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18/02/2017

Sono 21 i neo-diplomati al Master Sommelier ALMA-AIS
Colorno, febbraio 2017 - Dopo un percorso formativo della durata di nove mesi, culminato con un periodo di stage presso prestigiose strutture legate al mondo del vino o con approfondimenti personali relativi al mondo enoico, sono 21 gli studenti che hanno concluso con successo il Master Sommelier ALMA-AIS, giunto alla sua VIII edizione. Oltre a una perfetta conoscenza della tecnica di degustazione del vino, della tecnica dell’abbinamento cibo-vino e delle regole fondamentali del servizio, i neo-diplomati ALMA hanno maturato le competenze per padroneggiare tutti gli aspetti inerenti la gestione, il marketing e la comunicazione delle aziende vitivinicole o delle strutture affini. Ciò che rende unico nel panorama italiano questo Master, che la Scuola Internazionale di Cucina Italiana promuove in collaborazione con AIS - Associazione Italiana Sommelier, è il suo focus sulla comunicazione e sul marketing del mondo beverage. Una competenza sempre più essenziale in una professione tornata in auge: come indicano i dati AIS diffusi in occasione del 50° Congresso nazionale, a fine 2016, nell’ultimo triennio i corsi di formazione in ambito sommellerie sono aumentati del 39%, segnando un +46% di partecipanti. Il segmento che fa registrare la maggiore crescita è quello degli under 30.
Tra i 21 diplomati giudicati dalla commissione, alla presenza di Massimo Castellani, membro della Commissione Nazionale Area Formazione AIS, va segnalata la presenza di nove donne: una conferma della sempre maggiore apertura del mondo del vino all’universo femminile. Otto le Regioni rappresentate, con una prevalenza di diplomati dal Nord Italia (57%): i gruppi più numerosi sono risultati quelli provenienti da Emilia-Romagna (sei allievi), Veneto e Lombardia (entrambe con quattro studenti).

I migliori studenti della VIII edizione del Master Sommelier ALMA-AIS sono risultati Flavio Spotti e Marcello Corradi. Di Torrile (Parma), 48 anni, Spotti è Sommelier AIS dal 2015: ha un background professionale molto particolare, in quanto, dopo la qualifica di restauratore conseguita alla Scuola per la Valorizzazione dei Beni Culturali di Botticino, per oltre un decennio si è occupato del restauro di dipinti rurali. Spotti, dopo la chiusura del corso, ha approfondito lo studio di un vitigno e di un vino tipici dell’Emilia Romagna, la Spergola di Scandiano e il Lambrusco di Sorbara, discutendoli in sede d’esame all’interno della sua tesi. Sempre di Parma, anche se nativo di Pisa, è Marcello Corradi, anche lui quarantottenne. Con un passato da figura commerciale in aziende non appartenenti al mondo del beverage, Corradi ha coltivato la sua passione per il vino frequentando i corsi AIS, ONAV e ONAI e un Master sul Barolo con Roberto Giordani, per poi approdare in ALMA. Ha presentato una tesi su uno dei momenti iconici del mondo del vino: il “Giudizio di Parigi” che nel 1976 portò all’attenzione del mondo i vini della Napa Valley californiana, capaci di superare, in una degustazione alla cieca, i vini di Bordeaux.
 
Spotti e Corradi a parte, sono diversi gli studenti del Master Sommelier ALMA-AIS che meritano una citazione: Francesca Novello, di Legnago (Verona) ha perfezionato l’arte del sommelier lavorando nella sala dell’Osteria La Francescana dello chef Massimo Bottura. Florinda Nardini, 42 di Frosinone, e Chiara Ovaleo Pandolfo, 31 anni, di Lesignano de’ Bagni (Parma) hanno invece svolto il loro stage all’estero. La prima a Shanghai, presso Cina Amore Fine Italian Wines, prestigioso importatore di etichette italiane in Cina; la seconda a Londra, presso l’esclusivo 67 Pall Mall, tre piani di lusso in stile britannico e una carta di oltre 5.000 etichette. Questo club è considerato da molti la casa del vino per eccellenza nel cuore della capitale inglese.
 

 
Comité Champagne: le bollicine francesi chiudono un 2016 difficile, limitando i danni, ma in calo sul 2015: -2,1% di bottiglie spedite, a quota 306 milioni, per giro d’affari di 4,71 miliardi di euro, contro i 4,74 miliardi di euro del 2015
Lo Champagne chiude un 2016 difficile, limitando i danni, ma comunque in calo sul 2015, da tutti i punti di vista. -2,1% in termini di quantità spedite, a quota 306 milioni di bottiglie, per un giro d’affari complessivo di 4,71 miliardi di euro, contro i 4,74 del 2015, come raccontano i dati definitivi del Comité Champagne, l’organo interprofessionale della denominazione, che testimoniano anche il risultato di una strategia precisa, che punta più alla valorizzazione ed alla crescita del prezzo medio che all’aumento dei volumi.
Proprio in termini di quantità, il calo delle vendite è particolarmente evidente nei Paesi dell’Unione Europea (-3,5%), ma non va troppo meglio sul mercato interno: in Francia gli acquisti calano, infatti, del 2,4%, continuando un trend negativo in corso ormai da anni. Non basta il +0,3% registrato nei Paesi Terzi, dove le aspettative erano decisamente più alte, a migliorare il quadro.



WORKSHOP AGROALIMENTARE IN POLONIA
L’iniziativa si terrà a Varsavia, giovedì 9 marzo 2017, dalle ore 10:00 alle ore 17:00, presso l’Hotel Marriot e coinvolgerà 35 aziende provenienti dalle Regioni della Convergenza: Calabria (3), Campania (13), Puglia (10), Sicilia (9), specializzate in produzioni agroalimentari​ con alto contenuto qualitativo, che avranno l'occasione di incontrare, giornalisti, importatori, dettaglianti, gastronomi, ristoratori, giornalisti e opinion leaders provenienti sia dalla Polonia che dalla Lituania.
​La Polonia si sta facendo strada tra le economie avanzate dell’Europa Centrale e rappresenta per il mercato ​agroalimentare ​ un​'area  fertile ​da tenere in considerazione.
L’economia polacca si è infatti mossa lungo un sentiero anticiclico rispetto a quello dell’Unione Europea, regi​strando un incremento del 3,6% del PIL rispetto al 2014, confermandosi così uno dei Paesi UE con i più elevati tassi di crescita.
​Nei primi 10 mesi del 2016 l'Italia ha esportato prodotti agroalimentari per un valore di oltre 0,5 mil € registrando un aumento dell'11,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'Italia è l'8° fornitore tra i paesi dell'Unione Europea con una quota di mercato pari al 3,9% (genn-agosto 2016). Al primo posto troviamo la Germania (23,4 %), i Paesi Bassi (11,4%) e la Spagna (5,6%).
Il programma del workshop prevede un momento introduttivo di presentazione del mercato polacco e le sue caratteristiche a cura del Dr. Antonino Mafodda, responsabile dell’Ufficio ICE di Varsavia, e a seguire incontri b2b tra le aziende partecipanti e i buyer/importatori polacchi e lituani.
A supporto dell’iniziativa, ​saranno effettuate azioni di comunicazione sul principale quotidiano economico polacco, Puls Biznesu, e sui portali internet di giornali​ locali online. Inoltre, sarà realizzato un redazionale che verrà successivamente pubblicato su Gazzetta Italia - Polonia Oggi, rivista bilingue ​(​italiano- polacco) che si rivolge sia ad un pubblico polacco che italiano.
 
Per ulteriori informazioni, contattare:
agro.alimentari@ice.it

 
 
I vincitori del PREMIO GIULIO GAMBELLI: DIEGO BONATO E LUCA FACCENDA
Sono ben due quest'anno i vincitori del PREMIO GIULIO GAMBELLI, riconoscimento alla quinta edizione istituito da ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) ed IGP (blog network “I Giovani Promettenti”) che premia il giovane enologo under 35 il cui lavoro abbia saputo incarnare l'idea di vino portata avanti dal grande Maestro del Sangiovese: rispetto ed esaltazione delle tipicità di ogni singolo vitigno, delle caratteristiche del territorio e delle peculiarità dell'annata vendemmiale.
A spuntarla fra le numerose candidature (e autocandidature) arrivate da tutta la Penisola sono stati DIEGO BONATO e LUCA FACCENDA, operanti rispettivamente in Toscana e Piemonte, i cui vini degustati - rigorosamente alla cieca - da una giuria formata da 10 giornalisti ASET ed IGP hanno più di tutti rispecchiato le finalità del Gambelli. La parità assoluta nella valutazioni finali ha così consegnato all'edizione 2017 un sorprendente quanto meritatissimo ex aequo.
La premiazione si è svolta martedì 13 febbraio nell'ambito della Chianti Classico Collection, kermesse organizzata dal Consorzio Vino Chianti Classico alla Stazione Leopolda di Firenze. Ai vincitori oltre alla targa ricordo un assegno da 1500 euro, grazie al contributo del Consorzio Vino Chianti Classico e di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli è stato amico e consulente: Bibbiano, Collemassari-Poggio di sotto, Fattoria Rodano, Il Colle, Montevertine e Ormanni.
 
DIEGO BONATO - Az. Tolaini (http://www.tolaini.it), Castelnuovo Berardenga (SI)
Classe 1982, è cresciuto tra i vigneti di famiglia nei Colli Euganei, nel padovano (Az. Agr. Reassi). Dopo la Laurea in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Padova nel 2004, inizia un percorso professionale che lo porta a diverse esperienze tra Veneto, Nuova Zelanda, Toscana e Australia. Nel 2008 il ritorno in Toscana presso la famiglia Tolaini, a Castelnuovo Berardenga, dove inizia occupandosi dei vigneti, poi di vigneti e cantina e via fino ad arrivare alla direzione generale dell’azienda.
 
LUCA FACCENDA – Az. Agr. Valfaccenda (http://www.valfaccenda.it), Canale (CN)
Diplomato alla Scuola Enologica di Alba nel 2002 e laureato ad inizio 2006 a Torino, dopo le prime esperienze durante gli studi presso la Matteo Correggia di Canale e quelle successive alla laurea in Nuova Zelanda (Sacred Hill e Pegasus Bay) e a Barolo (Az. Agr. G.D. Vajra), a partire da novembre 2006 è nello studio Cordero Consulenze di Priocca (CN) a fianco dell'enologo Cordero Gianfranco e degli altri collaboratori. Contestualmente a questa attività di consulenza, svolta principalmente sul territorio piemontese ma anche in Calabria, Sicilia, Veneto, Liguria e Lombardia, a partire dal 2010 ha ripreso alcuni piccoli vigneti di proprietà e, insieme alla moglie Carolina, ha aperto a Canale l'Az. Agr. Valfaccenda.
Il regolamento del Premio Gambelli è visionabile sul sito http://www.asettoscana.it


 
 
OSSERVATORIO CONGIUNTURALE AEFI SUL SETTORE FIERISTICO:
chiusura 2016 positiva per le fiere italiane a conferma del trend di crescita.
 
La trentunesima rilevazione trimestrale sulle tendenze del settore fieristico condotta dall’Osservatorio congiunturale di AEFI per il periodo ottobre-dicembre 2016 indica un quadro complessivo positivo, confermando l’andamento del trimestre precedente e un miglioramento rispetto al corrispondente periodo del 2015.
L’evoluzione del comparto e l’avvio della ripresa delineata nei trimestri precedenti, è confermata dalle aspettative fiduciose degli associati per il 2017 che sembrano indicare che il periodo più difficile sia passato e lasciano spazio a una nuova situazione di crescita.
L’indagine qualitativa, che ha coinvolto 26 poli fieristici italiani associati AEFI, mostra - attraverso i saldi positivi e negativi definiti in base alle risposte degli associati che hanno partecipato all’analisi - un trend positivo per tutti gli indicatori considerati: numero di manifestazioni, espositori e visitatori complessivi, superficie occupata e fatturato totale. Diminuiscono in particolare le situazioni di stazionarietà a favore di un maggior ottimismo.
Riprende a crescere il numero di manifestazioni (il 42,30% dei quartieri coinvolti nell’indagine ha ospitato più rassegne e il 38,48% ha registrato stazionarietà evidenziando la tenuta del sistema). Il saldo pari al +23%, uguale a quello di fine 2015, è particolarmente significativo se confrontato con quello del trimestre precedente (+8%).
In decisa crescita il numero degli espositori: il 57,71% dei 26 associati che hanno partecipato all’indagine hanno infatti segnato un aumento, nonostante una componente importante di coloro che hanno registrato una contrazione (30,76%).
Il saldo del +27% - risultato della differenza tra coloro che prevedono un aumento e coloro che prevedono una diminuzione - conferma l’andamento positivo sul trimestre precedente, e migliora rispetto a fine 2015 (+23%).
Dall’analisi della provenienza degli espositori, emergono in ripresa gli italiani e gli europei, entrambi con un saldo del +27%, rispetto alla crescita meno dinamica degli stranieri extra UE che fanno registrare un saldo del +12% .
Come conseguenza dell’aumento del numero di manifestazioni e degli espositori, cresce anche la superficie occupata: il 61,55% dei partecipanti all’indagine registra un incremento. Il saldo, pari al +31%, migliora sia rispetto al trimestre precedente, quando si attestava a +23%, che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+19%).
Il maggiore contributo alla superficie complessiva occupata proviene dagli espositori italiani, con un saldo del +27%, seguiti dagli europei con un saldo del +23%. Le aree occupate dagli espositori stranieri registrano invece un saldo del +12%.
Particolarmente positivi i dati relativi ai flussi di visitatori: in aumento per il 61,56% degli intervistati, invariato per il 11,57% e diminuito per il 26,91%. Il saldo del +42%, al netto della componente stazionaria, è leggermente inferiore rispetto a fine settembre 2016, ma in miglioramento rispetto alla chiusura 2015 (+35%).
Lo spaccato dei visitatori evidenzia un incremento sostenuto degli europei, con un saldo del +38%, seguiti dagli italiani (saldo +31%) e dai visitatori provenienti dai Paesi extra UE che registrano un saldo pari al +23%.
Infine, a dimostrazione di un trend di ripresa del settore, l’andamento del fatturato segna, nel trimestre in esame, un saldo del +35%; un dato particolarmente positivo e in miglioramento sia rispetto al trimestre precedente (+27%) sia se confrontato con l’ultimo trimestre dello scorso anno (+31%).
Decisamente ottimistiche le previsioni per l’anno appena iniziato, soprattutto per quanto riguarda il numero di espositori, in aumento per il 57,72% dei quartieri che hanno partecipato all’indagine, sia per i visitatori che per la superficie occupata per cui si prevede un saldo del +35%. A dimostrazione della fiducia del settore, anche per quanto riguarda il numero di manifestazioni, le previsioni degli associati indicano un saldo del +23%, in miglioramento sia rispetto al trimestre precedente che rispetto all’ultimo trimestre 2016 (saldo +19% per entrambi i periodi).
AEFI Associazione Esposizioni e Fiere Italiane nasce nel 1983 con l’obiettivo di generare sinergie tra i più importanti quartieri fieristici italiani. In particolare AEFI si pone come interlocutore privilegiato per gli operatori e le istituzioni, e svolge un ruolo di sostegno per gli associati attraverso lo sviluppo di attività e programmi nell’ambito della formazione, del marketing, della promozione e della ricerca, oltre all’erogazione di servizi per le fiere attraverso l’attività delle proprie Commissioni: Tecnica di Quartiere, Giuridico-Amministrativa, Internazionalizzazione e Fiere in Rete.
Sul piano internazionale, AEFI rappresenta le fiere italiane in UFI-Unione delle Fiere Internazionali. Presieduta da Ettore Riello, AEFI conta 35 quartieri fieristici Associati, che organizzano oltre 1.000 manifestazioni all’anno su una superficie espositiva totale di 4,2 milioni di metri quadrati. Nei quartieri fieristici associati AEFI si svolgono il 95% delle manifestazioni fieristiche internazionali e l’85% del totale delle manifestazioni fieristiche che hanno luogo annualmente in Italia.
Per ulteriori informazioni: http://www.aefi.it
 
 
 
In Abruzzo a rischio migliaia di posti di lavoro tra agroalimentare e turismo
Pecorino di Farindola, caciocavallo abruzzese, mortadella di Campotosto, caciofiore aquilano, scamorza abruzzese, ventricina teramana, salame aquilano. Sono alcune delle specialità conservate da secoli, che nell’insieme rappresentano un patrimonio culturale del paese, oltre che una opportunità produttiva e occupazionale insostituibile per le località in Abruzzo colpite dal terremoto.
Un volano per l’economia del territorio anche dal punto di vista turistico se si considera che, nelle zone particolarmente interessate dagli eventi, ci sono circa 160 agriturismi, molti dei quali già fortemente colpiti dal sisma del 2009 e negli ultimi anni in ripresa, con perdite quantificabili anche in termini di mancate presenze in circa nove milioni.

Ma in difficoltà è l’intero settore turistico che rappresenta uno sbocco di mercato determinate per le specialità alimentare locali che arricchiscono e valorizzano l’offerta vacanziera dell’Abruzzo.
Per affrontare questa drammatica emergenza che per l’accavallarsi delle tragedie rischia di passare in secondo piano la Coldiretti sotto il coordinamento di una apposita task force ha avviato numerose iniziative, dalla campagna “dona un ballone di fieno” per garantire l’alimentazione degli animali a quella “adotta una mucca o una pecora” per dare ospitalità a pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle ma anche l’ospitalità nei mercati di Campagna Amica in altre Regioni per consentire ai produttori di vendere i propri prodotti dopo lo spopolamento forzato dei Paesi colpiti. Sono ormai 2000 i posti stalla per gli animali resi disponibili nelle diverse regioni per gli animali sfollati. Operazioni rese possibili dalla collaborazione della Coldiretti con l’Associazione Italiana Allevatori e i Consorzi Agrari che ha consentito anche la consegna di mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente, ma anche roulotte, camper e moduli abitativi.
28 gennaio 2017

Giacomo Tortorici nuovo direttore del Consorzio SBCR
Nominato in accordo con la Regione Lazio un esperto di cultura e turismo
Il nuovo direttore del Consorzio SBCR (per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani) è Giacomo Tortorici.
43 anni, laureato in lettere con un Master in Relazioni Pubbliche Europee, Tortorici, dopo aver già lavorato in alcuni uffici stampa ed al Consorzio in qualità di bibliotecario e catalogatore, ha vinto un concorso in Regione Lazio come esperto di comunicazione ed educazione ambientale ed è stato responsabile di servizio al Parco dei Simbruini ed al Parco dei Castelli Romani.
In questa ultima esperienza ha avuto modo di approfondire e maturare interessanti esperienze di comunicazione e promozione territoriale culminate con il successo del progetto europeo Life Go Park, uno tra i soli undici progetti approvati dalla CE nell'ambito del programma Life+ “Informazione e Comunicazione”.
“La nomina di Tortorici rafforza la vocazione turistica del Consorzio SBCR – afferma il Presidente Massimo Prinzi – ma al contempo ci consente di affrontare con piglio ed energia nuova le sfide della comunicazione (soprattutto digitale) e della diffusione della conoscenza che sono proprie delle Biblioteche, il tutto rimanendo nel solco tracciato sapientemente dai suoi predecessori Ester Dominici e ancora prima Diego Cesaroni che voglio ringraziare a nome mio, dei Sindaci e dei cittadini dei  Castelli Romani per aver saputo creare, costruire e consolidare un sistema bibliotecario e di supporto alle politiche culturali tale da essere considerato tra i migliori e all'avanguardia d'Italia”.
 
 

Arcole Doc: Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio
Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio Arcole Doc e subentra a Carlo Bressan, figura storica che da 17 anni ha rappresentato la denominazione berico-scaligera.

Faedo, classe 1970, è perito agrario e viticoltore, ed è consigliere della Cantina Cooperativa dei Colli Berici, azienda di riferimento per la denominazione dell'Arcole.
La scelta è stata deliberata nel corso dell'ultimo consiglio di amministrazione che ha anche eletto in qualità di vicepresidenti Francesco Sitta per il Gruppo Collis e Massimino Stizzoli per Cantina di Monteforte.
 
La denominazione dell'Arcole - 4600 ettari di vigneto distribuiti in 20 comuni tra le province di Verona e Vicenza - risulta essere una tra le più performanti del Veneto con una superficie agricola vitata che dai 2500 ettari del 2000 conta oggi quasi 4500 ettari di vigneto (fonte Avepa).
 
Stefano Faedo nel ringraziare il lavoro portato avanti da Bressan e dal suo Consiglio ha sottolineato come "la DOC Arcole ha fino ad oggi svolto un ruolo prezioso a servizio di un comprensorio che ha saputo cogliere tutte le opportunità, dalle riconversioni viticole allo sviluppo di una viticoltura moderna e meccanizzata. I valori fondiari grazie a questo prezioso lavoro sono cresciuti e l’area è diventata molto attrattiva per nuovi investimenti in viticoltura. La DOC, i viticoltori e le aziende interessate dovranno ora far tesoro dei risultati acquisiti per affrontare con determinazione e coraggio la nuova partita che si gioca sul fronte Pinot grigio e la nuova DOC Garda. In questo senso va la proposta di modifica del disciplinare che a tanti anni dal suo riconoscimento deve riportare al centro dei progetti vitivinicoli sia la valorizzazione dei vitigni che meglio performano nel mercato, sia sottolineare le specificità distintive di questo territorio".
 
"Quello dell’Arcole
- gli ha fatto eco l'uscente Carlo Bressan è un sistema che non solo tiene, ma si consolida nel tempo all'interno di un comprensorio produttivo che da oltre 15 anni ha fatto del vino il suo volano di sviluppo. Si tratta di un’area ad alta specializzazione viticola dove, grazie ad avanzati sistemi di meccanizzazione e ad una mirata tecnica di cantina, è oggi possibile produrre vini d’eccellenza che rispondono non solo al requisito della qualità, ma anche a quello delle continuità produttiva nell’ottica di soddisfare non solo le esigenze della distribuzione italiana ma anche quelle estere".
 


La nuova cena del ciclo “Radici” a Milano è dedicata alla stagionalità della terra
Mercoledì 15 febbraio 2017 la serata a mare culturale urbano in via G. Gabetti 15 a Milano è dedicata alla stagionalità della terra con un menù vegano: la nuova cena del ciclo “Radici”, a cura dello chef Massimo Cemolani prevede infatti una volta al mese una proposta di ricette della tradizione prive di proteine animali (costo 20 €, bevande escluse, acqua inclusa).

Il menù di mercoledì 15/02 prevede: zuppa i legumi e farro; polpette di coste al sugo con la gramolada; radicchio di Verona saltato in padella; insalata di cavolo cappuccio; zeppole di patate con crema all’arancio. Verdura e frutta sono fornite dall'Azienda Agricola Bio Pravecchi, realtà esterna alla filiera della grande distribuzione, scelta per l’approccio etico che la caratterizza nella coltivazione della terra e per il rispetto di chi lavora. Prossimo appuntamento: 15 marzo (le cene proseguiranno una volta al mese fino a luglio 2017).
Si raccomanda la prenotazione a http://info@maremilano.org o al tel. 331/8134754 dalle ore 10.00 alle 19.00.
 
Radici fa parte di un programma di attività di mare dedicate all'alimentazione consapevole e al benessere individuale e collettivo: Terrestri prevede, oltre alle cene vegane mensili, una serie di corsi e seminari tra gennaio e marzo 2017. In alcune occasioni al centro c’è la persona, in altre lo sguardo si allarga a ciò che la circonda, con una particolare attenzione alla scelta del cibo, alla sua preparazione, trasformazione e smaltimento. Prossimo laboratorio: workshop di dolci alle mandorle il prossimo 19 febbraio dalle ore 10.00 a cura di Fattoria della Mandorla, in collaborazione con TVB - Gelateria e Gastronomia Naturale, in cui preparare e degustare dolci preparati e cotti nel forno a legna di mare, utilizzando la famosa mandorla biologica di Toritto (BA). Chiusura iscrizioni 17 febbraio; scrivere a http://workshop@maremilano.org per avere maggiori informazioni su costi e iscrizioni.
 
La cena sarà preceduta alle ore 19.00 da un incontro dal titolo Il fantastico mondo di Fruitore Di Nonsense, organizzato da Librieletture, all’interno della serie di Aperitivi Letterari del mercoledì sera, in cui verrà presentato un reading performativo di e con Valerio Carbone con brani tratti dal romanzo “Il mercante d’acqua”, dall’antologia “Lode a Mishima e a Majakovskij” e altri inediti. Ingresso libero e gratuito.

"Lode a Mishima e a Majakovskij" utilizza gli spunti ricevuti dalle letture delle opere di questi due autori, così lontani e vicini al contempo, estremamente controversi e affascinanti a loro modo, per analizzare in maniera critica il rapporto tra individuo e società, la frizione del singolo nei confronti del conformismo e dell’emancipazione, la solitudine e la fierezza, la ferocia della vita e della morte. "Il mercante d'acqua", con le illustrazioni di Marianna Forte, è un romanzo ambientato in un futuro lontano dove le multinazionali hanno assunto il potere politico. Droghe sintetiche hanno il compito di tenere a bada una depressione latente e le emoticon sostituiscono gran parte del linguaggio. La deriva del pianeta è dovuta alla perdita del bene comune per eccellenza: l’acqua.

Fruitore Di Nonsense, protagonista di serate, racconti, stati mentali, è un personaggio inventato dallo scrittore Valerio Carbone. O viceversa. Valerio Carbone, laureato in Filosofia, collabora attualmente con l'Università degli Studi di Roma Tre e con la rivista di approfondimento filosofico Consecutiotemporum. Ha pubblicato nel 2010 il racconto La confusione chiara (2010) e nel 2012 ha prodotto in collaborazione con la SoundMakers di Roma e la SubTerra di Viterbo il disco di canzoni inedite Wittgenstein-Haus.
 
Info e calendario di Aperitivi Letterari, Terresti, Radici e di tutte le attività su http://maremilano.org/


 
Bologna “SUPER WINES”
Lunedì 27 Febbraio 2017

Hotel Relais Bellaria - Via Altura, 11 - BOLOGNA
Torna a Bologna a fine febbraio l’appuntamento top promosso da Go Wine e dedicato ai grandi vini italiani ed ai loro interpreti. Un’esclusiva serata per la città di Bologna in cui un parterre di aziende selezionate sulla base della qualità complessiva della produzione e dei riscontri avuti dalla critica enologica incontra il pubblico presente.
 
Hanno fin da ora aderito al banco d’assaggio le aziende:
Bosio - Corte Franca (Bs), Cantina Tramin – Termeno (Bz), Cantine Marisa Cuomo – Furore (Sa), Caprai Arnaldo– Montefalco (Pg), Giulio Cocchi Spumanti – Cocconato (At), Collefrisio - Frisa (Ch), Cva Canicattì – Canicattì (Me), Donati Marco - Mezzocorona (Tn), Gradis’ciutta - San Floriano (Go), La Biòca – Serralunga d’Alba (Cn), Morra Diego – Verduno (Cn), Niklas – Cladaro (Bz), Picchi – Casteggio (Pv), Pileum – Piglio (Fr), Rivetti Mario – Alba (Cn), San Michele Arcangelo – Vasto (Ch), Sordo Giovanni – Castiglione Falletto (Cn), Tenuta Forcirola – Bomporto (Mo), Travaglino – Calvignano (Pv), Vicari – Morro d’Alba (An), Vigneto delle Terre Rosse, Enrico Vallania – Zola Predosa (Bo), Zanotelli – Cembra (Tn).

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Con la partecipazione dello Chef Francesco Carboni del RISTORANTE ACQUA PAZZA
di Via Murri 168/d Bologna, socio Delegato di Go Wine a Bologna.
 
Programma, orari e costi:
Ore 16.30-18.00: Degustazione esclusivamente riservata ad operatori di settore e giornalisti;
Ore 18.00: Conferenza di presentazione della serata e assegnazione riconoscimenti
Dalle ore 18.30 alle ore 22.00: Degustazione aperta al pubblico di enoappassionati invitati per l’occasione

Il costo della degustazione è di € 18,00 (Riduzione: € 12,00 riservata a Soci Go Wine, € 15,00 Ais, Fisar, Onav, Aies, Accademia della Muffa Nobile che mostreranno all’accredito la tessera di iscrizione ad una delle associazioni).
 
 

Un mini corso per imparare l’arte del panino perfetto
Qucinando© – Via Roveredo, 2 E - Pordenone
Avete sempre sognato di stupire i vostri amici offrendo spuntini a prova di goloso realizzati ad arte?
Ora è possibile cimentarsi in questa tecnica imparando a rendere irresistibili ed unici panini, club sandwich, spuntini e tutte le proposte veloci con un mini corso dedicato, proposto da Qucinando© di Pordenone. 

L’innovativa scuola di cucina, è nata per formare appassionati e professionisti, ed è punto di riferimento per la cultura culinaria. L’ampia proposta di corsi, laboratori del gusto, showcooking che si svolgono in un clima di convivialità, spontanea ospitalità e soprattutto senza competizione, insegna a cucinare ai fornelli cibi sani, gustosi e nutrienti dimenticando cibi confezionati o a cottura veloce, risparmiando tempo ed evitando inutili sprechi.  
 
Martedì 21 Febbraio dalle 20 alle 22, Tonino ed Eleonora, titolari del ristorantino-bistrot Revolution di Conegliano, vi aspettano per un vero e proprio viaggio nel gusto più sfizioso. Guideranno infatti i partecipanti che, lavorando su postazione singola o doppia impareranno come selezionare con cura le materie prime, quali tecniche di cottura adottare, fino all'assemblaggio del panino.
Saranno tanti i preziosi suggerimenti che i corsisti riceveranno per  l'ottima riuscita di una serata "stuzzicante" tra amici o in famiglia, da assaporare un boccone dopo l'altro. 

Per info e prenotazioni (entro il 15 febbraio):  mobile +39 348 8210220 o inviando una mail a: http://info@qucinando.com  oppure direttamente sul sito  http://www.qucinando.com
 
 

Edizione da record per CiBo’. So Good il Festival dei Sapori dell’Emilia Romagna
Bologna, 7 febbraio 2017 – Si è chiuso con un bilancio molto positivo CiBò. So Good! Il Festival dei Sapori dell’Emilia Romagna che ha messo al centro dell’attenzione le eccellenze agroalimentari di una terra dove il cibo è da sempre cultura, tradizione e socialità.

Ideato e realizzato da Gruppo Atomix e ospitato dal 3 al 5 febbraio nella coinvolgente cornice storica di Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna, la manifestazione è stata l’esaltazione del gusto e della cucina più attraente.
Richiamati da un “menu” particolarmente ricco e stuzzicante, oltre 45.000 visitatori hanno affollato questa splendida location alla scoperta dei prodotti enogastronomici più tipici del territorio emiliano romagnolo.

Molto alta anche la partecipazione – con 1.000 iscritti – ai 25 Laboratori del Gusto, tra corsi di cucina (realizzati dalla Scuola di cucina CIBO – Culinary Institute of Bologna) e degustazioni (curate dalle aziende e dai Consorzi del territorio).

Ma è stato un trionfo anche per i 10 grandi eventi di intrattenimento e cultura che hanno visto la partecipazione di numerosi protagonisti. Un folto e attento pubblico ha seguito “Lo Chef si Racconta”, l’evento promosso da Ascom e brillantemente animato dal comico/presentatore Maurizio Ferrini, con protagonisti famosi chef provenienti da tutta la regione. Letteralmente prese d’assalto, inoltre, le Isole del Gusto per la qualità e l’originalità dei prodotti esposti e per la possibilità di assaggiare piatti e ricette originali, gustose e appetitose.

Sono state ben 25 le ricette di pasta ripiena (grande regina della manifestazione, insieme alla sfoglia tradizionale, oggetto anche di un record da Guinness), fra tradizionali e creative, a caratterizzare la manifestazione.
Una manifestazione che ha visto anche la presenza qualificata di 6 importanti Istituti Alberghieri dell’Emilia Romagna che si sono sfidati nel contest “Pasta ripiena mon amour”, mettendo il luce l’indubbio talento di giovani chef del futuro appassionati e creativi.
A conferma del successo di CiBo’. So Good edizione 2017 anche l’enorme interesse ottenuto nel web e soprattutto la grande adesione di 350 food blogger che da tutta Italia hanno partecipato al Concorso un “Un mondo di pasta ripiena”.

Per tutti gli amanti della cucina, dell’enogastronomia di qualità e della tradizione del territorio, è quindi già tempo di pensare alla terza edizione di CiBo’. So Good, un appuntamento irrinunciabile con il buon gusto.
28 gennaio 2017

L’Accademia del Barolo incontra le Famiglie dell’Amarone
Poderi Luigi Einaudi tra i protagonisti  delle storiche realtà del vino italiano
 
Martedì 7 febbraio 2017 Poderi Luigi Einaudi sarà con i produttori dell'Accademia del Barolo, di cui fa parte, ospite delle Famiglie dell’Amarone per una serata dedicata a due grandi vini della tradizione enologica italiana: il Barolo e l’Amarone.
Un primo incontro importante per le due denominazioni che si inserisce nel quadro delle iniziative organizzate dall’Accademia del Barolo con l’obiettivo di divulgare la conoscenza e la cultura legata a questa denominazione, del suo territorio d’origine, in Italia e nel mondo.
 
La Bottega del Vino di Verona farà da cornice all’evento che inizierà alle ore 18.30 con un momento di confronto sulle due denominazioni guidato da Gianni Fabrizio - curatore della guida Vini d’Italia 2017 di Gambero Rosso - e Nicola Frasson - giornalista di Gambero Rosso dal Veneto - a cui parteciperanno le aziende vinicole delle due storiche Associazioni e i professionisti di settore.
 
Seguirà la cena con degustazione dell’annata 2011. Per l’occasione Poderi Luigi Einaudi presenterà il suo Barolo Cannubi 2011, un vino che esprime al meglio l’eleganza propria del terroir, con il suo colore rosso granato brillante e il carattere esuberante, con i profumi di frutto e spezie, la grande struttura, il sapore pieno e vellutato. Queste caratteristiche hanno affascinato anche la critica che ha espresso pareri positivi: 96 punti assegnati da James Suckling, 3 Bicchieri di Gambero Rosso, 5 Grappoli di Bibenda, 93 punti con Wine Spectator e 94 con la guida I Vini di Veronelli.
 
Con i suoi 54 ettari, Poderi Luigi Einaudi vanta una gamma differenziata di vini, le cui uve provengono da vigneti di proprietà nei Cru storici della zona. Nel luglio del 2016 l’azienda ha annunciato l’acquisto di 9 ettari, di cui 4 coltivati a Barolo nella sottozona Dardi di Bussia, tra le più prestigiose delle Langhe, arricchendo in questo modo la sua produzione vinicola.
Per maggiori informazioni http://www.poderieinaudi.com

 

TREVISO SLOW WINE 2017: al Best Western Premier BHR Treviso Hotel
Domenica 12 febbraio 2017 dalle ore 10.30 alle ore 19.00 le sale del Centro Congressi del Best Western Premier BHR Treviso Hotel saranno pronte ad accogliere la quarta edizione del prestigioso appuntamento enogastronomico, che ha registrato nella scorsa edizione la presenza di oltre 70 espositori e più di 1200 visitatori.
 
Quest’anno verranno accolte altrettante rinomate case vinicole del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige presenti nella Guida Slow Wine 2017 di Slow Food Editore e come nelle precedenti edizioni, verrà dedicato spazio alle eccellenze gastronomiche degli “Artigiani del Cibo” selezionati da Slow Food Treviso, i cui prodotti potranno essere degustati e acquistati dal pubblico.
Ospiti speciali di questa edizione, cantine e artigiani delle Marche, in segno di solidarietà verso una delle regioni più fortemente colpite dal sisma dello scorso Agosto.
 
Treviso Slow Wine si rivolge a ristoratori, gastronomie e a tutto il vasto pubblico degli appassionati del vino, che avranno la possibilità di conoscere alcune fra le migliori etichette delle aree interessate.
Ai visitatori verrà richiesto un contributo d’ingresso di soli 10 euro, comprensivo di degustazione dei vini e dei prodotti agroalimentari in esposizione e in vendita presso gli stand degli artigiani del cibo. In omaggio, inoltre, il bicchiere e il portabicchiere con il logo di Slow Food.
Anche quest'anno il ricavato della manifestazione finanzierà le attività educative di Slow Food e della Fondazione per la Biodiversità, in particolare i progetti “10.000 Orti in Africa” (la condotta Slow Food di Treviso ha totalmente sostenuto la realizzazione di orti scolastici e familiari in Burkina Faso, Madagascar, Congo, Kenia e Tanzania), “Orti in Condotta” (che coinvolge circa 15 Istituti Comprensivi della Provincia di Treviso) e “Pensa che Mensa”, rivolto a genitori, insegnanti e allievi degli Istituti Comprensivi 1 e 2 di Mogliano Veneto, come meglio precisato nella locandina allegata.
 
L’area ristoro/degustazione, a cura di BHR Treviso hotel, proporrà piatti tipici della cucina veneta preparati dallo staff del Ristorante DiVino Osteria Trevigiana, partner dell’iniziativa con la direzione dell’Hotel. Sarà così possibile completare la visita con un genuino pranzo domenicale che coniuga la cultura del vino e la tradizione alimentare all’insegna dei princìpi dettati da Slow Food.
 


Grande evento a Roma con il Salone del Prodotto Tipico
Salone delle Fontane sabato 25 domenica 26 Febbraio 2017

Una due giorni imperdibile tra degustazioni e show cooking per raccontare un fenomeno da 40 miliardi di euro l'anno con 500mila posti a tavola per accogliere l'esercito dei turisti enogastronomici
Cresce l’attesa per la prima edizione del Salone del Prodotto Tipico, salone dedicato ai vini ed ai sapori dei territori d’Italia, arricchito dalle proposte di ospitalità e i percorsi dell’agriturismo.
La manifestazione, ideata e curata dalla Piemmeti, società di Veronafiere, propone quindi il perfetto connubio tra il mondo dell’accoglienza rurale e quello dei prodotti tipici, i due protagonisti del turismo enogastronomico, un fenomeno capace di sviluppare un business che sfiora i 40 miliardi di euro l’anno.
I bellissimi spazi del Salone delle Fontane, nel quartiere dell’EUR, ospiteranno quindi, nel weekend di sabato 25 e domenica 26 febbraio, sia alcune delle più interessanti realtà agrituristiche del Belpaese che una selezione di artigiani del gusto che offriranno ai visitatori l’opportunità di assaggiare e acquistare prodotti che alla bontà uniscono anche il fascino di una storia e di una tradizione con pochi eguali nel mondo.

“L’Italia può vantare un’indiscutibile leadership nel campo della produzione agroalimentare – spiega Ado Rebuli, Presidente di Piemmeti – ma, soprattutto, è il Paese che più di ogni altro ha creato un forte processo di identificazione tra i territori e le loro eccellenze gastronomiche. La nostra manifestazione si basa appunto su questo imprescindibile legame tra le bellezze delle nostre terre e la bontà dei prodotti che esse esprimono. In sintesi possiamo dire che il cosiddetto turismo rurale e i prodotti tipici sono le sentinelle della tradizione gastronomica italiana”.

E i più recenti dati ISTAT confermano questo trend. Delle circa 22mila aziende agrituristiche presenti nel nostro Paese, oltre il 60% propone ristorazione o degustazione, per un totale di circa 500mila posti a sedere.
Sono mediamente 40 i coperti proposti dalle singole aziende, con la Sardegna a condurre questa speciale classifica, con oltre 70 posti, e la provincia di Bolzano a chiuderla, con 11,5. La Toscana è la regione più rappresentata, con circa 1300 aziende autorizzate alla somministrazione di alimenti ma il fenomeno è in costante crescita su tutto il territorio nazionale, con punte altissime soprattutto nel centro della penisola.

“Il turismo enogastronomico ha smesso da tempo di essere un fenomeno di nicchia – conferma Raul Barbieri, Direttore di Piemmeti – ed è diventato un asset fondamentale per la nostra economia. Tanto il fruitore italiano quanto quello internazionale è sempre più attento alla qualità di quanto trova sulla tavola e nei calici dei luoghi che sceglie per le proprie vacanze. Anzi, spesso sono proprio i prodotti a determinare la scelta di un luogo piuttosto che un altro e non sono pochi i territori che devono la loro fortuna alle proprie eccellenze. La nostra manifestazione vuole dare agli ospiti l’occasione di ritrovare, in scala, una mappa ragionata del giacimento enogastronomico italiano, senza dimenticare la capacità di accoglienza che ormai caratterizza gran parte delle nostre regioni e province”.

Ma per il pubblico di Roma non ci saranno solo prodotti da degustare e acquistare. Troveranno anche chi i prodotti li presenta e li elabora: il Salone del Prodotto Tipico vede infatti, per questa sua prima edizione, la straordinaria partecipazione di Giorgione, il mitico chef del Gambero Rosso, e poi Arcangelo Dandini, l’oste per antonomasia, patron de l’Arcangelo, e Stefano Callegari, il re dei trapizzini. Dunque grande attesa per gli show cooking evento di questi fantastici protagonisti della ristorazione.

Il calendario è ancora in costruzione ma per rimanere sempre aggiornati basta visitare il sito
Per informazioni: http://salonedelprodottotipico@piemmetispa.com
 
 

Bianchi e Pecoraro Scanio: firmata petizione #Pizzaunesco, l’enogastronomia è importante per il rilancio turismo e Sud
“Ho firmato e ho deciso di sostenere la petizione #pizzaUnesco promossa da Pecoraro Scanio. La pizza e la sua arte, oltre a essere una espressione identificativa del made in Italy nel mondo e un patrimonio immateriale importantissimo, sono un’espressione dell’agroalimentare che è un traino importante e strategico per il turismo in Italia e per il Sud”. Così Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo che ha ricevuto oggi presso la sede del MiBACT, Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione ed ex ministro. “Il grande appeal del cibo italiano nel turismo – aggiunge – è confermato da un recente studio della Coldiretti: due stranieri su tre scelgono l’Italia proprio per i prodotti enogastronomici, che sono in cima alla classifica delle preferenze di acquisto durante le vacanze. Legare l’enogastronomia italiana al turismo e alle bellezze paesaggistiche e artistiche dell’Italia vuol dire trasformare il viaggio in Italia in una esperienza e irripetibile unica nel suo genere. In particolare questo e’ un volano per il rilancio del Mezzogiorno puntando sulle sue potenzialità”. “Ringrazio la sottosegretaria al Turismo – afferma Pecoraro Scanio – perchè la sua adesione riconosce a questa campagna il contributo importante a radicare nella città di Napoli, quindi nel sud e in Italia, la tradizione artigianale da cui e’ nato il piatto più diffuso del pianeta. Sono certo che l’aiuto del Mibact sarà importante per ottenere a Dicembre il voto favorevole del comitato mondiale Unesco”.
 
 

Anteprima Sagrantino: novità assoluta l’appuntamento “Sagrantino & Food - A pranzo con il produttore”
A 100 giorni dalla partenza del Giro d'Italia 2017 che vedrà Montefalco protagonista della “Crono Sagrantino”, il Consorzio Tutela Vini Montefalco si unisce al countdown presentando la nuova formula di Anteprima Sagrantino.
 
Per questa terza edizione, celebrativa dei 25 anni della DOCG Montefalco Sagrantino, saranno 31 le aziende vinicole partecipanti, circa 200 etichette in degustazione per le due giornate – 20 e 21 febbraio 2017 – dedicate alle denominazioni montefalchesi con numerosi appuntamenti per stampa specializzata e operatori del settore: approfondimenti tematici, concorsi, eventi in cantina e speciali vis-à-vis con i produttori.
La manifestazione si aprirà, il 20 febbraio, con le presentazione della vendemmia 2016, dell’annata 2013 e della nuova mappa del Montefalco Sagrantino DOCG.
Al centro del programma, come sempre, i momenti di wine tasting. Nella Sala Consiliare del Comune di Montefalco, la stampa potrà misurarsi sia con l’annata 2013 del Montefalco Sagrantino DOCG, secco e passito, nelle due formule alla cieca e bottiglie scoperte, sia con l’annata 2007 per la speciale degustazione Sagrantino Vintage a bottiglie scoperte.
 
Il Chiostro Sant’Agostino, invece, diventerà un Banco d’assaggio permanente, con servizio sommelier, suddiviso in aree tematiche all’interno delle quali saranno a disposizione Montefalco Sagrantino DOCG 2013 secco e passito, Montefalco Rosso DOC 2015 e Montefalco Rosso DOC Riserva 2014, Montefalco Bianco DOC e altri bianchi delle cantine aderenti e i vini Montefalco DOC e Montefalco Sagrantino DOCG delle annate in commercio.
 
Novità assoluta l’appuntamento “Sagrantino & Food - A pranzo con il produttore”: i produttori della DOCG Montefalco Sagrantino avranno il piacere di incontrare vis-à-vis giornalisti e operatori per degustare i vini della denominazione in abbinamento ai piatti della tradizione umbra.
 
 

CIBO DI STRADA
Le tendenze: tradizioni regionali, ingredienti tipici, bio e veg

Alla fiera internazionale Sigep 2017 riflettori puntati su un settore che lo scorso anno ha visto aumentare del 13% il numero di imprese. Sara Pratesi, anima di StreetFoody: «Un investimento contenuto può aprire grandi opportunità se si punta su idee di qualità e su un’attenta progettazione».

Ormai è confermato: il cibo di strada non è più solo una tendenza emergente, ma una solida realtà economica, alla quale sempre più imprenditori guardano con interesse. Consumano street food 3 italiani su 4, Gambero Rosso ha pubblicato una guida dedicata e ci sono ormai nel nostro Paese decine di festival a tema. E ora la moda si è trasformata in occasione di sviluppo: solo lo scorso anno sono cresciute del 13% le imprese italiane della ristorazione on the road. Hanno superato quota 2.200 e si concentrano in Lombardia, Puglia e Lazio (elaborazione Coldiretti su dati Unioncamere, giugno 2016).

Lo street food ha trionfato anche a Sigep, 38° salone internazionale della gelateria, pasticceria, panificazione e caffè: una delle più importanti manifestazioni del settore, che si chiude oggi, 25 gennaio, a Rimini.
A Sigep era presente anche Sara Pratesi, anima di StreetFoody, un progetto innovativo dedicato ai food trucker italiani, ed esperta di un settore che comincia a vedere proposte sempre più diversificate e strutturate in cui per emergere non si può lasciare nulla al caso. "l cibo di strada è un business che attira tanti imprenditori perché con un investimento contenuto si aprono grandi opportunità –conferma Pratesi–. Per iniziare può bastare anche un piccolo Ape Car e l’attività comporta costi molto ridotti rispetto ai ristoranti tradizionali. Ma non ci si può improvvisare: la concorrenza è spietata e il pubblico è esigente. Per distinguersi e ingranare vanno curati progettazione e allestimento, con un business plan di ferro e un ottimo marketing, soprattutto in fase di avvio della start-up".

Le brutte sorprese si evitano solo affidandosi a partner esperti. A Sigep i food truckers italiani hanno potuto conoscere StreetFoody, il progetto che trasforma la loro idea in realtà con un team di 30 professionisti pronti ad affiancare gli imprenditori in tutte le fasi, dalla realizzazione fino alla messa in strada del veicolo.
Per prima cosa, si deve individuare un'idea forte di base. E qui StreetFoody ha l'occhio lungo sui trend di maggiore successo: "Le tradizioni regionali italiane sono e saranno sempre apprezzate dal pubblico –spiega Sara Pratesi–. Puntare su ingredienti e piatti tipici, espressione autentica di un territorio, è sempre un'ottima mossa di partenza. La proposta può essere anche semplice, ma la parola d'ordine dev'essere qualità: se non si valorizzano le eccellenze del Made in Italy, i clienti non perdonano". Spopolano quindi le mille declinazioni del cibo di strada all'italiana, in particolare per quanto riguarda i fritti, le focacce, i panini imbottiti, "Che si prestano a tantissime versioni, dai classici a base di salumi, fino all'hamburger, che gli italiani apprezzano sia nella sua veste più tipicamente americana, sia rivisitato con ingredienti e abbinamenti “tricolori”. Alla base del successo c'è sempre la selezione delle carni migliori". E chi vuole puntare, invece, sulla creatività? "L'innovazione può sposarsi molto bene con la tradizioneprosegue Sara Pratesi–. Ci sono alcuni filoni che si prestano bene a portare novità anche nelle ricette tipiche. A Sigep abbiamo visto rivisitazioni molto interessanti in chiave vegetariana, vegana e anche gluten free, per posizionarsi su nicchie di mercato sempre più importanti. E poi la selezione accurata di ingredienti bio fa la differenza".
Le possibilità, insomma, sono tantissime per gli aspiranti food trucker italiani. Ma il percorso per arrivare a proporle nelle strade e nelle piazze è lungo. Bisogna scegliere il tipo di operatività più adatto (itinerante, giardini, piazze) e individuare le opportunità più interessanti, dalle fiere, alle manifestazioni di piazza, agli eventi privati come cerimonie o feste. Poi si passa all’allestimento vero e proprio del mezzo, che sarà il protagonista del nuovo business. In tutto questo StreetFoody è al fianco dei food trucker. Si studia insieme il progetto e poi, nelle officine di Terranuova Bracciolini (AR), all’interno di uno stabilimento di 12mila metri quadri, viene realizzato il mezzo personalizzato, curando meccanica, allestimento, attrezzatura e grafica. Si può scegliere fra tre taglie: S, con l'Ape Piaggio, M, con il Porter Piaggio, oppure L, con il food truck Fiat Ducato.
Fondamentale, una volta che il proprio veicolo è su strada, tenersi aggiornati sull’evoluzione del settore: Streetfoody.it è il sito di riferimento di questo mondo, costantemente aggiornato sulla normativa, sui trend emergenti, sulle nuove tecnologie e soluzioni meccaniche, su fiere e festival e su tutte le opportunità offerte dal mondo del cibo di strada.
A Sigep StreetFoody ha presentato il mezzo più piccolo e compatto, l’Ape modello Oyster, che ha sfornato le prelibate focacce calde del Toscanificio Panbriaco, mentre il Porter Flò è stato allestito in chiave super moderna con l’innovativo banco con carapine (cioè i contenitori per il gelato) a vista. Un terzo veicolo, un Ape trasformato in gelateria itinerante, è stato protagonista dello stand di Bravo Spa, storica azienda di macchine per gelato, pasticceria, cioccolato e ristorazione che ha festeggiato i suoi 50 anni di attività con celebrità della ristorazione come Ernst Knam, Chiara Maci, Alessandro Borghese, Simone Rugiati e Iginio Massari.
 
StreetFoody è il progetto dedicato ai food trucker italiani. Un team di specialisti che sviluppa insieme a loro l’intero progetto imprenditoriale, aiutandoli in ogni fase della realizzazione fino alla messa in strada del loro veicolo. L’azienda ha sede a Terranuova Bracciolini, provincia di Arezzo. Streetfoody.it è il sito di riferimento del settore, sempre aggiornato sulla normativa, sui trend emergenti, sulle nuove tecnologie e soluzioni meccaniche, su fiere e festival e su tutte le opportunità offerte dal mondo del cibo di strada.
 
 

Alla Bit di Milano si entra gratis con il biglietto di Miart

Quest’anno per la prima volta, in concomitanza con Miart, la fiera dedicata all'arte moderna e contemporanea, si terrà anche la Bit, la Borsa internazionale del turismo, che aprirà le porte ai visitatori il 2 aprile nei padiglioni della fiera di Milano - Rho.
La Bit, infatti, si terrà dalla domenica al martedì, con una nuova formula: il primo giorno aperto anche al pubblico, e lunedì e martedì riservati agli operatori professionali. Grazie a questa concomitanza, con il biglietto di ingresso a Miart, che si terrà dal 31 marzo al 2 aprile a Fieramilanocity, si potrà visitare gratuitamente anche la Bit.
"Il turismo dell'arte e della cultura conferma la sua importanza anche in una città come Milano - ha commentato il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Gorno Tempini -. Per ogni euro di valore prodotto da Fiera Milano, quattro sono quelli di indotto in generale per la ricezione e il turismo".
E infatti, In occasione di Miart, tutta la città sarà coinvolta nella promozione e nella diffusione dell'arte con una serie di eventi, aperture speciali e inaugurazioni. E' la Art Week milanese promossa da Comune di Milano e miart, che prenderà il via dal 27 marzo. Ogni giorno si terranno aperture straordinarie e visite speciali: dall'inaugurazione della personale di Santiago Serra al Pac, agli opening delle mostre della Fondazione Arnaldo Pomodoro, all'Albergo diurno di porta Venezia, a cura del Fai, per citare solo alcuni degli eventi. "Abbiamo deciso di costruire - ha spiegato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno - un cartellone che, lungo l'arco di una intera settimana, renda la città di Milano una meta ancora più desiderabile per i visitatori di Miart e, dall'altra parte, sviluppi sempre più l'attenzione della città sull'arte moderna e contemporanea". Il New York Times "scrisse l'anno scorso che Milano era finalmente tornata ad essere una città sulla mappa dell'arte contemporanea, ora vogliamo rimanerci", ha concluso Del Corno.
20 gennaio 2017

CREA: la ricerca riscopre il peperoncino italiano
Ecco la filiera italiana di qualità
C’è più gusto con il peperoncino italiano e fa anche bene alla salute e alla linea (senza eccedere, naturalmente). Infatti, è ricco in provitamina A e vitamina C ed ha proprietà antisettiche, digestive e vasodilatatorie. Inoltre, secondo studi recenti, contribuisce a ridurre il senso di fame.
Dal CREA, il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, è ormai in dirittura d’arrivo PEPIC “Filiera del peperoncino piccante: interventi di ricerca per la scelta varietale e per l’innovazione dei processi colturali”, il progetto attivato su richiesta del Tavolo di filiera del Peperoncino e finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, attraverso l’ISMEA, proprio per promuovere una filiera del prodotto di qualità superiore, innovativa, integrata e competitiva.
 
I ricercatori hanno caratterizzato con un approccio innovativo genotipi locali a livello morfo-fisiologico, agronomico, biochimico e molecolare. Una prima analisi della diversità genetica ha permesso di distinguere le accessioni in base alla specie per poi focalizzarsi su quelle di Capsicum annuum alle quali appartengono le varietà italiane di peperoncino. Nel panel di varietà testate sono stati inclusi peperoncini provenienti da diversi areali e come confronto sono stati selezionati peperoni dolci ed ornamentali. Le analisi hanno mostrato come i peperoncini tendono a distinguersi in base sia alle altre tipologie sul mercato (dolci e ornamentali) sia alla provenienza geografica. In particolare, il peperoncino italiano si è differenziato dal punto di vista genetico da quello proveniente dalle Americhe e dall’Asia.
Inoltre, sono stati ottenuti nuovi genotipi migliorati a basso input energetico, adatti alle condizioni colturali italiane e alla raccolta meccanica. Il CREA-Ingegneria ha studiato una raccolta più efficiente grazie a macchine agevolatrici e varietà caratterizzate da frutti concentrati sulla parte superiore ed esterna della pianta e più facilmente distaccabili, oltre che da una maggiore contemporaneità di maturazione. In particolare, dieci nuove combinazioni di incrocio prodotte presso il CREA-Orticoltura sono state richieste da alcune Ditte sementiere per ulteriori prove. Con questi dati si potranno individuare sia i genotipi per un uso diretto nelle diverse aree di coltivazione del peperoncino, sia quelli da impiegare in incroci per iniziare programmi mirati di miglioramento genetico o produrre ibridi F1.
 
Per valorizzare maggiormente le produzioni nazionali sono stati evidenziati caratteri qualitativi nutraceutici. Il CREA Trasformazioni Agroalimentari ha studiato su 14 genotipi coltivati in tre siti (Montanaso Lombardo, Monsampolo del Tronto e Battipaglia) l’effetto del genotipo, dell’ambiente e del trattamento per la conservazione sul contenuto di composti importanti dal punto di vista nutrizionale e sensoriale, come capsaicinoidi, acido ascorbico, carotenoidi, tocoferoli, capacità antiossidante, sostanze volatili (pirazine, esteri, terpenoidi). I diversi genotipi non hanno generalmente risposto in maniera uniforme nei diversi ambienti, evidenziando, per questi caratteri, una significativa interazione con l’ambiente di coltivazione. Comunque, il genotipo Sigaretta calabrese ha sempre evidenziato i valori massimi di capsaicinoidi, responsabili sia della piccantezza (52000-85000 gradi Scoville nel prodotto fresco liofilizzato e 38000-86000 in quello essiccato) sia di molte delle proprietà benefiche del peperoncino. Sempre in un’ottica di valorizzazione delle tipicità, il CREA Agricoltura e Ambiente è riuscito con metodi innovativi a discriminare le aree produttive della cultivar Sigaretta Calabrese.
Sul fronte colturale, sono stati sviluppati metodi ecocompatibili per la lotta alle malattie fungine e batteriche nonché per la corretta gestione fitosanitaria della colture. Infine, sono stati ricavati dal peperoncino estratti naturali a base di capsaicinoidi da utilizzare per un controllo ecosostenibile delle malattie delle piante, in modo tale da poter sostituire o ridurre l’uso di prodotti antiparassitari di sintesi. Presso il CREA Difesa e Certificazione sono state effettuate prove in vitro per il controllo del Fusarium oxysporum f.sp. melonis (FOM), agente causale del “Fusarium wilt” del melone e di tutte le altre cucurbitacee, e della Phytophthora capsici, agente della “cancrena pedale” e altre malattie in peperone e altre specie.
 


ALBA VITÆ 2016: successo senza precedenti per l’iniziativa firmata AIS Veneto  
Alba Vitae tocca quota 440! Tante sono infatti le magnum di Capo di Stato 2009 di Loredan Gasparini poste in vendita a novembre e terminate in pochissimi giorni.
Un successo senza precedenticommenta Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto – un risultato che non ci aspettavamo ma che ci riempie d’orgoglio”. Non era infatti mai successo che Alba Vitae fosse completamente esaurita con una decina di giorni d’anticipo rispetto alle festività natalizie. “Sapevamo che la collaborazione con la cantina Loredan Gasparini avrebbe riscosso consensi – prosegue il presidente AIS Veneto -  e per questo abbiamo provveduto a realizzare circa 50 magnum in più rispetto alle scorse edizioni. Fin dai primi giorni le ordinazioni sono però arrivate con un ritmo incredibile, tanto da convincerci a produrre altre 50 magnum, arrivando così a quota 400. Negli ultimi giorni, infine, Lorenzo Palla ha deciso di mettere a disposizione ben 40 magnum Capo di Stato 2009 della sua riserva personale, che sono però terminate in sole 48 ore”.

Ora non resta dunque che aspettare l’atto conclusivo dell’edizione Alba Vitae 2016, che si terrà durante la cena di venerdì 31 marzo presso il ristorante De Gusto, in via Sagrogna 35 a Levego (BL). In questa occasione il ricavato delle vendite di Alba Vitae verrà infatti donato a FormArte Centro Studi e Ricerche, associazione culturale di promozione sociale, senza fini di lucro, per lo sviluppo del progetto Supporto Scolastico Armonico, dedicato agli studenti che presentano problemi e disagi.

Un progetto che parla di condivisione ed impegno sociale – conclude Aldegheri – per il quale dobbiamo ringraziare l’associazione FormArte, la cantina Loredan Gasparini, la delegazione AIS Belluno e, soprattutto, i 440 generosi acquirenti che hanno scelto Alba Vitae come simbolo di un Natale altruista e solidale”.
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Alba Vitæ: ogni anno, AIS Veneto seleziona una eccellenza enologica della regione che viene imbottigliata in un esclusivo formato magnum, il cui intero ricavato viene devoluto in opere solidali a sostegno della vita.
Un vino importante, Alba Vitae, che, posto in vendita in occasione delle festività natalizie, diventa un regalo dal doppio valore: un prodotto di qualità dedicato agli appassionati ed un simbolo tangibile di impegno sociale.

Centro Studi e Ricerche FormArte®: è un’associazione nata a Belluno nel 2003, che utilizza le arti figurative come strumento di recupero sociale e culturale. Più recentemente si è specializzata nella costituzione di qualificati gruppi scientifici di ricerca e progettazione intorno a progetti nel campo della formazione, della rieducazione e della ricerca. Il Centro Studi e Ricerche FormArte® si pone infatti l’obiettivo di sperimentare percorsi innovativi nella formazione, nella ricerca e nella rieducazione nei settori artistici-espressivi e rieducativi, per rispondere alle richieste di modernizzazione e di innovazione provenienti dalla società. Questa missione è perseguita valorizzando le istanze di autonomia e di flessibilità che caratterizzano FormArte e che le derivano dall’essere una struttura autonoma.
 
Loredan Gasparini - Capo di Stato 2009: La Riserva “Capo di Stato” nasce dalla selezione delle migliori uve dell’azienda ed in particolare dallo storico vigneto del 1946 delle “100 piante” con uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc ed Malbec, dove il microclima del Montello (nell’Alta Marca Trevigiana) conferisce una spiccata personalità. È un vino profondo e caldo nel colore, dal profumo intenso ed affascinante, ricco di frutti di bosco e spezie leggere. Di corpo e stoffa, dai tannini dolci ma importanti, al palato si presenta suadente ed infinito.

La sua fama deriva da una famosa gaffe, avvenuta a Venezia nel 1967, quando De Gaulle e signora si trovano in visita per la Biennale. All’Hotel Gritti viene servito un Venegazzù Rosso. Il Presidente francese assaggia ed elogia pubblicamente quello “straordinario Bordeaux”. Gli viene fatto notare che il vino da lui degustato è un uvaggio a taglio bordolese di un’azienda veneta, appunto la Loredan Gasparini.
È la consacrazione internazionale di un vino nato nel cuore dell’Alta Marca Trevigiana, che da quel momento prende il nome di Capo di Stato.

Leggenda nella leggenda, nascono due etichette per un solo vino, che esprimono la duplice anima maschile e femminile dell’“uva” che diventa “vino”; una “Lei” ed un “Lui” fusi nella medesima essenza.  Opere del pittore padovano Tono Zancanaro, su un’etichetta è effigiata una fanciulla, incarnazione di Venere, sull’altra un giovanetto, rappresentazione di Bacco. Ogni etichetta riporta una dedica, strettamente legata all’altra. Così a madame Yvonne viene recapitata la bottiglia col Bacco e la scritta “Des roses pour madame…”, mentre a De Gaulle quella con Venere e la dedica “…et pour Monsieur la Bombe”, cenno agli esperimenti nucleari francesi. Da quel momento “Des Roses pour Madame…” e “…et pour Monsieur la Bombe” diventano l’immagine del Capo di Stato. Poi, nel corso degli anni, il vino ha continuato ad essere prodotto con la sola etichetta del “Lui”, riservando la “Lei” a particolari occasioni.



FIC e Conserve Italia partner consolidati con Cirio Alta Cucina e Valfrutta Granchef
La Federazione Italiana Cuochi consolida e amplia la partnership avviata nel 2013 con Conserve Italia – gruppo leader nel settore conserviero al quale fanno capo, tra gli altri, i marchi Cirio e Valfrutta – annunciando due importanti novità all’insegna della promozione e valorizzazione in Italia e all’estero della migliore cucina italiana.
La linea Cotti a Vapore Valfrutta Granchef entra nella “dispensa” della Federazione Italiana Cuochi, presieduta da Rocco Pozzulo, e il brand Cirio Alta Cucina diventa sponsor della Nazionale Italiana Cuochi.
 
Da oggi gli chef della Federazione Italiana Cuochi possono contare su un alleato in più in cucina, grazie alla linea Cotti a Vapore, fiore all’occhiello di Valfrutta Granchef, che propone alla famiglia delle berrette bianche italiane una gamma unica delle migliori verdure cotte a vapore, un processo delicato e tecnologicamente avanzato in grado di preservarne il gusto autentico, il colore naturale, il profumo intenso e le proprietà organolettiche.
Buoni, genuini e subito pronti da utilizzare senza la necessità di scolarli, i Cotti a Vapore offrono benefici ineguagliabili per assicurare la massima riuscita alle creazioni dei professionisti della FIC, sia nelle preparazioni a freddo nelle quali il gusto naturale viene esaltato, che nelle preparazioni più elaborate dove emerge tutta la loro superiorità di gusto e fragranza.
Disponibile nei formati da 3 kg e da 1 kg, la gamma Cotti a Vapore è costituita da un’ampia varietà di prodotti, essenziali per le preparazioni più ricche e sfiziose di una ristorazione di effetto e di successo: Fagioli Borlotti, Fagioli Cannellini, Piselli piccoli, Ceci grandi, Mais Supersweet, Mix mediterraneo, Farro, Fagioli Bianchi di Spagna e Fagioli Red Kidney.
 
Significativo è anche l’ingresso di Cirio Alta Cucina come sponsor della Nazionale Italiana Cuochi, sempre impegnata in competizioni ed eventi dove la qualità della materia prima italiana è fondamentale. Dal 1856 Cirio è lo specialista del pomodoro, un’esperienza di oltre 160 anni che si ritrova nella linea Alta Cucina, dedicata in esclusiva a tutti i professionisti della ristorazione e che propone solo l’eccellenza del pomodoro 100% italiano, lavorato con cura per offrire sempre qualcosa di veramente speciale.

Si tratta di prodotti che hanno superato l’esame severo e professionale di chef esperti della Federazione Italiana Cuochi che, provandoli, ne hanno apprezzato la qualità, la resa e la versatilità in cucina, promuovendoli ad ingredienti di riferimento per le attività in programma in ambito nazionale e internazionale. Prodotti che possono fregiarsi del riconoscimento “Approvato dalla FIC”, un importante sigillo al costante impegno profuso da Cirio nell’essere un marchio premium e un’icona della tradizione culinaria italiana, riconosciuta da sempre per la qualità superiore e il gusto unico dei suoi prodotti; il pomodoro perfetto per una cucina di alto livello come quella in costante crescita ed evoluzione della Nazionale Italiana Cuochi.
 


Borgaio Rosso 2015 Castello di Meleto su Forbes
Il rosso della cantina toscana nella classifica di Forbes dei 10 migliori vini europei per rapporto qualità prezzo
 
“Piccante, lucido, con avvolgenti note di frutti di bosco maturi e tracce di funghi e sottobosco autunnale”, questa la descrizione entusiasta del Borgaio Rosso 2015 igt di Castello di Meleto comparsa sull’articolo di Forbes firmato da Nick Passmore.
Composto per il 30% da Merlot e per il 70% da Sangiovese, il Borgaio Rosso Igt viene affinato quasi interamente in acciaio, solo una parte della massa infatti è affinata in barrique, per un periodo di 10 – 12 mesi. Ne risulta un vino fresco e piacevole, capace di conquistare il palato anche del noto recensore britannico tanto da convincerlo ad inserire l’etichetta nella classifica dei migliori vini europei sotto i 20 dollari del 2016, uno dei tre vini italiani menzionati nell’elenco. “L’aperitivo perfetto – commenta Passmore – soprattutto in compagnia di un tagliere di salame di cinghiale”.
 
Un bel traguardo per Castello di Meleto, azienda giovane e dinamica di Gaiole in Chianti (SI) che vanta circa 1.000 ettari di terreno, di cui 125 dedicati alla viticoltura, sviluppati attorno a un borgo medioevale perfettamente conservato grazie ai costanti lavori di restauro della proprietà. Un bell’esempio di come è possibile fare qualità offrendo un prodotto accessibile a tutti.

12 gennaio 2017

Paolo Massobrio commenta fra 9 e le 9,30 gusti e (dis)gusti del mangiarbere
Nella pagina facebook Golosaria, dalla redazione di Alessandria composta da Fabio Molinari, Silvia Benzi e Federica Borasio, mister Papillon passa in rassegna gli articoli di giornale che parlano del cosiddetto mondo del gusto. “Ma anche del disgusto – dice Federica Borasio, che conduce in diretta i 10 minuti ogni mattina - nel senso che succede quasi ogni giorno di stigmatizzare elementi non proprio positivi che girano intorno a cibo e vino”. 
La Notizia del Giorno viene pubblicata ormai da 12 anni on line, sul portale IlGolosario.it, dal lunedi al venerdi intorno all’ora di pranzo; ma l’anticipazione, dopo la consultazione di Massobrio di una decina di quotidiani, periodici e varie edizioni locali è pronta già al mattino, in video, per restare a disposizione tutto il giorno collegandosi a Facebook.

Paolo Massobrio, giornalista professionista, è conosciuto soprattutto per il libro best seller IlGolosario, la guida alle mille e più cose buone d’Italia; quindi per la guida ai ristoranti ilGattiMassobrio e per la direzione della collana I Libri del Golosario di Cairo editore. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire e Italia Oggi ed è l’ideatore della fortunata rassegna Golosaria, che si anima nel Monferrato, a Padova e a Milano.



Sul Corriere della Sera: «Alla qualità della spesa non si rinuncia, si elimina lo spreco»
Qui sotto l'analisi di Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad. che spiega come nell'era dei prezzi bassi il consumatore italiano che guarda alla qualità ed elimina gli sprechi preferisce sempre più pesce alla carne, mangia più frutta e verdura, beve meno ma meglio ed è affascinato dai prodotti eticamente sostenibili»

QUI l'articolo



Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia promuovono il bando “Export a Tuttofood 2017”
Una grande occasione di internazionalizzazione per le eccellenze lombarde nel settore dell’agroalimentare.

Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, nell’ambito dell’Accordo di Programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo e in collaborazione con Fiera Milano SpA, promuovono il bando “Export a Tuttofood 2017” che destinerà un totale di 363.200 Euro alle aziende beneficiarie.

Il progetto è finalizzato a dare visibilità alla filiera dell’industria agroalimentare e ad incrementare le opportunità di export delle micro, piccole e medie imprese lombarde, attraverso le fiere, riconosciuta piattaforma di sviluppo per il sistema produttivo del territorio. L’iniziativa si concretizzerà in un percorso di accompagnamento all’export che culminerà con l’opportunità per le aziende di partecipare come espositori a TUTTOFOOD, il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Fiera Milano in programma dall’8 all’11 maggio 2017.

Attraverso il bando, verranno selezionate 60 aziende che, con una quota di compartecipazione di soli 1.220 Euro, potranno esporre in manifestazione, avendo diritto a uno stand di 12 metri quadri allestito all’interno di uno spazio collettivo dedicato alle aziende lombarde.

“Grazie alla sinergia con Fiera Milano e Unioncamere Lombardia – è il commento di Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia – riusciamo ad offrire un pacchetto completo, e molto vantaggioso, di accompagnamento alle imprese lombarde che desiderano partecipare a questa importante rassegna. Si tratta di un intervento sussidiario ‘chiavi in mano’ in grado di aumentare in modo significativo la competitività e la visibilità delle aziende, segno di grande attenzione di Regione Lombardia verso gli operatori di un settore che, tra tradizione e modernità, con la ristorazione e le produzioni alimentari e vitivinicole continua in Lombardia a creare eccellenza e a svilupparsi come un importantissimo fattore di attrattività".

“Attraverso questa iniziativa - ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia - le Camere di Commercio della Lombardia vogliono sostenere concretamente e favorire la propensione all’export delle imprese lombarde di piccole dimensioni, solide, competitive e attive sul territorio, che costituiscono una preziosa risorsa per lo sviluppo economico locale. Il nostro intervento non si limita a sostenere la partecipazione alla fiera, ma mette a disposizione attività formative e di animazione, consulenze gratuite e incontri tra imprese e con buyers esteri, proprio perché queste imprese, magari con poca esperienza ma con grandi potenzialità, possano trovare le migliori condizioni per sviluppare il proprio business avvalendosi di competenze di alto profilo e senza sostenere alcun costo”.

“Siamo lieti di poter mettere a disposizione del territorio una manifestazione così ricca di opportunità come TUTTOFOOD, per un settore strategico come quello agroalimentare – afferma il presidente di Fiera Milano, Roberto RettaniLa nostra manifestazione ha raggiunto un posizionamento di primo piano nel panorama europeo e raccoglie l’interesse di buyer internazionali molto sensibili alle tipicità e alle qualità del prodotto italiano. Siamo certi che le aziende lombarde presenti attraverso questa iniziativa troveranno importanti occasioni per far crescere il loro business".

Inoltre, con TUTTOFOOD potremo sicuramente lanciare anche a livello nazionale un messaggio forte sulla varietà e sulle peculiarità della produzione agroalimentare lombarda.

Accanto alla partecipazione a TUTTOFOOD, le aziende avranno diritto a prendere parte a incontri d’affari, oltre ad eventi aperti al pubblico che offriranno interessanti occasioni di visibilità per i loro prodotti.

Nel dettaglio, gli incontri d’affari saranno organizzati direttamente alla stand della manifestazione con buyer esteri qualificati, appositamente selezionati e invitati, a cui si affiancherà un servizio di interpretariato collettivo nell’area comune; con il supporto della rete Enterprise Europe Network, inoltre, le imprese partecipanti potranno poi entrare in contatto con altre imprese (italiane ed estere) identificate attraverso la registrazione ad una piattaforma online.
Inoltre, tutte le imprese avranno l’opportunità di partecipare agli eventi di Food Week, la settimana lombarda dedicata al cibo che, dal 4 all’11 maggio presenterà al pubblico le eccellenze agroalimentari attraverso percorsi esperienziali e altre iniziative in via di definizione nelle location più suggestive di Milano.

Per consentire alle realtà territoriali beneficiarie del bando di far fruttare al meglio le opportunità offerte, sarà programmato un percorso di preparazione alla partecipazione alla fiera e agli incontri con i buyer e le imprese composto da 4 moduli da mezza giornata l’uno, di cui 2 moduli propedeutici alla fiera e 2 moduli di “follow up”, al fine di rendere ancora più proficui i contatti con potenziali clienti.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 10 gennaio 2017 fino alle ore 16.00 del 21 febbraio 2017 tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it.

Le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito www.unioncamerelombardia.it nell’apposita sezione “Bandi e contributi alle imprese”.

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