vini a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica; aumentando anche il numero di bottiglie prodotte nel 2016. Serve comunque un’unità d’intenti, perché tutti gli attori della filiera (l’azienda piccola come la grande, i produttori di tutte le denominazioni e le istituzioni) siano protagonisti nel far cambiare e accrescere il percepito di un territorio come la Romagna e dei suoi vini».
 
I Consiglieri, tra novità e conferme, sono: Sirri Mauro, Azienda Celli di Bertinoro (FC), Morini Alessandro, Poderi Morini di Faenza (RA), Montanari Giacomo, Ca’ di Sopra di Marzeno di Faenza (RA), Bordini Francesco, Villa Papiano di Modigliana (FC), Perdisa Alberto, Insia – Palazzona di Maggio di Ozzano nell’Emilia (BO), Casali Valerio, Tenuta Casali di Mercato Saraceno (FC), Monti Roberto, Cantina Forlì Predappio, Manzoni Silvia, Cavim di Sasso Morelli (BO), Castellari Fabio, Cantina di Faenza (RA), Emiliani Achille Andrea, Agrintesa di Faenza (RA), Rossi Daniele, Cantina dei Colli Romagnoli di Imola (BO), Nannetti Marco, Cevico di Lugo (RA), Giuliani Scipione, Poderi dal Nespoli di Cusercoli (FC), Prugnoli Enrico, Cantina Sociale di Cesena (FC), Sarti Roberto, Caviro di Faenza (RA).
 
Giordano Zinzani, faentino, formato all’Istituto la viticoltura e l’enologia di Conegliano Veneto e successivamente ha ottenuto il titolo di Enologo. Dal 1984 lavora alla CAVIRO dove attualmente è Dirigente, con incarico su normative e tecniche enologiche. Relatore in diversi convegni e seminar sia in Italia sia in Europa, ha pubblicato articoli di carattere tecnico, riguardanti aspetti innovativi della tecnologia enologica. Ha collaborato in molte ricerche e sperimentazioni effettuate in Romagna e in particolare con l’Università di Bologna. Dal 1990 al 2013 è stato Presidente della sezione Romagna Assoenologi, Consigliere nazionale e dal 1999 al 2013 delegato all’Union Internationale des Œnologues. Dal 2008 vice-presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna e componente del C.d.A. di Federdoc. Dal 2014 Consigliere del Consorzio Pignoletto Emilia e Romagna e dal 2015 del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena. Nel 2014 ha scritto assieme a Beppe Sangiorgi il libro “Sangiovese vino di Romagna”. Accademico corrispondente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Da marzo 2017 nominato consigliere nel Consiglio di Amministrazione di Valoritalia s.r.l.
 


Gourmandia dal 13 al 15 maggio a Santa Lucia di Piave
Il premio alle enoteche e un dibattito sui difetti del vino a Gourmandia dal 13 al 15 maggio a Santa Lucia di Piave. E il 21 aprile Anteprima Gourmandia con i vini di Ferrowine a Castelfranco Veneto (Treviso)
Un seminario sui difetti del vino, il Premio Gastronauta - Cantina Tramin alle migliori enoteche e un’intera area dedicata ai produttori di vino: Gourmandia – Le Terre Golose del Gastronauta si prepara così ad accogliere appassionati e addetti al lavoro nel mondo del vino da sabato 13 a lunedì 15 maggio 2017 all'Ex Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso). E un momento dedicato al vino sarà anche quello di venerdì 21 aprile negli spazi di Ferrowine a Castelfranco Veneto (Treviso) per Anteprima Gourmandia. Dalle 15 banchi d’assaggio con prodotti di alcuni artigiani presenti in fiera abbinati ai vini dell’enoteca. Sempre qui alle 18 Davide Paolini – ideatore di Gourmandia - presenterà il suo ultimo libro, Il Crepuscolo degli Chef, edito da Longanesi.
A Gourmandia ci sarà una zona riservata al vino con la selezione delle migliori cantine nazionali. Sempre dedicato al vino l’appuntamento con il Seminario Amorim Cork “A.A.A. Difetti del vino cercasi”. Lunedì 15 maggio dalle 10 alle 11:30 Stefano Zaninotto, Responsabile Qualità Amorim Cork Italia, approfondirà l’argomento con un incontro rivolto a consumatori esperti e professionisti. Si parlerà dei difetti del vino e in particolare di come cambia il vino da alimento a simbolo; come cambia il difetto da biochimico a sensoriale; cos’è il naso intelligente, ossia cosa significa bere con il naso; perché ingerire e non sputare. Per concludere un’analisi sensoriale per mettere in pratica la prima parte di teoria.
Sempre lunedì 15 maggio dalle 12:30 alle 13:30 sarà invece consegnato il Premio Gastronauta - Cantina Tramin alle migliori 10 enoteche d’Italia, selezionate attraverso un sondaggio tra opinion leader, giornalisti e winelovers, che si sono distinte per la professionalità, la qualità della proposta e la ricerca nella selezione dei vini.
Gourmandia sarà aperta al pubblico. Ingresso a pagamento. Info: http://www.gourmandia.gastronauta.it



Dalle valli alle vette: l'Alto Adige nel calice”: APPUNTAMENTO A MILANO
Che riflesso hanno le diverse altitudini sulla produzione vinicola del territorio? Sarà possibile scoprirlo al grande banco di assaggio in programma lunedì 15 maggio all’hotel The Westin Palace
 
Dai 200 metri del lago di Caldaro ai 1.000 metri di Magrè, nella Bassa Atesina, passando per la Valle dell’Adige, la Valle Isarco, la Val Venosta, Bolzano e Merano. In meno di 5.300 ettari vitati, l’Alto Adige offre una ricchezza unica di terreni che ospitano una ventina di vitigni alle altitudini più diverse.
Proprio l’altitudine sarà la lente di ingrandimento con cui leggere i vini del territorio nel banco di assaggio “Dalle valli alle vette: l'Alto Adige nel calice” in programma all’hotel “The Westin Palace” di Milano lunedì 15 maggio dalle ore 15.30 alle 20.30.
 
L’evento, organizzato dal Consorzio Vini Alto Adige in collaborazione con la Delegazione AIS di Milano, offrirà l’occasione di degustare cinquanta etichette che ben rappresentano la produzione vitivinicola altoatesina, portata avanti dalle 200 cantine dell’Alto Adige. Il banco di degustazione di quest’anno proporrà un viaggio dalle valli fino alle montagne, per scoprire i vitigni ideali di ogni fascia di altitudine e le loro interpretazioni secondo le diverse aree di produzione e tecniche di vinificazione.
Dalla ricchezza e morbidezza dei Pinot Grigio, Lagrein e Cabernet che prendono vita ai piedi delle colline, ai profumi dei Sylvaner, Riesling, Müller Thurgau e Kerner di alta quota; passando per la fragranza e la succosità della fascia collinare, patria dei Pinot Bianco, Sauvignon, Gewürztraminer e bollicine, e per le medie altitudini, dove rossi come il Pinot Nero e il Lagrein acquistano sottigliezza e finezza.
 
“L’Alto Adige è un territorio che ospita vigneti ad una gamma molto variegata di altitudini. Questa grande variabilità regala ai nostri vini sfumature uniche e distintive, anche restando nell’ambito di uno stesso vitigno – commenta Werner Waldboth, Direttore del Consorzio Vini Alto Adige. – Con il banco di assaggio di quest’anno intendiamo raccontare i nostri vini e il nostro territorio utilizzando questa chiave di lettura, proponendo le etichette in base a un criterio altimetrico e mettendo in luce le tante sfaccettature della produzione vinicola altoatesina”.
 
Il banco di assaggio, organizzato in collaborazione con la Delegazione AIS Milano, è aperto gratuitamente a soci AIS, operatori e stampa. Anche il pubblico di appassionati potrà accedere alla degustazione, acquistando un biglietto di ingresso al prezzo di 20 €.
 
L’appuntamento con “Dalle valli alle vette: l'Alto Adige nel calice” è fissato per:
 
Lunedì 15 maggio a Milano, nelle sale dell’hotel The Westin Palace.
Orari di apertura: dalle 15.30 alle 20.30.
 
Per ulteriori informazioni: http://www.vinialtoadige.com



XXIX Premio Giornalistico del Roero e AperArneis 2017
Riceviamo e pubblichiamo
 
Cari colleghi,
è di nuovo in moto la “macchina” che l’Associazione Premio Giornalistico del Roero dedica alla sua iniziativa principale, il Premio Giornalistico del Roero che quest’anno giunge alla XXIX edizione e che ha favorito una sistematica promozione del territorio del Roero, dei suoi prodotti e delle sue attività economiche, l’inizio e il proseguimento di un Roero protagonista. Avviata nel 1989 come esperienza pionieristica di valorizzazione di una zona e dei suoi contenuti, nelle prime 28 edizioni il Premio del Roero ha “premiato” la professionalità di 170 giornalisti italiani ed esteri, annoverando tra questi molti personaggi di primissimo piano e prestigio.
Accanto al Premio, sono state selezionate nel tempo anche alcune iniziative di contorno, che hanno contribuito a valorizzare in modo specifico i prodotti del territorio (le 25 edizioni de “Il Piatto per il Roero Arneis”, che hanno focalizzato l’azione promozionale sul Roero Arneis).
Nel 2015, il Piatto per il Roero Arneis è stato sostituito da un nuovo format più dinamico e giovane chiamato “AperArneis”. Vuole privilegiare il coinvolgimento del Roero Arneis con fasce di consumatori più giovani e forse meno esperti in fatto di tematiche enogastronomiche, per far diventare il consumo del Roero Arneis fatto di costume generale.
L’attività dell’Associazione si è sviluppata in questi anni grazie alla positiva sinergia con numerosi organismi pubblici e privati, che hanno condiviso il messaggio promozionale che il Premio lancia sul territorio, in Italia, nei circuiti internazionali del turismo.
 
Premio Giornalistico del Roero – XXIX Edizione.
Fin dalla sua nascita, nel 1989, il Premio Giornalistico del Roero è riservato ad articoli e servizi pubblicati su quotidiani, settimanali, mensili, riviste tecniche e trasmissioni radiofoniche e televisive, sistemi telematici e siti web, editi in Italia e all’estero. I sistemi telematici e web sono stati introdotti a fine anni Novanta, quando hanno cominciato ad avere una buona diffusione.
Nell’edizione 2017 saranno presi in considerazione gli articoli e i servizi pubblicati tra il 1° giugno 2016 e il 31 maggio 2017, che abbiano focalizzato i temi riguardanti la realtà, la storia e le prospettive future del Roero con riferimenti agli aspetti vitivinicoli e agricoli, economici, umani, sociali, gastronomici, tradizionali e culturali. Gli articoli e i servizi potranno trarre spunto da notizie o situazioni di attualità, ma non dovranno limitarsi alla pura cronaca.
Anche quest’anno, le categorie degli articoli e gli importi del Premio sono le seguenti.
 
- Premio testate a diffusione nazionale (Italia) € 3.000,00
- Premio testate a diffusione internazionale: € 3.000,00
- Premio testate a diffusione locale: € 1.000,00


La partecipazione avviene con l’invio degli elaborati all’Associazione Premio Giornalistico del Roero da parte degli autori oppure su selezione autonoma dell’organizzazione.
I premi vengono assegnati dalla Giuria del Premio, presieduta da un giornalista iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e composta dai rappresentanti degli organismi che sostengono il Premio.
La Giuria si riunirà entro il 10 luglio 2017 per esaminare gli articoli in concorso e, motivando per iscritto giudizi e decisioni, comunicherà all’Associazione Premio Giornalistico del Roero le scelte.
 
Anche quest’anno la cerimonia di premiazione sarà organizzata a fine luglio in un Comune del Roero.
E’ una scelta che prevede ogni anno il cambio della sede dell’evento e consente il coinvolgimento sempre più organico del territorio del Roero, con efficaci ricadute economiche e di immagine sull’intera zona.



AperArneis – III Edizione
Come abbiamo già detto, dal 2015 il “dopo Cerimonia di consegna del Premio” ha cambiato volto, cercando di coinvolgere molte persone grazie a un grande banco di assaggio, che mette in degustazione i Roero Arneis dei produttori aderenti all’Associazione.
L’esperienza ideata nel 2015 proseguirà anche quest’anno con la riproposizione del nuovo format, intitolato “AperArneis” che si richiama al rito speciale dell’aperitivo, favorendo la sinergia tra vino e cibo e realizzando un evento che stimola a stare insieme, a socializzare e a conoscere.
Sulla piazza del Comune, sede della premiazione, a fine luglio, dalle 19.30 (al termine della cerimonia di consegna del Premio) il grande banco di assaggio che vedrà da un lato una trentina di Roero Arneis del 2016 dei produttori aderenti all’Associazione e, dall’altro, tante proposte gastronomiche, semplici o più elaborate, tutte finalizzate a rinvigorire il legame tra il Roero Arneis e i suoi consumatori.

AperArneis 2017 avrà di nuovo come protagonisti molti prodotti della grande ricchezza gastronomica piemontese, dalla Salsiccia di Bra al Crudo di Cuneo, dal Murazzano al Grana Padano, dal Bra nelle sue varie stagionature alle proposte degli orti del Roero, senza dimenticare il miele, i prodotti a base di farina di canapa, la carne piemontese, i salami cotti e crudi, le tinche e le preparazioni della cucina piemontese che – negli antipasti – ha creato i primi esempi di quei “finger food” oggi tanto di moda.
Anche il costo della serata (€ 15,00 a persona) proporrà una soluzione di grande accessibilità, per facilitare il coinvolgimento di fasce di consumatori giovani e nemmeno sensibilizzati ai temi del cibo e del vino. L’obiettivo è duplice: amplificare il consumo responsabile del vino e dei prodotti gastronomici e radicare l’apprezzamento del Roero Arneis in spazi sempre più ampi della società.
 
La Segreteria del Premio è a disposizione per fornire tutte le informazioni che si rendessero necessarie.
 
Tel. 0172/40097 – Cell. 324/8695058 Email: info@premiodelroero.it



Al via il nuovo talk show Unconventional Gelato: 10 puntate dedicate a 10 protagonisti del gelato
Comincia giovedì 20 aprile 2017 Unconventional Gelato, il nuovo web talk show girato a Firenze che mette al centro i protagonisti dell’arte gelatiera italiana tra curiosità e segreti del mestiere. In primo piano il racconto di dieci gelatieri che nel loro lavoro hanno una storia non convenzionale da raccontare: dal laureato che ha scelto di inseguire un sogno, a quello irriverente seguitissimo sui canali social. Prima storia quella di Antonio Mezzalira che dalle tre stelle di Massimiliano Alajmo de Le Calandre – dove ha lavorato e imparato i segreti della gastronomia – è arrivato ai Tre Coni del Gambero Rosso con la sua gelateria Golosi di Natura. Le puntate saranno divulgate con cadenza quindicinale su Facebook, Instagram e Youtube, intervallate da anticipazioni, backstage e contenuti inediti. Unconventional Gelato è prodotto dall’agenzia di comunicazione GSG Service con la sponsorizzazione dell’azienda Bravo Spa, leader nelle macchine per la gelateria.
Ogni puntata di Unconventional Gelato – cinque minuti circa – metterà al centro la storia di un mastro gelatiere della penisola. Unconventional – ossia non convenzionale – perché scopo del progetto è quello di riportare il gelato al suo essere un alimento giocoso, alla sua dimensione ludica con un tono ironico, veloce e divertente della comunicazione. Non a caso conduttore sarà Vetulio Bondi, gelatiere fiorentino unconventional, Ambasciatore del gelato fiorentino, Presidente dell’Associazione Gelatieri Artigiani Fiorentini, formatore e docente della Scuola Gelato Campus di Firenze, autore del libro “Il gelato (non) è uguale per tutti”. Ad Unconventional Gelato coinvolgerà con la sua simpatia gli ospiti tra chiacchiere, aneddoti e risate proprio nella sua gelateria di Firenze “I gelati del Bondi”, dove sono state girate le puntate.


 

05 aprile 2017


Dal 22 al 25 aprile 2017 torna in Umbria “Pic & Nic a Trevi 

Il borgo medievale di Trevi, in Umbria, dal 22 al 25 Aprile prossimi, torna a festeggiare l’arrivo della primavera con la 10^ edizione di “Pic & Nic. Arte, musica e merende tra gli ulivi”. Il decennale di questo appuntamento dedicato alla bellezza, alla natura, al paesaggio, all'artigianato e ai prodotti agroalimentari di qualità, si sposa con i valori dell'ONU che ha dichiarato il 2017 Anno Internazionale del Turismo Sostenibile.

Simboleggiato dal tradizionale sportino a quadrettoni bianchi e rossi, Pic & Nic rappresenta da anni la migliore occasione per chi vuole trascorrere un fine settimana in Umbria, en plein air, nella quiete del paesaggio olivato, unendo il piacere della scoperta di luoghi incantati e integri, alla possibilità di degustare cibi di qualità, primo fra tutti il pregiato olio extravergine di oliva Dop Umbria.


Alcune novità di questa decima edizione sono:
il Pic Nic di notte tra gli ulivi, che si terrà domenica 23 Aprile. Si inizia al tramonto dall'aperitivo con con una selezione di vini delle cantine socie del Movimento Turismo del Vino dell'Umbria, che poi ospiteranno originali pic nic in vigneto in occasione di Cantine Aperte il prossimo 27 e 28 Maggio. Il Picnic si prolungherà per la cena in un oliveto adiacente alla Chiesa romanica di S. Pietro a Pettine. A rendere magica l'atmosfera del picnic in notturna gli allestimenti luminosi e le originali sedute di Frale Design.

L'omaggio al celebre regista, e cittadino trevano, Michelangelo Antonioni. Lunedì 24 aprile, nella Chiesa di San Francesco, verrà proiettato  il film “Lo Sguardo di Michelangelo”  alla presenza della moglie Enrica Antonioni “Lo Sguardo di Michelangelo” è l’ultimo film del regista, girato nel momento massimo della sua incapacità di comunicare con la voce. E’ un omaggio di Antonioni a Michelangelo Buonarroti, che vede il regista anche nelle vesti di attore, in un’opera senza sonoro dove Antonioni ammira il Mosè di Michelangelo. Fotografia e luce danno la voce a questo confronto muto.

Corso di Orticoltura, pratico / teorico, che si svolgerà negli orti di Villa Fabri tenuto da docenti dell'istituto agrario di Todi.
Durante i quattro giorni del Pic Nic si alterneranno poi, come da tradizione, trekking naturalistici, passeggiate in bicicletta ed in e-bike, degustazioni d’olio e prodotti tipici, la caratteristica caccia al tartufo, altra eccellenza locale, i mercatini del contadino e dell’antiquariato, i percorsi guidati alla scoperta del centro storico. Immancabile poi l’attenzione verso i più piccoli, con laboratori condotti da artigiani. Ampio spazio verrà dato, anche questo anno, alla conoscenza delle erbe spontanee commestibili che si raccoglieranno sulla collina olivata con passeggiate accompagnate da esperti e si concluderanno con laboratori di cucina tenuti dagli Chef  Barbara Grimaldi alias Papa Simply Food e da Nicolas Bonifacio dell'Osteria Gourmet Eat Out di Assisi che proporranno ricette a base di erbette spontanee utilizzando anche le farine macinate a pietra tipo 1 ed integrale del Molino sul Clitunno, farine di altissima qualità che raccolgono tutta la parte più nobile del chicco di grano.

Altro immancabile appuntamento, che si terrà durante i quattro giorni del picnic nelle sale affrescate di Villa Fabri, è la rassegna #Artigianinnovatori giunta alla 5a edizione, che seleziona artigiani, creativi, crafter, maker, di ambiti molto differenti, che uniscono il saper fare al design, all’arte, all’architettura, all’illustrazione.

Tema portante di Pic & Nic, oltre al contatto con la natura e la valorizzazione dei prodotti tipici è appunto il “Saper fare” che si declinerà nella proposta di laboratori di artigianato e riciclo tenuti dagli artigiani della rassegna #Artigianinnovatori.

Un momento dedicato alle imprese, anche quest'anno, sarà il premio “Trevi Fa Impresa”, che prevede la consegna di un riconoscimento ad alcune imprese trevane di successo che si sono distinte nel tempo per propensione all'innovazione, storicità sul territorio, qualità ambientale o per il contributo dato all'immagine di Trevi fuori dai confini regionali.

Per informazioni evento infoturismo@comune.trevi.pg.it
Tel. +39 0742 332269




A Cerea dal 7 al 9 aprile a torna ViniVeri - Vini secondo natura
Dal 7 al 9 aprile a Cerea (a pochi passi da Verona) nella consueta Areaexp “La Fabbrica” torna ViniVeri- Vini secondo natura, la manifestazione italiana di vini e prodotti alimentari ottenuti da processi naturali, organizzata dal Consorzio Viniveri. Per questa XIV edizione il Consorzio ViniVeri ha pensato ai territori colpiti dal terremoto e ha dedicato l’evento alla Rinascita, di territori, comunità e tessuto produttivo duramente colpiti dai terremoti che dal 24 agosto scorso hanno devastato alcune zone del centro Italia.

Per sostenere concretamente il disagio dei contadini e delle attività produttive legate alla terra e all’identità del territorio messe in ginocchio dal sisma, 5 euro di ogni biglietto di ingresso a ViniVeri 2017 verranno devoluti all’Associazione “Per la Vita di Castelluccio di Norcia ONLUS” che destinerà in concreto la somma raccolta ai piccoli produttori di Castelluccio di Norcia. Il Consorzio ViniVeri donerà anche un contributo in denaro proveniente dalle proprie casse destinato ai medesimi scopi, impegnandosi altresì a raccogliere fondi da privati a cui ciascuno potrà contribuire effettuando una donazione volontaria sull’IBAN IT06G0103021700000001831619 intestato a Consorzio ViniVeri con causale “Per La Vita di Castelluccio di Norcia”.

Tutto ormai pronto dunque per l’edizione 2017 di ViniVeri che si terrà come di consueto negli ampi spazi dell’Areaexp “La Fabbrica”. Per tre giorni dalla 10,00 alle 18,00 sarà possibile incontrare i produttori del Consorzio con i loro vini a cui si aggiungeranno un centinaio di “artigiani del vino” indipendenti, italiani ed esteri, provenienti da Austria, Repubblica Ceca, Francia, Slovenia, Portogallo oltre ad un nutrito gruppo di produttori naturali provenienti dalla Spagna. A unirli la passione e la condivisione di una filosofia produttiva che va oltre la certificazione biologica europea: quella di generare vino senza pesticidi, l’uso della chimica di sintesi in vigna e senza l’uso di addizioni e stabilizzazioni forzate in cantina. Le aziende vitivinicole presenti a ViniVeri 2017, hanno infatti tutte autocertificato sotto la propria responsabilità, di seguire i dettami della “Regola” (http://www.viniveri.net/il-consorzio/la-regola/) del Consorzio Viniveri: rispettosa dell’ambiente e della biodiversità, naturale, sostenibile e i loro vini sono stati sottoposti ad un panel di degustazione prima di essere scelti.

La conferenza di quest’anno si svolgerà venerdì 7 aprile alle ore 18,00 e riguarderà le concessioni ottenute in materia di trasparenza delle informazioni che possono essere riportate in etichetta. Un importante e innovativo risultato a cui si è giunti con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dopo anni di serrati e collaborativi confronti, tra il Consorzio ViniVeri e la dirigenza del Mipaaf.

Sabato 8 aprile alle 18,00 si svolgerà una “Degustazione-Memorial” in onore di Stanko Radikon, nella sala conferenze dell’Area-Exp condotta dal giornalista Davide Paolini.

Oltre ai vini ci sarà spazio anche per produzioni agroalimentari artigianali. In particolare vi sarà un angolo dedicato alle specialità e ai prodotti delle zone devastate dal sisma con un gruppo di piccoli produttori e artigiani proveniente da Norcia.

Il programma prevede anche due importanti cene all’interno della manifestazione, a cui sarà possibile prenotarsi all’ingresso della Fiera: nelle serate di venerdì 7 e sabato 8 aprile la cucina ospiterà due giovani e già affermati chef, Enrico Bartolini – che oltre ad aver ottenuto due stelle Michelin al Mudec di Milano, una stella a Bergamo e una a Castiglione della Pescaia, fa parte dei Jeunes Restaurateurs d’Europe – e la ventenne talentuosa Martina Caruso di Salina, stella Michelin, miglior chef emergente 2017 per il Gambero Rosso e recentemente premiata come migliore chef donna da Identità Golose 2017. Il percorso gastronomico delle serate sarà proposto in abbinamento ai vini dei vignaioli artigiani di ViniVeri.

Aperta anche quest’anno l’Enoteca ViniVeri: la vetrina-bottega posta all’uscita degli spazi espositivi dove sarà possibile acquistare, solo nei tre giorni dell’evento, molte delle rare, selezionate etichette presenti a ViniVeri a prezzo di cantina.

La realizzazione dell’immagine di ViniVeri 2017 è stata affidata ai bambini della scuola dell’infanzia di Acquasanta Terme, paese terremotato in provincia di Ascoli Piceno, come simbolo della rinascita e della forza di un popolo. La scuola, inagibile dal 24 agosto, dopo tre mesi nelle tende, è ora ospitata in una nuova struttura antisismica e molti dei bambini che la frequentano percorrono ogni giorno oltre 50 chilometri per raggiungerla e altrettanti per tornare nelle loro residenze presso gli alberghi sulla costa.



Cibo di strada, le tendenze: panini d’autore, fritti, gelato e cibo etnico
On the road oltre 150 veicoli firmati StreetFoody

Non accenna a diminuire il successo della ristorazione su ruote. Complice la riscoperta del cibo di strada, sono sempre di più gli imprenditori che decidono di portare on the road la propria proposta culinaria (oltre 2.200 secondo Coldiretti, +13% nel 2016) e che trovano spazio nei vari festival, ormai decine in tutta Italia, che animeranno soprattutto la primavera-estate. «Il pubblico è diventato molto esigente e tutto dev’essere curato, dalla cucina, all’allestimento del mezzo, all’immagine e comunicazione»: parola di Sara Pratesi, vera esperta del settore e anima del progetto StreetFoody, da qualche anno al fianco dei migliori foodtrucker italiani.

Nell’imminente stagione saranno oltre 150 i mezzi itineranti firmati StreetFoody che scenderanno nelle strade e nelle piazze d’Italia. Il trend ha preso piede un po’ in tutta Italia, tanto che i clienti di StreetFoody, specialista nell’allestimento di veicoli speciali, rappresentano ormai tutte le regioni, con prevalenza di Toscana, Umbria, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia. Ma il Made in Italy va forte anche oltreconfine, tanto che StreetFoody ha raccolto ordini anche all’estero, per esempio in Svizzera e Germania.

StreetFoody è ormai un punto di riferimento nel settore, tanto che Casa Alice, il programma di punta di Alice Tv, che torna dal 3 aprile al 14 maggio sul canale 221 del digitale terrestre, ha scelto proprio StreetFoody come partner per questa stagione che vede il ritorno della storica conduttrice Franca Rizzi. Durante la sigla iniziale e finale di Casa Alice, in onda tutti i giorni alle 20.35 e in replica il giorno successivo alle 13.40, è protagonista l’Ape dal mood retrò firmata StreetFoody, carica di ingredienti del territorio e pronta ad accompagnare Franca Rizzi durante il suo programma fatto di ricette, gusto e buonumore. «Il claim “La tua grande azienda on the road” sottolinea che lo street food rappresenta un’opportunità di business da cogliere perché, se si propone un’idea originale, assieme a un partner esperto come StreetFoody è possibile renderla realtà, con un investimento contenuto e in poco tempo» spiega sempre Sara Pratesi».

L’intuizione di StreetFoody è stata intercettare il crescente interesse per il cibo di strada e offrire la propria competenza nell’allestimento di veicoli speciali per trasformare le idee imprenditoriali degli aspiranti foodtrucker in realtà. Un team di 30 professionisti cura tutte le fasi di realizzazione e messa in strada dei mezzi, nel rispetto delle normative, e permette così agli imprenditori della ristorazione di avviare la propria attività in modo semplice e immediato. I veicoli sono proposti in tre taglie –S con l’Ape Piaggio, M con il Porter Piaggio e L con il Fiat Ducato– per venire incontro a ogni esigenza in fatto di dimensioni, attrezzature e mobilità. «La taglia S è la più apprezzata perché, con un investimento contenuto e tempi brevi, si può far partire subito la propria attività. È un mezzo agile, flessibile, attrezzato di tutto punto e personalizzabile al massimo –spiega sempre Sara Pratesi–. Per le strade quest’estate si vedranno quindi tantissime Ape dal sapore vintage, che esprimono tradizione e italianità, due elementi fortemente ricercati dal pubblico che segue gli appuntamenti più importanti dedicati al cibo di strada». Già più di 150 clienti hanno scelto StreetFoody. E per quanto riguarda le tendenze culinarie? «I nostri clienti propongono soprattutto panini d’autore, focaccerie, fritti, cibo etnico e poi il cibo da passeggio per eccellenza, il gelato –commenta sempre Sara Pratesi–. Ha successo chi punta sulla qualità, per raccontare un territorio e presentare le migliori materie prime: presidi Slowfood, ingredienti a km zero, eccellenze delle varie regioni oppure ricerca sulle cucine esotiche».

StreetFoody è il progetto dedicato ai food trucker italiani. Un team di specialisti che sviluppa insieme a loro l’intero progetto imprenditoriale, aiutandoli in ogni fase della realizzazione fino alla messa in strada del loro veicolo. L’azienda ha sede a Terranuova Bracciolini, provincia di Arezzo. Streetfoody.it è il sito di riferimento del settore, sempre aggiornato sulla normativa, sui trend emergenti, sulle nuove tecnologie e soluzioni meccaniche, su fiere e festival e su tutte le opportunità offerte dal mondo del cibo di strada.



Aperta Capperi...che Pizza! Pizza Gourmet a Milano
Le Origini del Gusto, 100% bontà! È in sintesi la linea guida del format Capperi…che Pizza! Pizza Gourmet: un progetto innovativo che viaggia alla riscoperta dei sapori genuini ed esprime la natura in ogni suo aspetto, dalla lavorazione dei tavoli in legno, che rientrano nello stile architettonico del progetto, agli ingredienti selezionati tra tipicità dop, igp e slow food, garanzia di digeribilità e benessere del cibo.

Capperi…che pizza! Pizza Gourmet nasce da un attento percorso di ricerca e selezione avviato dalla famiglia Acciaio negli anni ’60, partendo dall’area del Vesuvio con le gastronomie Lucullus. Selezione e affinamento di formaggi italiani, lavorazione di salumi, pomodori speciali, conserve di tonno e alici sublimi. I profumi della terra e del mare presentati in botteghe di specialità, che col tempo si sono arricchite fino a evolversi nella nuova era delle pizzerie gourmet. Pizzerie cioè che pongono in primo piano il buono e saporito con attenzione estrema al benessere del cibo e quindi del consumatore.

Pizzerie che accompagnano ogni ricetta con informazioni dettagliate degli ingredienti, dalla tracciabilità con rapporti diretti con i produttori del circuito ai metodi di lavorazione, per esaltarle al meglio al palato e indicare i giusti abbinamenti, così da rendere le ricette sempre equilibrate, in ogni aspetto. Il paniere è selezionato con attenzione oggi da Giuseppe Acciaio, esperto gastronomo, già rinomato per la promozione del territorio, dal recupero di antiche cultivar all’inserimento di tali tipicità sul mercato internazionale. Prodotti genuini, espressione di sapori ed eccellenze della terra.

Bontà con la garanzia di digeribilità: dalla farina di tipo 1 e 2 alla selezione di pomodorini del piennolo dop, corbarino in salsa e in acqua e sale, torzelle, capperi di Salina, tonno e alici di Cetara, friarielli del Vesuvio e fichi del Cilento. Tipicità tutte prodotte in modo diretto dalla famiglia Acciaio, con i brand L’Orto di Lucullo e I Sapori di Corbara, con i quali coltivano la qualità con squadre di contadini incoraggiati a seminare antiche coltivar nel rispetto della natura. Il nuovo brand parte come franchising e ad aprile ci saranno le aperture delle tre sediMilano, Salerno e Lugano.

La presentazione ufficiale si svolta martedì 4 aprile alla presenza del giornalista Vincenzo D’Antonio della rivista Gusto Mediterraneo. La sede di Milano è già operativa e seguiranno le aperture delle sedi di Salerno e Lugano a distanza di poche settimane.

Per maggiori informazioni: http://www.capperichepizza.com



 

30 marzo 2017

ROADHOUSE RESTAURANT APRE A PISTOIA il 3° LOCALE IN TOSCANA 
Nei prossimi mesi previste altre aperture a Prato e Siena 
Pistoia, 29 marzo 2017. Ha aperto oggi il nuovo Roadhouse Restaurant a Pistoia, in Via F. Guicciardini 4, poco dopo l’uscita dal raccordo con l’A11, in una posizione strategica facile da raggiungere sia dal centro cittadino che dal casello di Pistoia: il ristorante è il 3° in Toscana (su 95 complessivi in Italia), dopo quelli di Campi Bisenzio (presso il Centro Commerciale “I Gigli”) e Lido di Camaiore. Con questa apertura accelera il piano di sviluppo in Toscana: nei prossimi mesi sono previste aperture a Prato e Siena ed entro il 2018 è prevista la presenza in tutti i capoluoghi di provincia. 

Il nuovo ristorante ha 150 posti a sedere, un ampio parcheggio e le facilities tecnologiche comuni a tutti i Roadhouse: WIFI gratuito e la possibilità, tramite l’APP Roadhouse, di utilizzare la fidelity per ottenere sconti e promozioni esclusive e di pagare tramite smartphone evitando la fila in cassa. Inoltre per tutti i bambini sarà a disposizione l’innovativa area kids con giochi interattivi dove potranno divertirsi in tutta sicurezza.

Mi Casa es tu casa!”: scopri i sapori autentici del Messico
Visto il grande successo delle proposte precedenti dedicate a vari paesi, Roadhouse continua ad invitare i propri clienti alla scoperta delle eccellenze culinarie del mondo. Nei mesi di aprile e maggio infatti, oltre alle consuete e apprezzate specialità di carne alla griglia, si potranno gustare in tutti i ristoranti della catena le ricette tradizionali messicane rivisitate in stile Roadhouse.  Non il solito Tex Mex, ma un menu  completo con ricette originali per gustare quesadillasburritosmexican chicken e altri piatti davvero unici.

Con questa nuova location i ristoranti Roadhouse diffusi in Italia diventano 95, distribuiti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Sicilia.  Ciascun locale offre un’esperienza unica nella degustazione delle migliori carni alla griglia e degli altri componenti del ricco menu. Il tutto condito da un attento e accurato servizio al tavolo e dalle migliori opportunità offerte anche dalla Roadhouse Card, con tutti i vantaggi esclusivi per la community, che ad oggi con un incredibile successo ha già superato il milione di iscritti.

I ristoranti Roadhouse sono aperti al pubblico 7 giorni su 7, a pranzo dalle 12.00 alle 14.30 ed a cena dalle 19.00 alle 23.30. Il menu prevede un vasto assortimento di piatti unici a base di carne alla griglia (Ribeye, New York Strip, Filet Mignon, T-Bone Steak, hamburger, ecc.), accompagnati da un'ampia scelta di contorni e seguiti da una ricca varietà di dessert. Il prezzo medio a persona è compreso tra i 17 19 Euro.


Nel 2016 Roadhouse, con oltre 2.500 dipendenti, ha realizzato un fatturato di 125 milioni di Euro, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente.



Nuova brand identity per la cantina Ronchi di Manzano (UD)
Consensi unanimi e grandi apprezzamenti per la nuova brand identity della cantina Ronchi di Manzano (UD) che ha proposto in anteprima al Prowein di Düsseldorf la release del sito e il restyling grafico per le etichette della linea “Cru”. Ma l’azienda vitivinicola friulana, guidata da tre giovani donne, è pronta a sorprendere ancora una volta. Al Vinitaly, in programma a Verona dal 9 al 12 aprile, presenterà un’altra importante novità, lo shop on line, insieme all’indiscussa qualità dei vini, vini che sanno essere forti, gentili, equilibrati e sensuali. 

RESTYLING DEL SITO. Completamente rinnovato dal punto di vista grafico e dell'utilizzo, il nuovo sito http://www.ronchidimanzano.com narra i valori, i protagonisti, i territori e i prodotti della cantina. Organizzato in modo da catturare velocemente l’attenzione del navigatore, offre in pochi click tutte le informazioni necessarie in maniera chiara, intuitiva, immediata ed efficace. La nuova release è responsive, ovvero è fruibile da computer, tablet e smartphone. Il sito utilizza le ultime tecnologie nel campo del neuro web marketing  testate in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia che registrano le emozioni dei navigatori allo scopo di migliorare la loro user experience e di creare un portale “su misura di utenti”.

LE NUOVE ETICHETTE. Trasmettere le vibrazioni e le emozioni che il singolo terroir è capace di infondere a chi è abituato a camminare tra i filari. L’immagine del nuovo packaging è figlia della filosofia di Ronchi di Manzano, un’azienda che vuole interpretare la propria terra esaltandone le indiscutibili peculiarità. L’intera gamma dei prodotti si distingue per la piacevole sobrietà ed una raffinata eleganza. Il caratteristico e scenografico paesaggio è stato interpretato ed iconizzato per ciascun prodotto della linea “Classici” mentre i visual presenti sulla linea “Cru”rappresentano un’ode al singolo vigneto dal quale provengono. Ad ognuno di essi è stato assegnato un colore capace di esprimere il bouquet unico ed inconfondibile di ogni vino. Entrambe le linee “Classici” e “Cru” parlano di semplicità, minimalismo e contemporaneità in linea con i valori filosofici della cantina Ronchi di Manzano. Ogni singolo prodotto racconta un pezzo del territorio, fotografa una porzione della tenuta, svela agli occhi dei consumatori la sublime raffinatezza di un contesto meraviglioso.

SHOP ONLINE. Lo shop virtuale di Ronchi di Manzano consente di acquistare online i prodotti dell’azienda vitivinicola friulana. Un'enoteca aperta 24 ore su 24 dove, con alcuni semplici passaggi, i clienti possono ordinare, pagare concarta di credito, paypay, o bonifico ed attendere la consegna delle bottiglie comodamente a casa propria. Il sistema di commercio elettronico permette ai web wine shopper di comprare i vini della cantina sia dal computer che dallo smartphone attraverso il sito aziendale e piattaforme di compravendita on line.

Tra le altre novità dell’Azienda Agricola Ronchi di Manzano i nuovi cataloghi e l’ingresso nel Consorzio Italia del Vinoche dal 2009 promuove programmi di informazione e promozione delle cantine nei mercati emergenti e sostiene iniziative nei mercati consolidati, legando il vino ad altre eccellenze italiane come la moda, il design ed il turismo.

La cantina Ronchi di Manzano si trova a Manzano (UD), nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, immersa in un suggestivo anfiteatro naturale di dolci e assolate colline punteggiate da castelli ed abbazie a ridosso del confine con la Slovenia. L’azienda nasce alla fine degli anni ’60 e dal 1984 viene gestita da Roberta Borghese, insieme alle figlieLisa Nicole. Distribuisce ogni anno circa 200 mila bottiglie sia in Italia che all’estero raggiungendo 15 Paesi, tra i quali l’Australia e il Brasile. L’export rappresenta attualmente il 50% del fatturato aziendale.

Al Vinitaly la cantina sarà presente al Padiglione 6 - Stand C8 - Friuli Venezia Giulia - Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.

Informazioni: RONCHI DI MANZANO - MANZANO (UD) +39 0432 740 718 - info@ronchidimanzano.com -



Oleificio Zucchi racconta il talento del blending a “Tempo di Libri”
Anche un libro con le ricette di Claudio Sadler alla Fiera dell’editoria dal 19 al 23 aprile a Milano

Oleificio Zucchi, specialista nella produzione di oli da oliva e oli di semi, scrive da oltre 200 anni la storia olearia italiana e porta il suo capitolo a “Tempo di Libri”, il festival dell’editoria italiana che si terrà a Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile. La rinomata azienda cremonese, che ha fatto propria l’arte del blending, racconta proprio come un olio possa nascere dalla pura creatività e diventare un capolavoro, firmando con l’estro dei suoi prodotti eventi e showcooking ma soprattutto una imperdibile blending experience.

Da veri “best seller”, gli oli evo e di semi a marchio Zucchi saranno infatti protagonisti dei Laboratori di cucina “A Tavola”, uno spazio dedicato a workshop e laboratori tenuti da chef ed esperti del settore. Il 20 aprile alle ore 14.00 vi sarà spazio anche per una speciale “blending experience” che permetterà ai visitatori di diventare “blendmaster” per un giorno, imparando a creare un proprio blend con oli extra vergine di oliva, mettendo alla prova gusto e fantasia personali. L’arte del blending è il talento di combinare oli da cultivar e provenienze diverse per creare accostamenti unici, ottenendo un prodotto con una “identità” esclusiva sia in termini di profumi che di sfumature di gusto.

"Creare un olio è un’arte, proprio come avviene per un romanzo: non possiamo che essere entusiasti di questa Fiera che ci permette di valorizzare anche sul piano artistico il mondo dell’olio extra vergine di oliva” spiega Giovanni Zucchi, Vicepresidente dell’Azienda, che ha raccontato la sua passione proprio in un libro, “L'olio Non Cresce Sugli Alberi – L’arte del blending”: come nasce un olio di grande qualità”, pubblicato da Fausto Lupetti Editore. “La pianta dell’ulivo poi rievoca in sé una storia molto particolare e magica: spesso centenario, è un albero a linfa lenta, caratteristica che gli dà l’apparente capacità di poter rinascere dal nulla.”

Nel libro di Giovanni Zucchi anche 12 ricette dello chef stellato Claudio Sadler.



Roero Days: le novitè annunciate a Milano dal Consorzio di Tutela Roero
Significative novità per il Roero. Ad annunciarle è stato il presidente Francesco Monchiero in occasione della seconda edizione di Roero Days a Milano, che ha visto la partecipazione di 1300 visitatori tra giornalisti, operatori del settore e consumatori appassionati.

Le notizie più importanti riguardano il disciplinare di produzione. Dalla vendemmia 2017, infatti, saranno introdotte ufficialmente le “Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA), che corrispondono alla formalizzazione per legge dei “Cru”. “Le MGA sono oggi l’unico strumento legislativo che permette di regolamentare la zonazione. – Afferma il presidente Francesco Monchiero. – Siamo la terza denominazione italiana a raggiungere questo traguardo. Il lavoro è durato 8 anni ed è stato complesso ma, con la collaborazione di tutti i produttori, siamo riusciti a ottenere il risultato.

Le MGA del Roero sono 135, di cui 19 sono Comunali. I criteri utilizzati sono stati rigidi. “Pre requisito era la effettiva presenza di viti in quel territorio, una superficie minima di 10 ettari con la presenza di almeno 3 produttori. Inoltre abbiamo escluso dalle MGA i fondovalle. Il risultato è una carta omogenea.

La seconda importante novità annunciata è l’introduzione della tipologia Riserva per il Roero Arneis docg. “Questa tipologia dà un nuovo spessore e complessità a questo vino. Il disciplinare prevede che ci si possa fregiare del Riserva per vini commercializzati a partire dal 1° marzo del secondo anno dalla vendemmia. “ Anche in occasione di Roero Days, le degustazioni guidate hanno dimostrato una pregevole longevità ma anche come le diverse espressioni del Roero e del Roero Arneis si possano confrontare con altri grandi vini italiani. Durante gli approfondimenti sono intervenuti firme importanti del giornalismo come Gianni Fabrizio, Fabio Gallo, Andrea Gori, Giancarlo Gariglio, Dario Cappelloni, Vittorio Manganelli e Paolo Zaccaria.

L’evento è stato anche una grande occasione per fare squadra. Ben 54 produttori, presenti personalmente, nelle sale del Museo dei Navigli, hanno comunicato tutti assieme i valori di un territorio affascinante. “Oggi a Roero Days i produttori si sono riuniti per parlare tutti assieme di Roero. Credo che questo sia un grande segno di maturità” - ha concluso il presidente Monchiero. – “Il Roero vuole penetrare nel mercato e restarci a lungo, senza diventare un vino solo di moda. Far conoscere gli uomini che stanno dietro questo vino credo sia il mezzo più efficacie.”



Torna il Percorso Gourmet: il ciclismo dei buongustai!
In occasione della 21ma Granfondo Via del Sale,  torna domenica 2 aprile la pedalata Gourmet dedicata a tutti gli appassionati di “ciclo-gastronomia”!

Un percorso cicloturistico semplice, da fare con qualunque bicicletta, con partenza alle ore 10.00 dal Fantini Club di Cervia (Lungomare G.Deledda, spiaggia 182), attraverso i punti più suggestivi della costa e dell'entroterra cervese con sosta ed assaggio dei prodotti caratteristici locali, affrontabile in tutta tranquillità anche dai meno atletici.

Bicicletta uguale agonismo, tempo di gara e salite epiche? Per qualcuno sì, ma non per tutti. La bellezza delle due ruote sta proprio nella flessibilità di questo sport. Così se la Granfondo Via del Sale si prepara a regalare emozioni forti ai corridori, con le sue salite e le sue cime, ecco una pedalata ciclo gastronomica dedicata a chi vive la bicicletta come mezzo per rilassarsi, godendo il bellissimo panorama che la terra di Romagna regala in primavera.

Pensato per intrattenere gli accompagnatori dei granfondisti, il Percorso gourmet è aperto a tutti. Qui la sfida non è alla salita più impervia, ma alla piadina con squacquerone, e tante altre prelibatezze, accompagnate da buon vino Sangiovese. Il percorso è di 40 chilometri interamente pianeggianti. Si parte alle 10.00 e si rientra al Fantini Club, sazi e felici, verso le 14.00. Giusto in tempo per attendere l’arrivo dei granfondisti al traguardo.

E' possibile preiscriversi sul sito fantiniclub.com oppure direttamente sul posto fino alle ore 9.00 di domenica mattina, presso lo stand informazioni Sportur. La quota di iscrizione di 10,00 euro comprende l’assistenza lungo il percorso, il pacco gara con gadget e sei punti gourmet con buffet degustazione presso: Azienda Agricola A Casa di Gianna, La Taverna dei Brontoloni, Piadineria Al Chiosco, Apicoltura Brusi, Ristorante Anima e Cozze, Ristorante pizzeria La Taverna. 

Le bici possono essere anche noleggiate, prenotandole in anticipo. (Info e prenotazioni: Sessantallora 392.9972652).



Vini d'autore - Terre d'Italia Domenica 21 e lunedì 22 maggio - Una Hotel Lido di Camaiore (Lu)
Torna Vini d'Autore - Terre d'Italia, l'attesissima kermesse toscana, alla sua quinta edizione, dedicata all'eccellenza vinicola nazionale. Saranno 80 le cantine presenti ai banchi di assaggio ed oltre 400 le etichette in degustazione, per un excursus vitivinicolo davvero intrigante che porterà i visitatori dall'estremo nord fino al sud, passando per le isole e toccando distretti anche meno conosciuti.

Sede prestigiosa dell'evento l'hotel Una di Lido di Camaiore, a pochi passi dal mare, dove sarà possibile apprezzare nel bicchiere una selezione prestigiosa, eclettica e non scontata "d'autore" capace di offrire ad appassionati ed operatori uno spaccato vitivinicolo più che variegato, grazie anche alla diversità che caratterizza ogni singolo vignaiolo negli approcci di vigna e di cantina.

La manifestazione è ideata ed organizzata dal gruppo che dal 1999 dà forma e sostanza alla testata on line L'AcquaBuona specializzata nell'informazione e nell'approfondimento su enogastronomia ed agroalimentare di qualità. Un gruppo che è anche ideatore ed organizzatore, da dieci anni, di Terre di Toscana, una tra le più importanti manifestazioni dedicate al vino toscano, dove ogni anno prendono parte 130 produttori ed oltre 3300 visitatori tra giornalisti, buyer, ristoratori, enotecari, distributori, sommelier ed appassionati.

La manifestazione si avvale del Patrocinio del Comune di Camaiore.

Orari:
domenica dalle 11.30 fino alle 19 e lunedì dalle 11.30 fino alle 18.30

Ingresso:
ingresso €25 (l’ingresso dà diritto a degustare tutti i vini presenti)
Ingresso ridotto (€20) per i soci AIS, FISAR, ONAV, AIES, SLOW FOOD, TOURING, ASPI e abbonati al notiziario de L’AcquaBuona

Per accrediti operatori e stampa: info@acquabuona.it - tel. 3356814021



 

24 marzo 2017

BUONO A SAPERSI
Dal principio alla prassi, requisiti della pizza buona e sana
L’esperienza testimonia che non esiste un solo tipo di pizza come non esiste un solo metodo garante della qualità, piuttosto ci sono tante piccole e grandi attenzioni che il pizzaiolo è chiamato a preformare, individuando l’equilibrio rispettoso degli obiettivi prefissati. Unica condizione necessaria: il prodotto finale deve risultare goloso, sano e digeribile.
Alla base di questo importante appuntamento, che ha visto protagonisti 4 eccellenti ospiti, la disponibilità, il sapere e la lungimiranza di Agugiaro&Figna Molini, l’azienda che per prima ha dato attenzione al comparto pizzeria e che dai suoi esordi in questo settore ha fatto propria la passione e la voglia di interrogarsi dei pizzaioli come di tutti gli altri attori dell’arte bianca e dell’alimentazione.
A fare da padrona di casa insieme al Presidente Giorgio Agugiaro, l’Ecocentrica Tessa Gelisio, che ogni giorno, attraverso il suo blog, consiglia e ricerca “il sano e il buono” di qualunque aspetto che possa comprendere la vita quotidiana. E cosa c’è di più comune se non andare a mangiare una pizza?
Durante l’incontro Guglielmo Vuolo, Fratelli Vuolo - Casalnuovo Napoli, si è soffermato sulla leggerezza e la vivacità della sua pizza napoletana. Una ricetta che racchiude i propri segreti in una pasta tanto delicata da richiedere massimo rispetto e cura. In aiuto ad una tradizione così importante, la farina Le5Stagioni Pizza Napoletana, di tipo 00, certificata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana dei Maestri Pizzaioli più rinomati al mondo. Marco Mercuro, Mani in Pasta - Ostiense Roma, ha presentato invece i segreti della sua pizza romana in teglia dal gusto ricco e dalla morbidezza croccante. Segreti che si nascondono in un impasto idratato e da una massa che viene lasciata riposare per più di un giorno. Anche in questo caso Le5Stagioni arrivano in aiuto con Semina, semi integrale di tipo due con germe di grano, Farina 00 Superiore e Naturkraft, lievito madre essiccato. Massimo Crocetti, Biverò Pizza Accademy, Firenze, si è soffermato invece sulla pizza classica, il cui impasto, se ben fatto, deve riconoscersi quale friabile e facilmente digeribile. In tal caso, in qualsiasi parte del mondo noi andremo ad assaggiare una pizza, saremo in grado di capire nella sua consistenza, il rispetto delle materie prime e i passaggi fondamentali per un risultato impeccabile. In ultimo, non per importanza, Marco Perez, Executive Chef Byblos Hotel Villa Amistà, Corrubbio di Negarine (VR), ha dimostrato che la pizza cambia volto all’improvviso se reinterpretata da uno chef, il quale quando trova in cucina farine di grani provenienti dal passato e altri macinati, che salvaguardano le caratteristiche organolettiche originarie, risponde non in chiave gourmet, bensì con una provocazione tipica della sua categoria, proponendo una pizza non pizza che sappia di grano, di tradizione e creatività e tocchi la curiosità e lo spirito dei presenti.
“Il nostro molino di Villa Bozza è attivo a Curtarolo dal XV° secolo – dichiara il Presidente Giorgio Agugiaro - ed è ad oggi l’insediamento produttivo padovano della nostra azienda. Ci è riconosciuto il primato nell’avere dedicato alla pizza un’intera gamma di farine. Annoveriamo un processo molitorio d’avanguardia e un laboratorio sperimentale atto a garantire l’aderenza dei nostri prodotti ai parametri di qualità prefissati, a soddisfare le richieste di una alimentazione sana e appetibile e a incontrare le esigenze di aggiornamento degli utilizzatori di farina e siamo molto felici di poter mettere a disposizione dei consumatori il nostro know how”.
“Dato che l’alimentazione è la base del benessere, è fondamentale avere una buona conoscenza di quello che mettiamo nel piatto – aggiunge Tessa Gelisio - Deleghiamo con troppa facilità ai pizzaioli la scelta di come fare la "tanto amata pizza" senza avere una buona conoscenza del mondo che si nasconde dietro a questo simbolo della cucina italiana. Dobbiamo imparare a riconoscere una buona, digeribile e sana pizza al primo morso! Conosco tante persone che mangiano meno pizze di quanto vorrebbero perché spesso non la digeriscono. È vero, il problema però non è della pizza ma del come la si prepara”.
Tanti sono i falsi miti che si sono costruiti nel tempo attorno all’alimento più famoso al mondo della tipica alimentazione mediterranea e a domane precise Le5Stagioni rispondono con qualità, tecnica, ricerca e testimonianza diretta, da oggi tutti possono imparare a riconoscere una pizza buona e anche sana. #buonoasapersi


 
18 marzo 2017

Gelato World Tour. in gara 120 gelatieri selezionati in 60 tappe lungo la penisola tra il 2015 e il 2017

Sarà la Giornata Europea del Gelato Artigianale, ogni anno il 24 marzo, a designare gli otto gelatieri italiani che a Rimini, nel prossimo settembre, parteciperanno alla finale mondiale di Gelato World Tour.
Il campus della Carpigiani Gelato University ad Anzola Emilia, la più importante scuola internazionale di gelateria scelta da 7.000 studenti ogni anno, diventerà il teatro della più grande sfida di gelateria mai organizzata per numero di partecipanti complessivi.
Arriveranno infatti alla Carpigiani University i gelatieri selezionati dopo un viaggio lungo 16 mesi, da nord a sud, con 59 tappe in 18 regioni, 1300 gelatieri coinvolti e 120 finalisti.  Gli otto che si aggiudicheranno il pass per la finale di Rimini, in programma dall’8 al 10 settembre sul lungomare della Riviera, potranno ambire al titolo di World’s Best Gelato.

Sarà una grande sfida fra concorrenti dal Piemonte (6), Lombardia (12), Trentino Alto Adige (1), Friuli Venezia Giulia (3), Veneto (5), Liguria (3), Emilia-Romagna (9), Toscana (12), Umbria (2), Lazio (12), Abruzzo (4), Basilicata (1), Campania (6), Marche (4), Puglia (9), Sicilia (21), Calabria (9), Sardegna (2).
A Rimini, la città dove ogni anno a gennaio si svolge SIGEP, il salone più importante al mondo per la filiera del gelato artigianale con visitatori da 170 Paesi, gli otto italiani selezionati si troveranno di fronte i 32 ‘avversari’ provenienti da Asia, Africa, Europa e America, selezionati a loro volta nelle undici tappe internazionali in quattro continenti.

La data scelta per la Finale Italiana non è casuale perché vogliamo celebrare la Giornata europea del gelato artigianale insieme ai migliori gelatieri d’Italia e i rappresentanti delle maggiori testate giornalistiche d’Italia. Abbiamo passato 16 mesi in tour per l’Italia alla ricerca di quelle storie che fanno grande l’arte della gelateria nel nostro Paese e a cui vogliamo dedicare la giusta visibilità” – commenta Achille Sassoli, direttore di Gelato World Tour  - “La Finale non è strutturata come un festival aperto al pubblico, ma si tratterà di un vero e proprio incontro tra professionisti in cui vogliamo che emerga la passione per il proprio lavoro, la cura nella scelta degli ingredienti e la creatività nell’elaborazione della ricetta. Tutte le qualità che puntiamo a valorizzare nel nostro impegno di diffondere la cultura del gelato artigianale italiano nel mondo”.
Gelato World Tour è un’avventura straordinaria – dice Patrizia Cecchi, Italian Exhibitions Director di IEG, la società fieristica nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza organizzatrice di SIGEP e il Salone riminese ha affiancato i partner offrendo un potente impulso lungo questo percorso. Abbiamo portato nel mondo un’icona del made in Italy, abbiamo favorito lo scambio di saperi, l’incontro fra grandi maestri e ora riportiamo in Italia questo tesoro di relazioni che arricchiranno ulteriormente l’autorevole Osservatorio SIGEP sulle tendenze e sulle prospettive del mercato. A settembre, sulla Riviera di Rimini, ci sarà il grande show finale di un progetto vincente, potente volano per tutta la filiera e che si svolge proprio in Emilia-Romagna, nel cuore del distretto mondiale della gelateria”.

“Ritrovare oltre 100 gelatieri italiani, riuniti nel segno del gelato artigianale proprio in occasione della Giornata Europea ad esso dedicata –e che celebriamo con orgoglio anche per aver contribuito alla sua istituzione a Bruxelles- è un segno importante, un invito a continuare il nostro percorso per la valorizzazione del gelato artigianale, che così bene racconta un’eccellenza italiana in tutto il mondo.” Commenta Gianfranco Tonti, direttore di IFI Spa.
“Siamo onorati di aver accompagnato con Zymil il "viaggio" di Carpigiani alla scoperta dei migliori gelatai nazionali - commenta Parmalat. “Il gelato artigianale è uno dei prodotti più amati dagli italiani, gli stessi che ogni giorno a colazione premiano il latte senza lattosio Zymil per le sue caratteristiche di alta digeribilità e gusto. Il latte ricopre un ruolo da protagonista nella preparazione di un buon gelato e per questo Zymil, pensato per chi ama le cose buone e leggere, rappresenta la soluzione ideale per rispondere ad un trend in continua crescita che vede sempre più italiani ricercare alimenti senza lattosio per un benessere che non deve rinunciare alla bontà". 



Epson: un nuovo studio europeo conferma il ruolo dei punti vendita nel ciclo d’acquisto e l’importanza dell’ultra-personalizzazione
Attraverso dispositivi indossabili, realtà aumentata e big data, la tecnologia si appresta a rivoluzionare il futuro della vendita al dettaglio, offrendo un’esperienza di acquisto più personalizzata sia online sia in negozio. E’ quanto emerge da un nuovo studio europeo condotto da Epson, il principale produttore di POS in Europa, al quale hanno preso parte 17 esperti di settore provenienti da tutto il mondo e oltre 7.000 dipendenti full-time europei, di cui 1.100 impiegati nel retail & hospitality, in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, allo scopo di indagare gli atteggiamenti sull’ambiente di lavoro del futuro e su come cambieranno ruoli e funzioni nel settore nei prossimi anni. Il 72% degli europei (il 77% degli italiani) attualmente impiegati nel settore retail & hospitality intervistati ritiene che le vendite diventeranno sempre più personalizzate e che il personale contribuirà a migliorare l’esperienza di acquisto, confermando il ruolo dei negozi fisici nel ciclo d’acquisto.
 
Se da un lato circa la metà degli intervistati (49% europei; il 52% degli italiani) è dell’idea che i big data avranno un impatto positivo sull’intero settore, il 42% degli europei (il 36% degli italiani) teme che i clienti non rinunceranno alla protezione dei loro dati a favore di un’esperienza di acquisto più personalizzata (percentuale che raggiunge il 64% tra gli over 50 e si attesta invece sul 50% per i Millennial). Ciò solleva importanti questioni circa la relazione tra rivenditori e clienti.
 
Questo aspetto è molto importante e deve essere valutato attentamente affinché i punti vendita possano sfruttare appieno le opportunità offerte dalla tecnologia. Dallo studio è emerso che il 73% (e ben il 79% degli italiani) dei dipendenti nel settore in oggetto ritiene che mediante l’uso dei dispositivi personali sarà possibile intensificare la relazione tra clienti e rivenditori. I negozi fisici continueranno ad avere un ruolo prioritario, tant’è che meno di un terzo degli intervistati ritiene plausibile un futuro senza di essi: secondo le stime, in media il 56% (il 57% italiani) delle decisioni di acquisto continuerà, almeno per i prossimi anni, ad essere presa in negozio.
 
Tuttavia, i negozi fisici così come li intendiamo oggi subiranno probabilmente profondi cambiamenti. Verranno introdotte nuove iniziative, ad esempio il riconoscimento automatico dei clienti, per fornire un’esperienza di acquisto ultra-personalizzata, come previsto dal 72% degli intervistati (e ben il 77% degli italiani). Secondo il 46% (il 50% degli italiani), inoltre, i negozi non terranno più merci a magazzino e sfrutteranno la realtà aumentata per fornire ai clienti suggerimenti e servizi personalizzati (63% vs il 66% degli italiani), creando on-demand prodotti su misura all’interno del punto vendita.
 
Il settore del retail & dell’hospitality si evolve rapidamente e a volte i consumatori non riescono a stare al passo con i cambiamenti”, ha dichiarato Minoru Usui, Presidente di Epson. “Nel futuro di questo settore, i consumatori avranno un ruolo sempre più importante, non solo in fase di acquisto ma anche nella produzione dei beni. Stiamo entrando in un’epoca in cui i prodotti possono essere visti, sviluppati e realizzati, a casa o in negozio, dai singoli individui”.
 
Tale prospettiva positiva sarà, però, realizzabile solo dopo aver superato una serie di ostacoli, tra cui i costi associati all’implementazione delle nuove tecnologie (considerati una problematica dal 63% degli intervistati, il 62% degli italiani) e la formazione dei dipendenti (necessaria secondo il 40%; il 32% degli italiani).
 
Tra le principali tendenze messe in luce dallo studio vi sono:
 
Nascita degli Augmented Shopper: gli intervistati concordano sul fatto che la realtà aumentata segnerà una svolta nel retail. A tale riguardo, il 69% (77% degli italiani) sostiene che, attraverso la simulazione in qualsiasi ambiente (a casa, al lavoro o in negozio), i clienti potranno immaginare l’utilizzo di un determinato prodotto. Di conseguenza, la realtà aumentata fornirà loro un’esperienza sensoriale unica. Nello stesso tempo, il 57% (67% per gli italiani) ritiene che la realtà aumentata offrirà un’esperienza di acquisto sociale e divertente, creando un senso di comunità attorno al marchio. Inoltre, con l’evoluzione del POS, i tempi di attesa nei negozi verranno eliminati. Questo è ciò che afferma il 45% degli intervistati europei (il 42% degli italiani). Il riconoscimento automatico dei clienti nei punti vendita consentirà un’esperienza ultra-personalizzata con un servizio velocissimo: il 53% (60% degli italiani) ritiene, infatti, che le transazioni verranno effettuate automaticamente grazie ad appositi sensori.
 
Maggiore afflusso di clienti grazie alle driverless car: attraverso l’integrazione della tecnologia nell’esperienza di acquisto, i clienti torneranno a frequentare negozi e centri commerciali. A tale riguardo, quasi la metà degli intervistati (46% e il 55% degli italiani) ritiene che l’utilizzo delle auto senza conducente potrebbe essere un fattore determinante, in quanto comporterebbe la riduzione del traffico nelle principali aree commerciali.
 
Consulenti di fiducia all’interno dei punti vendita: il 60% degli intervistati europei (58% degli italiani) ritiene che in futuro non ci saranno più responsabilità a livello di transazioni e di cassa, mentre il 74% (e ben l’81% dei rispondenti italiani) sostiene che i dipendenti diventeranno veri e propri esperti e "consulenti di fiducia" nel loro settore, capaci di fornire immediatamente informazioni aggiornate ai clienti per soddisfare le loro esigenze. Affinché il personale possa fornire valore aggiunto dove la tecnologia non arriva, è necessario acquisire nuove conoscenze seguendo più corsi di formazione.
 
Minoru Usui ha anche aggiunto: “Gli ambienti di lavoro e gli spazi in cui viviamo diventeranno sempre più interconnessi. La tecnologia, inoltre, sta trasformando negozi, fabbriche, uffici, case, ospedali e scuole, ovvero i luoghi che determinano il corso della nostra vita. Come azienda, Epson promuove il cambiamento tecnologico sviluppando soluzioni in grado di aumentare l’efficienza e la produttività di collaboratori e dipendenti. Le tecnologie Epson, tra cui i dispositivi indossabili, i robot, le stampanti e le soluzioni di visual imaging, sono progettate per offrire nuove opportunità nel settore retail secondo una prospettiva futura”.



ARRIVA IN ITALIA TILLER SYSTEMS: l’innovativo registratore di cassa
Sbarca in Italia Tiller System, l’innovativo registratore di cassa che, grazie alle oltre 200 funzionalità, promette di rivoluzionare il mondo della ristorazione e non solo. La startup, nata in Francia nel 2014, annuncia il suo arrivo anche nel Bel Paese presentando la sua offerta, basata su criteri di modernità e semplificazione di tutte quelle task che generalmente appesantiscono la gestione dei business.
Con Tiller inizia una nuova era per tutti coloro che vogliono ridurre i tempi che impiegano nella gestione del proprio locale e aumentare le performance.” spiega Emmanuel Noguera, Head of Operations Italy per Tiller SystemsIl nostro sistema sta già aiutando con successo oltre 2.000 business in 18 Paesi del mondo e siamo davvero entusiasti di presentare Tiller anche in Italia, dove speriamo di accelerare il processo di digitalizzazione di moltissime attività commerciali

Lo scenario in Italia
Secondo l’indice europeo Desi (Digital Economy And Society Index)*, che riassume circa 30 indicatori rilevanti sulle prestazioni digitali europee, l'Italia è venticinquesima su 28 Paesi europei per l'innovazione digitale, prima solo della Grecia, Bulgaria e Romania. E con particolare attenzione alla ristorazione, i dati Istat 2015** rilevano che proprio questo settore si trova agli ultimi posti per quanto riguarda il livello di digitalizzazione.
 
Restare al passo anche dal punto di vista della digitalizzazione è fondamentale, soprattutto se si gestisce un’attività ristorativacontinua Emmanuel NogueraI dati riguardanti questo settore che ci arrivano dall’ultimo report annuale Fipe*** evidenziano un turn over imprenditoriale nei servizi di ristorazione altissimo. Nel 2015 hanno avviato l’attività poco più di 16mila imprese, mentre circa 27mila l’hanno cessata. Questo risultato negativo dovrebbe lanciare un forte segnale a chiunque gestisca un locale: ottimizzare le risorse, avere sempre sott’occhio il magazzino e offrire un servizio veloce grazie ad una tecnologia che non appesantisca le prassi ma le velocizzi, sono tutte pratiche virtuose e indispensabili che con Tiller sono a portata di click”.
 
La rivoluzione Tiller
Scegliere Tiller al posto di un registratore di cassa tradizionale significa partecipare a un processo di digitalizzazione che amplifica le possibilità a disposizione dei gestori di attività commerciali, rendendo moltissime task facilmente completabili su iPad.
 
Rispetto ad un registratore di cassa tradizione con Tiller, ad esempio, è possibile:
  • VELOCIZZARE TUTTE LE ATTIVITA’ RELATIVE ALLA CASSA E AL MENU’: con Tiller è possibile prendere ordini in movimento, ottimizzando il servizio, gestire e personalizzare il menù in pochi click, gestire facilmente tutti i tipi di pagamento e incassare anche senza connessione internet
  • CURARE AL MEGLIO LA PROPRIA CLIENTELA: Se i clienti vogliono dividere il conto, con Tiller si può fare velocemente. Inoltre è possibile ottenere ad ogni vendita informazioni sui clienti (come l’indirizzo email) e grazie al database che si crea diventa facile implementare soluzioni di fidelizzazione, fisiche e digitali.
  • GESTIRE TUTTE LE ATTIVITÀ DEL BUSINESS TRAMITE UN’UNICA SOLUZIONE, CON REPORT E ANALISI SUL TEAM E LE VENDITE, CONSULTABILI OVUNQUE E DA QUALUNQUE DISPOSITIVO: attraverso un'interfaccia semplice e completa è possibile gestire il team di dipendenti, i loro turni e monitorare le loro vendite grazie ai report funzionali di squadra, gestire il magazzino in tempo reale o tenere traccia di ciò che viene maggiormente venduto, controllando i margini di profitto e l’inventario. Inoltre è possibile tracciare in tempo reale i dati di vendita in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo.
 
Dare una svolta al proprio business non è mai stato così semplice” conclude Emmanuel NogueraIniziare ad ottimizzare la gestione del locale con Tiller è più facile a farsi che a dirsi. Tiller è stato pensato per essere semplice ed intuitivo. Dopo l’installazione, basta un training di un’ora e chiunque può già iniziare ad approfittare delle moltissime funzioni del nostro sistema.
 
Tiller vs un registratore di cassa tradizionale: la rivoluzione parte dal risparmio
La rivoluzione di Tiller, che punta a sopperire al gap digitale presente nel settore ristorativo italiano, inizia dal risparmio: mentre i registratori di cassa classici richiedono un investimento importante, le soluzioni su iPad sono moderne, innovative e pensate per costare di meno. Infatti, con Tiller si può avere una soluzione performante su iPad con un risparmio che arriva fino al 150% rispetto a un registratore di cassa tradizionale. Risparmio che aumenta in caso di imprevisti: con Tiller non serve mettere in stand-by l’attività mentre si attende l’arrivo del tecnico. Con un registratore di cassa su iPad è possibile sostituire la cassa velocemente e tornare operativi in pochi minuti.
https://digital-agenda-data.eu


 
FIVI: IL MERCATO DEI VINI ARRIVA A ROMA
Il Mercato dei vini della FIVI sbarca a Roma il 13 e il 14 maggio 2017. Per incontrare e conoscere più di 200 Vignaioli Indipendenti da tutta Italia
Sabato 13 e domenica 14 maggio 2017 al Salone delle Fontane all'Eur, oltre 200 vignaioli aderenti alla FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti saranno i protagonisti del Mercato dei Vini di Roma. Non un semplice banco d'assaggio, ma un vero e proprio mercato in pieno stile FIVI dove fondamentale è l'incontro e la condivisione. Due giorni dove il pubblico potrà incontrare vignaioli provenienti da tutta Italia, dialogare con loro, assaggiare i loro vini e acquistarli. A questo scopo saranno a disposizione cestini e carrelli.
 
“La scelta di fare un secondo Mercato a Roma – dice Matilde Poggi, presidente FIVI - nasce dalla volontà della Federazione di coinvolgere sempre più i produttori del sud d'Italia e dalla volontà di creare un'occasione di incontro tra i vignaioli stessi e gli appassionati del Mezzogiorno che magari non sono riusciti a partecipare a quello di Piacenza. Ci auguriamo che lo stesso spirito di festa e condivisione che si è respirato lì a novembre invada anche il Salone delle Fontane”.
L'immagine della locandina di questa prima edizione del Mercato di Roma è stata realizzata dall'illustratore torinese Marco Cazzato, già autore per FIVI di quella dell'edizione 2014 del Mercato di Piacenza.
 
Gli orari di apertura del Mercato dei vini sono dalle 11.00 alle 19.00. Ingresso € 15.00 giornaliero (ridotto per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV - AIES e SLOW FOOD).
 
Mercato dei vini Roma in breve:
Dove: Salone delle Fontane, Via Ciro il Grande, 10-12, 00144 Roma
Quando: sabato 13 e domenica 14 maggio 2017
Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni (ingresso giornaliero).
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.
 


Il Consiglio di Amministrazione di MARR approva il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016, in crescita ricavi e redditività
Rimini, 14 marzo 2017 – Il Consiglio di Amministrazione di MARR S.p.A. (Milano: MARR.MI), società leader in Italia nella commercializzazione e distribuzione di prodotti alimentari al foodservice, ha approvato oggi il bilancio consolidato ed il progetto del bilancio d’esercizio 2016, che verrà sottoposto all’Assemblea degli Azionisti il prossimo 28 aprile.

Principali risultati consolidati dell’esercizio 2016
L’esercizio 2016 si è chiuso con ricavi totali consolidati pari a 1.544,4 milioni di Euro, rispetto ai 1.481,0 milioni del 2015.
In crescita anche la redditività operativa con l’EBITDA a 111,0 milioni di Euro (105,7 nel 2015) e l’EBIT a 92,7 milioni (89,1 nel 2015).
L’utile netto consolidato è stato pari a 58,5 milioni di Euro, in incremento rispetto a 58,1 milioni del 2015, nonostante nel 2016 siano stati registrati oneri non ricorrenti per 1,1 milioni di Euro relativi alla riorganizzazione delle attività DE.AL (avvio della Filiale MARR Adriatico dal 1° ottobre 2016), mentre nel 2015 era stato contabilizzato un provento non ricorrente per 1,7 milioni di Euro relativo al saldo prezzo (più interessi) della cessione delle quote di Alisea* . Al netto di tali poste straordinarie e dei relativi effetti fiscali l’utile consolidato sarebbe stato pari a 59,2 milioni di Euro, in crescita rispetto ai 56,4 milioni del 2015.

(*Cessione del marzo 2014 con una  quota di prezzo subordinata al realizzarsi di una condizione sospensiva relativa all’aggiudicazione – in via definitiva – ad Alisea di importanti servizi di ristorazione in appalto, condizione avveratasi nell’ultima decade di luglio 2015. Il relativo provento è stato contabilizzato per intero nel terzo trimestre 2015.)

Al 31 dicembre 2016 il capitale circolante netto commerciale è stato pari a 205,9 milioni di Euro rispetto ai 220,6 milioni di Euro del 31 dicembre 2015.

In miglioramento la generazione di cassa dell’esercizio con un Free Cash Flow prima dei dividendi che like for like, cioè al netto di 43,3 milioni di Euro per il prezzo di acquisto delle quote delle società DE.AL. Srl e Speca Alimentari Srl, ammonta a 75,1 milioni Euro rispetto ai 54,4 milioni (al netto di 1,7 milioni di Euro per il prezzo di acquisto delle quote di Sama Srl) del 2015.

La Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2016 si è attestata a 177,5 milioni di Euro (164,5 milioni a fine 2015) con un rapporto su EBITDA di 1,6 volte, pari a quello del 2015.
Il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2016 è stato pari a 285,6 milioni di Euro (271,8 milioni di Euro nel 2015).

Risultati della Capogruppo MARR S.p.A. e proposta di dividendo
La Capogruppo MARR S.p.A. ha chiuso l’esercizio 2016 con 1.421,3 milioni di Euro di ricavi totali (1.386,0 milioni del 2015), ed un utile netto di 55,8 milioni di Euro (56,5 milioni del 2015), che al netto delle poste straordinarie e dei relativi effetti fiscali sarebbe stato pari a 56,5 milioni di Euro rispetti ai 54,8 milioni del 2015.

Il Consiglio di Amministrazione ha proposto all’Assemblea degli Azionisti del prossimo 28 aprile la distribuzione di un dividendo lordo di 0,70 Euro (0,66 Euro l’anno precedente) con “stacco cedola” (n.13) il 22 maggio, record date il 23 maggio e pagamento il 24 maggio. L’utile non distribuito viene accantonato a Riserva.

Risultati per segmento di attività nell’esercizio 2016
Le vendite del Gruppo MARR nel 2016 sono state pari a 1.516,2 milioni di Euro rispetto ai 1.453,4 milioni del 2015.
In particolare le vendite verso i clienti della “Ristorazione commerciale e collettiva” (clienti delle categorie “Street Markete “National Account”) hanno raggiunto i 1.263,7 milioni di Euro (1.190,0 milioni nel 2015).
Le vendite nella principale categoria dello Street Market (ristoranti e hotel non appartenenti a Gruppi o Catene) hanno raggiunto i 983,9 milioni di Euro (900,5 milioni nel 2015) con un contributo per il consolidamento di DE.AL (dallo scorso 4 aprile) e di SAMA (dal 1 giugno 2015) che è stato pari a 50,9 milioni di Euro.
Per quanto concerne l’andamento del mercato finale di riferimento dei clienti dello Street Market, stando alla più recente rilevazione dell’Ufficio Studi Confcommercio (ICC n.2, Febbraio 2017) la voce “Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa” nell’anno 2016 ha fatto registrare una crescita dei consumi (a quantità) del +1,2% (+0,9% nel 2015 – ICC n.2, Febbraio 2017*.
(*Si segnala che i dati storici degli indicatori ICC (Indicatore dei Consumi Confcommercio) possono variare per effetto della disponibilità di dati più aggiornati ).

Le vendite ai clienti del “National Account” (operatori della ristorazione commerciale strutturata e della ristorazione collettiva) sono state pari a 279,8 milioni di Euro e nel confronto con i 289,5 milioni del 2015 risentono anche di circa 5 milioni di Euro di vendite relative all’evento EXPO 2015.

Le vendite ai clienti della categoria dei “Wholesale” (grossisti) si sono attestate a 252,5 milioni di Euro rispetto ai 263,4 milioni del 2015.

Eventi successivi alla chiusura dell’esercizio
In data 1° gennaio 2017 ha avuto effetto l’acquisto da parte di MARR S.p.A. del 100% delle quote della società Speca Alimentari S.r.l. con sede in Baveno (VB), titolare dell’omonima azienda operante nel settore del Foodservice. Per espresso accordo fra le parti, gli effetti attivi e passivi dipendenti dall’atto, stipulato in data 30 dicembre 2016, hanno avuto decorrenza fra le parti dal 1 gennaio 2017. L’operazione prevede un prezzo di acquisto pari a 7,3 milioni di Euro, di cui il 50% già pagato alla data del 31 dicembre 2016 e il resto in due rate a 12 e 24 mesi, a cui potrebbe aggiungersi un eventuale conguaglio da corrispondersi entro il primo semestre 2017 e per un importo che si presume possa essere non superiore al 10% del prezzo definito al closing.

Sempre dal 1° gennaio 2017 la società Speca Alimentari S.r.l. ha affittato la propria azienda alla controllante MARR S.p.A. che la gestisce attraverso la nuova filiale MARR Speca Alimentari.
A metà febbraio è stato attivato un progetto volto ad incrementare la proposta commerciale nell’area della Romagna a partire dal potenziamento dell’offerta dei prodotti ittici freschi, avviando nella sede storica di via Spagna a Rimini una nuova struttura operativa, in cui sono confluite anche le attività (specializzate nella commercializzazione di molluschi freschi) precedentemente svolte dalla filiale MARR Baldini. Si è così venuta a creare una nuova filiale che opera attraverso le strutture di Rimini (in via Spagna) e Cesenatico, denominata “MARR Battistini” che rappresenta un punto di riferimento per l’offerta di prodotti ittici freschi nell’importante territorio della Romagna in cui 45 anni fa ha preso il via MARR; nel 2017 ricorre infatti il 45.mo anniversario di attività di MARR.

Evoluzione prevedibile della gestione
Le aspettative per il 2017 sono che i consumi alimentari fuori casa in Italia possano confermarsi sui livelli dell’anno precedente.

In tale contesto il Gruppo MARR mantiene il focus sull’innovazione di processo e di prodotto nella direzione della specializzazione della propria proposta commerciale al cliente. Tale approccio si conferma volto a cogliere tutte le opportunità di mercato consolidando la propria leadership e confermando i livelli di redditività raggiunti e l’attenzione al controllo dell’assorbimento del circolante.



La primavera di cascina Triulza: attività per tutti i gusti nel Parco del Ticino
Sboccia la primavera a Cascina Galizia. E si moltiplicano le iniziative gourmand e all'aria aperta. Con un calendario di eventi che non teme davvero concorrenza. Per rendersene conto basta compiere un breve viaggio da Milano e raggiungere Cuggiono, nella splendida cornice del Parco del Ticino. È in questo contesto che si trova uno degli agriturismi di maggiore charme del comprensorio. Cascina Galizia, appunto.
 
9 APRILE: OPEN DAY” - Per celebrare l'arrivo della primavera è in programma una speciale giornata a “porte aperte” in cui i visitatori possono scoprire quante opportunità offre il Parco del Ticino in questo periodo a chi vuole praticare attività ricreative nel verde, senza dimenticare nel contempo i piaceri della gola. Durante l'open day in calendario domenica 9 aprile è possibile infatti sperimentare cosa vuol dire praticare la canoa nel laghetto di Cascina Galizia oppure provare l'ebbrezza di una discesa in gommone lungo il Naviglio Grande da Turbigo fino alla Cascina con lo staff di AqQua Canoa & Rafting. Dall'acqua alle cavalcate. Con il battesimo della sella proposto ai bambini ma anche agli adulti che, per l'occasione, possono imparare a fare i primi “passi a quattro zampe” sui cavalli di ASD Natura & Avventura. Per le famiglie passeggiata ed attività all’interno dell’agriturismo con i simpatici asini e i cani della Tribù degli Zoccoli.
Ma il parco del Ticino vanta anche un ricco ventaglio di prodotti tipici a proprio marchio. Ecco allora che Cascina Galizia propone per tutta la giornata degustazioni di specialità gastronomiche della propria azienda agricola e del territorio, a partire dalla colazione per passare a picnic sull'erba, a pranzi, a merende, ad aperitivi e a cene nella bella sala ristorante. Si potranno in particolare degustare dolci fatti in casa, salumi nostrani con la giardiniera, tartare di manzo limousine, lasagnette con asparagi e ragù bianco, riso carnaroli cucinato alla moda della Galizia, arrosti, gelati e sorbetti con la frutta del Parco.
QUANDO: dalle ore 9 di domenica 9 aprile e sino a sera degustazioni, prove di canoa, discese in gommone sul naviglio e battesimo della sella. Nella mattinata sempre dalle ore 9 trekking e attività con gli asini e i cani. Prenotazione obbligatoria.
COSTI: attività con gli asinelli 4 euro bimbo e 6 euro adulto accompagnatore, attività a cavallo con battesimo della sella 4 euro bimbo, prova equitazione 8 euro adulto, attività in canoa 5 euro, discesa in gommone 10 euro, picnic a partire da 18 euro, pranzo da 30 euro bevande escluse. Ai bimbi che pranzano in agriturismo omaggio a scelta tra: attività con gli asinelli, battesimo della sella sul cavallo, prova di canoa.
 
NON C'E' ACQUA CHE TENGA” - Un'attività riservata a chi, durante la bella stagione primaverile ed estiva, vuole scendere dalla propria autovettura per scoprire un modo assolutamente diverso ed emozionante per muoversi. Sono le discese a bordo di gommoni e le prove per capire come ci si comporta quando si sta dentro a una canoa proposte dallo staff di AqQua Canoa & Rafting che conduce i visitatori da Turbigo sino a Cascina Galizia lungo il Naviglio Grande e offre lezioni di canoa nel laghetto della cascina.
QUANDO: secondo sabato di tutti i mesi a partire dall'8 aprile e sino a settembre, registrazioni dalle ore 9 e attività a partire dalle ore 10, con prenotazione obbligatoria.
COSTO: lezioni di canoa a partire da 140 euro (con lezioni collettive delle durata di circa 6 ore), discesa sul gommone a partire da 30 euro (durata discesa circa 2 ore), prezzi ridotti per i bambini.
 
SUL TICINO A CAVALLO” – Si fa base alla Cascina Galizia per un rilassante week end nella natura con pernottamento e degustazione di prodotti agricoli aziendali. Possibilità di effettuare, con lo staff di Natura & Avventura, suggestive passeggiate a cavallo tra rogge, navigli e strade di campagna nell’incontaminato paesaggio del Parco del Ticino.
QUANDO: tutto l’anno con prenotazione obbligatoria.
COSTO: camere doppie per due persone a partire da 90 euro compresa prima colazione; passeggiate a cavallo, della durata di circa 2 ore, 40 euro a persona compreso transfer al maneggio.
 
DUE CASCINE SI ABBRACCIANO” - Si tratta di una passeggiata a piedi nel Parco del Ticino e lungo il Naviglio Grande unica nel suo genere, quella che viene offerta durante tutto il periodo primaverile ed estivo dalla Cascina Galizia in collaborazione con la Cascina Bullona di Pontevecchio di Magenta (MI). Un modo insolito per scoprire la natura incontaminata della zona, scoprendo nel contempo alcuni scorci di grande rilevanza artistica. Un itinerario lungo circa 16 chilometri con pernottamenti e cene nei due agriturismi. Il percorso a piedi viene effettuato in compagnia di una guida naturalistica.
QUANDO: da aprile a settembre.
COSTO: 160 euro a persona (inclusi aperitivo di benvenuto, due pernottamenti con prima colazione, due cene con menù degustazione, un pranzo al sacco, passeggiata con guida naturalistica). Prenotazione obbligatoria. L'attività si svolge con un minimo di sei partecipanti.
 
VITA DA CONTADINO” - Cascina Galizia svela ogni suo segreto. E consente agli ospiti di mettersi nei panni di un agricoltore. Possibili passeggiate all'interno del fondo di proprietà della Cascina, con visita a tutte le attività agricole che vengono qui svolte quali la coltivazione di piccoli frutti, l’allevamento di bovini, la coltivazione di cereali.
QUANDO: tutto l'anno.
COSTO: l’attività prevede un contributo di 5 euro (3 euro per i bambini dai 5 ai 10 anni) e si svolge al raggiungimento di almeno dieci partecipanti. Prenotazione obbligatoria.
 
TOUR IN BATTELLO” - Un'escursione romantica in battello alla scoperta del Naviglio Grande. Lungo il tratto di navigazione sarà possibile ammirare paesaggi rurali con Cascina Galizia che si affaccia sull’acqua, una splendida natura e la bellissima scalinata di Villa Clerici a Cuggiono. E, all'ora di cena, degustazione dello speciale menù “I Love Grill”, con carne alla griglia a Marchio Parco Ticino.
QUANDO: L’attività si svolge solo su prenotazione e con un numero minimo di 15 partecipanti, tutti i venerdì sera da metà aprile agli inizi di settembre oppure, su richiesta e previa verifica disponibilità, in un giorno a proprio piacimento sempre da metà aprile agli inizi di settembre. Prenotazione obbligatoria.
COSTO: navigazione a partire da 15 euro per gli adulti e da 7 euro per i bambini, cena a partire da 25 euro per gli adulti e da 18 euro per i bambini.
 
UN INDIRIZZO SICURO” - Cascina Galizia offre ai suoi ospiti un rinomato ristorante che privilegia l'uso di carni di produzione propria. Con menù alla carta e una ricca proposta di “menù degustazione” che varia ogni mese e che viene proposto la domenica a mezzogiorno e negli altri giorni della settimana per gruppi di almeno 12 persone. L'agriturismo, in un contesto unico all’interno del Parco del Ticino e lungo le sponde del Naviglio Grande, offre inoltre 14 suggestive camere e suite dal design ricercato per chi vuole trascorrere una o più notti davvero indimenticabili.
QUANDO: il ristorante è aperto da giovedì a domenica e nei giorni festivi (prenotazione obbligatoria per i pranzi con menù degustazione, prenotazione consigliata per i menù alla carta); le camere sono disponibili tutto l'anno (prenotazione obbligatoria).
COSTO: menù degustazione 30 euro, bevande escluse, camere doppie a partire da 90 euro compresa prima colazione.
Per info: Cascina Galizia, tel. 0331.87.49.64, cell. 389.89.47.858 oppure 335.12.05.168, e-mail: http://info@agriturismolagalizia.it, sito Internet: http://www.agriturismolagalizia.it



Streetfood Tour: al via il tour italiano dei cibi di strada certificati
Il miglior cibo di strada italiano targato “Streetfood” riparte per il 2017 con un doppio appuntamento in programma dal 24 al 26 marzo: uno in Toscana, a Castelfiorentino (Fi) e l’altro a Novara, in Piemonte, due eventi ormai assodati nel tempo, ma che faranno solo da prologo a un fitto calendario che da marzo a novembre porterà il miglior cibo di strada, l’unico certificato in Italia dall’Associazione Streetfood, in giro per le migliori piazze delle città e dei borghi di ogni regione. Dalla Puglia al Veneto, passando per Umbria, Marche, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna. Sono solo alcune delle regioni che già nel calendario del primo semestre dell’anno vedranno spostarsi la carovana degli Streetfood Village e del marchio 4Wheels, dedicato ai food truck. «Anche per quest’anno saranno tanti gli appuntamenti che vedranno coinvolti oltre 50 operatori da tutta Italia con i migliori cibi di strada che noi selezioniamo in base a qualità e tradizione, come da nostro “decalogo” interno – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente dell’Associazione Streetfood – e la cosa che più ci rende entusiasti è la fortissima collaborazione che sta crescendo nelle varie piazze dove saremo presenti tra le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria, come Coldiretti, Confartigianato, Ascom-Confcommercio e Confesercenti, che ci rinnovano la fiducia per quello che non è solo un evento fine a se stesso, ma che guarda alla rivalutazione di piazze e centri storici attraverso un percorso culturale».
 
Le tappe. Si parte come detto da Castelfiorentino e Novara dal 24 al 26 marzo. Dal 6 al 9 aprile la carovana si sposterà con i foodtruck di 4Wheels al Parco Pertini di Arezzo, poi in Puglia a Foggia dal 21 al 23 aprile per il tradizionale appuntamento in collaborazione con “Libando, Viaggiare Mangiando”. Dal 29 aprile al 1 maggio sarà il “Foodies Festival” di Castiglioncello (Li) ad ospitare i banchi e i foodtruck. A maggio poi dal 5 al 7 lo Streetfood Village arriverà a Prato, poi Streetfood 4Wheels a Chioggia (Ve) dal 12 al 14. Dal 19 al 21 sarà Foligno (Pg) la capitale del cibo di strada per finire dal 25 al 28 a Livorno ancora con i foodtruck di Streetfood 4Wheels in Piazza XX Settembre. Giugno parte dal 1 al 4 a Senigallia (An) stavolta nel parterre della Rocca Roveresca, poi dal 9 all’11 la carovana arriverà a Burago e nella stessa data a San Casciano in Val di Pesa (Fi). Dal 17 al 18 giugno prosegue la collaborazione di Streetfood con “All you can street”, il festival delle arti di strada al Parco dell’Idroscalo di Segrate (Mi) e infine dal 7 al 9 luglio appuntamento a Nettuno (Roma) in via Cavour sul lungomare.
 
I numeri del 2016. Negli eventi del 2016, oltre 30 in tutta Italia, sono stati raggiunti quasi due milioni di persone che hanno consumato oltre 1 tonnellata di fritto di pesce e 600  quintali tra patate fritte tradizionali e tipo “tornado”. Oltre 50 mila piadine, poi ancora 100 mila arancine, 800 kg di Pane ca’ Meusa, 500 kg di panelle. Oltre una tonnellata di paella spagnola,  60 quintali di carne argentina e 40 quintali di lampredotto. Dalla Puglia sono arrivati più di 70 quintali di bombette e 600 sono i kg di lime per i cocktail “on the road”. Dall’Abruzzo 120 mila arrosticini e dalla Toscana 600 kg di carne Chianina per hamburger. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.
 
L’Associazione Streetfood. Nata proprio ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2015 sono stati 28 gli eventi in tutta Italia e 35 nel 2016 toccando quasi due milioni di persone. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto.

14 Marzo 2017


PARERE POSITIVO PER L’ASTI SECCO: dopo il via libera della Commissione Tecnica del Ministero delle Politiche Agricole anche il Comitato Vinicolo conferma la modifica del disciplinare per dare vita alla nuova tipologia di Asti Docg

10 Il 10 marzo scorso a Roma il Comitato Vinicolo del Ministero delle Politiche Agricole  ha confermato l’ok a procedere per la modifica del disciplinare con l’inserimento di nuove tipologie di Asti dogc con minore contenuto zuccherino, nella versione secco, demi-sec ed extra secco. Su proposta del Consorzio  l’etichetta non dovrà presentare la scritta “secco” sulla stessa riga del nome del prodotto “Asti”.

Il Consorzio per la tutela dell’Asti accoglie con soddisfazione la notizia.

 “Dopo un prolungato periodo di studi e ricerche abbiamo messo a punto un protocollo per la spumantizzazione che ci consente di avere un prodotto  DOCG unico, in grado di esprimere profumi floreali e aromatici tipici del vitigno moscato dal quale proviene. Il ridotto contenuto di zuccheri rispetto alla versione dolce ci permetterà di estendere la nostra offerta anche ad altri momenti di consumo come l’aperitivo o a tutto pasto nonchè rivolgerci  ad un target più giovane.– afferma Giorgio Bosticco, Direttore del Consorzio Asti docg – “Il parere positivo del Comitato Nazionale Vini  ci permette  di continuare sul percorso intrapreso e di poterlo immettere sul mercato orientativamente per l'estate 2017 . Pur rimanendo prioritaria l'attenzione, l'informazione e la promozione nei confronti dell'Asti dolce e del Moscato d'Asti docg  la variante Asti secco è indubbiamente un'opportunità ad integrazione e completamento della Denominazione che vedrà una fase iniziale orientata più al corretto posizionamento che non alla ricerca dei volumi”.



INALCA FOOD & BEVERAGE ACQUISISCE BRIGHT VIEW HONG KONG LTD
Inalca Spa, società partecipata al 28,4 % da CDP Equity (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), ha acquisito, attraverso la controllata Inalca Food & Beverage (IF&B), il 57,3% delle quote di Bright View Trading Hong Kong Ltd., un importante operatore nella distribuzione di prodotti alimentari italiani di eccellenza nell’ex colonia inglese.

Bright View è stata fondata nei primi anni 2000 dall’imprenditore americano James Robertson e ad oggi, con un fatturato 2016 pari a circa 9 milioni di Euro, annovera oltre 500 clienti tra i principali ristoranti e hotel di Hong Kong e Macao, che serve con consegne giornaliere utilizzando un’efficiente piattaforma logistica e 10 automezzi con oltre 30 dipendenti.

Il socio fondatore rimarrà con una quota della società del 32,9%, mentre il restante 9,8% rimarrà in quota al terzo socio Michele Bernacchia, che assumerà l’incarico di General Manager garantendo la continuità gestionale e l’implementazione del business plan, che prevede il raddoppio dei ricavi nei prossimi 5 anni.

Con questa operazione IF&B ha l’opportunità di svilupparsi rapidamente in uno dei più importanti mercati di riferimento del business e del turismo mondiale che ha visto arrivare oltre 27 Milioni di visitatori nel 2016 ed in cui la domanda di prodotti di eccellenza della cucina Italiana è in costante e forte crescita, considerata anche la presenza di moltissimi Chef e ristoratori di origine Italiana.

Nel corso degli ultimi 4 anni Inalca, attraverso la controllata IF&B, è entrata nel segmento della distribuzione organizzata al mondo Ho.Re.Ca. di prodotti di eccellenza tipici del Made in Italy in Paesi e mercati dove la domanda di food & beverage Italiano è in forte sviluppo, fungendo da piattaforma distributiva sui mercati internazionali per tutti quei produttori Italiani piccoli e medi che non hanno la forza e le infrastrutture per far arrivare i loro prodotti sulle tavole dei ristoranti e hotel dall’altra parte del mondo.

Questa di Hong Kong è l’ultima di una serie di acquisizioni che IF&B già ha fatto negli ultimi anni in Australia, Capo Verde, Tailandia, USA, Malesia, Messico ed Isole Canarie.

Inalca Food & Beverage è la società controllata da Inalca Spa (Gruppo Cremonini) specializzata nella distribuzione internazionale di prodotti alimentari tipici del Made in Italy. Nata nel 2012, IF&B svolge un ruolo di piattaforma centrale che copre tutta la supply chain della distribuzione. La sua missione è semplificare l’esportazione dei prodotti agro-industriali italiani mettendo in relazione piccoli e medi produttori con importatori e distributori esteri, operando principalmente nel segmento B2B, e puntare all’espansione a livello globale attraverso la presenza diretta tramite acquisizioni di piccoli e medi distributori locali in grado di garantire la copertura della “distribuzione dell’ultimo miglio”. IF&B dispone di un catalogo di oltre 10.000 referenze che rappresentano le eccellenze italiane, con filiali in USA, Australia, Capo Verde, Tailandia, Hong Kong, Cina, Malesia, Messico, Isole Canarie.

Cremonini, con oltre 12.000 dipendenti, e un fatturato complessivo 2015 con 3,4 miliardi di Euro, di cui circa il 35% realizzato all'estero, è uno dei più importanti gruppi alimentari privati in Europa ed opera in tre aree di business: produzione, distribuzione e ristorazione. Il Gruppo, fondato nel 1963 da Luigi Cremonini e basato a Castelvetro di Modena, è leader in Italia nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne (Inalca, Montana, Manzotin, Ibis) e nella commercializzazione e distribuzione al foodservice di prodotti alimentari (MARR). È leader in Italia nei buffet delle stazioni ferroviarie, vanta una presenza rilevante nei principali scali aeroportuali italiani e nella ristorazione autostradale ed è il principale operatore in Europa nella gestione delle attività di ristorazione a bordo treno (Chef Express). È infine presente nella ristorazione commerciale con i ristoranti a marchio Roadhouse Restaurant.



Gourmet Italia - società del gruppo Dr. Schär - affida a Theoria la comunicazione B2B e B2C e la gestione dei canali social
Milano, 9 marzo 2017Gourmet Italia - azienda del Gruppo Dr. Schär specializzata nella ristorazione fuori casa - ha scelto Theoria come partner strategico per lo sviluppo di un programma integrato di PR e Social Media Relations. La divisione Marketing di Theoria si occuperà inoltre di organizzare azioni ed eventi di promozione del brand e dell’offerta di Gourmet Italia presso il canale commerciale.
Le attività di comunicazione pianificate da Theoria si indirizzeranno sia al canale B2B rappresentato da Bar e Horeca sia ai consumatori finali, con una serie di iniziative volte a far conoscere al target i vantaggi di un’alimentazione sana e genuina anche fuori casa.

Siamo entusiasti di avviare questa collaborazione con Gourmet Italia, marchio storico della gastronomia italiana, attivo da oltre 50 anni e che, nel tempo, ha saputo costantemente rinnovarsi in linea con le nuove richieste dei consumatori, offrendo oggi una gamma completa di piatti pronti surgelati che guardano non solo al gusto, ma anche a un’alimentazione sana ed equilibrata”, ha dichiarato Mirka Ritelli, fondatrice e CEO di Theoria.

Acquisita nel 2013 dal Gruppo Dr. Schär, leader europeo del mercato senza glutine, in questi anni Gourmet Italia (www.gourmetitalia.it) ha lavorato molto sui processi di ricerca e innovazione per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più attento al benessere e alla salute.
Il team PR assegnato a Gourmet Italia è raggiungibile via email all’indirizzo gourmetitalia@theoria.it.



Rive 2017: come costruire insieme il futuro della vitivinicoltura italiana, nella Prosecco Valley
Pordenone Fiere presenta Rive 2017, la prima e unica fiera italiana che coinvolge l’intera filiera della vitivinicoltura, dal campo alla cantina, rivolgendosi al mercato nazionale ed internazionale e proponendo un’offerta formativa di spessore, che approfondirà, secondo le indicazioni del Comitato Scientifico, una serie di tematiche scelte con l’obiettivo di costruire insieme ai produttori il futuro della vitivinicoltura italiana.

Rive 2017 - dal 12 al 14 dicembre a Pordenone
Rive 2017 è la Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia organizzata da Pordenone Fiere in collaborazione con Assoenologi, Consorzio Doc Fvg, Regione Friuli Venezia Giulia ed Ersa. Nel 2017 si terrà dal 12 al 14 dicembre, avrà cadenza biennale e presenterà sotto lo stesso tetto le innovazioni in campo tecnico e tecnologico per la viticoltura, il trattamento dell’uva, la vinificazione, la commercializzazione del vino.

Pordenone Fiere: nel cuore della Prosecco Valley

Pordenone Fiere si trova in un contesto di alto profilo a livello mondiale per i settori della viticoltura e dell’enologia, e, grazie alla buona rete di collegamenti con il nord est europeo e con tutti i principali aeroporti internazionali, attrarrà espositori e visitatori da tutta Italia, dalle vicine Austria, Croazia, Slovenia e dai principali Paesi europei e non solo.

La location è ideale per un confronto tra le aziende che giocano un ruolo di primo piano nel settore: al centro della Prosecco Valley, nella Regione che può vantare un primato internazionale in termini di produzione ed esportazione di barbatelle.


Il progetto Enotrend: le aree tematiche individuate dal Comitato Scientifico
L’eccellenza italiana: Glera/Prosecco, Pinot Grigio; la tecnologia applicata al settore, con la viticoltura 4.0; l’enologia e le ultime novità normative per il settore viticolo.

Questi i quattro temi che il Comitato Scientifico ha scelto di approfondire nell’ambito del progetto Enotrend, dalle Radici al Vino. Un intenso programma di workshop, approfondimenti e seminari che si svolgerà nei giorni di Rive 2017, per formare ed informare la filiera produttiva e i consumatori, con un canale privilegiato anche online, dedicato al confronto e alla crescita di tutti i partecipanti. Alla base c’è un Comitato Scientifico prestigioso, presieduto dal professor Attilio Scienza, pluripremiato docente di viticoltura dell’Università di Milano.

Per informazioni pratiche dettagliate e aggiornamenti sull’evento: www.exporive.it



ITALIA HOSPITALITY: l'Italia fa sistema all’hotel investment forum di Berlino
Associazione Italiana Confindustria Alberghi con Agenzia del Demanio, Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo insieme per promuovere i nuovi progetti italiani destinati all'accoglienza.
Per la prima volta l'Italia si presenta in una cornice unitaria, all’Hotel International Investment Forum di Berlino, la principale fiera europea dedicata agli investimenti nel settore del real estate turistico.  Con Italia Hospitality, le  istituzioni e gli operatori del settore alberghiero hanno voluto presentare oggi a un pubblico internazionale le iniziative in corso, sottolineando come lo spirito di collaborazione creato sia un quadro indispensabile in cui costruire operazioni di successo nel settore turistico-alberghiero.

L'incontro si è aperto infatti proprio con la presentazione da parte del MIBACT del Piano strategico del Turismo  il Mibact  recentemente approvato. “Con il Piano Strategico del Turismo (PST)- afferma il Direttore Generale del Turismo, Francesco Palumbo - il Governo ha ridisegnato la programmazione in materia di turismo rimettendola al centro delle politiche economiche nazionali e dando operatività all’indirizzo strategico di creare una visione omogenea in tema di turismo e cultura. Per la prima volta si sono individuate all’interno di un contesto di pianificazione e in maniera condivisa con tutti gli stakeholders - pubblici e privati - delle linee di azione ed obiettivi chiari in ambito turistico, finalizzati a garantire una governance efficiente ispirata ai principi di innovazione, sostenibilità ed accessibilità. Non solo si è approvato quindi il primo Piano del Turismo italiano, ma da questo momento in poi si è definito un vero e proprio metodo di programmazione di un settore particolarmente rilevante dell’economia italiana."

Il recupero del patrimonio immobiliare pubblico -  ha ribadito  Roberto Reggi Direttore dell’Agenzia del Demanio - può davvero contribuire alla crescita del settore turistico – ricettivo in Italia. Nel nostro paese infatti  ci sono moltissimi beni di pregio situati in posizioni strategiche: si tratta di ville ed edifici storici, strutture costiere ed ex caserme che una volta valorizzati, saranno volano di sviluppo per i territori in cui sono inseriti. Il progetto Valore Paese – Fari è un esempio concreto di successo nella rigenerazione del patrimonio pubblico in chiave turistica. Nel biennio 2015-2016 sono andate a bando 29 edifici costieri: i primi 9 sono già stati aggiudicati per essere trasformati in strutture ricettive legate al mare, e all’ambiente. Nel 2017 l’Agenzia – ha concluso Reggi -  ha deciso di concentrarsi su realtà territoriali lontane dai flussi turistici più tradizionali, presentando anche oggi qui a Berlino un portafoglio di beni che si inseriscono in luoghi meno conosciuti ma non per questo meno affascinanti”.

" Cassa Depositi e Prestiti ha recentemente avviato una nuova attività nel settore del turismo con la sottoscrizione di un Fondo Immobiliare dedicato agli investimenti nel settore alberghiero - afferma Marco Sangiorgio, Direttore Generale di CDP Investimenti Sgr - L'obiettivo sotteso è multiplo: favorire la separazione tra proprietà immobiliare e  gestione, favorendo così la crescita dei gestori alberghieri in Italia, e proporre un'occasione di investimento a rischio moderato con un interessante flusso di cedole per investitori istituzionali. I primi riscontri dal mercato sono molto positivi, come abbiamo potuto riscontrare anche nella prestigiosa sede del IHIF di Berlino”.

La presenza italiana quest'anno a IHIF testimonia l'enorme crescita di attenzione al settore nelle politiche del paese – ha dichiarato Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. Già lo scorso anno, con l'iniziativa Italia Hospitality, abbiamo iniziato a costruire una presenza importante, che oggi si è tradotta in un partenariato ancora più prestigioso a favore di un effettivo sviluppo del settore turistico. Una scelta che testimonia il commitment del governo e delle amministrazioni coinvolte nel promuovere, con spirito sinergico, il prodotto italiano ponendo a fattor comune, ognuno nel proprio ambito e con le riconosciute competenze, quanto l’Italia ha da offrire. Le occasioni di investimento interessano anche gli operatori internazionali che si affacciano all’Italia considerando non solo le opportunità di business delle principali piazze italiane ma attratti anche dalle potenzialità ancora inespresse delle località minori. Quello che abbiamo realizzato qui a Berlino, è un segnale di forte cambiamento che mi auguro rappresenti un punto di svolta per agevolare l’evoluzione del settore in chiave di crescita e di rilancio”.



Alla BIT la Guida del Distretto "Molise Orientale"
E’ pronta la guida turistica del Distretto "Molise Orientale" in vista della Bit di Milano. E’ stata curata dell’Azienda Autonoma di Soggiorno Turismo di Termoli in collaborazione con l’Associazione "Creamar". A fine marzo ne verranno stampate 50 mila copie da diffondere sul territorio molisano e da consegnare ai visitatori dello stand del Molise alla Bit, la Borsa internazionale del Turismo, in programma a Milano dal 2 al 4 aprile.

Si avvicina intanto il termine per la presentazione degli elaborati degli alunni di 30 scuole fra elementari e medie per il concorso lanciato dall’Aast "Promuovi il mio paese": ultimo giorno utile il 15 marzo. I migliori lavori verranno sistemati allo stand dell’Aast alla Bit e presentati agli operatori della fiera.
«Continuiamo a lavorare - ha dichiarato Remo Di Giandomenico, commissario straordinario dell’Azienda di soggiorno - con il coinvolgimento di operatori locali, enti e privati. Abbiamo ottenuto i primi risultati, ma ancora molto c’è da fare e stiamo predisponendo nuove iniziative e progetti».



Olio EVO Pujje presenta Rea e Anfitrite
Creare un prodotto d’eccellenza, che affonda le radici nella tradizione e conquista con la qualità assoluta e la sua personalità unica e originale. Da questa idea di tre giovani pugliesi innamorati della propria terra nasce Pujje, un nuovo brand del settore oleario, destinato a catturare l’attenzione grazie al suo appeal fuori dall’ordinario.

Pujje sbarca sul mercato a febbraio 2017 con due blend, uno delicato dal sapore morbido e un retrogusto piccante appena accennato, l’altro deciso, dal sapore robusto e un retrogusto piccante fortemente percettibile, entrambi frutto di materie prime di altissima qualità. L’armonico Anfitrite, fruttato leggero con note di erba verde appena sfalciata, che sposa piatti diversi, esaltandoli tutti, e l’intenso Rea, con note di foglie di pomodoro e di erbe aromatiche, con prevalenza di mandorla, che dà il meglio di sé con pietanze altrettanto robuste.

Blend e non monocultivar: una scelta precisa, che rispecchia la volontà di creare un olio unico e riconoscibile, in grado di valorizzare il know how del mastro oleario, al quale è affidato il compito, simile a quello del “naso” per i profumi, di trovare la formula magica che dà vita a un prodotto straordinario, e le tante varietà di olive pugliesi prodotte dalle 11 mila piante di proprietà dell’azienda.

Pujje è concepito come una creazione di alta sartoria, un capo fatto a mano, un sapiente mix di tecniche di coltivazione tramandate per generazioni, metodi di lavorazione avanzati e due bottiglie dal design essenziale e sofisticato, bianca per Anfitrite e nera per Rea. Tutto è stato pensato nei minimi dettagli dai tre fondatori, un agronomo e imprenditore agricolo specializzato nella produzione di olio e prodotti alimentari, un manager che porta avanti con successo il gruppo industriale di famiglia ed una professionista della comunicazione con un innato orientamento al mercato.

Un connubio di maestria, intuizione ed energia creativa, nato da un rapporto professionale che in un decennio si è trasformato in una grande amicizia e che ha dato vita ad un’azienda che si fonda su valori condivisi: l’orgoglio delle radici pugliesi, la passione per il proprio lavoro e la volontà di perseguire l’eccellenza. 

Il legame con la terra d’origine è chiaro fin dalla scelta dei nomi: se Pujje è il termine per indicare la Puglia nell’antico dialetto tarantino, Anfitrite e Rea, rispettivamente una bellissima ninfa marina e la titanide madre di Zeus, dea dell’abbondanza, ricordano il lascito culturale della Magna Grecia, di cui la Città dei Due Mari era uno dei centri più fiorenti.

Pujje è un'azienda giovane, che parte dal passato ma guarda al futuro e che, in un settore complesso nel quale non è facile emergere,  vuole stupire tanto il mercato nazionale, da cui parte quest’anno, quanto quello internazionale al quale mira per il futuro.  Per raggiungere questo ambizioso obiettivo si affida ad una strategia di forte differenziazione che punta all’eccellenza del prodotto, alla preziosità del packaging e a una forte presenza sui media a partire dal sito web www.pujje.it, senza prescindere dalla performance etica e che, oltre a curare l’aspetto estetico e qualitativo, pone una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente.

L’Olio Evo Pujje, con una produzione di 5 mila litri di olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, è distribuita in negozi specializzati di alta fascia e nella ristorazione, oltre che nel settore alberghiero, in bottiglie da 500 e 200 ml.

Pujje è un “lusso da assaporare” e si rivolge ad un consumatore curioso, competente, esigente e selettivo, che apprezza tutto ciò che ha carattere ed originalità, che è unico e speciale, in linea con i propri valori e il proprio stile.

04 marzo 2017


Presentata in anteprima FA' LA COSA GIUSTA! 2017
Venerdì 10 marzo sarà inaugurata la quattordicesima edizione della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

Fa' la cosa giusta!, organizzata da Terre di mezzo, inizierà venerdì 10 e si chiuderà domenica 12 marzo nei padiglioni 3 e 4 di fieramilanocity.

"Abbiamo realizzato un percorso di quasi tre chilometri di prodotti, idee e servizi, tutti dedicati alla sostenibilità ambientale e sociale. Il filo rosso di questa edizione sarà la bellezza che, attraverso la cultura e la partecipazione, rigenera i territori e crea lavoro" - ha affermato Miriam Giovanzana, responsabile dell'organizzazione di Fa' la cosa giusta!, durante la conferenza stampa di ieri mattina al Civico Planetario di Milano.

Al tema sarà dedicata la nuova edizione della Scuola delle buone pratiche, organizzata da LegAutonomie e Terre di mezzo, in collaborazione con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia. I lavori, durante tutta la giornata di venerdì 10, ruoteranno intorno al tema della bellezza come strumento di rigenerazione del tessuto sociale ed economico. Si parlerà, ad esempio, dei progetti di rigenerazione e di coesione sociale che nascono proprio da differenti situazioni di fragilità: l'emergenza -ad esempio quella migratoria- che viene trasformata in una risorsa per la comunità; il degrado strutturale che caratterizza molte aree periferiche delle nostre città con un'elevata concentrazione di edilizia popolare e popolazione anziana, fino ad arrivare allo spopolamento che mette a rischio alcuni borghi del territorio italiano. In allegato una scheda dedicata alla Scuola.

Il pubblico di Fa' la cosa giusta! troverà nuovi temi e progetti, affiancati a prodotti ed iniziative negli ambiti che da sempre caratterizzano la fiera. Una fiera ancora più grande: 32mila m2 di spazio espositivo ospiteranno 700 espositori, divisi in 11 sezioni tematiche e 6 aree speciali. Oltre 300 appuntamenti in programma culturale (incontri, convegni, laboratori per adulti, bambini e ragazzi, degustazioni, dimostrazioni pratiche, letture).

Quest’anno Fa’ la cosa giusta! offrirà ai suoi visitatori tre grandi aree dedicate all’educazione al consumo: veri e propri polmoni culturali in cui entrare e sostare per “riprendere fiato” dopo le tante sollecitazioni offerte dalle centinaia di stand del percorso espositivo.

Le tre isole saranno:

1) L’olio di palma tra miti e verità
2) I volti dietro le merci: storie e valori del commercio equo e solidale
3) Slow meat, ovvero gli impatti dei nostri consumi di carne, in collaborazione con Slow Food

Ampio spazio sarà dedicato anche quest'anno al Turismo Consapevole e Percorsi in Italia e in Europa, nell'Anno Internazionale del Turismo Sostenibile indetto dalle Nazioni Unite. Il turismo rappresenta il 10% delle attività economiche mondiali e può contribuire a combattere la povertà e a favorire la reciproca conoscenza tra i popoli e il dialogo interculturale. 96 espositori, che presenteranno le loro proposte di accoglienza sostenibile e itinerari a piedi o in bicicletta a cui si affiancheranno oltre 20 appuntamenti all'interno del programma culturale.

Al tema dell'Economia circolare saranno dedicati cento metri quadri di esposizione più una grande area laboratori dove accogliere i visitatori. Al centro, una mostra speciale: “L’eterno ritorno”, in natura non esistono scarti ma solo risorse, realizzata da Giacimenti Urbani, con la collaborazione di Cono Design Studio e Associazione Chimica Verde, grazie al contributo di Novamont, dove vengono presentati molti materiali e prodotti organici, che vanno a ridurre nettamente l'impatto ambientale: stoviglie e sacchetti per il pane biodegradabili, pannolini e contenitori compostabili per il gelato, pelle realizzata con lo scarto delle mele, vernici e pellicole per alimenti derivati da prodotti apistici e molto altro.



300% Wine Experience”: la manifestazione firmata AIS Veneto torna infatti domenica 12 marzo
Profumi, sapori, colori e note musicali… questi gli elementi che daranno il benvenuto al pubblico del “300% Wine Experience”.  La manifestazione firmata AIS Veneto torna infatti domenica 12 marzo, dalle 10.00 alle 20.00,  a Villa Emo di Fanzolo di Vedelago (TV) e racconterà il mondo enologico dellla regione grazie ai 300 vini dei 100 migliori produttori vinicoli veneti.

Una giornata interamente dedicata alle eccellenze enologiche e gastronomiche del Veneto che, per la prima volta, punterà su un unico tema, “Il vino che si sente”, permettendo al pubblico e agli ospiti di giocare in tanti e diversi modi.

Ad aprire l’evento, alle 10.30 nel Salone Centrale della Villa, sarà infatti il seminario “Il vino che si sente” dedicato allo stretto legame tra musica, radio e mondo del vino. Un incontro che riserverà tante sorprese, anzitutto nell’impostazione leggera e “radiofonica” che offrirà al pubblico un momento di interazione e divertimento con i protagonisti della mattinata.

Il vino che si sente” sarà il filo conduttore dell’intera manifestazione, a partire dalle degustazioni guidate che, nel pomeriggio, offriranno due appuntamenti imperdibili per gli enoappassionati.

Alle 14.00 si comincerà con Moët & Chandon – bollicine in concerto, in cui cinque etichette della celebre maison si alterneranno nei calici, abbinate ad una selezione di brani musicali, creando una inebriante trama di sapori ed emozioni.

Alle 16.30 si proseguirà con la Verticale di Amarone Vigneto Monte Sant’Urbano Speri – musica liquida. Cinque le vecchie annate in assaggio accompagnate dalle potenti sonorità di brani scelti per questa preziosa degustazione.

Nell’area dedicata al food si potranno invece degustare gli immancabili abbinamenti con le tipicità gastronomiche trevigiane e venete: riso e pasta fresca, formaggi, salumi e carne, olio d’oliva  e liquori, prodotti da forno e di pasticceria, cioccolato e caffè, per non parlare del pescato della Laguna veneta o dei piatti tipici della tradizione veneta: riso, baccalà, radici e fasioi ed anche il Tiramisù, il dolce trevigiano più famoso nel mondo.

Inoltre, a partire dalle 10.00, si alterneranno degustazioni, laboratori, seminari e tanti appuntamento che condurranno il pubblico alla scoperta di un universo di sapori: dal Tè all’acqua, dal pane all’olio, dalla birra al caffè, saranno innumerevoli le esperienze gustative che il pubblico del 300% Wine Experience potrà regalarsi.

Ma i veri protagonisti della giornata saranno i vini delle cento migliori cantine regionali, secondo i giudizi dei degustatori che hanno redatto la guida Vinetia di AIS Veneto. Trecento imperdibili etichette che, per tutta la giornata, sarà possibile degustare ai banchi d’assaggio.

La manifestazione, che vede il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, della Regione Veneto, di Union Camere Veneto, della Provincia di Treviso, del Comune di Vedelago e dell’Unione dei Comuni della Marca Occidentale, si inserisce nel calendario Wine Experience di AIS Veneto, una serie di eventi aperti al grande pubblico ideati per raccontare il mondo del vino in modo semplice ed appassionante. 300% Wine Experience offrirà, infatti, un ricco programma di assaggi, degustazioni guidate e tanti momenti di approfondimento, tutti giocati sulla relazione tra mondo enologico e mondo musicale.

Il tutto nella splendida cornice che il nobile veneziano Leonardo Emo  commissionò intorno al 1558 ad Andrea Palladio. Villa Emo è infatti una delle più compiute ville palladiane che, dal 1996, fa parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Ticket di ingresso: € 25 all’ingresso.

20€ prenotando online entro le ore 24.00 di sabato 11/3 http://we.aisveneto.it

Degustazioni illimitate al banco d’assaggio con calice in omaggio.

Per il programma della manifestazione consultare il sito http://we.aisveneto.it



DIVERSAMENTE FRANCIACORTA: QUADRA presenta le sue novita’ al Vinitaly
Tre le novità che Quadra presenterà all’edizione 2017 di Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino. Dal 9 al 12 aprile, a Verona, si potranno degustare tre originali Franciacorta nati dalla filosofia di Mario Falcetti, direttore della cantina bresciana, che ben si sposano con il suo motto: “Diversamente Franciacorta”.

Franciacorta QZero (quvée n° 59), prodotto della vendemmia 2011, rappresenta la prima “Riserva” di Quadra. Si tratta di un Franciacorta millesimato che ha trascorso 60 mesi in affinamento. In occasione di Vinitaly verrà presentato in anteprima poiché la sua uscita sul mercato avrà luogo a partire da giugno. QZero Riserva inaugura una serie eccezionale, che vedrà in futuro la nascita di nuove Riserve dedicate solamente alle migliori annate.

Franciacorta EretiQ (quvée n° 70), frutto della vendemmia 2012. Affinato per 48 mesi, questo vino presenta più di una particolarità. È infatti un Franciacorta a triplo zero: zero chardonnay, zero legno, dosaggio zero. Per la prima volta, inoltre, EretiQ si presenterà con un blend “estremo”: 95% pinot bianco e 5% pinot nero. Un prodotto che esprime tutta la voglia di sperimentare di Quadra, allo scopo di esaltare sempre più le potenzialità della Franciacorta, introducendo anche concetti di rottura.

Franciacorta QRosé (quvée n° 73): sarà presente al Vinitaly con l’annata 2012, la cantina ha infatti scelto di mantenere in affinamento sui lieviti l’annata 2011, proprio per esaltare le eccezionali virtù di questa vendemmia. A Verona sarà possibile degustare il QRosé con 48 mesi di affinamento sui lieviti, un vino intrigante e provocante, da leggere e interpretare nelle sue diverse anime. Un gioco a cogliere le sfumature del rosato, ad esaltarne l'ambigua eleganza senza eccedere.

Inoltre, presso l’area espositiva dell’azienda di Cologne (Pad Lombardia, Area Franciacorta, stand A13/14)  saranno in degustazione anche le altre etichette Quadra: Qblack (2012 nv), Saten (2011), Quvée 55 (2010), Vegan (2010 nv), che ben interpretano il pensiero e la visione di Mario Falcetti.




IL CASTELLO DI MELETO RISCOPRE E VALORIZZA LA TOSCANA
A Vinitaly 2017 Padiglione 9 - Stand A13

Perfetta fusione tra passato e futuro, il Castello di Meleto rappresenta ancor oggi l’anima autentica del Chianti, che raccoglie sotto le proprie insegne una prestigiosa cantina specializzata nei vini del territorio. Vini che saranno presentati alla 51° edizione di Vinitaly, dal 9 al 12 aprile a Verona Fiere.

La novità del Castello di Meleto per questa edizione del Vinitaly sarà il Camboi 2014. Ultimo nato nella produzione dell’azienda è un inedito assoluto per il territorio: il vino è ottenuto da Malvasia Nera del Chianti, vinificata in purezza. Un vitigno che in tempi recenti rischiava la scomparsa perché difficile da coltivare e, che grazie al Camboi, è diventato la massima espressione del territorio. Un vino che, oggi, rappresenta la vera rinascita di Castello di Meleto.

Durante la 51° edizione dell’evento veronese, l’azienda di Gaiole in Chianti proporrà anche le altre produzioni di punta della valorizzazione territoriale che ha intrapreso negli ultimi anni. Sarà quindi possibile comparare le diverse espressioni del Sangiovese attraverso il Chianti Classico 2015, il Chianti Classico Gran Selezione 2012 e il Borgaio Rosato 2016, quest’ultimo caratterizzato da freschi sentori di fragola, accompagnati da un finale morbido, che evocano alla perfezione le colline di primavera del Chianti, in cui il Castello è immerso.

Le stesse colline del Chianti delle quali il Castello di Meleto si fa custode, offrono però altre interessanti produzioni di uve bianche. Anzitutto il Vermentino Borgaio 2016, che esprime tutta la mineralità dei circa 400 metri sul livello del mare dove viene coltivato. Sarà possibile degustare anche il Vinsanto 2009, tra le produzioni più caratteristiche e storiche della zona, maturato in carati di legno di acacia e ciliegio sigillati e custoditi in locali caratterizzati da una forte escursione termica stagionale e riempiti solo per il 70%.

Vini che sono il frutto di ricerca e tradizione e raccontano nel calice il territorio del Chianti, vera culla dell’enologia toscana.

Il Castello di Meleto: possiede un’estensione di circa 1000 ettari di cui circa 160 a vigneto e sono situati in diverse condizioni di suolo, pendenza, esposizione e microclima nel Comune di Gaiole in Chianti.

Negli ultimi anni, l’azienda ha avviato un lungo lavoro di selezione, individuando le vigne dove il Sangiovese si esprime meglio e destinate, quest’ultime, a diventare una vera e propria collezione di produzioni che esprimono il carattere di ogni specifico vigneto e del territorio.

Il Castello di Meleto è unico nel suo genere nel territorio del Chianti: una vera e propria fattoria medievale protetta dal castello del XI secolo, oggi diventata una splendida struttura ricettiva di charme.



La Cantina Settecani è V.I.V.A. e sostenibile
L’importante certificazione di sostenibilità, attribuita dal Ministero dell’Agricoltura è stata consegnata alla Cantina modenese, che entra in un ristretto club di virtuose realtà vinicole italiane.

Erano appena in 48 gli agricoltori che fondarono la Cantina Settecani nel 1923, oggi sono 200. Un percorso condiviso che ha connotato nel corso di alcuni decenni, l’opera virtuosa di una delle realtà più significative nel panorama delle cantine sociali.

Una cantina nel cuore del Grasparossa, posta nella frazione di Settecani, ai confini delle località modenesi di Castelvetro, Castelnuovo Rangone e Spilamberto, che ha saputo crescere, senza mai smettere di porsi nuovi e ambiziosi obiettivi, superando difficoltà, e conquistando successi. Lo spirito è quello di una grande famiglia fatta di famiglie, una realtà imprenditoriale dove le decisioni si prendono insieme, e mentre si guarda all’anno appena trascorso e si tracciano i primi bilanci, si ricordano gli importanti traguardi raggiunti nel 2016: l’Oscar della Guida Bere Bene del Gambero Rosso 2017 per l’ottimo rapporto qualità prezzo, con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Secco; la medaglia d’argento al Concorso internazionale “La selezione del Sindaco”; l’inserimento nella Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare” e la presenza nella Guida Vini d’Italia 2017 del Gambero Rosso. Insieme a un altro successo che rende orgogliosi i soci della Cantina Settecani, il prestigioso riconoscimento V.I.V.A., attribuito ai vini sostenibili di pochissime cantine italiane.

Un progetto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, che grazie a DNV GL, uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale, ha attentamente registrato le performance di sostenibilità della storica cantina modenese. Una certificazione lunga e complessa da ottenere, nella quale ogni elemento determinante allo svolgimento dell’attività - Aria, Acqua, Vigneto e Territorio, viene esplorato in tutti i suoi aspetti, seguendo un rigido disciplinare tecnico, che tiene conto di metodologie di monitoraggio, sistemi di controllo e valori essenziali che indicano l’attenzione dell’azienda alla sostenibilità. Un percorso che indica “i vini sostenibili” prodotti senza nuocere in alcun modo al territorio, e che alfine possono fregiarsi dell’etichetta V.I.V.A. da porre sulla bottiglia. Un blasone conquistato da Cantina Settecani nel 2016, che entra così di diritto in un club ristretto di aziende del calibro di Marchesi Antinori, Tasca D’Almerita, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Arnaldo Caprai, Guido Berlucchi & C., che hanno scelto la sostenibilità come valore primario. Il progetto V.I.V.A. (Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente) è stato sviluppato dal Ministero in collaborazione con un pool di importanti enti di ricerca (Agroinnova dell’Università di Torino, il Centro Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica di Milano e il Centro di ricerca sulle biomasse dell’Università di Perugia) e con il supporto dell’ente di certificazione DNV GL.


Cantina Settecani
Dal 1923 produciamo buon vino, naturalmente frizzante, allegro, versatile e ricco di sapori che narra, con franchezza contadina, la storia di un territorio, riuscendo a trasmettere, già dal calice, il lavoro e la passione dei suoi 200 soci. L’antico borgo di Castelvetro ed i suoi dintorni, sono rimasti, come allora, luoghi suggestivi vocati all’enogastronomia, che danno origine a prodotti tipici unici al mondo. Morbide colline che si dipanano a mezzogiorno, coperte di vigneti dove cresce il Grasparossa, vitigno dal quale si ottiene il nostro Lambrusco Grasparossa di Castelvetro D.O.P.: rotondo, corposo, frizzante, fruttato; un’esplosione di frutta rossa matura, al palato persistente, fresco ed avvolgente. Adatto ad ogni occasione, buono ed accessibile come tutti i vini di nostra produzione, ottenuti da uve esclusivamente modenesi, dei nostri soci viticultori. Oggi la Cantina ha raggiunto il massimo della sua potenzialità produttiva, vinificando con moderne tecnologie, mantenendo tuttavia, fedeltà alla tradizione, attraverso una lavorazione artigianale delle uve e del vino. Anni di consolidamento, ma anche di penetrazione in nuovi mercati, compresi quelli esteri, hanno portato a conseguire risultati eccellenti ed importanti riconoscimenti, patrimonio, che ci permette di proporre, ad un consumatore finale sempre più esigente ed in continua evoluzione, vini con elevati standard qualitativi mantenendo un ottimo rapporto qualità/prezzo.

28 febbraio 2017

GRANA PADANO, NUOVO MARCHIO INDICA PROVENIENZA LATTE SU CONFEZIONI
Si chiama "Il nostro latte" e segnala la regione in cui è stato munto il latte utilizzato per produrre il formaggio
Si chiamerà 'Il nostro latte' ed è un marchio a disposizione di tutti i produttori di Grana Padano fin d’ora. Un'iniziativa, ideata e realizzata dal Consorzio di tutela del prodotto DOP più consumato del mondo (oltre 4 milioni e 850 mila forme annue), che permetterà alle aziende che aderiranno al progetto di far conoscere al consumatore - attraverso un segno distintivo ben identificabile -  le aree di provenienza del latte utilizzato per la realizzazione del Grana Padano commercializzato. 

"Il logo 'Il nostro latte', accompagnato dalla dicitura 'proviene solo da qui' - spiega Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana padano - potrà essere utilizzato esclusivamente e su base volontaria solo per il Grana Padano. Si tratta di un'immagine con sfondo giallo che rappresenta l'Italia divisa per regioni e che indicherà in nero le zone geografiche da cui proviene il latte utilizzato per la produzione di una determinata confezione di Grana Padano. Si tratta - aggiunge Baldrighi - di una nuova e importante azione mirata a valorizzare ulteriormente l'unicità e l'elevato livello qualitativo del nostro formaggio. Un'informazione utile e necessaria al consumatore per essere consapevole del contenuto di ciò che sta acquistando". 

"E' certamente una novità che assume anche un significato simbolico molto rilevante, infatti - aggiunge Stefano Berni, direttore generale del Consorzio - con questa opportunità, che ci auguriamo trovi ampio consenso tra i nostri produttori, desideriamo dare una risposta forte e inequivocabile a chi non perde occasione per immettere sui mercati nazionali e internazionali prodotti che nulla hanno a che fare con il Grana Padano.  Falsificazioni e scimmiottature che, purtroppo, continuano ad essere presenti sugli scaffali dei punti vendita ingannando troppo spesso chi va a far la spesa e che produce un danno economico solo al 'sistema Grana Padano' di un miliardo di euro l'anno: 700 milioni all'estero e 300 nel nostro Paese". "Affermare in modo chiaro e puntuale, attraverso il logo 'Il nostro latte', da quale zona d'Italia arriva la materia prima del  Grana Padano - conclude Berni - è un elemento ulteriore per certificarne l'eccellenza". 
 


Premio "Rigoletto d'Argento" a Luigi Bersini, Chef de Cave di Castello Bonomi
L’appuntamento con il “Rigoletto d’Argento”, la premiazione annuale di personaggi che abbiano lavorato con coerenza e impegno nei diversi settori della cultura alimentare, si ripete ormai da vent’anni. Un’idea mantovana DOC, nata dalla Delegazione Associazione Italiana Sommelier di Mantova su iniziativa di Luigi Bortolotti, e poi sposata da AIS Lombardia. Negli anni, il premio è stato assegnato a nomi prestigiosi della ristorazione, dell’enologia e del giornalismo enogastronomico: Gualtiero Marchesi, Nadia Santini, Enzo Vizzari, Bruno Gambacorta, Patrizio Roversi, Mattia Vezzola (per citarne solo alcuni).
Quest’anno i due premiati hanno segnato un percorso virtuoso nell’enologia: Andrea Faustini, enologo Cavit (Trento), e Luigi Bersini, premiato “per la sua eccellente capacità di interpretare il Franciacorta valorizzando magistralmente i vigneti dello splendido anfiteatro naturale del Monte Orfano”.
Luigi è l’orgoglio della tenuta Castello Bonomi, coordinatore tecnico di campagna e maestro di cantina (Chef de Cave). Firma Franciacorta di grande successo, lavora in prima linea nel progetto LIFE VITISOM per la biodiversità, tiene alta la bandiera della valorizzazione, della qualità e dell'identità territoriale, pilastri su cui si basa anche il lavoro dell'Associazione Italiana Sommelier che, non a caso, ha decretato Castello Bonomi Migliore Cantina Lombarda nella guida VITAE 2017.
 


IL BACALÀ ALLA VICENTINA DIVENTA FRANCOBOLLO
La prima volta per una ricetta. L'emissione il 1° marzo 2017, anniversario dei 30 anni della fondazione della Confraternita del Bacalà alla Vicentina
Un francobollo dedicato al Bacalà alla Vicentina. Il piatto della tradizione vicentina, che comparirà su un francobollo da 0,95 euro, è il primo valore bollato dedicato ad una ricetta tipica della tradizione italiana. L'emissione filatelica delle Poste con annullo speciale è in programma per il primo marzo 2017, giorno in cui 30 anni fa nasceva la Confraternita del Bacalà alla Vicentina. L'emissione sarà eseguita in contemporanea nell'Ufficio delle Poste Centrali di Vicenza (Piazza Garibaldi) e all'Ufficio Postale di Sandrigo aperto in via eccezionale fino alle 20. Un secondo annullo speciale è previsto durante la Festa del Bacalà alla Vicentina, in programma il prossimo settembre.

L’emissione filatelica del francobollo speciale del Bacalà alla Vicentina è una dedica alle eccellenze del sistema produttivo ed economico. Le emissioni per il 2017 sono in tutto 31, selezionate tra 500 proposte. Il francobollo raffigura una pentola di terracotta con il bacalà alla vicentina, affiancata da alcuni pezzi di stoccafisso e una forma di polenta. Una ricetta, quella del bacalà alla vicentina, che dal 1987 viene difesa dalla Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina fondata 30 anni fa da Michele Benetazzo per tutelare la tradizione e promuovere il baccalà nel mondo. L'emissione del francobollo è solo il primo di un calendario di iniziative e manifestazioni per celebrare il 30esimo anniversario di fondazione della Confraternita.
Info: www.baccalaallavicentina.it



Campionati Cucina Italiana Fic: i premiati a Rimini
Per quattro giorni gli iscritti alla Fic (Federazione Italiana Cuochi), hanno condiviso lavoro, passione, sacrificio, emozioni, impegno, gioia, conquiste e crescita ai Campionati della Cucina Italiana che si sono svolti a Rimini. Grande soddisfazione del presidente Fic Rocco Pozzulo, di tutti i vertici e degli organizzatori. In quattro giorni (dal 18 al 21 febbraio) le competizioni del Campionato sono state il volano attorno al quale sono ruotate numerose occasioni di crescita professionale e di momenti per consolidare amicizie e fare nuove conoscenze.
Cooking show, lezioni di cucina, colloqui con produttori e sponsor, tasting di prodotti con un angolo dedicato alla formazione e un corso per giudici dell’associazione WorldChefs, hanno offerto spunti di lavoro concreti. Un’esperienza da vivere e condividere che ogni anno raccoglie sempre più adesioni. Un’associazione, la Fic, in continua crescita, sia nei contenuti che nei numeri, un comparto che muove l’economia dell’Italia e che deve farsi sempre più ascoltare dalle istituzioni delle quali spesso copre le carenze. In calce l’elenco di tutti i premiati.
Il Premio speciale della critica gastronomica è stato attribuito ogni giorno ad una squadra: il primo giorno al Team Cuochi Etnei Junior; il secondo al Team Palermo; il terzo al Equipe Cuoche Veneto e nella giornata conclusiva al Team Toscana. La giuria della critica gastronomica era coordinata dal responsabile della rivista “Il Cuoco”, Antonio Iacona, e composta da nomi di spicco del giornalismo e della stampa di settore.
Daryoush Shojaee ha ricevuto dalle mani del presidente Fic, Rocco Pozzulo, il Premio speciale dedicato alla memoria di Gianpaolo Cangi come ideatore del Concorso Artistica. Il Trofeo Metro Cash & Carry per il miglior allievo istituti alberghieri è andato al pugliese Giovanni Fiorellino dell’Iiss “C. Agostinelli” di Ceglie Messapica (Br).
Partner dei Campionati della cucina italiana erano aziende internazionali di primissimo piano nel settore food service. Durante i Campionati, i cuochi hanno potuto registrare le loro ricette più belle su MySocialRecipe, grazie alla collaborazione tra la Fic e il portale per la certificazione di ricette e creazioni culinarie.
I Campioni d’Italia 2017
  • Categoria Artistica D1: ENRICO CHIRIC
  • Categoria Artistica D2: STEFANO FANTOZZI
  • Categoria Artistica D1 Live: ANTONINO FERRARO
  • Cucina Fredda Culinary Art: PAOLO BRESCIANI
  • Cucina Calda individuale Categoria K1 JUNIOR (piatto unico della cucina mediterranea): GIULIA CANNEVA
  • Cucina Calda individuale Categoria K1 SENIOR (piatto unico della cucina mediterranea): FRANCESCO CINQUEPALMI
  • Cucina Calda individuale Categoria K2 JUNIOR (Ricetta originale della tradizione italiana): NICCOLO’ STACCOLI
  • Cucina Calda individuale Categoria K2 SENIOR (Ricetta originale della tradizione italiana): PAOLO ROSETTI
  • Cucina Calda individuale Categoria K3 JUNIOR (Pastry Art): MELANIA DEL POPOLO
  • Cucina Calda individuale Categoria K3 SENIOR (Pastry Art): DOMENICO LACEDONIA
  • Cucina Fredda a squadre: 1° classificato TEAM CAMPANIA
  • Cucina Calda a squadre: 1° classificato TEAM TOSCANA
  • Cucina Calda / Fredda combinata a squadre: 1° classificato TEAM PALERMO – 2° classificato EQUIPE EMILIA ROMAGNA.
Le medaglie d’oro
Nelle prove individuali di Cucina calda (K1), hanno ricevuto la medaglia d’oro Federico Luraghi, Angelo Re, Moira Lazzarin, Daniele Sechi, Nicola Venturella, Luciano Sparta Di Carlo, Antonio Cefalo, Cristian Del Rio, Giulia Canneva, Andrea Giuliani, Francesco Cinquepalmi, Christophe Moreira, Chirstian Spagnoli. Nella Cucina calda (K2) medaglia d’oro a Paolo Rosetti, Domenico Bartolomeo, Vincenzo Di Palma, Domenico Zaccaria, Fabrizio Frongia. Per la Cucina calda individuale Pastry (K3), medaglia d’oro a Melania Del Popolo, Filippo Galletta, Domenico Lacedonia, Federico Luraghi, Kevin Rizzuti.
Per la categoria Cucina fredda a squadre, medaglia d’oro al Team Campania e al Team Palermo, mentre per la Cucina calda a squadre, medaglia d’argento a Team Cuochi Etnei Junior, Team Metro Academy, Team Verona, Team Palermo, Equipe Cuochi Veneto, Equipe Cuoche Veneto, Team Venezia Chef.
Per la categoria Artistica D1 Culinary Art, la medaglia d’oro è andata a Stefano Giacomello, Michele Giacomello, Matteo Padoan, Enrico Chirico, Luigi Nastro, Federica Zanon, Antonio Tecchia, Diego Tartaglione, Daryoush Shojaee. Nella sezione Artistica D2 Pastry Art, medaglia d’oro a Stefano Fantozzi, Orazio Messina, Marco Vecchi, Mario Messina.
 


GRANDI CONSENSI PER IL GRUPPO BATANI SELECT HOTELS
OSPITE A MONACO DE “LA TRATTORIA” ALL'INTERNO DI EATALY
Ha riscosso grande consensi di pubblico e di ospiti l'iniziativa del Gruppo Batani Select Hotels che ha esportato in Germania i sapori della cucina di eccellenza e la qualità delle proposte dei suoi undici alberghi, tra cui i tre cinque stelle Grand Hotel Rimini, Gand Hotel da Vinci di Cesenatico e Palace Hotel di Milano Marittima. Nella sede di Eataly – Schrannenhalle, a Monaco di Baviera, è stata allestita una postazione nella quale conoscere e gustare piatti tipici le cui ricette sono state curate dallo chef Ilario Zecchini e realizzate da un altro grande chef Erminio Bargelletti, presente per tutta la durata dell'iniziativa.
 
L'iniziativa è stata attuata in occasione della Fiera f.re.e di Monaco, manifestazione internazionale dedicata al tempo libero e ai viaggi. E il Gruppo Batani Select Hotels è un punto di riferimento internazionale sia per il mondo delle vacanze, sia per la galassia del divertimento, inteso come benessere e relax psicofisico. Essere ospitato, quindi, nella sede di Eataly, sinonimo di qualità eccelsa per i prodotti in vendita, è stato un naturale incontro, un contrassegno di garanzia e un logico abbinamento fra realtà uniche nei rispettivi settori.
Non è la prima volta che il Gruppo Batani Select Hotels guarda alla Germania ed in particolare a Monaco di Baviera e quest'anno lo fa con la presenza del suo personale a “ La Trattoria” all'interno di Eataly dove la Romagna sarà degnamente rappresentata con specialità raffinate, sia per il pranzo, sia per la cena. E che le ricette siano state gradite ed apprezzate lo testimoniano i giudizi lusinghieri dei numerosi ospiti e delle personalità di prestigio che hanno assaggiato piatti tradizionali rielaborati dallo chef Bargelletti. La presenza del Gruppo è stata anche un motivo per far conoscere le molteplici esperienze che offre il soggiorno in Romagna, terra da sempre vocata all'ospitalità. A “raccontare” ai presenti le bellezze e le numerose opportunità offerte dal Gruppo nei suoi alberghi è stata Elisabetta Cecchini sales&market development.
www.selecthotels.it
 


AL CASTELLO DI GRUMELLO I BAMBINI FANNO GLI CHEF
Appuntamento nelle cucine del maniero il 26 marzo
 
Sono i bambini i veri protagonisti al Castello di Grumello (BG). E così il divertimento dei piccoli ospiti è assicurato per un giorno. Capita domenica 26 marzo quando le cucine del maniero aprono le porte ai visitatori in tenera età (6-12 anni) che possono provare l'emozione unica di indossare il grembiule e mettere il cappello da cuoco in testa. Un po' come fossero a una puntata speciale di “Masterchef”. Con emozioni e soddisfazioni garantite, pur non essendo una gara quella in programma a Grumello.
Coadiuvati da esperti animatori, i bambini imparano ad imbandire una tavola perfetta e a preparare uno speciale menu primaverile in preparazione della Pasqua (con tante divertenti e golose idee che i piccoli possono poi ripetere nella cucina di casa propria durante le vacanze scolastiche). Divisi in gruppetti i bambini si rimboccano prima di tutto le maniche e lavorano con le mani, scoprendo come si prepara un insolito e variopinto antipasto di verdure, dando libero sfogo alla loro creatività. A seguire imparano come si fanno gli gnocchetti tricolori (conditi con pesto o salsa di pomodoro), per chiudere infine il menu con un gustoso dessert “sorpresa”.
Quindi tutti collaborano nel decorare la tavola apparecchiata nella sala da pranzo, trasformando dei semplici bicchieri in buffi coniglietti e pulcini. I “bimbi chef” partecipano in prima persona alla preparazione di tutto il pranzo (stiano tranquilli i genitori: ogni cosa si svolge nella massima sicurezza in quanto i piccoli non utilizzano assolutamente coltelli e fornelli accesi, perché vengono sempre aiutati in questo dagli animatori).
Dopo tanta fatica, i bambini hanno la soddisfazione finale di servire in tavola il “loro” menu a genitori, amici, fratelli e a quanti vorranno avere come ospiti per trascorrere insieme questa bellissima festa. Nel pomeriggio è prevista una grande tombolata medievale in compagnia.
BIMBI CHEF”, domenica 26 marzo ore 10/17.30, prenotazione e prepagamento obbligatori al 348.30.36.243, ingresso: bambini e adulti 25 euro (corso, pranzo e degustazione vini per i genitori compresi).
Per info: Castello di Grumello, cell. 348.30.36.243, e-mail: info@castellodigrumello.it, sito Internet: www.castellodigrumello.it
 


Cantine Ferrari con Identità Golose: lunedì 6 marzo sul palco dell'Auditorium di Identità Milano Massimo Bottura e Matteo Lunelli
Cantine Ferrari e Identità Golose, connubio perfetto. La celebre casa vinicola ha infatti deciso di divenire main partner del congresso internazionale di cucina d’autore che si terrà a Milano dal 4 al 6 marzo prossimi, per continuare il percorso di approfondimento sull’Arte dell’Ospitalità (leggi: Quelli dell'ospitalità eccellente) avviato nel 2016 in occasione dell’inizio della collaborazione con The World's 50 Best Restaurants.
Appuntamento lunedì 6 marzo alle ore 13, quando sul palco dell'Auditorium di Identità Milano saliranno Massimo Bottura, vincitore della scorsa edizione di The World's 50 Best Restaurants, Umberto Bombana, vincitore del premio alla carriera per l’Asia 2017, Soren Ledet, direttore e comproprietario di Geranium di Copenhagen, Marco Reitano, sommelier de La Pergola di Roma nonché presidente dell’associazione Noi di Sala, e Maurizio Saccani, direttore operations di Rocco Forte Hotels, accolti dallo stesso Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari, da William Drew, group editor di The World's 50 Best Restaurants e naturalmente dal fondatore e curatore diIdentità Golose, Paolo Marchi.
 

 
ALMA: al via la XXXVI edizione del Corso Tecniche di Pasticceria
Per 40 ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 38 anni, è appena partita l’avventura formativa in ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana: per le prossime 5 settimane, infatti, frequenteranno il Corso Tecniche di Pasticceria, con l’obiettivo di scoprire e valorizzare le proprie inclinazioni e di imparare a conoscere sia le materie prime sia le tecniche di lavorazione. Una volta acquisite le nozioni di base e maturate le capacità per intraprendere il lavoro, si potrà accedere al Corso Superiore, continuando così a coltivare il sogno di diventare un pasticcere professionista.
 
La classe, che vede una leggera prevalenza di iscritti da Lombardia (7), Toscana e Lazio (6 per entrambe), ha una spiccata connotazione femminile: le donne sono infatti 25. Gli studenti con una formazione liceale sono 19 mentre quelli con trascorsi universitari sono sette. Tra loro c’è chi ha perfino scelto il Corso Tecniche di Pasticceria come regalo per la laurea in Economia e Management appena conseguita. Alcuni studenti hanno già maturato esperienze in cucina o in laboratori di panetteria e pasticceria: c’è anche chi ha lavorato all’estero, tra Francia e Australia.
 


Verso la richiesta di candidatura de La Cultura del tartufo” a patrimonio immateriale
L'’Associazione nazionale Città del tartufo riunisce i suoi soci a Norcia in assemblea straordinaria, domenica 26 febbraio, per portare solidarietà alle zone terremotate e contestualmente condividere e dare forza al processo avviato per la richiesta all’'Unesco di candidatura delle “Pratiche e conoscenze della Cultura del tartufo quale bene immateriale vivente”. Un appuntamento che arriva circa un mese prima della riunione della Commissione nazionale italiana Unesco che deciderà la candidatura da presentare a Parigi. “Il riconoscimento, qualora ci fosse – ha dichiarato il presidente dell’'Associazione Michele Boscagli–, assumerebbe per i territori in difficoltà un valore ancora più importante, soprattutto come sprone per infondere fiducia in una ripresa sociale ed economica delle comunità”.
Il luogo scelto per la riunione è Norcia, una delle città associate più duramente colpite dal sisma, proprio nel primo fine settimana della sua mostra mercato dedicata al Tartufo nero pregiato. Nero Norcia, infatti, non solo si svolgerà ma è stata pensata con una formula allungata in tre fine settimana, dal 24 al 26 febbraio, e poi dal 3 al 5 e dal 10 al 12 marzo, come strumento di rilancio dell'’economia del territorio.
“Siamo a Norcia, cuore della Valnerina e della tradizione del Tartufo nero pregiato – ha aggiunto Boscagli – anche per esprimere la disponibilità di tutti i soci affinché questi territori, così colpiti, possano partecipare attivamente alla vita associativa secondo il principio irrinunciabile della condivisione e possano in futuro, speriamo molto prossimo, beneficiare dell’accoglimento della richiesta di candidatura. Come Norcia, le Città associate di Cascia e Amandola hanno bisogno di sentire la presenza e la vicinanza dell’'Associazione che con questo processo di candidatura ha intrapreso una strada per la salvaguardia e la trasmissibilità del nostro patrimonio collettivo”.
La riunione sarà dunque l’occasione per impostare le attività di sostegno al procedimento Unesco necessarie alla diffusione di conoscenze e pratiche che l’elemento tartufo ha suggerito a una comunità diffusa su 14 regioni d’Italia.
All’'Assemblea, che avrà inizio alle 10.30, insieme al presidente delle Città del Tartufo Michele Boscagli, parteciperanno la gran parte dei sindaci e rappresentati delle amministrazioni associate, compresi quelli dei Comuni emiliani che nel 2012 hanno vissuto l’esperienza del terremoto. A fare gli onori di casa saranno Nicola Alemanno e Giuliano Boccanera, rispettivamente sindaco e assessore allo sviluppo economico del Comune di Norcia.
 


FONDAZIONE BCFN: DOPPIA PIRAMIDE PER SALVAGUARDARE IL PIANETA E ALLUNGARE LA VITA
 La nuova edizione della Doppia Piramide Alimentare Ambientale, il modello grafico elaborato dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, presentata alla seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino. Un “Elisir di lunga vita” che impatta poco sull’ambiente e anche sul portafogli. Ma per combattere i paradossi del cibo e sostenere il Pianeta servono gesti concreti e una maggiore consapevolezza, così BCFN insieme alla Fondazione Thomson Reuters presenta il Food Sustainability Media Award, che premia chi - tra giornalisti professionisti e talenti emergenti - saprà meglio raccontare i paradossi e le sfide del cibo.
 
http://www.donatotroiano.it/2017/02/23/fondazione-bcfn-doppia-piramide-per-salvaguardare-il-pianeta-e-allungare-la-vita/
18 febbraio 2017

Sono 21 i neo-diplomati al Master Sommelier ALMA-AIS
Colorno, febbraio 2017 - Dopo un percorso formativo della durata di nove mesi, culminato con un periodo di stage presso prestigiose strutture legate al mondo del vino o con approfondimenti personali relativi al mondo enoico, sono 21 gli studenti che hanno concluso con successo il Master Sommelier ALMA-AIS, giunto alla sua VIII edizione. Oltre a una perfetta conoscenza della tecnica di degustazione del vino, della tecnica dell’abbinamento cibo-vino e delle regole fondamentali del servizio, i neo-diplomati ALMA hanno maturato le competenze per padroneggiare tutti gli aspetti inerenti la gestione, il marketing e la comunicazione delle aziende vitivinicole o delle strutture affini. Ciò che rende unico nel panorama italiano questo Master, che la Scuola Internazionale di Cucina Italiana promuove in collaborazione con AIS - Associazione Italiana Sommelier, è il suo focus sulla comunicazione e sul marketing del mondo beverage. Una competenza sempre più essenziale in una professione tornata in auge: come indicano i dati AIS diffusi in occasione del 50° Congresso nazionale, a fine 2016, nell’ultimo triennio i corsi di formazione in ambito sommellerie sono aumentati del 39%, segnando un +46% di partecipanti. Il segmento che fa registrare la maggiore crescita è quello degli under 30.
Tra i 21 diplomati giudicati dalla commissione, alla presenza di Massimo Castellani, membro della Commissione Nazionale Area Formazione AIS, va segnalata la presenza di nove donne: una conferma della sempre maggiore apertura del mondo del vino all’universo femminile. Otto le Regioni rappresentate, con una prevalenza di diplomati dal Nord Italia (57%): i gruppi più numerosi sono risultati quelli provenienti da Emilia-Romagna (sei allievi), Veneto e Lombardia (entrambe con quattro studenti).

I migliori studenti della VIII edizione del Master Sommelier ALMA-AIS sono risultati Flavio Spotti e Marcello Corradi. Di Torrile (Parma), 48 anni, Spotti è Sommelier AIS dal 2015: ha un background professionale molto particolare, in quanto, dopo la qualifica di restauratore conseguita alla Scuola per la Valorizzazione dei Beni Culturali di Botticino, per oltre un decennio si è occupato del restauro di dipinti rurali. Spotti, dopo la chiusura del corso, ha approfondito lo studio di un vitigno e di un vino tipici dell’Emilia Romagna, la Spergola di Scandiano e il Lambrusco di Sorbara, discutendoli in sede d’esame all’interno della sua tesi. Sempre di Parma, anche se nativo di Pisa, è Marcello Corradi, anche lui quarantottenne. Con un passato da figura commerciale in aziende non appartenenti al mondo del beverage, Corradi ha coltivato la sua passione per il vino frequentando i corsi AIS, ONAV e ONAI e un Master sul Barolo con Roberto Giordani, per poi approdare in ALMA. Ha presentato una tesi su uno dei momenti iconici del mondo del vino: il “Giudizio di Parigi” che nel 1976 portò all’attenzione del mondo i vini della Napa Valley californiana, capaci di superare, in una degustazione alla cieca, i vini di Bordeaux.
 
Spotti e Corradi a parte, sono diversi gli studenti del Master Sommelier ALMA-AIS che meritano una citazione: Francesca Novello, di Legnago (Verona) ha perfezionato l’arte del sommelier lavorando nella sala dell’Osteria La Francescana dello chef Massimo Bottura. Florinda Nardini, 42 di Frosinone, e Chiara Ovaleo Pandolfo, 31 anni, di Lesignano de’ Bagni (Parma) hanno invece svolto il loro stage all’estero. La prima a Shanghai, presso Cina Amore Fine Italian Wines, prestigioso importatore di etichette italiane in Cina; la seconda a Londra, presso l’esclusivo 67 Pall Mall, tre piani di lusso in stile britannico e una carta di oltre 5.000 etichette. Questo club è considerato da molti la casa del vino per eccellenza nel cuore della capitale inglese.
 

 
Comité Champagne: le bollicine francesi chiudono un 2016 difficile, limitando i danni, ma in calo sul 2015: -2,1% di bottiglie spedite, a quota 306 milioni, per giro d’affari di 4,71 miliardi di euro, contro i 4,74 miliardi di euro del 2015
Lo Champagne chiude un 2016 difficile, limitando i danni, ma comunque in calo sul 2015, da tutti i punti di vista. -2,1% in termini di quantità spedite, a quota 306 milioni di bottiglie, per un giro d’affari complessivo di 4,71 miliardi di euro, contro i 4,74 del 2015, come raccontano i dati definitivi del Comité Champagne, l’organo interprofessionale della denominazione, che testimoniano anche il risultato di una strategia precisa, che punta più alla valorizzazione ed alla crescita del prezzo medio che all’aumento dei volumi.
Proprio in termini di quantità, il calo delle vendite è particolarmente evidente nei Paesi dell’Unione Europea (-3,5%), ma non va troppo meglio sul mercato interno: in Francia gli acquisti calano, infatti, del 2,4%, continuando un trend negativo in corso ormai da anni. Non basta il +0,3% registrato nei Paesi Terzi, dove le aspettative erano decisamente più alte, a migliorare il quadro.



WORKSHOP AGROALIMENTARE IN POLONIA
L’iniziativa si terrà a Varsavia, giovedì 9 marzo 2017, dalle ore 10:00 alle ore 17:00, presso l’Hotel Marriot e coinvolgerà 35 aziende provenienti dalle Regioni della Convergenza: Calabria (3), Campania (13), Puglia (10), Sicilia (9), specializzate in produzioni agroalimentari​ con alto contenuto qualitativo, che avranno l'occasione di incontrare, giornalisti, importatori, dettaglianti, gastronomi, ristoratori, giornalisti e opinion leaders provenienti sia dalla Polonia che dalla Lituania.
​La Polonia si sta facendo strada tra le economie avanzate dell’Europa Centrale e rappresenta per il mercato ​agroalimentare ​ un​'area  fertile ​da tenere in considerazione.
L’economia polacca si è infatti mossa lungo un sentiero anticiclico rispetto a quello dell’Unione Europea, regi​strando un incremento del 3,6% del PIL rispetto al 2014, confermandosi così uno dei Paesi UE con i più elevati tassi di crescita.
​Nei primi 10 mesi del 2016 l'Italia ha esportato prodotti agroalimentari per un valore di oltre 0,5 mil € registrando un aumento dell'11,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'Italia è l'8° fornitore tra i paesi dell'Unione Europea con una quota di mercato pari al 3,9% (genn-agosto 2016). Al primo posto troviamo la Germania (23,4 %), i Paesi Bassi (11,4%) e la Spagna (5,6%).
Il programma del workshop prevede un momento introduttivo di presentazione del mercato polacco e le sue caratteristiche a cura del Dr. Antonino Mafodda, responsabile dell’Ufficio ICE di Varsavia, e a seguire incontri b2b tra le aziende partecipanti e i buyer/importatori polacchi e lituani.
A supporto dell’iniziativa, ​saranno effettuate azioni di comunicazione sul principale quotidiano economico polacco, Puls Biznesu, e sui portali internet di giornali​ locali online. Inoltre, sarà realizzato un redazionale che verrà successivamente pubblicato su Gazzetta Italia - Polonia Oggi, rivista bilingue ​(​italiano- polacco) che si rivolge sia ad un pubblico polacco che italiano.
 
Per ulteriori informazioni, contattare:
agro.alimentari@ice.it

 
 
I vincitori del PREMIO GIULIO GAMBELLI: DIEGO BONATO E LUCA FACCENDA
Sono ben due quest'anno i vincitori del PREMIO GIULIO GAMBELLI, riconoscimento alla quinta edizione istituito da ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) ed IGP (blog network “I Giovani Promettenti”) che premia il giovane enologo under 35 il cui lavoro abbia saputo incarnare l'idea di vino portata avanti dal grande Maestro del Sangiovese: rispetto ed esaltazione delle tipicità di ogni singolo vitigno, delle caratteristiche del territorio e delle peculiarità dell'annata vendemmiale.
A spuntarla fra le numerose candidature (e autocandidature) arrivate da tutta la Penisola sono stati DIEGO BONATO e LUCA FACCENDA, operanti rispettivamente in Toscana e Piemonte, i cui vini degustati - rigorosamente alla cieca - da una giuria formata da 10 giornalisti ASET ed IGP hanno più di tutti rispecchiato le finalità del Gambelli. La parità assoluta nella valutazioni finali ha così consegnato all'edizione 2017 un sorprendente quanto meritatissimo ex aequo.
La premiazione si è svolta martedì 13 febbraio nell'ambito della Chianti Classico Collection, kermesse organizzata dal Consorzio Vino Chianti Classico alla Stazione Leopolda di Firenze. Ai vincitori oltre alla targa ricordo un assegno da 1500 euro, grazie al contributo del Consorzio Vino Chianti Classico e di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli è stato amico e consulente: Bibbiano, Collemassari-Poggio di sotto, Fattoria Rodano, Il Colle, Montevertine e Ormanni.
 
DIEGO BONATO - Az. Tolaini (http://www.tolaini.it), Castelnuovo Berardenga (SI)
Classe 1982, è cresciuto tra i vigneti di famiglia nei Colli Euganei, nel padovano (Az. Agr. Reassi). Dopo la Laurea in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Padova nel 2004, inizia un percorso professionale che lo porta a diverse esperienze tra Veneto, Nuova Zelanda, Toscana e Australia. Nel 2008 il ritorno in Toscana presso la famiglia Tolaini, a Castelnuovo Berardenga, dove inizia occupandosi dei vigneti, poi di vigneti e cantina e via fino ad arrivare alla direzione generale dell’azienda.
 
LUCA FACCENDA – Az. Agr. Valfaccenda (http://www.valfaccenda.it), Canale (CN)
Diplomato alla Scuola Enologica di Alba nel 2002 e laureato ad inizio 2006 a Torino, dopo le prime esperienze durante gli studi presso la Matteo Correggia di Canale e quelle successive alla laurea in Nuova Zelanda (Sacred Hill e Pegasus Bay) e a Barolo (Az. Agr. G.D. Vajra), a partire da novembre 2006 è nello studio Cordero Consulenze di Priocca (CN) a fianco dell'enologo Cordero Gianfranco e degli altri collaboratori. Contestualmente a questa attività di consulenza, svolta principalmente sul territorio piemontese ma anche in Calabria, Sicilia, Veneto, Liguria e Lombardia, a partire dal 2010 ha ripreso alcuni piccoli vigneti di proprietà e, insieme alla moglie Carolina, ha aperto a Canale l'Az. Agr. Valfaccenda.
Il regolamento del Premio Gambelli è visionabile sul sito http://www.asettoscana.it


 
 
OSSERVATORIO CONGIUNTURALE AEFI SUL SETTORE FIERISTICO:
chiusura 2016 positiva per le fiere italiane a conferma del trend di crescita.
 
La trentunesima rilevazione trimestrale sulle tendenze del settore fieristico condotta dall’Osservatorio congiunturale di AEFI per il periodo ottobre-dicembre 2016 indica un quadro complessivo positivo, confermando l’andamento del trimestre precedente e un miglioramento rispetto al corrispondente periodo del 2015.
L’evoluzione del comparto e l’avvio della ripresa delineata nei trimestri precedenti, è confermata dalle aspettative fiduciose degli associati per il 2017 che sembrano indicare che il periodo più difficile sia passato e lasciano spazio a una nuova situazione di crescita.
L’indagine qualitativa, che ha coinvolto 26 poli fieristici italiani associati AEFI, mostra - attraverso i saldi positivi e negativi definiti in base alle risposte degli associati che hanno partecipato all’analisi - un trend positivo per tutti gli indicatori considerati: numero di manifestazioni, espositori e visitatori complessivi, superficie occupata e fatturato totale. Diminuiscono in particolare le situazioni di stazionarietà a favore di un maggior ottimismo.
Riprende a crescere il numero di manifestazioni (il 42,30% dei quartieri coinvolti nell’indagine ha ospitato più rassegne e il 38,48% ha registrato stazionarietà evidenziando la tenuta del sistema). Il saldo pari al +23%, uguale a quello di fine 2015, è particolarmente significativo se confrontato con quello del trimestre precedente (+8%).
In decisa crescita il numero degli espositori: il 57,71% dei 26 associati che hanno partecipato all’indagine hanno infatti segnato un aumento, nonostante una componente importante di coloro che hanno registrato una contrazione (30,76%).
Il saldo del +27% - risultato della differenza tra coloro che prevedono un aumento e coloro che prevedono una diminuzione - conferma l’andamento positivo sul trimestre precedente, e migliora rispetto a fine 2015 (+23%).
Dall’analisi della provenienza degli espositori, emergono in ripresa gli italiani e gli europei, entrambi con un saldo del +27%, rispetto alla crescita meno dinamica degli stranieri extra UE che fanno registrare un saldo del +12% .
Come conseguenza dell’aumento del numero di manifestazioni e degli espositori, cresce anche la superficie occupata: il 61,55% dei partecipanti all’indagine registra un incremento. Il saldo, pari al +31%, migliora sia rispetto al trimestre precedente, quando si attestava a +23%, che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+19%).
Il maggiore contributo alla superficie complessiva occupata proviene dagli espositori italiani, con un saldo del +27%, seguiti dagli europei con un saldo del +23%. Le aree occupate dagli espositori stranieri registrano invece un saldo del +12%.
Particolarmente positivi i dati relativi ai flussi di visitatori: in aumento per il 61,56% degli intervistati, invariato per il 11,57% e diminuito per il 26,91%. Il saldo del +42%, al netto della componente stazionaria, è leggermente inferiore rispetto a fine settembre 2016, ma in miglioramento rispetto alla chiusura 2015 (+35%).
Lo spaccato dei visitatori evidenzia un incremento sostenuto degli europei, con un saldo del +38%, seguiti dagli italiani (saldo +31%) e dai visitatori provenienti dai Paesi extra UE che registrano un saldo pari al +23%.
Infine, a dimostrazione di un trend di ripresa del settore, l’andamento del fatturato segna, nel trimestre in esame, un saldo del +35%; un dato particolarmente positivo e in miglioramento sia rispetto al trimestre precedente (+27%) sia se confrontato con l’ultimo trimestre dello scorso anno (+31%).
Decisamente ottimistiche le previsioni per l’anno appena iniziato, soprattutto per quanto riguarda il numero di espositori, in aumento per il 57,72% dei quartieri che hanno partecipato all’indagine, sia per i visitatori che per la superficie occupata per cui si prevede un saldo del +35%. A dimostrazione della fiducia del settore, anche per quanto riguarda il numero di manifestazioni, le previsioni degli associati indicano un saldo del +23%, in miglioramento sia rispetto al trimestre precedente che rispetto all’ultimo trimestre 2016 (saldo +19% per entrambi i periodi).
AEFI Associazione Esposizioni e Fiere Italiane nasce nel 1983 con l’obiettivo di generare sinergie tra i più importanti quartieri fieristici italiani. In particolare AEFI si pone come interlocutore privilegiato per gli operatori e le istituzioni, e svolge un ruolo di sostegno per gli associati attraverso lo sviluppo di attività e programmi nell’ambito della formazione, del marketing, della promozione e della ricerca, oltre all’erogazione di servizi per le fiere attraverso l’attività delle proprie Commissioni: Tecnica di Quartiere, Giuridico-Amministrativa, Internazionalizzazione e Fiere in Rete.
Sul piano internazionale, AEFI rappresenta le fiere italiane in UFI-Unione delle Fiere Internazionali. Presieduta da Ettore Riello, AEFI conta 35 quartieri fieristici Associati, che organizzano oltre 1.000 manifestazioni all’anno su una superficie espositiva totale di 4,2 milioni di metri quadrati. Nei quartieri fieristici associati AEFI si svolgono il 95% delle manifestazioni fieristiche internazionali e l’85% del totale delle manifestazioni fieristiche che hanno luogo annualmente in Italia.
Per ulteriori informazioni: http://www.aefi.it
 
 
 
In Abruzzo a rischio migliaia di posti di lavoro tra agroalimentare e turismo
Pecorino di Farindola, caciocavallo abruzzese, mortadella di Campotosto, caciofiore aquilano, scamorza abruzzese, ventricina teramana, salame aquilano. Sono alcune delle specialità conservate da secoli, che nell’insieme rappresentano un patrimonio culturale del paese, oltre che una opportunità produttiva e occupazionale insostituibile per le località in Abruzzo colpite dal terremoto.
Un volano per l’economia del territorio anche dal punto di vista turistico se si considera che, nelle zone particolarmente interessate dagli eventi, ci sono circa 160 agriturismi, molti dei quali già fortemente colpiti dal sisma del 2009 e negli ultimi anni in ripresa, con perdite quantificabili anche in termini di mancate presenze in circa nove milioni.

Ma in difficoltà è l’intero settore turistico che rappresenta uno sbocco di mercato determinate per le specialità alimentare locali che arricchiscono e valorizzano l’offerta vacanziera dell’Abruzzo.
Per affrontare questa drammatica emergenza che per l’accavallarsi delle tragedie rischia di passare in secondo piano la Coldiretti sotto il coordinamento di una apposita task force ha avviato numerose iniziative, dalla campagna “dona un ballone di fieno” per garantire l’alimentazione degli animali a quella “adotta una mucca o una pecora” per dare ospitalità a pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle ma anche l’ospitalità nei mercati di Campagna Amica in altre Regioni per consentire ai produttori di vendere i propri prodotti dopo lo spopolamento forzato dei Paesi colpiti. Sono ormai 2000 i posti stalla per gli animali resi disponibili nelle diverse regioni per gli animali sfollati. Operazioni rese possibili dalla collaborazione della Coldiretti con l’Associazione Italiana Allevatori e i Consorzi Agrari che ha consentito anche la consegna di mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente, ma anche roulotte, camper e moduli abitativi.
8 febbraio 2017

Giacomo Tortorici nuovo direttore del Consorzio SBCR
Nominato in accordo con la Regione Lazio un esperto di cultura e turismo
Il nuovo direttore del Consorzio SBCR (per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani) è Giacomo Tortorici.
43 anni, laureato in lettere con un Master in Relazioni Pubbliche Europee, Tortorici, dopo aver già lavorato in alcuni uffici stampa ed al Consorzio in qualità di bibliotecario e catalogatore, ha vinto un concorso in Regione Lazio come esperto di comunicazione ed educazione ambientale ed è stato responsabile di servizio al Parco dei Simbruini ed al Parco dei Castelli Romani.
In questa ultima esperienza ha avuto modo di approfondire e maturare interessanti esperienze di comunicazione e promozione territoriale culminate con il successo del progetto europeo Life Go Park, uno tra i soli undici progetti approvati dalla CE nell'ambito del programma Life+ “Informazione e Comunicazione”.
“La nomina di Tortorici rafforza la vocazione turistica del Consorzio SBCR – afferma il Presidente Massimo Prinzi – ma al contempo ci consente di affrontare con piglio ed energia nuova le sfide della comunicazione (soprattutto digitale) e della diffusione della conoscenza che sono proprie delle Biblioteche, il tutto rimanendo nel solco tracciato sapientemente dai suoi predecessori Ester Dominici e ancora prima Diego Cesaroni che voglio ringraziare a nome mio, dei Sindaci e dei cittadini dei  Castelli Romani per aver saputo creare, costruire e consolidare un sistema bibliotecario e di supporto alle politiche culturali tale da essere considerato tra i migliori e all'avanguardia d'Italia”.
 
 

Arcole Doc: Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio
Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio Arcole Doc e subentra a Carlo Bressan, figura storica che da 17 anni ha rappresentato la denominazione berico-scaligera.

Faedo, classe 1970, è perito agrario e viticoltore, ed è consigliere della Cantina Cooperativa dei Colli Berici, azienda di riferimento per la denominazione dell'Arcole.
La scelta è stata deliberata nel corso dell'ultimo consiglio di amministrazione che ha anche eletto in qualità di vicepresidenti Francesco Sitta per il Gruppo Collis e Massimino Stizzoli per Cantina di Monteforte.
 
La denominazione dell'Arcole - 4600 ettari di vigneto distribuiti in 20 comuni tra le province di Verona e Vicenza - risulta essere una tra le più performanti del Veneto con una superficie agricola vitata che dai 2500 ettari del 2000 conta oggi quasi 4500 ettari di vigneto (fonte Avepa).
 
Stefano Faedo nel ringraziare il lavoro portato avanti da Bressan e dal suo Consiglio ha sottolineato come "la DOC Arcole ha fino ad oggi svolto un ruolo prezioso a servizio di un comprensorio che ha saputo cogliere tutte le opportunità, dalle riconversioni viticole allo sviluppo di una viticoltura moderna e meccanizzata. I valori fondiari grazie a questo prezioso lavoro sono cresciuti e l’area è diventata molto attrattiva per nuovi investimenti in viticoltura. La DOC, i viticoltori e le aziende interessate dovranno ora far tesoro dei risultati acquisiti per affrontare con determinazione e coraggio la nuova partita che si gioca sul fronte Pinot grigio e la nuova DOC Garda. In questo senso va la proposta di modifica del disciplinare che a tanti anni dal suo riconoscimento deve riportare al centro dei progetti vitivinicoli sia la valorizzazione dei vitigni che meglio performano nel mercato, sia sottolineare le specificità distintive di questo territorio".
 
"Quello dell’Arcole
- gli ha fatto eco l'uscente Carlo Bressan è un sistema che non solo tiene, ma si consolida nel tempo all'interno di un comprensorio produttivo che da oltre 15 anni ha fatto del vino il suo volano di sviluppo. Si tratta di un’area ad alta specializzazione viticola dove, grazie ad avanzati sistemi di meccanizzazione e ad una mirata tecnica di cantina, è oggi possibile produrre vini d’eccellenza che rispondono non solo al requisito della qualità, ma anche a quello delle continuità produttiva nell’ottica di soddisfare non solo le esigenze della distribuzione italiana ma anche quelle estere".
 


La nuova cena del ciclo “Radici” a Milano è dedicata alla stagionalità della terra
Mercoledì 15 febbraio 2017 la serata a mare culturale urbano in via G. Gabetti 15 a Milano è dedicata alla stagionalità della terra con un menù vegano: la nuova cena del ciclo “Radici”, a cura dello chef Massimo Cemolani prevede infatti una volta al mese una proposta di ricette della tradizione prive di proteine animali (costo 20 €, bevande escluse, acqua inclusa).

Il menù di mercoledì 15/02 prevede: zuppa i legumi e farro; polpette di coste al sugo con la gramolada; radicchio di Verona saltato in padella; insalata di cavolo cappuccio; zeppole di patate con crema all’arancio. Verdura e frutta sono fornite dall'Azienda Agricola Bio Pravecchi, realtà esterna alla filiera della grande distribuzione, scelta per l’approccio etico che la caratterizza nella coltivazione della terra e per il rispetto di chi lavora. Prossimo appuntamento: 15 marzo (le cene proseguiranno una volta al mese fino a luglio 2017).
Si raccomanda la prenotazione a http://info@maremilano.org o al tel. 331/8134754 dalle ore 10.00 alle 19.00.
 
Radici fa parte di un programma di attività di mare dedicate all'alimentazione consapevole e al benessere individuale e collettivo: Terrestri prevede, oltre alle cene vegane mensili, una serie di corsi e seminari tra gennaio e marzo 2017. In alcune occasioni al centro c’è la persona, in altre lo sguardo si allarga a ciò che la circonda, con una particolare attenzione alla scelta del cibo, alla sua preparazione, trasformazione e smaltimento. Prossimo laboratorio: workshop di dolci alle mandorle il prossimo 19 febbraio dalle ore 10.00 a cura di Fattoria della Mandorla, in collaborazione con TVB - Gelateria e Gastronomia Naturale, in cui preparare e degustare dolci preparati e cotti nel forno a legna di mare, utilizzando la famosa mandorla biologica di Toritto (BA). Chiusura iscrizioni 17 febbraio; scrivere a http://workshop@maremilano.org per avere maggiori informazioni su costi e iscrizioni.
 
La cena sarà preceduta alle ore 19.00 da un incontro dal titolo Il fantastico mondo di Fruitore Di Nonsense, organizzato da Librieletture, all’interno della serie di Aperitivi Letterari del mercoledì sera, in cui verrà presentato un reading performativo di e con Valerio Carbone con brani tratti dal romanzo “Il mercante d’acqua”, dall’antologia “Lode a Mishima e a Majakovskij” e altri inediti. Ingresso libero e gratuito.

"Lode a Mishima e a Majakovskij" utilizza gli spunti ricevuti dalle letture delle opere di questi due autori, così lontani e vicini al contempo, estremamente controversi e affascinanti a loro modo, per analizzare in maniera critica il rapporto tra individuo e società, la frizione del singolo nei confronti del conformismo e dell’emancipazione, la solitudine e la fierezza, la ferocia della vita e della morte. "Il mercante d'acqua", con le illustrazioni di Marianna Forte, è un romanzo ambientato in un futuro lontano dove le multinazionali hanno assunto il potere politico. Droghe sintetiche hanno il compito di tenere a bada una depressione latente e le emoticon sostituiscono gran parte del linguaggio. La deriva del pianeta è dovuta alla perdita del bene comune per eccellenza: l’acqua.

Fruitore Di Nonsense, protagonista di serate, racconti, stati mentali, è un personaggio inventato dallo scrittore Valerio Carbone. O viceversa. Valerio Carbone, laureato in Filosofia, collabora attualmente con l'Università degli Studi di Roma Tre e con la rivista di approfondimento filosofico Consecutiotemporum. Ha pubblicato nel 2010 il racconto La confusione chiara (2010) e nel 2012 ha prodotto in collaborazione con la SoundMakers di Roma e la SubTerra di Viterbo il disco di canzoni inedite Wittgenstein-Haus.
 
Info e calendario di Aperitivi Letterari, Terresti, Radici e di tutte le attività su http://maremilano.org/


 
Bologna “SUPER WINES”
Lunedì 27 Febbraio 2017

Hotel Relais Bellaria - Via Altura, 11 - BOLOGNA
Torna a Bologna a fine febbraio l’appuntamento top promosso da Go Wine e dedicato ai grandi vini italiani ed ai loro interpreti. Un’esclusiva serata per la città di Bologna in cui un parterre di aziende selezionate sulla base della qualità complessiva della produzione e dei riscontri avuti dalla critica enologica incontra il pubblico presente.
 
Hanno fin da ora aderito al banco d’assaggio le aziende:
Bosio - Corte Franca (Bs), Cantina Tramin – Termeno (Bz), Cantine Marisa Cuomo – Furore (Sa), Caprai Arnaldo– Montefalco (Pg), Giulio Cocchi Spumanti – Cocconato (At), Collefrisio - Frisa (Ch), Cva Canicattì – Canicattì (Me), Donati Marco - Mezzocorona (Tn), Gradis’ciutta - San Floriano (Go), La Biòca – Serralunga d’Alba (Cn), Morra Diego – Verduno (Cn), Niklas – Cladaro (Bz), Picchi – Casteggio (Pv), Pileum – Piglio (Fr), Rivetti Mario – Alba (Cn), San Michele Arcangelo – Vasto (Ch), Sordo Giovanni – Castiglione Falletto (Cn), Tenuta Forcirola – Bomporto (Mo), Travaglino – Calvignano (Pv), Vicari – Morro d’Alba (An), Vigneto delle Terre Rosse, Enrico Vallania – Zola Predosa (Bo), Zanotelli – Cembra (Tn).

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Con la partecipazione dello Chef Francesco Carboni del RISTORANTE ACQUA PAZZA
di Via Murri 168/d Bologna, socio Delegato di Go Wine a Bologna.
 
Programma, orari e costi:
Ore 16.30-18.00: Degustazione esclusivamente riservata ad operatori di settore e giornalisti;
Ore 18.00: Conferenza di presentazione della serata e assegnazione riconoscimenti
Dalle ore 18.30 alle ore 22.00: Degustazione aperta al pubblico di enoappassionati invitati per l’occasione

Il costo della degustazione è di € 18,00 (Riduzione: € 12,00 riservata a Soci Go Wine, € 15,00 Ais, Fisar, Onav, Aies, Accademia della Muffa Nobile che mostreranno all’accredito la tessera di iscrizione ad una delle associazioni).
 
 

Un mini corso per imparare l’arte del panino perfetto
Qucinando© – Via Roveredo, 2 E - Pordenone
Avete sempre sognato di stupire i vostri amici offrendo spuntini a prova di goloso realizzati ad arte?
Ora è possibile cimentarsi in questa tecnica imparando a rendere irresistibili ed unici panini, club sandwich, spuntini e tutte le proposte veloci con un mini corso dedicato, proposto da Qucinando© di Pordenone. 

L’innovativa scuola di cucina, è nata per formare appassionati e professionisti, ed è punto di riferimento per la cultura culinaria. L’ampia proposta di corsi, laboratori del gusto, showcooking che si svolgono in un clima di convivialità, spontanea ospitalità e soprattutto senza competizione, insegna a cucinare ai fornelli cibi sani, gustosi e nutrienti dimenticando cibi confezionati o a cottura veloce, risparmiando tempo ed evitando inutili sprechi.  
 
Martedì 21 Febbraio dalle 20 alle 22, Tonino ed Eleonora, titolari del ristorantino-bistrot Revolution di Conegliano, vi aspettano per un vero e proprio viaggio nel gusto più sfizioso. Guideranno infatti i partecipanti che, lavorando su postazione singola o doppia impareranno come selezionare con cura le materie prime, quali tecniche di cottura adottare, fino all'assemblaggio del panino.
Saranno tanti i preziosi suggerimenti che i corsisti riceveranno per  l'ottima riuscita di una serata "stuzzicante" tra amici o in famiglia, da assaporare un boccone dopo l'altro. 

Per info e prenotazioni (entro il 15 febbraio):  mobile +39 348 8210220 o inviando una mail a: http://info@qucinando.com  oppure direttamente sul sito  http://www.qucinando.com
 
 

Edizione da record per CiBo’. So Good il Festival dei Sapori dell’Emilia Romagna
Bologna, 7 febbraio 2017 – Si è chiuso con un bilancio molto positivo CiBò. So Good! Il Festival dei Sapori dell’Emilia Romagna che ha messo al centro dell’attenzione le eccellenze agroalimentari di una terra dove il cibo è da sempre cultura, tradizione e socialità.

Ideato e realizzato da Gruppo Atomix e ospitato dal 3 al 5 febbraio nella coinvolgente cornice storica di Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna, la manifestazione è stata l’esaltazione del gusto e della cucina più attraente.
Richiamati da un “menu” particolarmente ricco e stuzzicante, oltre 45.000 visitatori hanno affollato questa splendida location alla scoperta dei prodotti enogastronomici più tipici del territorio emiliano romagnolo.

Molto alta anche la partecipazione – con 1.000 iscritti – ai 25 Laboratori del Gusto, tra corsi di cucina (realizzati dalla Scuola di cucina CIBO – Culinary Institute of Bologna) e degustazioni (curate dalle aziende e dai Consorzi del territorio).

Ma è stato un trionfo anche per i 10 grandi eventi di intrattenimento e cultura che hanno visto la partecipazione di numerosi protagonisti. Un folto e attento pubblico ha seguito “Lo Chef si Racconta”, l’evento promosso da Ascom e brillantemente animato dal comico/presentatore Maurizio Ferrini, con protagonisti famosi chef provenienti da tutta la regione. Letteralmente prese d’assalto, inoltre, le Isole del Gusto per la qualità e l’originalità dei prodotti esposti e per la possibilità di assaggiare piatti e ricette originali, gustose e appetitose.

Sono state ben 25 le ricette di pasta ripiena (grande regina della manifestazione, insieme alla sfoglia tradizionale, oggetto anche di un record da Guinness), fra tradizionali e creative, a caratterizzare la manifestazione.
Una manifestazione che ha visto anche la presenza qualificata di 6 importanti Istituti Alberghieri dell’Emilia Romagna che si sono sfidati nel contest “Pasta ripiena mon amour”, mettendo il luce l’indubbio talento di giovani chef del futuro appassionati e creativi.
A conferma del successo di CiBo’. So Good edizione 2017 anche l’enorme interesse ottenuto nel web e soprattutto la grande adesione di 350 food blogger che da tutta Italia hanno partecipato al Concorso un “Un mondo di pasta ripiena”.

Per tutti gli amanti della cucina, dell’enogastronomia di qualità e della tradizione del territorio, è quindi già tempo di pensare alla terza edizione di CiBo’. So Good, un appuntamento irrinunciabile con il buon gusto.
28 gennaio 2017

L’Accademia del Barolo incontra le Famiglie dell’Amarone
Poderi Luigi Einaudi tra i protagonisti  delle storiche realtà del vino italiano
 
Martedì 7 febbraio 2017 Poderi Luigi Einaudi sarà con i produttori dell'Accademia del Barolo, di cui fa parte, ospite delle Famiglie dell’Amarone per una serata dedicata a due grandi vini della tradizione enologica italiana: il Barolo e l’Amarone.
Un primo incontro importante per le due denominazioni che si inserisce nel quadro delle iniziative organizzate dall’Accademia del Barolo con l’obiettivo di divulgare la conoscenza e la cultura legata a questa denominazione, del suo territorio d’origine, in Italia e nel mondo.
 
La Bottega del Vino di Verona farà da cornice all’evento che inizierà alle ore 18.30 con un momento di confronto sulle due denominazioni guidato da Gianni Fabrizio - curatore della guida Vini d’Italia 2017 di Gambero Rosso - e Nicola Frasson - giornalista di Gambero Rosso dal Veneto - a cui parteciperanno le aziende vinicole delle due storiche Associazioni e i professionisti di settore.
 
Seguirà la cena con degustazione dell’annata 2011. Per l’occasione Poderi Luigi Einaudi presenterà il suo Barolo Cannubi 2011, un vino che esprime al meglio l’eleganza propria del terroir, con il suo colore rosso granato brillante e il carattere esuberante, con i profumi di frutto e spezie, la grande struttura, il sapore pieno e vellutato. Queste caratteristiche hanno affascinato anche la critica che ha espresso pareri positivi: 96 punti assegnati da James Suckling, 3 Bicchieri di Gambero Rosso, 5 Grappoli di Bibenda, 93 punti con Wine Spectator e 94 con la guida I Vini di Veronelli.
 
Con i suoi 54 ettari, Poderi Luigi Einaudi vanta una gamma differenziata di vini, le cui uve provengono da vigneti di proprietà nei Cru storici della zona. Nel luglio del 2016 l’azienda ha annunciato l’acquisto di 9 ettari, di cui 4 coltivati a Barolo nella sottozona Dardi di Bussia, tra le più prestigiose delle Langhe, arricchendo in questo modo la sua produzione vinicola.
Per maggiori informazioni http://www.poderieinaudi.com

 

TREVISO SLOW WINE 2017: al Best Western Premier BHR Treviso Hotel
Domenica 12 febbraio 2017 dalle ore 10.30 alle ore 19.00 le sale del Centro Congressi del Best Western Premier BHR Treviso Hotel saranno pronte ad accogliere la quarta edizione del prestigioso appuntamento enogastronomico, che ha registrato nella scorsa edizione la presenza di oltre 70 espositori e più di 1200 visitatori.
 
Quest’anno verranno accolte altrettante rinomate case vinicole del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige presenti nella Guida Slow Wine 2017 di Slow Food Editore e come nelle precedenti edizioni, verrà dedicato spazio alle eccellenze gastronomiche degli “Artigiani del Cibo” selezionati da Slow Food Treviso, i cui prodotti potranno essere degustati e acquistati dal pubblico.
Ospiti speciali di questa edizione, cantine e artigiani delle Marche, in segno di solidarietà verso una delle regioni più fortemente colpite dal sisma dello scorso Agosto.
 
Treviso Slow Wine si rivolge a ristoratori, gastronomie e a tutto il vasto pubblico degli appassionati del vino, che avranno la possibilità di conoscere alcune fra le migliori etichette delle aree interessate.
Ai visitatori verrà richiesto un contributo d’ingresso di soli 10 euro, comprensivo di degustazione dei vini e dei prodotti agroalimentari in esposizione e in vendita presso gli stand degli artigiani del cibo. In omaggio, inoltre, il bicchiere e il portabicchiere con il logo di Slow Food.
Anche quest'anno il ricavato della manifestazione finanzierà le attività educative di Slow Food e della Fondazione per la Biodiversità, in particolare i progetti “10.000 Orti in Africa” (la condotta Slow Food di Treviso ha totalmente sostenuto la realizzazione di orti scolastici e familiari in Burkina Faso, Madagascar, Congo, Kenia e Tanzania), “Orti in Condotta” (che coinvolge circa 15 Istituti Comprensivi della Provincia di Treviso) e “Pensa che Mensa”, rivolto a genitori, insegnanti e allievi degli Istituti Comprensivi 1 e 2 di Mogliano Veneto, come meglio precisato nella locandina allegata.
 
L’area ristoro/degustazione, a cura di BHR Treviso hotel, proporrà piatti tipici della cucina veneta preparati dallo staff del Ristorante DiVino Osteria Trevigiana, partner dell’iniziativa con la direzione dell’Hotel. Sarà così possibile completare la visita con un genuino pranzo domenicale che coniuga la cultura del vino e la tradizione alimentare all’insegna dei princìpi dettati da Slow Food.
 


Grande evento a Roma con il Salone del Prodotto Tipico
Salone delle Fontane sabato 25 domenica 26 Febbraio 2017

Una due giorni imperdibile tra degustazioni e show cooking per raccontare un fenomeno da 40 miliardi di euro l'anno con 500mila posti a tavola per accogliere l'esercito dei turisti enogastronomici
Cresce l’attesa per la prima edizione del Salone del Prodotto Tipico, salone dedicato ai vini ed ai sapori dei territori d’Italia, arricchito dalle proposte di ospitalità e i percorsi dell’agriturismo.
La manifestazione, ideata e curata dalla Piemmeti, società di Veronafiere, propone quindi il perfetto connubio tra il mondo dell’accoglienza rurale e quello dei prodotti tipici, i due protagonisti del turismo enogastronomico, un fenomeno capace di sviluppare un business che sfiora i 40 miliardi di euro l’anno.
I bellissimi spazi del Salone delle Fontane, nel quartiere dell’EUR, ospiteranno quindi, nel weekend di sabato 25 e domenica 26 febbraio, sia alcune delle più interessanti realtà agrituristiche del Belpaese che una selezione di artigiani del gusto che offriranno ai visitatori l’opportunità di assaggiare e acquistare prodotti che alla bontà uniscono anche il fascino di una storia e di una tradizione con pochi eguali nel mondo.

“L’Italia può vantare un’indiscutibile leadership nel campo della produzione agroalimentare – spiega Ado Rebuli, Presidente di Piemmeti – ma, soprattutto, è il Paese che più di ogni altro ha creato un forte processo di identificazione tra i territori e le loro eccellenze gastronomiche. La nostra manifestazione si basa appunto su questo imprescindibile legame tra le bellezze delle nostre terre e la bontà dei prodotti che esse esprimono. In sintesi possiamo dire che il cosiddetto turismo rurale e i prodotti tipici sono le sentinelle della tradizione gastronomica italiana”.

E i più recenti dati ISTAT confermano questo trend. Delle circa 22mila aziende agrituristiche presenti nel nostro Paese, oltre il 60% propone ristorazione o degustazione, per un totale di circa 500mila posti a sedere.
Sono mediamente 40 i coperti proposti dalle singole aziende, con la Sardegna a condurre questa speciale classifica, con oltre 70 posti, e la provincia di Bolzano a chiuderla, con 11,5. La Toscana è la regione più rappresentata, con circa 1300 aziende autorizzate alla somministrazione di alimenti ma il fenomeno è in costante crescita su tutto il territorio nazionale, con punte altissime soprattutto nel centro della penisola.

“Il turismo enogastronomico ha smesso da tempo di essere un fenomeno di nicchia – conferma Raul Barbieri, Direttore di Piemmeti – ed è diventato un asset fondamentale per la nostra economia. Tanto il fruitore italiano quanto quello internazionale è sempre più attento alla qualità di quanto trova sulla tavola e nei calici dei luoghi che sceglie per le proprie vacanze. Anzi, spesso sono proprio i prodotti a determinare la scelta di un luogo piuttosto che un altro e non sono pochi i territori che devono la loro fortuna alle proprie eccellenze. La nostra manifestazione vuole dare agli ospiti l’occasione di ritrovare, in scala, una mappa ragionata del giacimento enogastronomico italiano, senza dimenticare la capacità di accoglienza che ormai caratterizza gran parte delle nostre regioni e province”.

Ma per il pubblico di Roma non ci saranno solo prodotti da degustare e acquistare. Troveranno anche chi i prodotti li presenta e li elabora: il Salone del Prodotto Tipico vede infatti, per questa sua prima edizione, la straordinaria partecipazione di Giorgione, il mitico chef del Gambero Rosso, e poi Arcangelo Dandini, l’oste per antonomasia, patron de l’Arcangelo, e Stefano Callegari, il re dei trapizzini. Dunque grande attesa per gli show cooking evento di questi fantastici protagonisti della ristorazione.

Il calendario è ancora in costruzione ma per rimanere sempre aggiornati basta visitare il sito
Per informazioni: http://salonedelprodottotipico@piemmetispa.com
 
 

Bianchi e Pecoraro Scanio: firmata petizione #Pizzaunesco, l’enogastronomia è importante per il rilancio turismo e Sud
“Ho firmato e ho deciso di sostenere la petizione #pizzaUnesco promossa da Pecoraro Scanio. La pizza e la sua arte, oltre a essere una espressione identificativa del made in Italy nel mondo e un patrimonio immateriale importantissimo, sono un’espressione dell’agroalimentare che è un traino importante e strategico per il turismo in Italia e per il Sud”. Così Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo che ha ricevuto oggi presso la sede del MiBACT, Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione ed ex ministro. “Il grande appeal del cibo italiano nel turismo – aggiunge – è confermato da un recente studio della Coldiretti: due stranieri su tre scelgono l’Italia proprio per i prodotti enogastronomici, che sono in cima alla classifica delle preferenze di acquisto durante le vacanze. Legare l’enogastronomia italiana al turismo e alle bellezze paesaggistiche e artistiche dell’Italia vuol dire trasformare il viaggio in Italia in una esperienza e irripetibile unica nel suo genere. In particolare questo e’ un volano per il rilancio del Mezzogiorno puntando sulle sue potenzialità”. “Ringrazio la sottosegretaria al Turismo – afferma Pecoraro Scanio – perchè la sua adesione riconosce a questa campagna il contributo importante a radicare nella città di Napoli, quindi nel sud e in Italia, la tradizione artigianale da cui e’ nato il piatto più diffuso del pianeta. Sono certo che l’aiuto del Mibact sarà importante per ottenere a Dicembre il voto favorevole del comitato mondiale Unesco”.
 
 

Anteprima Sagrantino: novità assoluta l’appuntamento “Sagrantino & Food - A pranzo con il produttore”
A 100 giorni dalla partenza del Giro d'Italia 2017 che vedrà Montefalco protagonista della “Crono Sagrantino”, il Consorzio Tutela Vini Montefalco si unisce al countdown presentando la nuova formula di Anteprima Sagrantino.
 
Per questa terza edizione, celebrativa dei 25 anni della DOCG Montefalco Sagrantino, saranno 31 le aziende vinicole partecipanti, circa 200 etichette in degustazione per le due giornate – 20 e 21 febbraio 2017 – dedicate alle denominazioni montefalchesi con numerosi appuntamenti per stampa specializzata e operatori del settore: approfondimenti tematici, concorsi, eventi in cantina e speciali vis-à-vis con i produttori.
La manifestazione si aprirà, il 20 febbraio, con le presentazione della vendemmia 2016, dell’annata 2013 e della nuova mappa del Montefalco Sagrantino DOCG.
Al centro del programma, come sempre, i momenti di wine tasting. Nella Sala Consiliare del Comune di Montefalco, la stampa potrà misurarsi sia con l’annata 2013 del Montefalco Sagrantino DOCG, secco e passito, nelle due formule alla cieca e bottiglie scoperte, sia con l’annata 2007 per la speciale degustazione Sagrantino Vintage a bottiglie scoperte.
 
Il Chiostro Sant’Agostino, invece, diventerà un Banco d’assaggio permanente, con servizio sommelier, suddiviso in aree tematiche all’interno delle quali saranno a disposizione Montefalco Sagrantino DOCG 2013 secco e passito, Montefalco Rosso DOC 2015 e Montefalco Rosso DOC Riserva 2014, Montefalco Bianco DOC e altri bianchi delle cantine aderenti e i vini Montefalco DOC e Montefalco Sagrantino DOCG delle annate in commercio.
 
Novità assoluta l’appuntamento “Sagrantino & Food - A pranzo con il produttore”: i produttori della DOCG Montefalco Sagrantino avranno il piacere di incontrare vis-à-vis giornalisti e operatori per degustare i vini della denominazione in abbinamento ai piatti della tradizione umbra.
 
 

CIBO DI STRADA
Le tendenze: tradizioni regionali, ingredienti tipici, bio e veg

Alla fiera internazionale Sigep 2017 riflettori puntati su un settore che lo scorso anno ha visto aumentare del 13% il numero di imprese. Sara Pratesi, anima di StreetFoody: «Un investimento contenuto può aprire grandi opportunità se si punta su idee di qualità e su un’attenta progettazione».

Ormai è confermato: il cibo di strada non è più solo una tendenza emergente, ma una solida realtà economica, alla quale sempre più imprenditori guardano con interesse. Consumano street food 3 italiani su 4, Gambero Rosso ha pubblicato una guida dedicata e ci sono ormai nel nostro Paese decine di festival a tema. E ora la moda si è trasformata in occasione di sviluppo: solo lo scorso anno sono cresciute del 13% le imprese italiane della ristorazione on the road. Hanno superato quota 2.200 e si concentrano in Lombardia, Puglia e Lazio (elaborazione Coldiretti su dati Unioncamere, giugno 2016).

Lo street food ha trionfato anche a Sigep, 38° salone internazionale della gelateria, pasticceria, panificazione e caffè: una delle più importanti manifestazioni del settore, che si chiude oggi, 25 gennaio, a Rimini.
A Sigep era presente anche Sara Pratesi, anima di StreetFoody, un progetto innovativo dedicato ai food trucker italiani, ed esperta di un settore che comincia a vedere proposte sempre più diversificate e strutturate in cui per emergere non si può lasciare nulla al caso. "l cibo di strada è un business che attira tanti imprenditori perché con un investimento contenuto si aprono grandi opportunità –conferma Pratesi–. Per iniziare può bastare anche un piccolo Ape Car e l’attività comporta costi molto ridotti rispetto ai ristoranti tradizionali. Ma non ci si può improvvisare: la concorrenza è spietata e il pubblico è esigente. Per distinguersi e ingranare vanno curati progettazione e allestimento, con un business plan di ferro e un ottimo marketing, soprattutto in fase di avvio della start-up".

Le brutte sorprese si evitano solo affidandosi a partner esperti. A Sigep i food truckers italiani hanno potuto conoscere StreetFoody, il progetto che trasforma la loro idea in realtà con un team di 30 professionisti pronti ad affiancare gli imprenditori in tutte le fasi, dalla realizzazione fino alla messa in strada del veicolo.
Per prima cosa, si deve individuare un'idea forte di base. E qui StreetFoody ha l'occhio lungo sui trend di maggiore successo: "Le tradizioni regionali italiane sono e saranno sempre apprezzate dal pubblico –spiega Sara Pratesi–. Puntare su ingredienti e piatti tipici, espressione autentica di un territorio, è sempre un'ottima mossa di partenza. La proposta può essere anche semplice, ma la parola d'ordine dev'essere qualità: se non si valorizzano le eccellenze del Made in Italy, i clienti non perdonano". Spopolano quindi le mille declinazioni del cibo di strada all'italiana, in particolare per quanto riguarda i fritti, le focacce, i panini imbottiti, "Che si prestano a tantissime versioni, dai classici a base di salumi, fino all'hamburger, che gli italiani apprezzano sia nella sua veste più tipicamente americana, sia rivisitato con ingredienti e abbinamenti “tricolori”. Alla base del successo c'è sempre la selezione delle carni migliori". E chi vuole puntare, invece, sulla creatività? "L'innovazione può sposarsi molto bene con la tradizioneprosegue Sara Pratesi–. Ci sono alcuni filoni che si prestano bene a portare novità anche nelle ricette tipiche. A Sigep abbiamo visto rivisitazioni molto interessanti in chiave vegetariana, vegana e anche gluten free, per posizionarsi su nicchie di mercato sempre più importanti. E poi la selezione accurata di ingredienti bio fa la differenza".
Le possibilità, insomma, sono tantissime per gli aspiranti food trucker italiani. Ma il percorso per arrivare a proporle nelle strade e nelle piazze è lungo. Bisogna scegliere il tipo di operatività più adatto (itinerante, giardini, piazze) e individuare le opportunità più interessanti, dalle fiere, alle manifestazioni di piazza, agli eventi privati come cerimonie o feste. Poi si passa all’allestimento vero e proprio del mezzo, che sarà il protagonista del nuovo business. In tutto questo StreetFoody è al fianco dei food trucker. Si studia insieme il progetto e poi, nelle officine di Terranuova Bracciolini (AR), all’interno di uno stabilimento di 12mila metri quadri, viene realizzato il mezzo personalizzato, curando meccanica, allestimento, attrezzatura e grafica. Si può scegliere fra tre taglie: S, con l'Ape Piaggio, M, con il Porter Piaggio, oppure L, con il food truck Fiat Ducato.
Fondamentale, una volta che il proprio veicolo è su strada, tenersi aggiornati sull’evoluzione del settore: Streetfoody.it è il sito di riferimento di questo mondo, costantemente aggiornato sulla normativa, sui trend emergenti, sulle nuove tecnologie e soluzioni meccaniche, su fiere e festival e su tutte le opportunità offerte dal mondo del cibo di strada.
A Sigep StreetFoody ha presentato il mezzo più piccolo e compatto, l’Ape modello Oyster, che ha sfornato le prelibate focacce calde del Toscanificio Panbriaco, mentre il Porter Flò è stato allestito in chiave super moderna con l’innovativo banco con carapine (cioè i contenitori per il gelato) a vista. Un terzo veicolo, un Ape trasformato in gelateria itinerante, è stato protagonista dello stand di Bravo Spa, storica azienda di macchine per gelato, pasticceria, cioccolato e ristorazione che ha festeggiato i suoi 50 anni di attività con celebrità della ristorazione come Ernst Knam, Chiara Maci, Alessandro Borghese, Simone Rugiati e Iginio Massari.
 
StreetFoody è il progetto dedicato ai food trucker italiani. Un team di specialisti che sviluppa insieme a loro l’intero progetto imprenditoriale, aiutandoli in ogni fase della realizzazione fino alla messa in strada del loro veicolo. L’azienda ha sede a Terranuova Bracciolini, provincia di Arezzo. Streetfoody.it è il sito di riferimento del settore, sempre aggiornato sulla normativa, sui trend emergenti, sulle nuove tecnologie e soluzioni meccaniche, su fiere e festival e su tutte le opportunità offerte dal mondo del cibo di strada.
 
 

Alla Bit di Milano si entra gratis con il biglietto di Miart

Quest’anno per la prima volta, in concomitanza con Miart, la fiera dedicata all'arte moderna e contemporanea, si terrà anche la Bit, la Borsa internazionale del turismo, che aprirà le porte ai visitatori il 2 aprile nei padiglioni della fiera di Milano - Rho.
La Bit, infatti, si terrà dalla domenica al martedì, con una nuova formula: il primo giorno aperto anche al pubblico, e lunedì e martedì riservati agli operatori professionali. Grazie a questa concomitanza, con il biglietto di ingresso a Miart, che si terrà dal 31 marzo al 2 aprile a Fieramilanocity, si potrà visitare gratuitamente anche la Bit.
"Il turismo dell'arte e della cultura conferma la sua importanza anche in una città come Milano - ha commentato il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Gorno Tempini -. Per ogni euro di valore prodotto da Fiera Milano, quattro sono quelli di indotto in generale per la ricezione e il turismo".
E infatti, In occasione di Miart, tutta la città sarà coinvolta nella promozione e nella diffusione dell'arte con una serie di eventi, aperture speciali e inaugurazioni. E' la Art Week milanese promossa da Comune di Milano e miart, che prenderà il via dal 27 marzo. Ogni giorno si terranno aperture straordinarie e visite speciali: dall'inaugurazione della personale di Santiago Serra al Pac, agli opening delle mostre della Fondazione Arnaldo Pomodoro, all'Albergo diurno di porta Venezia, a cura del Fai, per citare solo alcuni degli eventi. "Abbiamo deciso di costruire - ha spiegato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno - un cartellone che, lungo l'arco di una intera settimana, renda la città di Milano una meta ancora più desiderabile per i visitatori di Miart e, dall'altra parte, sviluppi sempre più l'attenzione della città sull'arte moderna e contemporanea". Il New York Times "scrisse l'anno scorso che Milano era finalmente tornata ad essere una città sulla mappa dell'arte contemporanea, ora vogliamo rimanerci", ha concluso Del Corno.
20 gennaio 2017

CREA: la ricerca riscopre il peperoncino italiano
Ecco la filiera italiana di qualità
C’è più gusto con il peperoncino italiano e fa anche bene alla salute e alla linea (senza eccedere, naturalmente). Infatti, è ricco in provitamina A e vitamina C ed ha proprietà antisettiche, digestive e vasodilatatorie. Inoltre, secondo studi recenti, contribuisce a ridurre il senso di fame.
Dal CREA, il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, è ormai in dirittura d’arrivo PEPIC “Filiera del peperoncino piccante: interventi di ricerca per la scelta varietale e per l’innovazione dei processi colturali”, il progetto attivato su richiesta del Tavolo di filiera del Peperoncino e finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, attraverso l’ISMEA, proprio per promuovere una filiera del prodotto di qualità superiore, innovativa, integrata e competitiva.
 
I ricercatori hanno caratterizzato con un approccio innovativo genotipi locali a livello morfo-fisiologico, agronomico, biochimico e molecolare. Una prima analisi della diversità genetica ha permesso di distinguere le accessioni in base alla specie per poi focalizzarsi su quelle di Capsicum annuum alle quali appartengono le varietà italiane di peperoncino. Nel panel di varietà testate sono stati inclusi peperoncini provenienti da diversi areali e come confronto sono stati selezionati peperoni dolci ed ornamentali. Le analisi hanno mostrato come i peperoncini tendono a distinguersi in base sia alle altre tipologie sul mercato (dolci e ornamentali) sia alla provenienza geografica. In particolare, il peperoncino italiano si è differenziato dal punto di vista genetico da quello proveniente dalle Americhe e dall’Asia.
Inoltre, sono stati ottenuti nuovi genotipi migliorati a basso input energetico, adatti alle condizioni colturali italiane e alla raccolta meccanica. Il CREA-Ingegneria ha studiato una raccolta più efficiente grazie a macchine agevolatrici e varietà caratterizzate da frutti concentrati sulla parte superiore ed esterna della pianta e più facilmente distaccabili, oltre che da una maggiore contemporaneità di maturazione. In particolare, dieci nuove combinazioni di incrocio prodotte presso il CREA-Orticoltura sono state richieste da alcune Ditte sementiere per ulteriori prove. Con questi dati si potranno individuare sia i genotipi per un uso diretto nelle diverse aree di coltivazione del peperoncino, sia quelli da impiegare in incroci per iniziare programmi mirati di miglioramento genetico o produrre ibridi F1.
 
Per valorizzare maggiormente le produzioni nazionali sono stati evidenziati caratteri qualitativi nutraceutici. Il CREA Trasformazioni Agroalimentari ha studiato su 14 genotipi coltivati in tre siti (Montanaso Lombardo, Monsampolo del Tronto e Battipaglia) l’effetto del genotipo, dell’ambiente e del trattamento per la conservazione sul contenuto di composti importanti dal punto di vista nutrizionale e sensoriale, come capsaicinoidi, acido ascorbico, carotenoidi, tocoferoli, capacità antiossidante, sostanze volatili (pirazine, esteri, terpenoidi). I diversi genotipi non hanno generalmente risposto in maniera uniforme nei diversi ambienti, evidenziando, per questi caratteri, una significativa interazione con l’ambiente di coltivazione. Comunque, il genotipo Sigaretta calabrese ha sempre evidenziato i valori massimi di capsaicinoidi, responsabili sia della piccantezza (52000-85000 gradi Scoville nel prodotto fresco liofilizzato e 38000-86000 in quello essiccato) sia di molte delle proprietà benefiche del peperoncino. Sempre in un’ottica di valorizzazione delle tipicità, il CREA Agricoltura e Ambiente è riuscito con metodi innovativi a discriminare le aree produttive della cultivar Sigaretta Calabrese.
Sul fronte colturale, sono stati sviluppati metodi ecocompatibili per la lotta alle malattie fungine e batteriche nonché per la corretta gestione fitosanitaria della colture. Infine, sono stati ricavati dal peperoncino estratti naturali a base di capsaicinoidi da utilizzare per un controllo ecosostenibile delle malattie delle piante, in modo tale da poter sostituire o ridurre l’uso di prodotti antiparassitari di sintesi. Presso il CREA Difesa e Certificazione sono state effettuate prove in vitro per il controllo del Fusarium oxysporum f.sp. melonis (FOM), agente causale del “Fusarium wilt” del melone e di tutte le altre cucurbitacee, e della Phytophthora capsici, agente della “cancrena pedale” e altre malattie in peperone e altre specie.
 


ALBA VITÆ 2016: successo senza precedenti per l’iniziativa firmata AIS Veneto  
Alba Vitae tocca quota 440! Tante sono infatti le magnum di Capo di Stato 2009 di Loredan Gasparini poste in vendita a novembre e terminate in pochissimi giorni.
Un successo senza precedenticommenta Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto – un risultato che non ci aspettavamo ma che ci riempie d’orgoglio”. Non era infatti mai successo che Alba Vitae fosse completamente esaurita con una decina di giorni d’anticipo rispetto alle festività natalizie. “Sapevamo che la collaborazione con la cantina Loredan Gasparini avrebbe riscosso consensi – prosegue il presidente AIS Veneto -  e per questo abbiamo provveduto a realizzare circa 50 magnum in più rispetto alle scorse edizioni. Fin dai primi giorni le ordinazioni sono però arrivate con un ritmo incredibile, tanto da convincerci a produrre altre 50 magnum, arrivando così a quota 400. Negli ultimi giorni, infine, Lorenzo Palla ha deciso di mettere a disposizione ben 40 magnum Capo di Stato 2009 della sua riserva personale, che sono però terminate in sole 48 ore”.

Ora non resta dunque che aspettare l’atto conclusivo dell’edizione Alba Vitae 2016, che si terrà durante la cena di venerdì 31 marzo presso il ristorante De Gusto, in via Sagrogna 35 a Levego (BL). In questa occasione il ricavato delle vendite di Alba Vitae verrà infatti donato a FormArte Centro Studi e Ricerche, associazione culturale di promozione sociale, senza fini di lucro, per lo sviluppo del progetto Supporto Scolastico Armonico, dedicato agli studenti che presentano problemi e disagi.

Un progetto che parla di condivisione ed impegno sociale – conclude Aldegheri – per il quale dobbiamo ringraziare l’associazione FormArte, la cantina Loredan Gasparini, la delegazione AIS Belluno e, soprattutto, i 440 generosi acquirenti che hanno scelto Alba Vitae come simbolo di un Natale altruista e solidale”.
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Alba Vitæ: ogni anno, AIS Veneto seleziona una eccellenza enologica della regione che viene imbottigliata in un esclusivo formato magnum, il cui intero ricavato viene devoluto in opere solidali a sostegno della vita.
Un vino importante, Alba Vitae, che, posto in vendita in occasione delle festività natalizie, diventa un regalo dal doppio valore: un prodotto di qualità dedicato agli appassionati ed un simbolo tangibile di impegno sociale.

Centro Studi e Ricerche FormArte®: è un’associazione nata a Belluno nel 2003, che utilizza le arti figurative come strumento di recupero sociale e culturale. Più recentemente si è specializzata nella costituzione di qualificati gruppi scientifici di ricerca e progettazione intorno a progetti nel campo della formazione, della rieducazione e della ricerca. Il Centro Studi e Ricerche FormArte® si pone infatti l’obiettivo di sperimentare percorsi innovativi nella formazione, nella ricerca e nella rieducazione nei settori artistici-espressivi e rieducativi, per rispondere alle richieste di modernizzazione e di innovazione provenienti dalla società. Questa missione è perseguita valorizzando le istanze di autonomia e di flessibilità che caratterizzano FormArte e che le derivano dall’essere una struttura autonoma.
 
Loredan Gasparini - Capo di Stato 2009: La Riserva “Capo di Stato” nasce dalla selezione delle migliori uve dell’azienda ed in particolare dallo storico vigneto del 1946 delle “100 piante” con uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc ed Malbec, dove il microclima del Montello (nell’Alta Marca Trevigiana) conferisce una spiccata personalità. È un vino profondo e caldo nel colore, dal profumo intenso ed affascinante, ricco di frutti di bosco e spezie leggere. Di corpo e stoffa, dai tannini dolci ma importanti, al palato si presenta suadente ed infinito.

La sua fama deriva da una famosa gaffe, avvenuta a Venezia nel 1967, quando De Gaulle e signora si trovano in visita per la Biennale. All’Hotel Gritti viene servito un Venegazzù Rosso. Il Presidente francese assaggia ed elogia pubblicamente quello “straordinario Bordeaux”. Gli viene fatto notare che il vino da lui degustato è un uvaggio a taglio bordolese di un’azienda veneta, appunto la Loredan Gasparini.
È la consacrazione internazionale di un vino nato nel cuore dell’Alta Marca Trevigiana, che da quel momento prende il nome di Capo di Stato.

Leggenda nella leggenda, nascono due etichette per un solo vino, che esprimono la duplice anima maschile e femminile dell’“uva” che diventa “vino”; una “Lei” ed un “Lui” fusi nella medesima essenza.  Opere del pittore padovano Tono Zancanaro, su un’etichetta è effigiata una fanciulla, incarnazione di Venere, sull’altra un giovanetto, rappresentazione di Bacco. Ogni etichetta riporta una dedica, strettamente legata all’altra. Così a madame Yvonne viene recapitata la bottiglia col Bacco e la scritta “Des roses pour madame…”, mentre a De Gaulle quella con Venere e la dedica “…et pour Monsieur la Bombe”, cenno agli esperimenti nucleari francesi. Da quel momento “Des Roses pour Madame…” e “…et pour Monsieur la Bombe” diventano l’immagine del Capo di Stato. Poi, nel corso degli anni, il vino ha continuato ad essere prodotto con la sola etichetta del “Lui”, riservando la “Lei” a particolari occasioni.



FIC e Conserve Italia partner consolidati con Cirio Alta Cucina e Valfrutta Granchef
La Federazione Italiana Cuochi consolida e amplia la partnership avviata nel 2013 con Conserve Italia – gruppo leader nel settore conserviero al quale fanno capo, tra gli altri, i marchi Cirio e Valfrutta – annunciando due importanti novità all’insegna della promozione e valorizzazione in Italia e all’estero della migliore cucina italiana.
La linea Cotti a Vapore Valfrutta Granchef entra nella “dispensa” della Federazione Italiana Cuochi, presieduta da Rocco Pozzulo, e il brand Cirio Alta Cucina diventa sponsor della Nazionale Italiana Cuochi.
 
Da oggi gli chef della Federazione Italiana Cuochi possono contare su un alleato in più in cucina, grazie alla linea Cotti a Vapore, fiore all’occhiello di Valfrutta Granchef, che propone alla famiglia delle berrette bianche italiane una gamma unica delle migliori verdure cotte a vapore, un processo delicato e tecnologicamente avanzato in grado di preservarne il gusto autentico, il colore naturale, il profumo intenso e le proprietà organolettiche.
Buoni, genuini e subito pronti da utilizzare senza la necessità di scolarli, i Cotti a Vapore offrono benefici ineguagliabili per assicurare la massima riuscita alle creazioni dei professionisti della FIC, sia nelle preparazioni a freddo nelle quali il gusto naturale viene esaltato, che nelle preparazioni più elaborate dove emerge tutta la loro superiorità di gusto e fragranza.
Disponibile nei formati da 3 kg e da 1 kg, la gamma Cotti a Vapore è costituita da un’ampia varietà di prodotti, essenziali per le preparazioni più ricche e sfiziose di una ristorazione di effetto e di successo: Fagioli Borlotti, Fagioli Cannellini, Piselli piccoli, Ceci grandi, Mais Supersweet, Mix mediterraneo, Farro, Fagioli Bianchi di Spagna e Fagioli Red Kidney.
 
Significativo è anche l’ingresso di Cirio Alta Cucina come sponsor della Nazionale Italiana Cuochi, sempre impegnata in competizioni ed eventi dove la qualità della materia prima italiana è fondamentale. Dal 1856 Cirio è lo specialista del pomodoro, un’esperienza di oltre 160 anni che si ritrova nella linea Alta Cucina, dedicata in esclusiva a tutti i professionisti della ristorazione e che propone solo l’eccellenza del pomodoro 100% italiano, lavorato con cura per offrire sempre qualcosa di veramente speciale.

Si tratta di prodotti che hanno superato l’esame severo e professionale di chef esperti della Federazione Italiana Cuochi che, provandoli, ne hanno apprezzato la qualità, la resa e la versatilità in cucina, promuovendoli ad ingredienti di riferimento per le attività in programma in ambito nazionale e internazionale. Prodotti che possono fregiarsi del riconoscimento “Approvato dalla FIC”, un importante sigillo al costante impegno profuso da Cirio nell’essere un marchio premium e un’icona della tradizione culinaria italiana, riconosciuta da sempre per la qualità superiore e il gusto unico dei suoi prodotti; il pomodoro perfetto per una cucina di alto livello come quella in costante crescita ed evoluzione della Nazionale Italiana Cuochi.
 


Borgaio Rosso 2015 Castello di Meleto su Forbes
Il rosso della cantina toscana nella classifica di Forbes dei 10 migliori vini europei per rapporto qualità prezzo
 
“Piccante, lucido, con avvolgenti note di frutti di bosco maturi e tracce di funghi e sottobosco autunnale”, questa la descrizione entusiasta del Borgaio Rosso 2015 igt di Castello di Meleto comparsa sull’articolo di Forbes firmato da Nick Passmore.
Composto per il 30% da Merlot e per il 70% da Sangiovese, il Borgaio Rosso Igt viene affinato quasi interamente in acciaio, solo una parte della massa infatti è affinata in barrique, per un periodo di 10 – 12 mesi. Ne risulta un vino fresco e piacevole, capace di conquistare il palato anche del noto recensore britannico tanto da convincerlo ad inserire l’etichetta nella classifica dei migliori vini europei sotto i 20 dollari del 2016, uno dei tre vini italiani menzionati nell’elenco. “L’aperitivo perfetto – commenta Passmore – soprattutto in compagnia di un tagliere di salame di cinghiale”.
 
Un bel traguardo per Castello di Meleto, azienda giovane e dinamica di Gaiole in Chianti (SI) che vanta circa 1.000 ettari di terreno, di cui 125 dedicati alla viticoltura, sviluppati attorno a un borgo medioevale perfettamente conservato grazie ai costanti lavori di restauro della proprietà. Un bell’esempio di come è possibile fare qualità offrendo un prodotto accessibile a tutti.

12 gennaio 2017

Paolo Massobrio commenta fra 9 e le 9,30 gusti e (dis)gusti del mangiarbere
Nella pagina facebook Golosaria, dalla redazione di Alessandria composta da Fabio Molinari, Silvia Benzi e Federica Borasio, mister Papillon passa in rassegna gli articoli di giornale che parlano del cosiddetto mondo del gusto. “Ma anche del disgusto – dice Federica Borasio, che conduce in diretta i 10 minuti ogni mattina - nel senso che succede quasi ogni giorno di stigmatizzare elementi non proprio positivi che girano intorno a cibo e vino”. 
La Notizia del Giorno viene pubblicata ormai da 12 anni on line, sul portale IlGolosario.it, dal lunedi al venerdi intorno all’ora di pranzo; ma l’anticipazione, dopo la consultazione di Massobrio di una decina di quotidiani, periodici e varie edizioni locali è pronta già al mattino, in video, per restare a disposizione tutto il giorno collegandosi a Facebook.

Paolo Massobrio, giornalista professionista, è conosciuto soprattutto per il libro best seller IlGolosario, la guida alle mille e più cose buone d’Italia; quindi per la guida ai ristoranti ilGattiMassobrio e per la direzione della collana I Libri del Golosario di Cairo editore. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire e Italia Oggi ed è l’ideatore della fortunata rassegna Golosaria, che si anima nel Monferrato, a Padova e a Milano.



Sul Corriere della Sera: «Alla qualità della spesa non si rinuncia, si elimina lo spreco»
Qui sotto l'analisi di Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad. che spiega come nell'era dei prezzi bassi il consumatore italiano che guarda alla qualità ed elimina gli sprechi preferisce sempre più pesce alla carne, mangia più frutta e verdura, beve meno ma meglio ed è affascinato dai prodotti eticamente sostenibili»

QUI l'articolo



Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia promuovono il bando “Export a Tuttofood 2017”
Una grande occasione di internazionalizzazione per le eccellenze lombarde nel settore dell’agroalimentare.

Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, nell’ambito dell’Accordo di Programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo e in collaborazione con Fiera Milano SpA, promuovono il bando “Export a Tuttofood 2017” che destinerà un totale di 363.200 Euro alle aziende beneficiarie.

Il progetto è finalizzato a dare visibilità alla filiera dell’industria agroalimentare e ad incrementare le opportunità di export delle micro, piccole e medie imprese lombarde, attraverso le fiere, riconosciuta piattaforma di sviluppo per il sistema produttivo del territorio. L’iniziativa si concretizzerà in un percorso di accompagnamento all’export che culminerà con l’opportunità per le aziende di partecipare come espositori a TUTTOFOOD, il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Fiera Milano in programma dall’8 all’11 maggio 2017.

Attraverso il bando, verranno selezionate 60 aziende che, con una quota di compartecipazione di soli 1.220 Euro, potranno esporre in manifestazione, avendo diritto a uno stand di 12 metri quadri allestito all’interno di uno spazio collettivo dedicato alle aziende lombarde.

“Grazie alla sinergia con Fiera Milano e Unioncamere Lombardia – è il commento di Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia – riusciamo ad offrire un pacchetto completo, e molto vantaggioso, di accompagnamento alle imprese lombarde che desiderano partecipare a questa importante rassegna. Si tratta di un intervento sussidiario ‘chiavi in mano’ in grado di aumentare in modo significativo la competitività e la visibilità delle aziende, segno di grande attenzione di Regione Lombardia verso gli operatori di un settore che, tra tradizione e modernità, con la ristorazione e le produzioni alimentari e vitivinicole continua in Lombardia a creare eccellenza e a svilupparsi come un importantissimo fattore di attrattività".

“Attraverso questa iniziativa - ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia - le Camere di Commercio della Lombardia vogliono sostenere concretamente e favorire la propensione all’export delle imprese lombarde di piccole dimensioni, solide, competitive e attive sul territorio, che costituiscono una preziosa risorsa per lo sviluppo economico locale. Il nostro intervento non si limita a sostenere la partecipazione alla fiera, ma mette a disposizione attività formative e di animazione, consulenze gratuite e incontri tra imprese e con buyers esteri, proprio perché queste imprese, magari con poca esperienza ma con grandi potenzialità, possano trovare le migliori condizioni per sviluppare il proprio business avvalendosi di competenze di alto profilo e senza sostenere alcun costo”.

“Siamo lieti di poter mettere a disposizione del territorio una manifestazione così ricca di opportunità come TUTTOFOOD, per un settore strategico come quello agroalimentare – afferma il presidente di Fiera Milano, Roberto RettaniLa nostra manifestazione ha raggiunto un posizionamento di primo piano nel panorama europeo e raccoglie l’interesse di buyer internazionali molto sensibili alle tipicità e alle qualità del prodotto italiano. Siamo certi che le aziende lombarde presenti attraverso questa iniziativa troveranno importanti occasioni per far crescere il loro business".

Inoltre, con TUTTOFOOD potremo sicuramente lanciare anche a livello nazionale un messaggio forte sulla varietà e sulle peculiarità della produzione agroalimentare lombarda.

Accanto alla partecipazione a TUTTOFOOD, le aziende avranno diritto a prendere parte a incontri d’affari, oltre ad eventi aperti al pubblico che offriranno interessanti occasioni di visibilità per i loro prodotti.

Nel dettaglio, gli incontri d’affari saranno organizzati direttamente alla stand della manifestazione con buyer esteri qualificati, appositamente selezionati e invitati, a cui si affiancherà un servizio di interpretariato collettivo nell’area comune; con il supporto della rete Enterprise Europe Network, inoltre, le imprese partecipanti potranno poi entrare in contatto con altre imprese (italiane ed estere) identificate attraverso la registrazione ad una piattaforma online.
Inoltre, tutte le imprese avranno l’opportunità di partecipare agli eventi di Food Week, la settimana lombarda dedicata al cibo che, dal 4 all’11 maggio presenterà al pubblico le eccellenze agroalimentari attraverso percorsi esperienziali e altre iniziative in via di definizione nelle location più suggestive di Milano.

Per consentire alle realtà territoriali beneficiarie del bando di far fruttare al meglio le opportunità offerte, sarà programmato un percorso di preparazione alla partecipazione alla fiera e agli incontri con i buyer e le imprese composto da 4 moduli da mezza giornata l’uno, di cui 2 moduli propedeutici alla fiera e 2 moduli di “follow up”, al fine di rendere ancora più proficui i contatti con potenziali clienti.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 10 gennaio 2017 fino alle ore 16.00 del 21 febbraio 2017 tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it.

Le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito www.unioncamerelombardia.it nell’apposita sezione “Bandi e contributi alle imprese”.

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